José Luis Rodríguez Zapatero (50)

Informazioni di base:

  • Data di nascita: 4 Agosto 1960
  • Professione: Politico
  • Luogo di nascita: Valladolid
  • Nazione: Spagna
  • José Luis Rodríguez Zapatero in Rete:

  • Wikipedia: José Luis Rodríguez Zapatero su Wikipedia
  • Biografia:

    (estratta da Wikipedia)

    José Luis Rodríguez Zapatero (Valladolid, 4 agosto 1960) è un politico spagnolo, presidente del governo dal 17 aprile 2004. Come leader del Partito Socialista Operaio Spagnolo (PSOE), ha vinto le elezioni politiche il 14 marzo 2004 ed è stato rieletto il 9 marzo 2008. Tra i primi provvedimenti del governo Zapatero i più importanti sono il ritiro dell'esercito spagnolo dall'Iraq, le controverse trattative con l'ETA, la legalizzazione dei matrimoni tra omosessuali e un programma di amnistia per gli immigrati clandestini.

    Primi anni
    Gioventù
    José Luis Rodríguez Zapatero è nato a Valladolid, figlio dell'avvocato Juan Rodríguez García-Lozano e Purificación Zapatero. Cresce a León, dove aveva origine la sua famiglia. Ha un fratello maggiore, Juan Rodríguez Zapatero. La sua famiglia aveva una tradizione socialista di lungo corso; suo nonno infatti, Juan Rodríguez Lozano, era un capitano repubblicano giustiziato dai nazionalisti di Franco durante la Guerra civile spagnola, prima che Zapatero nascesse. Suo nonno materno, Faustino Zapatero, era un pediatra e un liberale di classe media che morì nel 1978.
    Sua nonna materna era una conservatrice di destra. Zapatero disse che da giovane era solito intrattenersi in lunghi dibattiti notturni con il padre e il fratello sulla politica, giustizia e letturatura. Disse anche che la sua famiglia gli insegnò ad essere "tollerante, riflessivo e austero." Gli ideali di suo nonno ebbero una grande influenza sul padre, il fratello e sulle sue opinioni politiche. Zapatero iniziò gli studi alla scuola religiosa "Discípulas de Jesús" nel settembre del 1966. Nel settembre del 1970 entrò nel "Colegio Leonés", l'unica scuola privata che c'era a León in quel periodo. Studiò giurisprudenza all'Università di León, dove si laureò nel 1982. I suoi risultati scolastici erano sopra la media fino all'anno prima dell'università. i suoi risultati in quell'anno e all'Università furono mediocri. Secondo suo fratello Juan: "Non studiò molto, ma non fece alcuna differenza: continuò con successo".
    Dopo la laurea Zapatero lavorò come assistente in Diritto Costituzionale all'Università di León fino al 1986. ha dichiarato che l'unica attività che lo attira eccetto la politica è l'insegnamento. Zapatero incontrò sua moglie, Sonsoles Espinosa, a León nel 1986. Si sposarono il 27 gennaio 1990 e hanno due figlie chiamate Laura (1993) e Alba (1995).
    Entrata in politica
    Zapatero partecipò alla sua prima manifestazione politica il 15 agosto 1976. Era una manifestazione organizzata dal PSOE a Gijón. I partiti politici erano legali dal 21 luglio 1976, ma il Partito Socialista venne legalizzato solo nel febbraio 1977. Il discorso di Felipe González, leader del PSOE e in seguito Primo Ministro Spagnolo, esercitò una grande influenza su Zapatero. Zapatero e la sua famiglia erano tradizionalmente legati al Partito Comunista, poiché era l'unico partito realmente organizzato prima della morte di Francisco Franco nel 1975. Ma dopo la manifestazione a Gijón loro, e soprattutto Zapatero, cominciarono a credere che il Partito Socialista era il più probabile futuro della sinistra spagnola. Nel 1977, l'anno delle prime elzioni democratiche dopo Franco, Zapatero supportò sia il partito comunista che quello socialista, attaccando manifesti di entrambi.
