James Brown (1933-2006)

Informazioni di base:

  • Vero Nome: James Joseph Brown
  • Scomparso nel: 2006
  • Data di nascita: 3 Maggio 1933
  • Professione: Cantante
  • Luogo di nascita: Barnwell
  • Nazione: Stati Uniti
  • James Brown in Rete:

  • Sito Ufficiale: Il sito ufficiale di James Brown
  • Wikipedia: James Brown su Wikipedia
  • Biografia:

    (estratta da Wikipedia)

    Disambiguazione – Se stai cercando informazioni sull'attore omonimo, vedi James Brown (attore).
    James Joseph Brown (Barnwell, 3 maggio 1933 – Atlanta, 25 dicembre 2006) è stato un cantante, ballerino e attore statunitense.
    Considerato come una delle più importanti figure della musica del XX secolo, è stato un pioniere nell'evoluzione della musica Gospel e Rhythm and Blues nonché del Soul e del Funk.
    Era noto anche con alcuni soprannomi (molti autoattribuiti), fra i quali "Soul Brother Number One", "Mr. Dynamite", "the Hardest-Working Man in Show Business", "Minister of The New New Super Heavy Funk", "Mr. Please Please Please", "Universal James","Funky President", "The King of R&B", e il più noto di tutti, The Godfather of Soul, il padrino del Soul.
    Negli anni settanta è stato bandleader del gruppo The J.B.'s citato spesso con nomi alternativi quali The James Brown Soul Train, Maceo and the Macks and The Last Word. Come gruppo a sé stante, gli J.B.'s hanno suonato anche come backing band di Bobby Byrd, Lyn Collins ed altri cantanti.

    Biografia e carriera musicale
    James Joseph Brown, Jr. (in seguito si fece togliere dal nome anagrafico lo "Junior") nacque in una baracca nella campagna del South Carolina, anche se l'artista ebbe a dichiarare di essere nato a Macon, in Georgia.
    Crebbe ad Augusta, in Georgia, in condizioni di marcato disagio. Si guadagnò da vivere lavorando, sin da bambino, come raccoglitore di cotone, come lustrascarpe e raccogliendo le mance dei soldati neri di stanza in città. Fu infatti incaricato, non ancora decenne, di procurare clienti per il bordello a cui il padre lo diede in "affidamento" dopo che entrambi furono abbandonati dalla moglie e madre.
    Cominciò ad esibirsi in qualche piccolo locale della zona, ma allo stesso tempo commettendo piccoli reati. A 16 anni fu arrestato per rapina a mano armata e fu recluso nel riformatorio di Toccoa. Qui conobbe Bobby Byrd (per molto tempo seconda voce del futuro Padrino del Soul, sia sul palco che in studio), la cui famiglia aiutò quella di Brown ad ottenerne il rilascio sulla parola dopo solo tre anni di detenzione, a condizione che non tornasse ad Augusta o nella contea di Richmond.
    Fece qualche passo nello sport, in particolare nel pugilato e nel baseball, ma dovette ritirarsi dall'agonismo a causa di un incidente ad una gamba. Si dedicò allora a tempo pieno alla musica.
    In particolare, si appassionò al gospel, che ascoltava in chiesa fin da piccolo, allo swing ed al rhythm & blues.
    Esordì alle fine degli anni quaranta nel quartetto vocale dei Gospel Starlighters, destreggiandosi anche alla batteria, all'organo ed al pianoforte.
    Alla metà del decennio successivo fondò la sua prima band firmando un contratto con una delle più celebri case discografiche dell'epoca, la King Records: The Flames. Spostatosi dal gospel al rhythm & blues, James Brown arriva al successo nel 1956 con Please, please, please che schizzò immediatamente nella hit parade di Billboard (e che a tutt'oggi ha collezionato ben 40 dischi d'oro). Seguirono due album e altri singoli come Try me e Night train, che ottennero tutti un grande successo.
    Negli anni Sessanta Brown fu stabilmente in vetta alle classifiche dei dischi di rhythm & blues con brani come Prisoner of love, I got you, It's a man's world, Cold sweat e I'm black and I'm proud. Nel 1962 venne registrato un concerto tenuto al Teatro Apollo che darà vita all'album Live at the Apollo, diventato un best seller. Grazie alla sua popolarità riuscì a trasmettere messaggi sui temi sociali e esistenziali, come l'importanza dell'istruzione e la necessità di migliorare la propria condizione individuale e sociale. Seguirono altri grandi successi per Brown, tra i quali It's too funky in here e I got the feeling.
    Gli anni Settanta lo videro ancora grande protagonista con ben otto album di successo: dopo una serie di dieci canzoni che lo proiettarono immancabilmente in classifica, James Brown si autoproclamò "Il Padrino del Soul" (the Godfather of Soul), sulla scia del celebre film premio Oscar Il padrino.
    Il boom della disco music lo spiazzò un po', ma la sua breve apparizione nella parte del predicatore invasato nel famoso film The Blues Brothers (di John Landis, con John Belushi e Dan Aykroyd) lo rilanciò alla grande. Travolgente fu anche la sua esibizione in Living in America nel film Rocky IV (con Sylvester Stallone).
    Negli anni Ottanta è da ricordare anche il successo in coppia con Afrika Bambaataa, Unity.
    Negli anni seguenti Brown proseguì l'attività dal vivo e in studio, incoraggiando la rivalità tra Prince e Michael Jackson, da lui considerati suoi successori.
    Non mancherà di lanciare appelli per i diritti umani: da ricordare la sua battaglia, negli anni 2002-2003, a favore di Amina Lawal, donna nigeriana di 30 anni, condannata ad essere lapidata a morte da una corte islamica del suo paese.


    La scomparsa
    Nel corso del dicembre del 2006 James Brown comincia ad avvertire dei dolori fisici che lo portano ad annullare varie date dei suoi concerti. Riesce a cantare in condizioni precarie il 21 ad un concerto di beneficenza.
    Il 24 dicembre, colto da un'acuta forma di polmonite, il "Padrino del Soul" viene ricoverato all'Emory Crawford Long Hospital di Atlanta, dove muore all'1:45 della notte. L'artista aveva 73 anni.
    Album
    RS500= inserito fra i 500 album più importanti di tutti i tempi da RollingStone magazine
    Singoli
    Compilation
    Film
    The Blues Brothers (1980)
    Rocky IV (1985)
    Blues Brothers 2000 (1997)
    Lo smoking (2002)
    Altri progetti
    Commons
    Wikiquote
    Wikimedia Commons contiene file multimediali su James Brown
    Wikiquote contiene citazioni di o su James Brown
    Articolo su Wikinotizie: Morto James Brown
    Collegamenti esterni
    James Brown su Open Directory Project (Segnala su DMoz un collegamento pertinente all'argomento "James Brown")
    Godfather of Soul, sito ufficiale
    The James Brown Burn Team
    Discografia
    PhotoGallery James Brown
    Portale Musica: accedi alle voci di Wikipedia che trattano di Musica
    Black music
    The Blues Brothers

    Estratto da "http://it.wikipedia.org/wiki/James_Brown"
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