John Ronald Reuel Tolkien (1892-1973)

Informazioni di base:

  • Scomparso nel: 1973
  • Data di nascita: 3 Gennaio 1892
  • Professione: Scrittore
  • Nazione: Sudafrica
  • John Ronald Reuel Tolkien in Rete:

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  • Biografia:

    (estratta da Wikipedia)

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    John Ronald Reuel Tolkien
    Firma di J.R.R.Tolkien
    John Ronald Reuel Tolkien, CBE (/dʒɒn ˈɹɒnld ˈɹuːəl ˈtʰɒlkiːn/; Bloemfontein, 3 gennaio 1892 – Bournemouth, 2 settembre 1973), è stato uno scrittore, filologo, glottoteta e studioso di lingua anglosassone britannico, noto come autore del famosissimo libro Il Signore degli Anelli e di altre opere riconosciute come pietre miliari del genere fantasy, come Lo Hobbit e Il Silmarillion, pubblicato postumo.

    Biografia
    John Ronald Reuel Tolkien nacque a Bloemfontein in Sudafrica il 3 gennaio 1892, da Arthur Reuel Tolkien (1857–1896) e da Mabel, nata Suffield (1870–1904). I genitori erano inglesi, originari di Birmingham. All'età di tre anni, nel 1896, per motivi di salute si trasferì con la madre ed il fratello Hilary in Inghilterra, a Sarehole, un sobborgo di Birmingham. Il padre non potè raggiungerli perché afflitto da febbri reumatiche che lo porteranno alla morte senza potersi ricongiungere alla famiglia. Durante gli anni che seguirono, però, si spostarono più volte: da Moseley a King's Heath Station nel 1901, e poi da lì a Edgbaston nel 1902. Per ragioni economiche Tolkien dovette ritirarsi dalla King Edwards e si iscrisse alla St. Philips, fino a quando nel 1903 vinse una borsa di studio che gli permise di tornare alla King Edwards stessa.
    Nel 1904 morì la madre, dalla quale il giovane Tolkien aveva nel frattempo ereditato l'amore per le lingue e le antiche leggende e fiabe, e venne affidato, assieme al fratello, ad un sacerdote cattolico degli Oratoriani, padre Francis Xavier Morgan, che aveva seguito la famiglia nella conversione al cattolicesimo. Sotto la sua attenta guida il giovane Ronald iniziò gli studi dimostrando ben presto capacità linguistiche notevoli: eccelse in latino e greco e divenne competente anche di altre lingue tra cui il gotico e l'antico finnico. Importanti in questi anni sono anche le sue esperienze nelle associazioni studentesche Società del Dibattito e TCBS.
    Proprio in questi anni iniziò a lavorare ad un linguaggio da lui inventato. A diciotto anni si innamorò di Edith Bratt, ma il suo tutore Padre Morgan gli impediva di vederla e di scriverle fino ai ventun anni. Tolkien così si immerse anima e corpo nello studio dei classici, dell'antico inglese e delle lingue germaniche, all'Exter College.
    Nel 1913 tornò con Edith, e nel 1915 gli fu conferito il titolo di Bachelor of Arts all'Exeter College di Oxford; contemporaneamente portò avanti molti tentativi poetici.
    J. R. R. Tolkien nel 1916
    Scoppiata la guerra, nel 1916 si arruolò volontario nei Lancashire Fusiliers; poco prima di partire per il fronte, il 22 marzo, si sposò con Edith. Venne mandato in trincea sul fronte occidentale (partecipò anche alla Battaglia della Somme), e qui i suoi tre migliori amici persero la vita; in seguito si ammalò e gli fu concesso il ritorno in patria. Nel 1917 nacque il suo primo figlio John e Tolkien collaborò per due anni alla stesura dell'Oxford English Dictionary. L'anno dopo nacque il secondo figlio Michael. Finita la guerra proseguì gli studi all'Exeter College, conseguendo nel 1919 il titolo di Master of Arts.