    Si iscrisse al PSOE il 23 febbraio 1979. L'impressione che gli fece Felipe González ebbe un ruolo fondamentale nella sua decisione di unirsi al partito. Non disse nulla a casa, temendo che i suoi genitori lo avrebbero scoraggiato, considerandolo troppo giovane per iscriversi ad un partito. Nel 1982 Zapatero divenne capo dell'organizzazione giovanile socialista nella provincia di León. Nel luglio del 1982, Zapatero incontrò Felipe González alla scuola estiva "Jaime Vera", e gli chiese di fare una svolta a sinistra nel programma politico socialista delle elezioni politiche del 1982. González gli consigliò di abbandonare il suo punto di vista conservatore (di sinistra). Nel 1986 venne eletto come rappresentante della provincia di León in Parlamento (Cortes), diventando così il suo più giovane membro. Era il numero due nella lista socialista di León. In tutte le elzioni successive (nel 1989, 1993, 1996 e 2000) fu il numero uno. Nelle elezioni del 2004 si candidò come numero uno a Madrid. Zapatero a quel tempo si definiva un "conservatore di sinistra". Disse inoltre che la sinistra spagnola doveva modernizzarsi e che "stiamo trovando difficile accettare la necessità per il Partito Socialista di cambiare molte sue convinzioni e di superare il nostro conservatorismo". Nel 1988 divenne segretario generale a León dopo una dura e complessa lotta per il potere che pose fine ad un lungo periodo di divisioni e scontri interni.
    Negli anni Ottanta e Novanta il Partito Socialista era costituito da due fazioni: i guerristas (sostenitori di Alfonso Guerra, ex-vicepresidente di Felipe González) e i riformisti (guidati da Felipe González). Il primo gruppo aveva una forte ideologia di sinistra, mentre il secondo era più pragmatico. La divisione si ampliò dopo le elezioni politiche del 1993, le ultime vinte dal Partito Socialista prima della vittoria di José María Aznar nel 1996, quando i cattivi risultati ingigantirono gli scontri interni. Zapatero formalmente non si unì mai a uno dei due gruppi.
    Nel 1995 ci fuorono le elezioni amministrative. I risultati furono deludenti per il PSOE che perse quattro seggi nel municipio di León e due seggi nel parlamento regionale di Castilla-León. I risultati erano influenzati dalla grave situazione economica e dal caso di corruzione che investì il partito. Zapatero aveva personalmente diretto la campagna elettorale. Nel 1996, dopo le elzeioni politiche, Zapatero mantenne il proprio seggio alla Camera dei Deputati. L'anno seguente, Zapatero venne eletto nuovamente segretario generale a León e dopo il congresso nazionale tenuto dal partito in quell'anno entrò nell'esecutivo nazionale.
    L'associazione dei giornalisti parlamentari diede a Zapatero il premio di "Diputado Revelación" nel dicembre 1999 per le sue attività come membro della Camera dei Deputati. Dal 1996 al 2000 i suoi contributi più significativi come parlamentare furono la sua ferma opposizione al protocollo energetico presentato dal governo e l'approvazione di un emendamento alla finanziaria del 2000 nel novembre del 1999 che aumentò le pensioni di militari non professionisti che avevano combattuto per la Repubblica nella Guerra civile spagnola del 1936-1939.
    Segretario del PSOE
    Il 12 marzo 2000 il PSOE perse nuovamente le elezioni politiche contro il Partito Popolare di José María Aznar. Zapatero conservò il suo seggio, ma il Partito Socialista ottenne solo 125 seggi, sedici in meno rispetto al 1996. La sconfitta fu ancora più tragica perché il Partito Popolare inaspettatamente ottenne la maggioranza assoluta per la prima volta. Il segretario Joaquín Almunia diede le dimissioni il giorno stesso. Zapatero decise di candidarsi alla guida del Partito Socialista nella sua 35° conferenza che si sarebbe svolta quell'anno. Con altri membri del partito, nell'aprile del 2000 fondò un nuovo movimento interno al partito chiamato Nueva Via ("nuova strada"), che gli sarebbe servito come base per diventare Segretario Generale.
    Un documento di Nueva Via proclamò gli obbiettivi del gruppo: "Nueva Via si propone di creare un progetto di cambiamento politico e sociale verso il socialismo democratico, un progetto Socialista che aiuti il PSOE a recuperare credibilità tra i cittadini". Tra i membri più influenti c'erano: Zapatero, Trinidad Jiménez, Jesús Caldera, Jordi Sevilla, José Blanco, Antonio Cuevas e Enrique Martínez. Quest'ultimo ebbe un ruolo fondamentale nella promozione di Zapatero. Era il direttore di "Escuela Jaime Vera", una scuola del partito che educa i futuri leader. Il 25 giugno 2000 Zapatero annunciò ufficialmente la propria candidatura alla Segreteria Generale. Nel suo discorso parlò di quella che può essere considerata la sua dichiarazione dei principi:
    Costruire una società che accetti tutti gli stranieri indipendentemente dal colore della pelle o dal livello culturale.
