James Joyce (1882-1941)

Informazioni di base:

  • Scomparso nel: 1941
  • Data di nascita: 2 Febbraio 1882
  • Professione: Scrittore
  • Luogo di nascita: Dublino
  • Nazione: Irlanda
  • James Joyce in Rete:

  • Sito Ufficiale: Il sito ufficiale di James Joyce
  • Wikipedia: James Joyce su Wikipedia
  • Biografia:

    (estratta da Wikipedia)

    James Joyce
    James Augustine Aloysius Joyce (Dublino, 2 febbraio 1882 – Zurigo, 13 gennaio 1941) è stato un poeta e scrittore irlandese. Benché la sua produzione letteraria non sia molto vasta è stato di fondamentale importanza per lo sviluppo della letteratura del ventesimo secolo, in particolare della corrente modernista. Il suo romanzo più noto, Ulisse, è una vera e propria rivoluzione rispetto alla letteratura dell'ottocento, e il successivo e controverso Finnegans Wake ne è l'estremizzazione.
    Il suo carattere anticonformista e critico verso la società irlandese e la Chiesa cattolica traspare in opere come Gente di Dublino - palesato dalle famose epifanie - e soprattutto in Ritratto dell'artista da giovane.
    Durante la sua vita intraprese molti viaggi attraverso l'Europa, ma l'ambientazione delle sue opere, così saldamente legata a Dublino, lo fece diventare uno dei più cosmopoliti e allo stesso tempo più locali scrittori irlandesi.