    Nel 1921 diventò docente di Lettere all'università di Leeds e continuò a scrivere e a perfezionare i suoi "racconti perduti" e il suo linguaggio inventato. È di questi anni la sua profonda amicizia con C.S. Lewis, autore delle Cronache di Narnia; insieme fondarono il circolo degli Inklings, di cui fu membro anche Charles Williams. Tre anni dopo nacque il suo terzo figlio Christopher. Nel 1925 venne nominato professore di filologia anglosassone al Pembroke College di Oxford e nel 1945 gli venne affidata la cattedra di lingua inglese e letteratura medioevale del Merton College, dove insegnò fino al suo ritiro dall'attività didattica avvenuto nel 1959. Specializzato nel dialetto medievale dell'Inghilterra centro-occidentale (di cui era originaria la sua famiglia), tradusse e commentò molti testi antichi che vengono ancor oggi studiati.
    Quattro anni più tardi nacque la quarta figlia, Priscilla.
    Fu soprattutto tra il 1920 ed il 1930 che scrisse e fece correre la sua fervida immaginazione. I suoi lavori si distinguevano in due categorie: le storie inventate per i suoi figli e le leggende e le mitologie del suo mondo. Il tassello per unire queste due realtà arrivò all'improvviso quando, in una calda giornata estiva alla fine degli anni venti, su un foglio bianco scrisse: «In un buco nel terreno viveva uno hobbit». Quel nome colpì a tal punto la sua sensibilità di filologo da spingerlo a scrivere una storia avente come protagonista un Hobbit, per spiegare meglio cosa fossero queste strane creature.
    Nel 1937 l'opera venne pubblicata con il titolo Lo Hobbit: il libro è pensato per i più piccoli ma vi si può intravedere uno sfondo ben più vasto e complesso. Il libro riscosse grande successo tanto che Tolkien, su richiesta dell'editore, mise mano a tutto il materiale, scritto e non, che aveva prodotto fino ad allora.
    Tolkien infatti aveva già cominciato fin dal 1917 a "costruire" la Terra di Mezzo, ovvero il mondo incantato in cui si svolgono tutte le avventure descritte.
    Pur essendo Lo Hobbit la sua opera prima di narrativa, rappresentò una tappa fondamentale nella sua carriera di scrittore: infatti attorno al nucleo originario di quest'opera l'autore sviluppò, nel decennio successivo, il suo mondo immaginario che lo ha reso celebre, quello della Terra di Mezzo, che prese forma soprattutto in quell'epica fantastica che è la trilogia de Il Signore degli Anelli, unanimemente riconosciuta come la sua opera più importante. Scritta in una lingua molto ricercata che cerca di ricostruire la semplicità e la severità dell'inglese medievale, la trilogia viene inizialmente pubblicata in tre distinti volumi: La Compagnia dell'Anello (1954), Le Due Torri (1955) e Il Ritorno del Re (1955), che furono poi riuniti nel 1956 in un unico libro.
    Dopo Le avventure di Tom Bombadil (1962), una raccolta di poesie sullo strano personaggio, Tolkien pensò alla possibilità di mettere in musica le molte canzoni di cui si dilettano i suoi personaggi: nel 1968, il musicista Donald Swann pubblicò un ciclo di liriche su testi di Tolkien, dal titolo The Road Goes Ever On.
    Negli anni seguenti Tolkien lavorò ad un'altra opera, Il Silmarillion — iniziata in verità già dal 1917 — che portò avanti fino alla morte, ma che non riuscì a concludere. Dall'immenso repertorio mitico lasciato in eredità da Tolkien sono nate opere come I racconti perduti, I racconti ritrovati e I racconti incompiuti di Númenor e della Terra di Mezzo, pubblicate dopo la morte dell'autore dal figlio Christopher.
    Grande amante della natura, trascorse gli ultimi anni della sua vita (dopo il suo ritiro avvenuto il 1969) nella città costiera di Bournemouth dove morì il 2 settembre del 1973, un anno dopo la morte di Edith. Sono sepolti insieme nel cimitero di Wolwercote, nei sobborghi di Oxford. Come segno del suo attaccamento alla sua opera decise di fare scolpire sulla lapide della moglie il nome Luthien e sulla sua il nome Beren, protagonisti della romantica storia del Silmarillion.
    Padre del genere fantasy
    L'opera di John Ronald Reuel Tolkien ha raggiunto una notevole fama in tutto il mondo. Ad oltre trent'anni dalla morte dello scrittore, i suoi libri sono tuttora in testa alle classifiche di vendita in molti paesi. Tale successo è dovuto anche al fatto che Tolkien è stato capace di produrre un'opera dai molteplici livelli di lettura, complessa ma allo stesso tempo apparentemente semplice.