    Dare priorità all'educazione e creare buoni posti di lavoro per i giovani.
    Fornire ai genitori più tempo da trascorrere con i propri figli.
    Promuovere la cultura in tutte le sue forme.
    Trasformare la Spagna in un paese ammirato per l'aiuto a coloro che ne hanno più bisogno.
    Forzare il governo a sostenere persone con spirito di iniziativa.
    Rinforzare la democrazia e promuovere i valori sugli interessi effimeri.
    Zapatero corse contro altri tre avversari: José Bono, Rosa Díez e Matilde Fernández. Matilde Fernández era il candidato dei guerristas mentre José Bono era il candidato dei riformisti. Rosa Díez è un politico basco che era una sorta di scelta intermedia. Zapatero aveva contro la sua inesperienza e a favore la sua immagine di cambiamento e il fatto di essere l'unico parlamentare tra i candidati (un importante fattore della politica spagnola è che le campagne elettorali durano solo 15 giorni, quindi è fondamentale essere conosciuto molto prima dell'inizio). Bono era visto molto male dai guerristas, che supportavano anche Zapatero. Il 22 luglio 2000 Zapatero riuscì a vincere con uno stretto vantaggio (ottenne 414 voti su 995 e Bono ne ottenne 405). Quell'anno si trasferì a Madrid con la famiglia.
    Capo dell'opposizione
    Fino al 2004 ha guidato l'opposizione socialista al governo di Aznar.
    Elezioni Politiche del 2004
    Riforme del primo governo
    Riforma tv
    La riforma della tv (importanti cambiamenti in RTVE e apertura del mercato a nuovi soggetti), una delle prime promesse dal governo pronunciate pochissimo dopo la vittoria, è stata approvata dopo una lunga battaglia legale e politica, originata da tante questioni. Nel 2005 Sogecable (appartenente al Grupo Prisa facente capo al magnate Jesùs de Polanco, che controlla il quotidiano filosocialista El Pais e le radio spagnole Cadena Ser e 40 Principales) chiese di togliere le restrizioni con cui la stessa azienda poteva operare nella Tv in chiaro con Canal+. Le maggiori reti analogiche Antena 3 e Telecinco (controllate entrambe da gruppi italiani, la prima dalla De Agostini, la seconda da Mediaset) e le altre reti digitali iniziarono ad adire i tribunali, lamentando limitazioni alla concorrenza . Grazie a questa legge il Grupo Prisa, presente con forza nei mass-media, entra nel settore della tv analogica.
    La Sogecable ha lanciato il 7 novembre 2005 l'emittente Cuatro, nata sulle ceneri di Canal+. A completare il quadro, il 27 marzo 2006, ha iniziato le trasmissioni un'emittente tutta nuova, La Sexta, controllata in parte dal gruppo messicano Televisa, presieduta dall'ex anchorman di Telecinco Emilio Aragón Álvarez.
    Tuttavia il vero obiettivo di Zapatero era la RTVE, accusata di essere sempre filogovernativa: a tal proposito, oltre a promettere, dopo la vittoria del 2004, un profondo rinnovamento, ha nominato una commissione di 5 saggi incaricata di disegnare una legge, la quale è stata poi approvata nel 2006. Dei finanziamenti che riceve l'ente pubblico, il 50% verrà dallo stato (tutta la tv in Spagna è gratuita), il 40% dagli introiti pubblicitari, il 10% da fonti diverse (es. vendita programmi all'estero), al fine di ridurre il pesantissimo debito accumulato (7,5 miliardi di euro); il Consiglio d'amministrazione durerà 6 anni, avrà 8 membri eletti in parti uguali tra Camera, Senato, sindacati e Consiglio audiovisivo ed eleggerà con maggioranza di 2/3 il direttore generale. Inoltre è stata ridefinita la programmazione tv delle tante emittenti che fanno capo all'ente pubblico. Come ultimo, la RTVE è diventata una fondazione. In futuro la RTVE spera di ridurre gli spot delle reti analogiche.