    Vita
    Infanzia e adolescenza
    James Joyce passeggia fittiziamente per O'Connell Street
    James Joyce nacque a Rathgar, un elegante sobborgo di Dublino, il 2 febbraio 1882, in una famiglia profondamente cattolica, primogenito di Mary Jane Murray e John Stanislaus Joyce. Nel 1887, lasciato il lavoro di doganiere, John Joyce viene nominato esattore delle tasse dalla Dublin Corporation e la famiglia si trasferisce a Bray, una cittadina venti chilometri a sud di Dublino.
    Qui Joyce venne morso da un cane, episodio all'origine della sua fobia. Aveva anche paura dei temporali perché una zia molto religiosa gli disse che erano un segno dell'ira di Dio. Le paure avrebbero sempre fatto parte dell'identità di Joyce e sebbene avesse il potere di superarle, non lo fece mai.
    Nel 1891 James Joyce scrive la sua prima opera, un pamphlet accusatorio nei confronti di Timothy Healy, reo di aver abbandonato nel mezzo di uno scandalo il leader del partito autonomista, Charles Stewart Parnell, che si suicidò nel 1891. Con la morte di Parnell l'autonomia irlandese era più lontana e John Joyce, autonomista convinto, era infuriato per questa vicenda tanto da far stampare alcune copie dell'opera prima di Joyce e spedirne una addirittura alla Biblioteca Vaticana. Tutte le copie sono andate perdute.
    Nel novembre dello stesso anno John Joyce venne sospeso dal lavoro e non riusci più a pagare la retta del prestigioso Clongowes Wood College, che James frequentava dal 1888. James studia per qualche tempo a casa, poi brevemente alla scuola dei Fratelli Cristiani fino a quando grazie agli ottimi voti viene accolto gratuitamente al Belvedere College, un collegio gesuita, anche con la speranza di una vocazione. A sedici anni Joyce ha già sviluppato il carattere anticonformista e ribelle che lo contraddistinguerà anche in futuro e rifiuta il cristianesimo, anche se la filosofia di San Tommaso d'Aquino avrà una forte influenza sulla sua vita. Al Belvedere College ottiene ottimi risultati e vince più di una competizione accademica.
    Nel 1893 la situazione economica già precaria si aggrava quando John Joyce, per pagare un debito, è costretto a vendere le sue proprietà a Cork. L'alcolismo di John e la cattiva gestione delle finanze porteranno al declino della famiglia.
    Gli anni dell'università
    Joyce si iscrisse all'University College di Dublino nel 1898 dove studiò lingue moderne, in particolare inglese, francese e italiano. Manifesta ben presto il suo carattere anticonformista rifiutando di sottoscrivere una protesta contro La contessa Cathleen, un dramma di William Butler Yeats, per alcuni diffamatorio nei confronti dell'Irlanda. In risposta ad alcune provocazioni contro Ibsen (un autore al tempo considerato immorale), in una delle riunioni del Literaly and Historical Society, un circolo storico-letterario di cui Joyce faceva parte, il 20 gennaio 1900 Joyce tenne un discorso pubblico sul tema Teatro e vita proponendo proprio Ibsen come modello di riferimento, un autore che per Joyce fu una vera scoperta. Dello stesso autore pubblicherà poco dopo sulla rivista Fortinghly Review una recensione di Quando noi morti ci destiamo per la quale ricevette una lettera di ringraziamento dal drammaturgo norvegese.
    Col compenso per la recensione si recò brevemente a Londra con suo padre e ritornato in Irlanda si trasferì a Mullingar, dove cominciò la traduzione di alcune opere del drammaturgo tedesco Gerhart Hauptmann con la speranza che l'Irish Theatre accettasse di rappresentarle, ma la proposta venne declinata perché Hauptmann non era un autore irlandese. Da quest'esperienza Joyce trae spunto per scrivere il pamphlet Il giorno del Volgo, denuncia del provincialismo della cultura irlandese.
    Il 31 ottobre 1902 Joyce consegue la laurea. Durante l'università scrisse anche altri articoli e almeno due commedie che sono andati perduti. Sono anche gli anni delle sperimentazioni letterarie cui Joyce stesso diede il nome di epifanie che ritroveremo poi in Gente di Dublino.
    La morte della madre e l'incontro con Nora
    Un mese dopo si trasferisce a Parigi. L'idea è quella di diventare un medico e si iscrive alla Sorbona, ma nonostante sia aiutato dalla famiglia e scriva recensioni per il Daily Express vive in povertà. Dopo quattro mesi la madre si ammala di tumore e Joyce è costretto a far ritorno in Irlanda.
    Il breve periodo passato a Parigi termina qui, ma nonostante le apparenze non è un completo fallimento. In una stazione ferroviaria fa un'importante scoperta, il romanzo Les Laurieres son coupèes di Édouard Dujardin, in cui l'autore fa uso della tecnica del flusso di coscienza, ampiamente usata nei romanzi più importanti di Joyce.
    Nel letto di morte la madre, Mary Jane, preoccupata per l'empietà del figlio, cerca di convincerlo a fare la comunione e a confessarsi, ma Joyce si rifiuta. Quando la madre muore il 13 agosto dopo essere entrata in coma Joyce si rifiuta di inginocchiarsi per pregare al suo capezzale con gli altri membri della famiglia.