    Tolkien, che di mestiere era professore di filologia germanica presso il Merton College, aveva l'abitudine di prendere appunti sui margini dei fogli e su ogni pezzo di carta che gli passasse sotto mano. Da queste semplici annotazioni egli sviluppava storie affascinanti, drammatiche e piene di poesia, rivolte sia ai bambini che agli adulti.
    Dopo essersi dilettato sin dall'infanzia nella creazione di linguaggi, nel corso degli anni egli sviluppò una vera e propria cosmogonia, narrando la storia di un mondo dai suoi albori sino al sorgere della nostra era. Nel 1916-1917 il professore iniziò infatti la stesura del complesso di miti e leggende che in seguito divenne Il Silmarillion, a cui lavorò per tutta la vita. Il suo intento iniziale era quello di dare all'Inghilterra una vera e propria mitologia, ricostruita dai pochi frammenti rimasti dopo le turbolente vicende storiche di cui essa era stata protagonista.
    A partire dagli anni '60 e '70, Tolkien si è trovato al centro di un fenomeno letterario e di costume di notevole portata che ha contribuito all'affermarsi del fantasy come genere della letteratura di massa. La produzione di Tolkien è spesso accostata ai libri di questo genere: sebbene un corposo filone del fantasy sia ispirato all'universo tolkieniano, in diversi casi le opere non mostrano un intento di creazione mitologico-simbolica, ma si limitano ad esprimere le sensazioni degli autori o al puro intrattenimento.
    Opere
    Il drago Smaug, antagonista principale de Lo Hobbit
    Tralasciando la sua pur interessante attività di saggista (non si può però fare a meno di citare il fondamentale saggio Sulle fiabe (On Fairy-Stories — vedi Il medioevo e il fantastico), le opere di Tolkien si possono dividere in due grandi gruppi:
    Racconti vari, solitamente di argomento fantastico e spesso considerati rivolti ai bambini;
    Opere ambientate nella Terra di Mezzo (Middle-Earth in inglese).
    Alla seconda categoria appartiene ovviamente Il Signore degli Anelli, la sua opera più conosciuta. Le opere appartenenti al primo gruppo, elencate in ordine di pubblicazione in Italia, sono le seguenti:
    Il cacciatore di draghi, 1975 (Farmer Giles of Ham, 1949)
    Albero e foglia, 1976, che contiene il saggio Sulle fiabe (On Fairy-Stories, 1939), i racconti brevi "Foglia di Niggle" ("Leaf by Niggle", 1945) e "Fabbro di Wootton Major" (Smith of Wootton Major, 1967) e la pièce teatrale "Il ritorno di Beorhtnoth figlio di Beorhthelm" (The Homecoming of Beorhtnoth, 1953)
    Le avventure di Tom Bombadil, 1978 (The Adventures of Tom Bombadil, 1962)
    Le lettere di Babbo Natale, 1980 (The Father Christmas Letters, 1976)
    Mr. Bliss, 1984 (Mr. Bliss, 1982)
    Roverandom, 1998 (Roverandom, 1998)
    Per quanto riguarda invece le opere ambientate nella Terra di Mezzo, che sono poi il motivo principale della fama a livello mondiale raggiunta da Tolkien, mentre lo scrittore era ancora vivente sono stati pubblicati due romanzi:
    Lo Hobbit, 1973 (The Hobbit, 1937)
    Il Signore degli Anelli, 1970 (The Lord of the Rings, 1954-55)
    Il resto è stato tutto pubblicato postumo, a cura del figlio terzogenito Christopher Tolkien, che ha riordinato la mole cospicua di appunti lasciata dal padre. La prima opera uscita è:
    Il Silmarillion, 1978 (The Silmarillion, 1977) che, pur nella sua "incompiutezza" di fondo, mantiene ancora una trama.
    Seguono i vari frammenti, ordinati principalmente per argomento. I frammenti di maggiore rilevanza sono stati pubblicati come:
    Racconti incompiuti di Númenor e della Terra di Mezzo, 1981 (Unfinished Tales of Númenor and Middle-earth, 1980).
    Altri scritti sulla Terra di Mezzo sono contenuti nei dodici libri della History of Middle-earth. La pubblicazione si è conclusa con il dodicesimo volume, ma nel 2002 è uscito un tredicesimo volume formato unicamente di indici.