    Riforme in materia di famiglia, scelte personali, ricerca scientifica
    Durante il governo Zapatero il Parlamento spagnolo ha approvato numerose leggi volte ad aumentare la libertà delle scelte personali, soprattutto a proposito di materie riguardanti l'etica e la laicità. È stato introdotto il divorzio breve, una nuova procedura legale per l'annullamento dei matrimoni dedita a diminuire tempi e costi; è stata approvata una legge liberalizzante sulla fecondazione assistita.
    Piuttosto celebre è stata la riforma che ha allargato l'accesso al matrimonio anche alle coppie omosessuali, garantendo così anche agli omosessuali gli stessi diritti riservati alle coppie eterosessuali, tra cui quello di adottare figli. Lo stesso diritto di adozione è stato poi allargato anche alle coppie di fatto (Adozione da parte di coppie dello stesso sesso).
    A partire dall'agosto del 2007, è stato approvato ed applicato un sistema di sussidio che prevede la donazione di 2.500 euro alla nascita di ogni figlio, indipendentemente dalla fascia di reddito della famiglia.
    Sono state alleggerite le pratiche di modifica delle generalità per i transgender, legalizzata la sperimentazione medica della cannabis e ridotte molte restrizioni sulla clonazione terapeutica e sull'uso di cellule staminali di origine embrionale ai fini di ricerca scientifica.
    In materia di laicità, è stata eliminata l'obbligatorietà per gli studenti di ricevere l'insegnamento della religione cattolica a scuola. Sempre in termini di educazione è stato introdotto a carattere obbligatorio l'insegnamento dell'educazione civica, innovazione che ha suscitato violente polemiche da parte dei settori filo-ecclesiastici, nonché della stessa Chiesa cattolica, che vede nel nuovo insegnamento un'imposizione dello stato nella formazione della coscienza e della morale dei giovani.
    Sempre in materia di famiglie, Zapatero ha ridotto l'IVA sui pannolini per anziani e bebé, sugli assorbenti igienici per le donne e sui preservativi visto che sono considerati materie di prima necessità.
    Per aiutare le famiglie, Zapatero ha indicato che le famiglie con meno di 15.000 euro di reddito annuale, o di 20.000 ma numerose, avranno diritto a 500 euro per ogni figlio con meno di tre anni, a 300 euro per ogni figlio fra i tre e i diciotto anni, e a 1.000 euro all'anno per i figli minorati.
    Riforme in materia economica
    Da un punto di vista economico, non ha mutato in modo significativo l'orientamento rispetto al precedente premier Aznar, durante il governo di Zapatero sono state infatti continuate le politiche di privatizzazione e liberalizzazione.
    A proposito di lavoro, ha integrato la riforma volta alla flessibilità attuata dal precedente governo con incentivi all'assunzione dei giovani e alla trasformazione di contratti precari a tempo indeterminato o a tempo procrastinato (minimo 12 mesi). Inoltre, con la riforma del lavoro, ha consolidato stessi diritti e stesse opportunità tra uomini e donne. Altri punti della riforma sul lavoro comprendono la riduzione dei costi di licenziamento, il divieto di "incatenamento" del lavoro e l'aumento del salario minimo annuale dai 6.447 euro annui del 2004 agli attuali 7.988 (2007).
    Infine, per palliare l'elevato tasso di indebitamento delle famiglie spagnole, dovuto soprattutto agli alti costi degli immobili, il governo Zapatero ha incrementato la costruzione e l'assegnazione di case popolari per le famiglie a basso reddito ed ha incentivato la modalità dell'affitto della residenza rispetto alla compravendita dei locali, tanto con agevolazioni fiscali per i proprietari, quanto con sussidi mensili per i giovani (sotto i 35 anni) che intendono affittare.
    Federalismo
    Sono state approvate riforme dedite ad accentuare la natura federalista della Spagna. Il caso più noto, polemico e contestato dall'opposizione è quello del referendum che ha approvato una maggiore autonomia della regione catalana (18 giugno 2006); oltre a questo, però, anche altre regioni autonome hanno proposto e approvato la riforma del proprio statuto autonomico: è il caso della Comunità Valenciana (1 giugno 2005) e l'Andalusia (18 febbraio 2007). Date le differenti implicazioni politico sociali, nonostante le similitudini nei contenuti, questi due ultimi casi non hanno suscitato le stesse polemiche dell'omologo catalano.