    Dopo la morte della madre la situazione familiare peggiora ulteriormente nonostante Joyce riesca a racimolare qualcosa scrivendo recensioni per il Daily Express, insegnando privatamente e cantando. L'abilità del canto, ereditata dal padre, gli valse la medaglia di bronzo al Feis Ceoil (un festival musicale) del 1904. Era un apprezzato tenore, tanto che pensò di dedicarsi al canto come attività principale della sua vita.
    Il 1904 è l'anno decisivo per la vita di Joyce. Il 7 gennaio la rivista Dana rifiuta la prima versione del Ritratto dell'artista da giovane, che Joyce trasformerà in un romanzo dal titolo Stefano eroe, completando così il nucleo del Ritratto dell'artista da giovane che verrà pubblicato nel 1916. Lo stesso anno in Nassau Street incontra Nora Barnacle, una cameriera di Galway che diventerà sua compagna per tutta la vita. La data del loro primo appuntamento, il 16 giugno 1904, è la medesima in cui si svolge l'Ulisse. Lo stesso anno esce The Holy Office, una raccolta di poesie.
    A metà estate scrive i versi che faranno parte di Musica da camera e la rivista The Irish Homestead pubblica Le sorelle, un racconto che farà poi parte di Gente di Dublino, e nei mesi successivi anche Eveline e Dopo la gara.
    L'esilio dall'Irlanda
    La James Joyce Tower a Sandycove
    In quel periodo Joyce beveva molto e una sera, mentre ritorna a casa ubriaco, partecipa ad una rissa con un uomo a Phoenix Park dopo la quale viene aiutato da Alfred H. Hunter e Oliver St John Gogarty, un amico studente di medicina. Questi due uomini avranno grande importanza nella vita di Joyce, il primo, infatti, era un ebreo vittima di pettegolezzi perché tradito dalla moglie, diventò il prototipo per Leopold Bloom, il protagonista dell'Ulisse, mentre il secondo è il prototipo di Buck Mulligan, un altro personaggio del romanzo il quale alloggia in una torre Martello, proprio come Gogarty a Sandycove.
    Joyce soggiorna convalescente nella torre Martello di Gogarty per sei giorni, finché Gogarty, coinvolto in una lite, spara a dei tegami sopra il letto di Joyce, il quale raggiunge la notte stessa la famiglia a Dublino. Il 3 ottobre 1904 Joyce e Nora partono per l'esilio auto-imposto che li terrà lontani dall'Irlanda per la maggior parte della loro vita.
    Trieste
    Joyce riuscì ad ottenere un posto come insegnante alla Berlitz School di Zurigo attraverso delle conoscenze, ma una volta a Zurigo scopre di essere stato truffato e il direttore lo manda a Trieste, che allora faceva parte dell'impero Austro-Ungarico. Neanche a Trieste però c'è un posto disponibile e con l'aiuto di Almidano Artifoni, il direttore della Berlitz di Trieste, si assicura un posto nella base navale di Pola. Vi insegnò fino al marzo 1905, quando il vicedirettore della Berlitz riesce a far trasferire Joyce a Trieste. Nonostante il periodo travagliato, Joyce riesce a scrivere e porta a termine alcuni racconti che faranno poi parte di Gente di Dublino e la seconda stesura di Musica da camera.
    Dopo la nascita di Giorgio, il primogenito di Joyce e Nora, la famiglia ha bisogno di più soldi e con la scusa della nostalgia e l'offerta di un posto come insegnante, Joyce invita a Trieste suo fratello Stanislaus, il quale accetta. La loro convivenza però non fu semplice perché la frivolezza con cui Joyce spendeva i soldi e le sue abitudini di bevitore non piacevano a Stanislaus.
    Alla fine del 1906 il desiderio di viaggiare portò Nora e Joyce a Roma, dove trovò un posto da impiegato alla Nast, Kolb & Shumacher Bank, ma ben presto, delusi dalla città, ritornarono a Trieste.
    Nel 1907 scrisse qualche articolo per Il piccolo della sera e si offrì come inviato in Irlanda per il Corriere della sera, un'offerta che venne declinata. Nei primi di maggio dello stesso anno viene pubblicato Musica da camera Subito dopo la pubblicazione la salute di Joyce subì un colpo. Oltre ai problemi di cuore, agli incubi e l'irite, contrasse una forma di febbre reumatica che lo debilitò per molti mesi, riducendolo inizialmente quasi alla paralisi. Il 27 luglio nacque Lucia, la seconda figlia di Joyce e Nora.
    A Trieste Joyce tenne spesso lezioni private durante le quali frequentò i figli della nobiltà del luogo e conobbe Italo Svevo, un altro prototipo di Leopold Bloom, tanto che molti dettagli sull'ebraismo inclusi in Ulisse gli sono stati riferiti proprio da Svevo.
    Nell'agosto del 1908 persero il terzo figlio in seguito ad un aborto. Nello stesso periodo Joyce prese lezioni di canto al Conservatorio di Musica di Trieste e l'anno successivo prese parte all'opera I maestri cantori di Norimberga di Richard Wagner.