    Il 18 settembre 2006 è stato annunciato un nuovo romanzo di Tolkien, I figli di Húrin, che è stato completato dal figlio Christopher in 30 anni di lavoro è stato pubblicato contemporaneamente nel Regno Unito e negli Stati Uniti il 17 aprile 2007 ed è ora disponibile anche nelle librerie italiane. In un'intervista, il nipote di Tolkien ha dichiarato che non è esclusa la possibilità che nuovi inediti Tolkieniani siano pubblicati in futuro. Sarà ambientato nei tempi che vengono prima di ogni suo romanzo sulla Terra di Mezzo.
    Segnaliamo anche l'epistolario:
    La realtà in trasparenza, 1990 (The Letters of J.R.R. Tolkien, 1981), una
    raccolta delle lettere scritte da Tolkien a amici, parenti ed editori, contenenti moltissimi riferimenti alla Terra di Mezzo e alla sua creazione.
    Cronologia delle opere
    Si può riassumere così: Lo HobbitIl Signore degli AnelliIl SilmarillionRacconti incompiuti - The History of Middle-earth. La collocazione cronologica degli avvenimenti all'interno della Terra di Mezzo è certamente più complessa. Facendo riferimento alla Cronologia dell'Occidente, si può affermare che:
    Lo Hobbit è ambientato negli anni 2941-2942 (con un capitolo anche nel 2949) della Terza Era.
    Il Signore degli Anelli è ambientato (Appendici escluse) dal 3001 al 3021 della Terza Era, anche se la maggior parte della storia si svolge tra il 3018 e il 3019.
    Il Silmarillion copre, con le sue storie, un lasso di tempo che va dalla creazione di Arda alla fine della Terza Era. Più precisamente, delle sue cinque parti, L'"Ainulindalë" e il "Valaquenta" sono ambientati prima dell'inizio del calcolo degli anni, il "Quenta Silmarillion" nella Prima Era, l'"Akallabêth" prevalentemente nella Seconda Era, "Gli Anelli di Potere e la Terza Età" dalla fine della Seconda Era sino al termine della Terza Era.
    I figli di Hurin è ambientato nella Prima Era.
    I Racconti incompiuti e The History of Middle-earth contengono frammenti ambientati in tutte e tre le Ere.
    Quest'ultima opera è in forma frammentaria, intervallata da appunti del curatore, e riprende le storie (in fase iniziale o prima versione) delle altre opere; in alcuni casi comprende parti di storia inedite e sconosciute.
    Posizioni politiche e idee religiose
    Tomba di Tolkien e di sua moglie Edith. Sulla lapide si possono leggere i nomi Beren e Lúthien, protagonisti di uno dei racconti dell'autore.
    A partire dalla sua pubblicazione, si è parlato tanto del messaggio politico trasmesso da Il Signore degli Anelli e dalle altre opere dello scrittore.
    In realtà si tratta di un falso problema: Tolkien non era un attivista politico, né uno scrittore politico. Egli stesso si oppose ad interpretazioni del genere, ed ebbe a dichiarare che Il Signore degli Anelli «non ha intenzioni allegoriche o morali, religiose o politiche» (Lettera 165, La realtà in trasparenza), sebbene scrisse anche «solo l'Angelo custode di ognuno di noi, oppure Dio stesso, è in grado di svelare la vera relazione che c'è tra i fatti personali e le opere di un autore. Non certamente l'autore stesso (benché ne sappia più di qualsiasi investigatore), e certamente nemmeno i cosiddetti "psicologi"» (lettera 213, La realtà in trasparenza).
    Questa opposizione sembra sussistere, anche se in forma minore, anche quando confessa apertamente la propria fede cattolica: « sono un cristiano (cosa che può anche essere dedotta dalle mie storie), anzi un cattolico. Quest'ultimo fatto forse non può essere dedotto dalle mie storie; benché un critico abbia affermato che le invocazioni di Elbereth e la figura di Galadriel nelle descrizioni dirette siano chiaramente collegate alla devozione cattolica a Maria. Un altro ha visto nel pane da viaggio (lembas) un viaticum e nel fatto che nutre la volontà e che è più efficace quando si è digiuni un riferimento all'Eucarestia. (Cioè: la gente indugia in cose molto elevate anche quando si occupa di cose meno elevate come una storia fantastica).» (lettera al padre gesuita Robert Murray).
