Herbert Von Karajan (102)

Informazioni di base:

  • Data di nascita: 5 Maggio 1908
  • Professione: Direttore d'Orchestra
  • Luogo di nascita: Salisburgo
  • Nazione: Austria
  • Herbert Von Karajan in Rete:

  • Sito Ufficiale: Il sito ufficiale di Herbert Von Karajan
  • Wikipedia: Herbert Von Karajan su Wikipedia
  • Biografia:

    (estratta da Wikipedia)

    Herbert von Karajan, 1938
    Herbert von Karajan (Salisburgo, 5 aprile 1908 – Anif, 16 luglio 1989) è stato un direttore d'orchestra austriaco.
    Considerato senza dubbio tra i migliori direttori d'orchestra del dopoguerra, ancora oggi è ricordato come il direttore con il maggior numero di incisioni discografiche, in particolare con i Berliner Philharmoniker, che ha guidato per trentacinque anni.

    Biografia
    Herbert Von Karajan intraprende lo studio del pianoforte a soli quattro anni e dopo un anno è già in grado di esibirsi in pubblico. A diciotto anni esordisce come pianista professionista, a ventuno inizia la carriera di direttore d'orchestra.
    La sua adesione al partito nazista ne determina l'allontanamento forzato dalla scena musicale al termine della Seconda Guerra Mondiale; in seguito fonda e diventa direttore principale della Philharmonia Orchestra di Londra dal 1949 al 1960, e nel 1955 approda alla direzione dei Berliner Philharmoniker, ruolo che manterrà a vita.
    Dal 1959 al 1964 ricopre il ruolo di direttore artistico all'Opera di Vienna; è ospite principale del Teatro La Scala di Milano fino al 1978, dell'Orchestra della RAI di Roma fino al 1967, e dal 1969 al 1971 diventa il direttore principale dell'Orchestre de Paris. Nel 1967 fonda il Festival Pasquale di Salisburgo. Perfezionismo estremo, capacità di ricerca e sperimentazione faranno di Karajan un musicista sempre all'avanguardia sia nei confronti del repertorio classico che di quello contemporaneo.
    Genealogia
    Herbert von Karajan apparteneva ad una famiglia alto-borghese salisburghese di origine greca. Il suo bis-bisnonno, Georg Johannes Karajannis, nacque a Kozani, una città dell'allora Impero Ottomano (oggi si trova nella Macedonia greca) , , e nel 1767 partì per Vienna per poi stabilirsi a Chemnitz in Sassonia. Qui lui e suo fratello lavorarono nello stabilimento dell'industria tessile della Sassonia ed entrambi, il 1 giugno 1792, vennero premiati per i loro servigi con un titolo nobiliare da Federico Augusto I di Sassonia. Il nome Karajannis divenne così Karajan, arricchito dalla particella nobiliare von.
    I primi anni
    Herbert von Karajan nacque a Salisburgo come Heribert Ritter von Karajan. Dal 1916 al 1926 studiò al Mozarteum di Salisburgo, dove venne incoraggiato a studiare direzione d'orchestra.
    Nel 1929 diresse Salomè nel Festspielhaus di Salisburgo e dal 1929 al 1934 ricoprì la carica di primo Maestro di cappella al teatro statale di Ulma (Germania).
    Nel 1933 fece il suo debutto come direttore al Festival di Salisburgo dirigendo le musiche per la "Scena della notte di Walpurg" nella produzione di Max Reinhardt del Faust. L'anno seguente diresse per la prima volta i Wiener Philharmoniker, sempre a Salisburgo. Il 1933 fu anche l'anno nel quale venne ufficialmente ratificato l'ingresso di Karajan nel partito nazionalsocialista, sebbene venne postdatato al 1935 quando egli presentò effettivamente domanda per entrarvi ('Aufnahmegruppe der 1933er, nachgereichte').
    Dal 1934 al 1941 diresse concerti sinfonici ed operistici al teatro d'opera di Aachen.
    Nel 1937 Karajan venne nominato il più giovane "Generalmusikdirektor" della Germania e fu direttore ospite a Bruxelles, Stoccolma, Amsterdam ed altre città.
    Nel 1937 Karajan fece il suo debutto con i Berliner Philharmoniker e all'Opera di Stato di Berlino con Fidelio. Ottenne, però, un maggior successo con il Tristan und Isolde e venne apostrofato da un noto critico berlinese come "Das Wunder Karajan" ("Il miracolo Karajan" - 1938). Stipulò un contratto con la Deutsche Grammophon: la sua prima registrazione fu l'Ouverture del mozartiano Die Zauberflöte, realizzata con la Staatskapelle Berlin nel 1938.