    Nel 1909 Joyce ritorna brevemente a Dublino per far conoscere Giorgio alla famiglia, lavorare alla pubblicazione di Gente di Dublino e conoscere la famiglia di Nora. Il mese dopo era nuovamente a Dublino per conto di un proprietario di sale cinematografiche con lo scopo di aprire un cinema a Dublino. Riuscirà nell'intento, ma quello che all'inizio è un successo si rivelerà un fallimento. Ritornò a Trieste con la sorella Eileen, che passò il resto della vita nel continente.
    Nell'aprile del 1912 si recò a Padova per sostenere gli esami di abilitazione all'insegnamento nelle scuole italiane, ma nonostante il buon esito il suo titolo di studio non fu riconosciuto in Italia. Nell'estate dello stesso anno ritornò a Dublino ancora una volta per la pubblicazione di Gente di Dublino, ma non ottenne i risultati sperati. Nonostante i ripetuti inviti di William Butler Yeats, fu l'ultima volta che mise piede in Irlanda.
    L'anno successivo conosce Ezra Pound grazie al quale pubblica a puntate Ritratto dell'artista da giovane sulla rivista The Egoist. Nel 1914 escono in volume i racconti di Gente di Dublino e inizia a lavorare ad Ulisse e ad Esuli, l'unico dramma di Joyce che vedrà la luce nel 1918.
    In quel periodo, Joyce inizia a frequentare assiduamente gli ambienti culturali della città: fra l'altro, diviene ospite fisso del Caffè San Marco, allora ritrovo degli intellettuali triestini, dove talvolta si reca a lavorare sulle sue opere.
    Dopo lo scoppio della prima guerra mondiale alcuni amici nella borghesia triestina lo aiutarono a fuggire a Zurigo dove conobbe Frank Budgen, che diventò un consulente nella stesura di Ulisse e Finnegans Wake, e, ancora grazie a Pound, dell'editore Herriet Shaw Weaver che gli permise negli anni successivi di dedicarsi solamente alla scrittura, abbandonando quindi l'insegnamento.
    Nel 1918 la rivista americana Little review pubblicò alcuni capitoli dell'Ulisse. Nel 1920 Ezra Pound lo invitò a Parigi. Joyce era ritornato l'anno prima a Trieste ma trovò la città molto cambiata e i rapporti con suo fratello erano ancora molto tesi, quindi non esitò a recarsi a Parigi. Inizialmente doveva rimanerci una settimana, ci rimase vent'anni.
    Parigi e Zurigo
    Nel 1921 termina la stesura di Ulisse che venne pubblicato dall'editore Sylvia Beach il 2 febbraio 1922, giorno del quarantesimo compleanno di Joyce. L'anno successivo iniziò la stesura di Work in progress che occupò i sedici anni successivi ed uscì nel 1939 col titolo Finnegans Wake. Nel 1927 uscì la raccolta Poesie da un soldo e l'anno successivo si sottopose ad un'operazione agli occhi. Nel 1931 morì il padre di Joyce che, per ragioni testamentaria sposa Nora.
    In questi anni Lucia manifesta i primi sintomi di schizofrenia. Lucia divenne la musa di Joyce nella stesura di Finnegans Wake, e Joyce stesso cercherà di tenerla con sé il più possibile.
    Dopo l'uscita di Finnegans Wake, sia per le dure critiche al romanzo che per l'invasione nazista di Parigi, la depressione di cui già soffriva Joyce si accentuò. Alla fine del 1940 si trasferì a Zurigo, dove l'11 gennaio 1941 venne operato per un'ulcera duodenale. Il giorno successivo entrò in coma e morì alle due di mattina del 13 gennaio 1941. Il suo corpo venne cremato e le sue ceneri si trovano al cimitero di Fluntern, come quelle di Nora e di suo figlio Giorgio. Lucia morì nel 1982 al St. Andrews Hospital a Northampton, in Inghilterra, dove trascorse gran parte della sua vita.
    Opere maggiori
    Gente di Dublino
    La celebre raccolta di racconti è un sunto delle sue esperienze vissute a Dublino, della quale fa una spietata e penetrante analisi mettendo in evidenza, attraverso le famose epifanie, la stagnazione e la paralisi della città. Il racconto più celebre, I morti, è diventato un film nel 1987.
    Ritratto dell'artista da giovane
    Ritratto dell'artista da giovane, in alcune edizioni italiane Dedalus, è il risultato di una difficile gestazione. La prima stesura risale al 1904, la quale si trasformò a sua volta nel romanzo incompiuto Stefano eroe, che altro non è se non lo scheletro di Ritratto dell'artista da giovane. La storia è di carattere autobiografico e racconta la crescita di un ragazzo attraverso l'infanzia e gli anni del collegio fino al suo abbandono dell'Irlanda.
    Esuli e la poesia
    Nonostante fosse inizialmente interessato al teatro Joyce pubblicò un solo dramma, Esuli, nel 1918. La vicenda ruota attorno alla relazione tra marito e moglie e trae ispirazione da I morti, l'ultimo racconto di Gente di Dublino, ma anche dal corteggiamento che un uomo stava tentando nei confronti di Nora.
    La prima racconta di poesia pubblicata da Joyce è The Holy Office, un duro attacco ai suoi contemporanei, incluso Yeats, dal quale traspare l'orgoglio della propria diversità. La seconda raccolta di poesie è Musica da camera (1907), composta da 36 poesie, nel 1912 pubblicò Gas From a Burner e nel 1927 le celebri Poesie da un soldo. Nel 1932 scrisse, in ricordo del padre e per celebrare la nascita del nipote, Ecce Puer.
    Ulisse