    Tuttavia egli sembra non disprezzare il metodo simbolico tipico delle parabole evangeliche, ossia il parlare di una verità utilizzando dei simboli: «Io pretenderei — scrive —, se non pensassi che fosse presuntuoso da parte di una persona così mal istruita, di avere come obiettivo quello di dimostrare la verità e di incoraggiare i buoni principi morali in questo nostro mondo, attraverso l'antico espediente di esemplificarli attraverso personificazioni diverse, che alla fine tendono a farli capire».
    Inoltre, a tal proposito, afferma: «Il Signore degli Anelli è fondamentalmente un'opera religiosa e cattolica; all'inizio non ne ero consapevole, lo sono diventato durante la correzione. Questo spiega perché non ho inserito, anzi ho tagliato, praticamente qualsiasi allusione a cose tipo la "religione", oppure culti e pratiche, nel mio mondo immaginario. Perché l'elemento religioso è radicato nella storia e nel simbolismo. Tuttavia detto così suona molto grossolano e più presuntuoso di quanto non sia in realtà. Perché a dir la verità io consciamente ho programmato molto poco: e dovrei essere sommamente grato per essere stato allevato (da quando avevo otto anni) in una fede che mi ha nutrito e mi ha insegnato tutto quel poco che so.» (lettera al padre gesuita Robert Murray).
    Ovviamente — come tutti — anche Tolkien aveva delle idee politiche, ma queste non vanno ricercate nella sua produzione letteraria. L'unico modo in cui è forse possibile ricostruirle è attraverso la lettura di scritti più personali (e non pubblicati mentre era in vita), come la raccolta delle Lettere (edita in Italia col titolo di La realtà in trasparenza. Lettere 1914-1973, a cura di Humphrey Carpenter e Christopher Tolkien, Rusconi, Milano 1990).
    Come ci riferisce il biografo Humphrey Carpenter, Tolkien ricordava la madre con grande affetto: «"Mia madre è stata veramente una martire; non a tutti Gesù concede di percorrere una strada così facile, per arrivare ai suoi grandi doni, come ha concesso a Hilary e a me, dandoci una madre che si uccise con la fatica e le preoccupazioni per assicurarsi che noi crescessimo nella fede". Ronald Tolkien scrisse queste parole nove anni dopo la morte di sua madre. Ci indicano come egli associasse alla madre la propria appartenenza alla Chiesa cattolica. Si potrebbe aggiungere che, alla morte della mamma, la religione prese nei suoi affetti il posto che lei aveva precedentemente occupato. La consolazione che gliene derivò fu sia emozionale sia spirituale.» (Humphrey Carpenter, La vita di J.R.R. Tolkien, traduzione italiana con introduzione e note di Gianfranco de Turris, Ares, Milano 1991).
    Nelle Lettere Tolkien appare innanzitutto come un uomo profondamente cristiano e cattolico. Questa sua visione ispira indubbiamente la sua opera, e dal suo senso religioso discendono anche le sue idee politiche, che mai prendono esplicitamente posizione verso una particolare fazione.
    Anzi, nella lettera 52 Tolkien dichiara che le sue opinioni politiche «inclinano sempre più verso l'anarchia (intesa filosoficamente come abolizione di ogni controllo, non come uomini barbuti che lanciano bombe)». La sua è piuttosto insofferenza verso le istituzioni e le organizzazioni concepite, costruite e guidate da uomini su altri uomini.
    Nella lettera 154 Tolkien dice poi: «Io non sono un riformatore e nemmeno un "conservatore"! Non sono un riformatore (attraverso l'esercizio del potere) dato che mi sembra si vada sempre a finire nel Sarumanismo. Ma anche "imbalsamare" comporta, com'è stato dimostrato, delle punizioni».
    Ancora più diffidente è il suo atteggiamento — per le medesime ragioni — verso gli uomini di governo: «L'occupazione più inadatta per qualsiasi uomo è governare altri uomini. Non c'è una persona su un milione che sia adatta e men che meno quelli che cercano di afferrare l'opportunità» (lettera 52). Si tratta quindi di un'anarchia di carattere religioso: il governo sull'uomo è un fatto divino. Il governo "umano" sull'uomo finisce sempre nel male.