    Gli anni successivi alla guerra
    Bisogna aspettare il 1946 per vedere Karajan salire sul podio del direttore per il suo primo concerto dalla fine della guerra a Vienna con i Wiener Philharmoniker, ma dovette successivamente subire, da parte delle autorità d'occupazione russe, il divieto di prender parte ad altri pubblici concerti in qualità di direttore a causa della sua passata appartenenza al partito nazista. Nell'estate dello stesso anno partecipò anonimamente al Festival di Salisburgo curando la concertazione di una rappresentazione de Le nozze di Figaro. L'anno successivo ottenne il permesso di riprendere la sua attività di direttore. In questo periodo scrisse alcune opere di musica da camera.
    Nel 1948 Karajan divenne direttore artistico della Gesellschaft der Musikfreunde di Vienna e diresse anche al Teatro alla Scala di Milano. Tuttavia la sua attività principale in questo periodo furono le sessioni di registrazione a Londra con la neonata Philharmonia Orchestra, l'orchestra fondata da Walter Legge.
    Nel 1951 e nel 1952incise il terzo atto de La Walkiria per la Columbia, e diresse al Festspielhaus di Bayreuth i Maestri Cantori, l'Oro del Reno, Siegfried, e Tristano e Isotta; al termine dell'ultima rappresentazione di quest'ultima, litigo' furiosamente con l'allora direttore artistico del teatro Wieland Wagner, a causa della regia dell'opera, curata da Wieland stesso. Da allora in poi Karajan non mise mai più piede a Bayreuth.
    Nel 1955, venne nominato direttore musicale a vita dei Berliner Philharmoniker come successore di Wilhelm Furtwängler e dal 1957 al 1964 assunse anche l'incarico di direttore artistico dell'Opera di Stato di Vienna. Collaborò strettamente con i Wiener Philharmoniker ed il Festival di Salisburgo, di cui divenne direttore artistico nel 1959; particolarmente importante fu l'incarico che ricevette nel 1960 di dirigere lo spettacolo inaugurale della nuova sede del Festival, la Grosses Festspielehaus; in quell'occasione diresse il Gloria della Messa k.427 di Mozart, e Der Rosenkavalier di Richard Strauss. Nel 1967 diede vita anche al Festival di Pasqua, sempre a Salisburgo, in cui per la prima volta i Berliner suonavano in un teatro, accompagnando cantanti direttamente sulla scena; la direzione artistica sarebbe rimasta responsabilità del direttore artistico dei Berliner Philharmoniker anche dopo la sua reggenza. Continuò a esibirsi, dirigere ed incidere prolificamente fino alla sua morte nel 1989. È morto il 16 luglio 1989 nel periodo in cui stava curando una nuova produzione dell'opera "Un ballo in maschera" di Giuseppe Verdi. È sepolto nel piccolo cimitero di Anif presso Salisburgo.
    Karajan e il compact disc
    Karajan giocò un ruolo importante nello sviluppo della tecnologia per la registrazione e la riproduzione audio in digitale (circa 1980). Egli fu il campione di questa nuova tecnologia, vi riversò tutto il suo prestigio e fu presente alla prima conferenza stampa che annunciava il nuovo formato. I primi prototipi di CD avevano una capacità di circa 60 minuti, ma una leggenda metropolitana vuole che siano stati portati a 74 minuti per adattarvi la Nona sinfonia di Beethoven diretta dal maestro.
    Posizione politica
    Come per il soprano Elisabeth Schwarzkopf, il tesseramento di Karajan nel Partito nazista dal 1933 al 1945 lo mise in cattiva luce negli anni successivi, anche se probabilmente l'adesione era dettata da motivi di carriera più che ideologici. Musicisti ebrei come Isaac Stern e Itzhak Perlman rifiutarono di esibirsi in concerto con lui per il suo passato da nazista. Il coinvolgimento di Karajan col nazismo fu messo in discussione dal fatto che, nel 1942, sposò Anita Guetermann (di chiare origini ebraiche). Da quel momento Karajan perse tutti i suoi appoggi politici.