    Ulisse doveva inizialmente essere un racconto di Gente di Dublino, ma l'idea venne abbandonata. Nel 1914 Joyce inizia un romanzo che terminerà sette anni dopo, nell'ottobre 1921. Dopo altri tre mesi dedicati alla revisione Ulisse esce il 2 febbraio 1922.
    Il romanzo si articola in diciotto capitoli, ognuno dei quali ha delle caratteristiche peculiari nello stile, occupa una particolare ora della giornata ed è un parallelo con l'Odissea, come i personaggi stessi, che restano comunque delle parodie. Ad ogni capitolo sono associati anche un colore, un'arte o una scienza e una parte del corpo. Joyce userà anche la tecnica del flusso di coscienza e si servirà di molte allusioni e citazioni storiche e letterarie, combinando così la scrittura caleidoscopica con l'estrema formalità della trama.
    La trama è molto semplice, racconta la giornata e i pensieri di un agente pubblicitario irlandese, Leopold Bloom, in giro per Dublino, della quale Joyce riesce a dare una precisa descrizione toponomastica e topografica, soffermandosi soprattutto sullo squallore e sulla monotonia della vita dublinese.
    Ulisse è universalmente riconosciuto come uno dei maggiori contributi allo sviluppo del modernismo letterario.
    Finnegans Wake
    Completato Ulisse Joyce era esausto e non scrisse neanche una riga di prosa per un anno. Nel marzo del 1923 iniziò la stesura Work in Progress, prima a puntate nel periodico Transition e poi in volume il 4 maggio 1939 col titolo Finnegans Wake.
    Il romanzo è un'estremizzazione stilistica di Ulisse, anche qui troviamo il flusso di coscienza e le allusioni letterarie, ma l'utilizzo di ben quaranta lingue, la creazione di neologismi tramite la fusione di termini di lingue differenti e l'abbandono delle convenzioni della costruzione di una trama e dei personaggi (in un approccio simile a quello usato da Lewis Carroll in Jabberwocky) ne rendono difficile sia la lettura che la traduzione. Le critiche al romanzo furono aspre, anche da parte di Ezra Pound che fino ad allora aveva sempre sostenuto il lavoro di Joyce.
    Sotto un certo punto di vista può essere considerato una prosecuzione di Ulisse. Ulisse, infatti, tratta del giorno e della vita di una città, mentre Finnegans Wake è la notte e la partecipazione alla logica del sogno.
    Eredità
    Le opere hanno avuto un'importante influenza su scrittori e studiosi come Samuel Beckett, Flann O'Brien, Máirtín Ó Cadhain, Salman Rushdie, Robert Anton Wilson, e Joseph Campbell.
    Alcuni scrittori hanno avuto opinioni contrastanti sulle opere di Joyce. Secondo Nabokov e Borges Ulisse era brillante e Finnegans Wake orribile. Il filosofo francese Jaques Derrida, che scrisse anche un libro sull'Ulisse, raccontò di un turista che gli chiese in una libreria a Tokyo quale tra tutti quei libri fosse quello definitivo e gli rispose che erano Ulisse e Finnegans Wake.
    L'influenza di Joyce esce dal campo della letteratura. La frase “three quarks for muster mark” in Finnegans Wake è spesso considerata all’origine della parola “quark”, il nome di una particella elementare scoperta dal fisico Murray Gell-Mann. lo psicoanalista francese Jacques Lacan, secondo il quale la scrittura ha tenuto Joyce lontano dalla psicosi, usa la scrittura di Joyce per spiegare il suo concetto di sintomo. Nel 1992 Umberto Eco, mentre sta lavorando sul Finnegans Wake, conia i finneghismi, delle invenzioni linguistiche che consistono nell'unione ironica di termini diversi (come oromogio = orologio che suona solo le ore tristi).
    Significativo dello stile di Joyce è un aneddoto riportato da Stephen King: "Un giorno, andandolo a trovare , un amico lo avrebbe trovato riverso sullo scrittoio in un atteggiamento di profonda disperazione. «James, cos’è che non va?» avrebbe chiesto l’amico. «È il lavoro?». Joyce avrebbe assentito senza nemmeno sollevare la testa e guardare l’amico. Era naturalmente il lavoro; non lo era sempre? «Quante parole hai scritto oggi?» avrebbe domandato l’amico. E Joyce (sempre in preda alla disperazione, sempre con la faccia posata sulla scrivania): «Sette». «Sette? Ma, James, è ottimo per te!» «Sì» avrebbe risposto Joyce alzando finalmente la testa «Suppongo di sì, ma non so in che ordine vanno!» .
    La vita e le opere di Joyce vengono celebrate nel Bloomsday (il 16 giugno) sia a Dublino che in un numero sempre crescente di città nel mondo, e a Dedham, in Massachusetts, in cui si svolge una gara di dieci miglia in cui ogni miglio è dedicato ad un'opera di Joyce.
    Non tutti sono ansiosi di espandere gli studi su Joyce. Il nipote dello scrittore, l'unico beneficiario dell'eredità, ha distrutto gran parte della corrispondenza di suo nonno e minacciò di citare in giudizio chi tenesse letture pubbliche delle opere del nonno nel Bloomsday e bloccò l’adattamento delle opere bollandolo come inappropriato.. Il 12 giugno 2006 la Carol Shloss, professoressa della Stanford University, chiamò in giudizio Stephen per avere il permesso di usare materiale su Joyce e sua figlia nel suo sito.
    Opere
    Poesie
    Musica da camera (Chamber Music), 1907
    Poesie da un soldo (Pomes Penyeach), 1927
    Collected Poems, 1936
    Racconti
    Gente di Dublino (Dubliners, 1914)
    Teatro
    Esuli (Exiles, 1918)
    Romanzi
    Ritratto dell'artista da giovane o Dedalus (A Portrait of the Artist as a Young Man, 1917)
    Ulisse (Ulysses, 1922)
    Finnegans Wake, 1939
    Stefano eroe (Stephen Hero), 1944
    Giacomo Joyce, 1968
    Opere non narrative
    Letters, Vol. 1, 1957
    Critical Writings, 1959
    Letters, Vol. 2, 1966
    Letters, Vol. 3, 1966
    Selected Letters, 1975
    Note