    Allargando il discorso, Tolkien diffida fortemente di tutte le forme di "organizzazione" create dall'uomo, comprendendo in queste anche le istituzioni, gli eserciti e la tecnologia (Lettera 66). Anche alla base di queste affermazioni vi è un concetto religioso: è la presunzione umana che costruisce diavolerie senza disporre del senno per padroneggiarle; e arrogandosi il potere di "creare", che è invece riservato a Dio, mentre all'uomo rimane solo la potenzialità della sub-creazione artistica (Lettera 75).
    Per questo le sue simpatie vanno a coloro che cercano di sottrarsi agli schieramenti e alle conquiste dell'uomo: «agli staterelli che rimangono neutrali», alla Gallia libera e a Cartagine durante l'Impero Romano. Ed egli stesso dichiara di appartenere «alla parte dei sempre sconfitti mai sottomessi» (lettera 77).
    Tolkien non ha mai dichiaratamente appoggiato un partito politico, né una nazione o un'alleanza fra nazioni. Ed in effetti i suoi commenti personali al riguardo sono quasi sempre critici. Alcune lettere (tratte da La realtà in trasparenza) ne sono esempi illuminanti.
    Sul nazismo: Adolf Hitler viene citato diverse volte, come un «piccolo ignorante, ispirato da un diavolo pazzo» (lettera 45), o un «piccolo furfante volgare e ignorante» (lettera 81). Nella lettera 78 Tolkien afferma che «non c'è molta gente così corrotta da non poter essere redenta», ma ammette l'esistenza di persone «che sembrano incorreggibili a meno di uno speciale miracolo», e che «di queste persone esiste una concentrazione particolarmente elevata in Germania e Giappone».
    Su Stalin e il comunismo: Stalin è definito come un «vecchio assassino assetato di sangue» (lettera 53), mentre per quanto riguarda la propaganda comunista Tolkien afferma: «persino i piccoli infelici Samoiedi, temo, hanno cibo in scatola e l'altoparlante del villaggio che racconta le favole di Stalin sulla democrazia e sui fascisti crudeli che mangiano i bambini e rubano i cani da slitta» (lettera 52).
    Sugli USA: Tolkien teme le "manie di massa" introdotte dagli americani, tanto da dubitare che quelle portate dai soviet possano essere peggiori (Lettera 77). In ogni caso non si ritiene sicuro che «una vittoria americana a lunga scadenza si rivelerà migliore per il mondo nel suo complesso» (lettera 53).
    Sulla Patria: Tolkien è patriota, ma nei confronti della sola Inghilterra, «non la Gran Bretagna e sicuramente non il Commonwealth — grr!» (lettera 53).
    Sulla seconda guerra mondiale: della guerra, nonostante i suoi libri ne parlino spesso, Tolkien pensa tutto il male possibile. La guerra «moltiplica per tre la stupidità e all'ennesima potenza» (lettera 61). Anche la guerra "giusta", dal momento che gli capita di commentare «stiamo tentando di conquistare Sauron utilizzando l'Anello» (lettera 66).
    Sul razzismo: nel 1938 una casa editrice tedesca che voleva pubblicare Lo Hobbit in Germania chiese a Tolkien se fosse di origine ariana. Tolkien ne fu molto seccato, e fu tentato — pur se in ristrettezze economiche — di «lasciare che la pubblicazione tedesca andasse a quel paese». A questo episodio sono totalmente dedicate le lettere 29 e 30, in cui Tolkien ribatte così all'editore tedesco: «temo di non aver capito chiaramente cosa intendete per arish. Io non sono di origine ariana, cioè indo-iraniana; per quanto ne so, nessuno dei miei antenati parlava indostano, persiano, gitano o altri dialetti derivati. Ma se Voi volevate scoprire se sono di origine ebrea, posso solo rispondere che purtroppo non sembra che tra i miei antenati ci siano membri di quel popolo così dotato».
    Ancora: nella lettera 61 scrive di provare orrore per l'apartheid sudafricano. Infine, sul razzismo in generale, la sua parola definitiva si trova nella lettera 81: «I tedeschi hanno lo stesso diritto di definire polacchi ed ebrei vermi da schiacciare, creature subumane, quanto noi di definire così i tedeschi: e cioè nessuno, qualunque cosa abbiano fatto».
    È indubbio che nei vari "stati" presenti nella Terra di Mezzo si possano riconoscere varie forme di "governo", ma Tolkien ha negato in varie occasioni ogni identificazione "politica" tra Terra di Mezzo e mondo contemporaneo.