    Il musicista
    I critici e gli appassionati sono generalmente concordi nell'affermare che Karajan avesse il dono di saper estrarre un suono magnifico dall'orchestra. I commenti invece discordano sul come questo suono di karajan fu applicato dal maestro. Il critico americano Harvey Sachs così commenta l'approccio di Karajan:
    Questo stile caratteristico colpì molti ascoltatori spingendoli però a gradire in modo diverso musiche di epoche differenti. Un giro sul web mostra che tra le numerosissime registrazioni di von Karajan quelle che suscitano maggiore ammirazione sono quelle del repertorio romantico, tanto che le registrazioni delle sinfonie di Beethoven del 1962 vengono considerate il modello irraggiungibile di tutte le altre interpretazioni successive. Per contro c'è poco o nullo interesse per le sue interpretazioni di opere barocche o del periodo classico.
    Due recensioni rappresentative di questo vengono dalla diffusissima guida edita da Penguin Books.
    Parlando di una registrazione del Tristano e Isotta di Wagner, un classico del periodo romantico, gli autori scrivono che "Quella di Karajan è una esecuzione sensuale di uno dei capolavori di Wagner, carezzevolmente splendida e suonata superbamente dalla Filarmonica di Berlino... una eccellente prima scelta".
    A proposito della registrazione delle sinfonie parigine di Haydn gli stessi autori scrivono: "Haydn stile big-band... Non c'è bisogno di dire che la qualità dell'esecuzione orchestrale è superba, ma ci sono dei passaggi così bandistici da far pensare più alla Berlino imperiale che a Parigi... I minuetti sono indubbiamente molto lenti... Queste interpretazioni sono troppo prive di fascino e di grazia per poterle raccomandare di cuore.
    Nel campo della musica contemporanea, a Karajan fu rimproverato di aver diretto e registrato esclusivamente musica precedente al 1945 (Gustav Mahler, Arnold Schoenberg, Alban Berg, Anton Webern, Béla Bartók, Jean Sibelius, Pietro Mascagni, Richard Strauss, Giacomo Puccini, Ildebrando Pizzetti, Arthur Honegger, Sergei Prokofiev, Claude Debussy, Paul Hindemith, Carl Nielsen ed Igor Stravinsky), anche se registrò la Decima Sinfonia di Dmitri Shostakovich (1953) due volte, e diresse la prima di "De temporum fine comoedia" di Carl Orff nel 1973.
    Comportamento professionale
    Alcuni critici, soprattutto inglesi come Norman Lebrecht, accusarono Karajan di aver iniziato una devastante spirale inflazionistica nei cachet. Alla direzione di orchestre sovvenzionate dall'ente pubblico (Wiener Philharmoniker, Berliner Philharmoniker, Festival di Salisburgo), cominciò a pagare profumatamente gli artisti ospiti, come pure ad alzare il suo onorario:
    Infine, fu accusato di essere eccessivamente egocentrico. A questo porposito è simpatico ricordare l'aneddoto di un breve scambio di battute tra lui e Bernstein, quando quest'ultimo un giorno gli disse "io sono il più grande direttore al mondo, me l'ha detto Dio" e Karajan con estrema tranquillità rispose " e quando mai te l'ho detto!". Dirigendo Wagner al Metropolitan, fece alzare il suo podio per essere visibile dal pubblico; nelle registrazioni delle opere di Verdi, fece cambiare il bilanciamento facendo sì che l'orchestra (guidata da lui) sovrastasse i cantanti. La critica lo accosta a Leonard Bernstein, entrambi ineguagliabili negli "istrionismi da podio". Di fatto, con la sua orchestra berlinese, assomigliava a Fritz Reiner nell'economia di movimenti. Spesso dirigeva ad occhi chiusi, concentrato sull'effetto sonoro, sicuro di avere una delle più grandi orchestre dell'era moderna sotto la sua bacchetta. Aveva in effetti una caratteristica in comune con Bernstein: se un'opera non gli piaceva, e c'era molta letteratura non tedesca in merito, la dirigeva in maniera che questo suo non gradimento risultasse fin troppo evidente.