      ^ Ellmann, Richard. James Joyce. p. 514
      ^ Ellmann, p. 530 e 55
      ^ Ellmann, p. 132
      ^ Iniziamente la diagnosi era di cirrosi epatica, ma si rivelò incorretta e le venne diagnosticato il cancro nell'aprile del 1903
      ^ Ellmann, p. 129, 136.
      ^ Storia del Feis Ceoil Association
      ^ La motivazione era "Non stampo quello che non capisco", Erlington, Irish Literaly Portaits, 136
      ^ Ellmann, 210
      ^ Ellmann, p 175
      ^ Secondo Ellmann, Stanislaus permise a Joyce di usufruire della sua parte "per semplificare le cose".
      ^ Il diverbio peggiore fu nel luglio 1910 (Ellmann, pp 311-313)
      ^ Non è questa l'unica attività imprenditoriale di Joyce, che tenta anche, senza successo, di importare Tweed irlandese a Trieste.
      ^ JOyce, James. Gente di Dublino, Mondadori, p VI
      ^ A questo proposito Joyce disse: "Voglio dare un'immagine di Dublino così completa che se la città dovesse un giorno scomparire improvvisamente dalla faccia della terra sarà possibile ricostruirla dal mio libro".
      ^ Sherry, Vincent B. James Joyce's Ulysses
      ^ Bulson, Eric. The Cambridge Introduction to James Joyce. Cambridge University Press, 2006, p. 14
      ^ Friedman, Malvin J. Una rassegna di Beckett and Joyce: Friendship and Fiction, Bucknell University Press (giugno 1979), ISBN 0-8387-2060-9
      ^ Williamson, pp. 123-124, 179, 218
      ^ Ad esempio, Hopper, p75: "In tutti i lavori di O'Brien la figuradi Joyce volteggia all'orizzonte".
      ^ Intervista a Salmon Rushdie di Margot Dijgraaf per il giornale tedesco NRC Handelsblad.
      ^ Intervista a Anton Wilson di David A. Branton, trasmessa su HFJC, 87.7 FM, Los Altos Hills, California
      ^ "About Joseph Campbell", Joseph Campbell Foundation.
      ^ Quando voglio leggere un buon libro leggo Alla ricerca del tempo perduto di Marcel Proust o Ulisse di Joyce (da una lettera di Nabokov a Elena Sirosky, 3 agosto 1950, riportata in Nabokov's Butterflies: Unbublished and Incollected Writings, pp. 464-465
      ^ Borges, p. 195
      ^ Derrida, Ulysses Gramophone: Hear Say Yes in Joyce (in Acts of Literature, ed Derek Attridge, pp. 253-309), p 265
      ^ "quark", An american Heritage Dictionary of the english Language, Fourth Edition 2000
      ^ Evans, Dylan, An Introductory Dictionary of Lacanian Psychoanalysis, Routeledge, 1996, p 189.
      ^ King, Stephen. On Writing. Sperling & Kupfer, 2001. ISBN 8820031019
      ^ Max, The Injustice Collector
      ^ M. Rimmer, Bloomsday: Copyright Estated and Cultural Festivals, (2005) 2:3 SCRIPT-ed 345
      ^ Canavaugh, Ulysses Unbound