    Quella che può sembrare l'analogia più significativa, tra Mordor e Unione Sovietica, è smentita da Tolkien nella lettera 229 (La realtà in trasparenza): «La localizzazione di Mordor all'est è dovuta semplicemente alle necessità geografiche del racconto, all'interno del mio sistema mitologico. La fortezza originaria del Male era (come vuole la tradizione) a nord; ma dato che venne distrutta e sepolta sotto il mare, doveva esserci una nuova fortezza, lontana dai Valar, dagli elfi e dalla potenza marinara di Númenor».
    Le interpretazioni politiche
    Nonostante Tolkien abbia sempre negato di voler esprimere messaggi politici tramite le sue opere, almeno due grandi interpretazioni politico-ideologiche sono state fatte delle sue opere. Negli Stati Uniti e nei paesi anglo-sassoni la spiritualità e l'esaltazione del contatto con la natura ne hanno fatto un'icona del movimento hippy. In Italia il recupero della dimensione epico-mitologica e la descrizione di una cultura basati su valori guerrieri di onore, coraggio e lealtà ne hanno fatto lo scrittore più amato dalla destra giovanile. Quest'ultima fazione appare in parte lontana dalle idee dello scrittore, che fu sempre un antifascista, come si deduce dalle affermazioni e dalle lettere. Tuttavia, il recupero del senso della tradizione, la difesa delle "radici che non gelano" della civiltà, il conservatorismo profondo che innegabilmente è presente nelle sue opere, fanno sì che Tolkien possa, con le sue opere, assurgere a scrittore in grado di esemplificare, indirettamente, la filosofia conservatrice: così come potremmo osservare, ad esempio, nelle opere di Thomas S. Eliot o di Clive S. Lewis (il quale fu profondamente connesso con l'amico Tolkien).
    Le lingue di Arda
    Tra gli insoliti hobby di Tolkien vale infine la pena ricordare ciò che descrisse nel suo saggio Il vizio segreto (A Secret Vice, pubblicato nella raccolta Il medioevo e il fantastico), ovvero l'invenzione di nuovi linguaggi.
    Tutto ebbe inizio quando il giovane Tolkien ascoltò per caso un gruppo di ragazzi parlare in "animalico" (o "animalese"), un linguaggio-gioco che si serviva esclusivamente di nomi di animali e numeri per comunicare qualsiasi tipo di informazione. Ad esempio "cane usignolo picchio quaranta" poteva voler dire "tu sei un somaro". Successivamente l'animalico venne dimenticato e sostituito da un nuovo idioma: il "Nevbosh", che storpiava in maniera irriconoscibile le parole inglesi sostituendole in alcuni casi con altre latine o francesi. Da allora l'interesse di Tolkien per le lingue non fece che aumentare. Nel suo saggio Inglese e gallese Tolkien ricorda il giorno in cui per la prima volta vide su una lapide le parole "Adeiladwyd 1887" ("Costruito nel 1887") e se ne innamorò. Il gallese divenne una fonte inesauribile di bei suoni e perfette costruzioni grammaticali, un linguaggio melodioso a cui poter attingere per le sue future invenzioni linguistiche. Infatti, dopo il gallese venne il finnico (suomi), e prima di esso il greco e l'italiano (il francese, invece, da sempre considerato una bella lingua, non gli diede mai le stesse sensazioni), e l'immaginazione prese il sopravvento.
    Bisogna infine ricordare che lo stesso Tolkien, scrisse in una delle sue lettere che «nessuno mi crede quando dico che il mio lungo libro (Il Signore degli Anelli) è un tentativo di creare un mondo in cui una forma di linguaggio accettabile dal mio personale senso estetico possa sembrare reale. Ma è vero». Le storie della Terra di Mezzo erano quindi servite unicamente a dare una collocazione (seppure fittizia) alle parole dei suoi linguaggi. Non era stato dunque il contrario.