    Karajan e Kubrick
    La registrazione per l'etichetta DG di Sul bel Danubio blu di Johann Strauss fu usata dal regista Stanley Kubrick per una famosa sequenza del film 2001: Odissea nello spazio (Kubrick sincronizzò le sequenze visive con la musica preregistrata: l'opposto delle normali procedure di sonorizzazione). L'effetto prodotto da questo singolare accostamento fu che il grande pubblico cominciò ad associare questo tipo di musica con le stazioni spaziali (come si vede nel film) più che con la danza, il valzer, che era nell'intenzione del compositore. Kubrick usò anche una registrazione DG (diretta però da Karl Böhm) di Così parlò Zarathustra di Richard Strauss per le sequenze iniziale e finale del film, dando al brano di Strauss una notorietà che non aveva mai avuto. Alcuni anni dopo, sempre Kubrick usò ancora una registrazione di Karajan, questa volta la "Musica per archi, percussione e celesta" di Béla Bartók in Shining. In ogni caso c'è da notare che, contrariamente a quanto credono molti, a causa probabilmente sia della preferenza di Kubrick per le esecuzioni di Karajan, sia per la notorietà del maestro, l'estratto dalla nona sinfonia utilizzato nel film Arancia meccanica non è di Karajan, ma di Ferenc Fricsay.
    L'inno d'Europa
    Nel 1972 il Consiglio d'Europa scelse l'introduzione strumentale dell'inno alla gioia di Beethoven come inno ufficiale dell'Unione Europea. L'interpretazione ufficiale fu affidata a Karajan che ne scrisse tre arrangiamenti: uno per pianoforte uno per strumenti a fiato e uno per orchestra sinfonica.
    Media
    Collegamento ad un video online di Karajan che dirige la V sinfonia di Beethoven nel 1966
    I filmati sul sito YouTube
    Concerti e Discografia
    Per i dati riguardanti i concerti dal vivo realizzati da Karajan e la sua discografia completa è possibile consultare l'Archivio del Karajan Centrum (con scelta della lingua Tedesca o Inglese
    Bibliografia
    Richard Osborne, Herbert von Karajan: a life in music, 2000, Northeastern University Press
    Richard Osborne, Conversazioni con Herbert von Karajan, 1990, Ugo Guanda Editore, Parma (titolo originale: Conversations with Herbert von Karajan)
    Wolfgang Stresemann, "Ein seltsamer Mann..." Erinnerungen an Herbert von Karajan, 1991, Verlag Ullstein GmbH, Frankfurt/M., Berlin
    Karajan ovvero l'estasi controllata, omaggio critico di testimoni contemporanei a cura di Peter Csobády, 1988, A.Vallardi (titolo originale: Karajan oder die kontrollierte Ekstase)
    Herbert von Karajan, La mia vita. Raccontata a Franz Endler, 1994, Editoriale Pantheon, Roma (titolo originale: Mein Lebensbericht. Aufzeichnet von Franz Endler)
    Klaus Lang, Herbert von Karajan. Der philharmonische Alleinherrscher, 1992, M&T Verlag AG, Zürich/St. Gallen
    Werner Thärichen, Pauken Schläge. Furtwängler oder Karajan?, M&/ Verlag
    Giuseppe Pugliese, Herbert von Karajan. Gli anni alla Scala, Edizioni del Teatro alla Scala
    Alessandro Zignani, Herbert von Karajan. Il musico perpetuo, coll. Grandi Direttori 2, 2008, Zecchini Editore, pagg. 240 con discografia consigliata
    Documentari
    Impressions of Herbert von Karajan. A documentary on the Maestro at 70, directed by Vojtech Jasny, Unitel
    Karajan in Salzburg, a film by Susan Fraemke Peter Gelb Deborah Dickson, VHS, Deutsche Grammophon Video, 1988
    Herbert von Karajan 1908-1989. A portrait, a film by Gernot Friedel, DVD, ArtHaus-Musik, 1999
    Karajan - Beauty as I see it, a film by Robert Dornhelm, DVD, Deutsche Grammophon Video, 2008
    Collegamenti esterni
    Herbert von Karajan Centrum
    Un tributo a Herbert von Karajan
    Portale Musica classica: accedi alle voci di Wikipedia che trattano di musica classica

    Estratto da "http://it.wikipedia.org/wiki/Herbert_von_Karajan"
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