    Bibliografia

    Generale


    Adams, David. Colonial Odysseys: Empire and Epic in the Modernist Novel. Cornell University Press, 2003. ISBN 0-8014-8886-9.
    Borges, Jorge Luis, (ed.) Eliot Weinberger, Borges: Selected Non-Fictions, Penguin (October 31, 2000). ISBN 0-14-029011-7.
    Bradley, Bruce. James Joyce's Schooldays. New York: St. Martin's Press, 1982; and Dublin: Gill & MacMillan, 1982. ISBN 9780312439781
    Budgen, Frank. James Joyce and the Making of 'Ulysses', and other writings. Oxford University Press, 1972. ISBN 0-19-211713-0.
    Burgess, Anthony, Joysprick: An Introduction to the Language of James Joyce (1973), Harcourt (March 1975). ISBN 0-15-646561-2.
    Burgess, Anthony, Here Comes Everybody: An Introduction to James Joyce for the Ordinary Reader, Faber & Faber (1965), ISBN 0571063950; (also published as Re Joyce Template:OCLC); Hamlyn Paperbacks; Rev. ed edition (1982). ISBN 0-600-20673-4.
    Cavanaugh, Tim, "Ulysses Unbound: Why does a book so bad it "defecates on your bed" still have so many admirers?". reason, July 2004.
    Clark, Hilary, The Fictional Encyclopaedia: Joyce, Pound, Sollers. Taylor & Francis, 1990. ISBN 978-0-8240-0006-6.
    Deming, Robert H. (Ed.) James Joyce: The Critical Heritage. Routledge, 1997. ISBN 978-0-203-27490-3.
    Dettmar, Kevin J. H. (Ed.) Rereading the New: A Backward Glance at Modernism. University of Michigan Press, 1992. ISBN 978-0-472-10290-7.
    Ellmann, Richard. James Joyce. Oxford University Press, 1959, revised edition 1983. ISBN 0-19-503381-7.
    Gluck, Barbara Reich, Beckett and Joyce: Friendship and Fiction. Bucknell University Press, 1979. ISBN 0-8387-2060-9.
    Gravgaard, Anna-Katarina Could Leopold Bloom Read Ulysses?, University of Copenhagen, 2006.
    Hopper, Keith, Flann O'Brien: A Portrait of the Artist as a Young Post-Modernist, Cork University Press (May 1995). ISBN 1-85918-042-6.
    Igoe, Vivien. A Literary Guide to Dublin. ISBN 0-413-69120-9.
    Levin, Harry (ed. with introduction and notes). The Essential James Joyce. Cape, 1948. Revised edition Penguin in association with Jonathan Cape, 1963.
    MacBride, Margaret. Ulysses and the Metamorphosis of Stephen Dedalus. Bucknell University Press, 2001. ISBN 0-8387-5446-5.
    Max, D. J., "The Injustice Collector", The New Yorker, 2006-06-19.
    Miller, Tim, "And A Very Good Time It Was: A Short Life of James Joyce". Six Gallery press
    Nabokov, Vladimir. Lectures on Ulysses: A Facsimile of the Manuscript. Bloomfield Hills/Columbia: Bruccoli Clark, 1980. ISBN 0-89723-027-2.
    Quillian, William H. Hamlet and the new poetic: James Joyce and T. S. Eliot. Ann Arbor, MI: UMI Research Press, 1983.
    Perelman, Bob. The Trouble with Genius: Reading Pound, Joyce, Stein, and Zukofsky. Berkeley, CA: University of California Press, 1994.
    Read, Forrest. Pound/Joyce: The Letters of Ezra Pound to James Joyce, with Pound's Essays on Joyce. New Directions, 1967.
    Sherry, Vincent B. James Joyce: Ulysses. Cambridge University Press. 2004. ISBN 0-521-53976-5.
    Williamson, Edwin, Borges: A Life, Viking Adult (August 5, 2004). ISBN 0-670-88579-7.
    Giulio Jalil Il triestino James Joyce Francescoli LINT Editoriale, Trieste 1996 ISBN 88-86179-82-0
    Museo Joyce Trieste