    Tra le decine di idiomi inventati da Tolkien possiamo citare:
    L'Elfico primitivo (da cui tutto ebbe inizio)
    Il Quenya (l'antica e cerimoniale lingua degli Elfi)
    Il Sindarin (l'idioma elfico di uso comune)
    Il Telerin (il linguaggio degli elfi Teleri)
    L'Adunaic (la lingua di Númenor)
    L'Ovestron (la lingua comune)
    Il Doriathrin (la madrelingua di Lúthien)
    Il Nandorin (la lingua degli Elfi Verdi)
    Il Khuzdul (la lingua segreta dei Nani)
    L'Entese (la lingua degli Ent)
    Il Linguaggio Nero (ideato da Sauron e parlato dagli Orchi)
    Il mondo di Tolkien: "La Sesta e Settima Era"
    Tolkien ha menzionato più volte il fatto che dopo la guerra dell'Anello le ere continuarono, e che adesso ci troveremmo all'inizio della Settima Era, suggerendo così un collegamento fra la fantasia e la realtà.
    Cronologia di Tolkien e delle opere a lui correlate
    3 gennaio 1892 - Nasce John Ronald Reuel Tolkien
    1914 - 1919 - Prima Guerra Mondiale (nella quale J.R.R. Tolkien combatte come soldato per l'Inghilterra). Gli Alleati dichiarano vittoria ed è stabilita una pace temporanea
    21 novembre 1924 - Nasce Christopher Tolkien
    21 settembre 1937 - Viene pubblicato per la prima volta Lo Hobbit dalla Allen & Unwin
    1931 - 1945 - Seconda Guerra Mondiale. Il 1945 può essere interpretato come la fine della Sesta Era
    1954 - 1955 - Vengono pubblicati tutti i volumi de Il Signore degli Anelli dalla Allen & Unwin
    1966 - Vengono pubblicate Le avventure di Tom Bombadil; la radio della BBC trasmette un adattamento di 4 ore de Lo Hobbit
    1967 - Pubblicato Il fabbro di Wootton Major
    2 settembre 1973- J.R.R. Tolkien muore
    1977 - Una versione animata de Lo Hobbit debutta sulla TV statunitense.
    1977 - Viene pubblicato Il Silmarillion
    1978 - La United Artists produce un adattamento animato de La Compagnia dell'Anello (libro) e la prima parte de Le Due Torri (libro)
    1980 - Vengono pubblicati i Racconti incompiuti di Númenor e della Terra di Mezzo.
    1981 - Vengono pubblicate Le lettere di J. R. R. Tolkien
    1983 - 1996 - Vengono pubblicati i dodici volumi di The History of Middle-earth. In Italia sono stati pubblicati, a tutt'oggi, solo i primi due volumi: Racconti ritrovati e Racconti perduti.
    1993 - Proposta per l'inclusione delle lettere elfiche Tengwar e Cirth nell'Unicode
    2001 - Esce il film diretto da Peter Jackson: Il Signore degli Anelli - La Compagnia dell'Anello
    2002 - Esce il film Il Signore degli Anelli - Le Due Torri
    2003 - Esce il film Il Signore degli Anelli - Il Ritorno del Re
    29 febbraio 2004 - Il Ritorno del Re riceve 11 Oscar tra cui "miglior film" e "miglior regia"
    17 aprile 2007 - Pubblicato il primo inedito completo di Tolkien dopo "Il Silmarillion": I figli di Húrin.
    Onorificenze
    Comandante dell'Ordine dell'Impero Britannico
    «Per i servizi resi alla letteratura inglese»
    — Buckingham Palace (Londra), 28 marzo 1972
    Note


      ^ Supplemento alla Gazzetta di Londra, 31 dicembre 1971

    Bibliografia
    Mario Polia. "Omaggio a J. R. R. Tolkien: fantasia e tradizione" Il Cerchio, Rimini, 1980
    A. Morganti, G. De Turris, M. Polia, T. Bologna, J.R.R. Tolkien Creatore di Mondi, Il Cerchio, Rimini, 1992
    Voci correlate
    Edith Bratt
    Regola delle anacorete
    Nightfall in Middle-Earth, settimo album del celebre gruppo tedesco Blind Guardian, è un concept ispirato a Il Silmarillion di Tolkien.
    Altri progetti
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    Collegamenti esterni
    Società Tolkieniana Italiana
    Bibliografia italiana
    Le lingue di Arda
    Associazione Culturale Eldalië
    Approfondimenti sui temi trattati da Tolkien nelle sue opere
    Analisi della History of Middle-earth
    La vita, la fede e gli affetti di J.R.R. Tolkien
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    Portale Letteratura
    Portale Tolkien
    Portale Fantasy

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