    Ha avviato un dialogo con i separatisti baschi dell'ETA per porre fine agli attentati terroristici che coinvolgevano civili innocenti, e proprio quando sembrava che fosse stata raggiunta una tregua, l'ETA ha colpito la Spagna con un attentato che ha ucciso due civili nell'aeroporto di Barajas (30 dicembre 2006), ferito una guardia del corpo a Bilbao (9 ottobre 2007) e, prima del voto, assassinato un esponente socialista dei Paesi Baschi (8 marzo 2008).
    Le polemiche con la Chiesa cattolica
    A causa delle leggi definite più progressiste, in materia di diritti civili (coppie di fatto, matrimoni ed adozioni per i gay, ricerca, ecc.), Zapatero è stato molto contestato dalla Chiesa cattolica che ha promosso anche manifestazioni di protesta accusando il governo socialista di voler "attaccare la famiglia" e di "preferire le scimmie all'embrione". Il premier spagnolo ha ribadito, anche tramite la visita di un membro del governo in Vaticano, il rispetto del pensiero dei cattolici, ma anche la necessaria laicità dello Stato. Zapatero ha poi incontrato papa Benedetto XVI durante la visita nel luglio 2006 del pontefice in Spagna ribadendo le sue posizioni. Il premier, criticato per l'assenza alla messa di Benedetto XVI a Valencia, ha fatto intendere di aver preferito non intervenire per convinzione personale (essendo agnostico) alla celebrazione.
    Altro
    Il governo di Zapatero è balzato alle cronache internazionali anche per alcune leggi, per quanto importanti, piuttosto curiose, come quella per il riconoscimento di diritti civili per le scimmie antropomorfe (secondo il Progetto Grandi Scimmie Antropomorfe); per l'imposizione dello Stato sulla produzione di OGM.
    Discusso è stato anche il "Piano Africa", una legge analoga per alcuni versi all'italiana legge Bossi Fini, molto dura nei confronti dell'immigrazione clandestina (fenomeno grave che riguarda le enclavi Ceuta e Melilla), ma volta anche alla regolarizzazione dei clandestini per combattere il lavoro nero.
    Un'altra promessa fatta durante le elezioni e poi mantenuta è stata quella di stanziare 8 mila miliardi di euro per le case e mutui, in modo tale da abbassarne i costi e i tassi d'interesse.
    Altra riforma fatta per combattere gli incidenti stradali è stata quella di creare la patente a punti. È stato inoltre proposto il carcere per chi provoca incidenti in stato d'ebbrezza.
    Per un risparmio energetico è stata approvata una legge che impone, per ogni casa che viene costruita o ristrutturata, di installare pannelli solari termici per il riscaldamento dell'acqua.
    Impose di rimuovere ogni statua o monumento che raffigurava Franco dai luoghi pubblici, e stabilì risarcimenti economici ai figli delle vittime della dittatura franchista.
    Hanno suscitato scalpore alcune misure per combattere anoressia e obesità: da una parte ha vietato le sfilate a modelle sotto la 38 (e obbligato gli stilisti a ritirare i vestiti di tale misura), dall'altro ha ordinato a Burger King di ritirare la pubblicità del panino King XXL, calorico come 10 uova fritte.
    Sempre parlando di salute, nel 2006 è entrata in vigore una legge che proibisce il fumo nei luoghi di lavoro e in vari luoghi pubblici, e introduce altre restrizioni.
    In vista delle elezioni, Zapatero ha varato una legge che impone parità tra uomini e donne che si candidano; la legge impone in fatti che al massimo solo il 60% dei candidati può essere dello stesso sesso.
    Politica estera
    Per quanto riguarda la politica estera, nel 2004, appena eletto premier, Zapatero ha disposto immediatamente il ritiro delle truppe spagnole dall'Iraq, continuando invece a sostenere la missione di pace in Afghanistan e partecipando in seguito a quella in Libano.
    Elezioni politiche del 2008
    Il film Viva Zapatero!
    Nel 2005 Sabina Guzzanti ha realizzato un film-documentario sulla libertà di stampa in Italia, incentrato sulla chiusura del programma satirico Raiot e intitolato proprio Viva Zapatero! in omaggio al premier spagnolo e alla sua riforma tv.
    Altri progetti
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    Commons
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    Wikimedia Commons contiene file multimediali su José Luis Rodríguez Zapatero
    Articolo su Wikinotizie: Spagna: il PSOE vince, ma non raggiunge la maggioranza assoluta 10 marzo 2007
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    Estratto da "http://it.wikipedia.org/wiki/Jos%C3%A9_Luis_Rodr%C3%ADguez_Zapatero"
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