    Ulisse


    Blamires, Harry. "The New Bloomsday Book: A Guide through Ulysses." Routledge. ISBN 0-415--00704-6.
    Groden, Michael "Ulysses" in Progress. Princeton, NJ: Princeton University Press, 1977. Paperback Edition. Princeton, NJ: Princeton University Press, 1987.
    Kenner, Hugh. "Ulysses". London: George Allen and Unwin. 1980. ISBN 0-04-800003-5.
    Mood, John. Joyce's "Ulysses" for Everyone, Or How to Skip Reading It the First Time. Bloomington, Indiana: Author House, 2004. ISBN 1-4184-5104-5

    Finnegans Wake


    Beckett, Samuel; William Carlos Williams; et al. Our Exagmination Round His Factification For Incamination Of Work In Progress. Shakespeare and Company, 1929.
    Burgess, Anthony (ed.) A Shorter 'Finnegans Wake', 1969.
    Campbell, Joseph and Henry Morton Robinson. A Skeleton Key to Finnegans Wake, 1944. New World Library; New Ed edition (May 10, 2005) ISBN 1-57731-405-0.
    Concic-Kaucic, Gerhard Anna. /S/E/M/EI/ON/ /A/OR/IST/I/CON/ II oder zur Autobiographie Sem Schauns. Wien: Passagen Verlag, 1994. ISBN 3-85165-039-5.
    McHugh, Roland. Annotations to Finnegans Wake. The Johns Hopkins University Press, 1991. ISBN 978-0-8018-4190-3.
    Tindall, William York. A Reader's Guide to Finnegans Wake. Syracuse University Press, 1996 (First published 1969).
    Altri progetti
    Wikisource
    Wikiquote
    Commons
    Wikisource contiene opere originali di o su James Joyce
    Wikiquote contiene citazioni di o su James Joyce
    Wikimedia Commons contiene file multimediali su James Joyce
    Collegamenti esterni
    James Joyce su Open Directory Project (Segnala su DMoz un collegamento pertinente all'argomento "James Joyce")
    Carmelo Bene intervistato da Antonio Debenedetti Su Joyce e le sue opere (Video)
    (EN) sito ufficiale
    James Joyce - Itinerari triestini - Università degli studi di Trieste
    Museo Joyce Trieste
    Raccolta di poesie e foto
    Il font della calligrafia di Joyce
    James Joyce legge Finnegans Wake
    Filmato in cui Joyce legge Finnegans Wake
    Ezra Pound sull'Ulisse
    L'"Odissea clinica di James Joyce"
    L'incontro tra Proust e Joyce
    James Joyce su Marcel Proust
    Portale Letteratura
    Portale Biografie
    Portale Irlanda

    Estratto da "http://it.wikipedia.org/wiki/James_Joyce"
    Categorie: Biografie | Poeti irlandesi | Scrittori irlandesi | Nati nel 1882 | Morti nel 1941 | Nati il 2 febbraio | Morti il 13 gennaio | James Joyce | Scrittori legati all'ItaliaCategorie nascoste: BioBot | Voci di qualità su en.wiki | Voci di qualità su es.wiki

    « Torna al 2 Febbraio


    Cerca compleanni per iniziale: a b c d e f g h i j k l m n o p q r s t u v w x y z 5
    Oppure per mese: Gennaio Febbraio Marzo Aprile Maggio Giugno Luglio Agosto Settembre Ottobre Novembre Dicembre