Gustavo Selva (84)

Informazioni di base:

  • Data di nascita: 10 Agosto 1926
  • Professione: Politico
  • Luogo di nascita: Imola (BO)
  • Nazione: Italia
  • Gustavo Selva in Rete:

  • Wikipedia: Gustavo Selva su Wikipedia
  • Biografia:

    (estratta da Wikipedia)

    Gustavo Selva (Imola, 10 agosto 1926) è un politico e giornalista italiano. Giornalista, ex direttore del GR2 di Radio Rai2. Senatore (XV legislatura), iscritto al gruppo parlamentare di Alleanza Nazionale, il 27 luglio 2007 passa al gruppo di Forza Italia.

    Biografia
    Dopo essere stato cronista, inviato speciale e capo della redazione Triveneta dell'Avvenire d’Italia dal 1946 al 1956, si trasferisce a Roma come giornalista (entra nell'ordine di categoria nel 1954) parlamentare per i sette quotidiani cattolici allora pubblicati in Italia; contemporaneamente collabora con l'Agenzia Giornalistica Italia (AGI) per le pubblicazioni in lingua italiana all’estero.
    Nel 1960 entra alla RAI ed è nominato corrispondente da Bruxelles, da Vienna e da Bonn. Dal 1972 al 1975, rientrato a Roma, è caporedattore del Telegiornale RAI unificato. Dal 1975 al 1981 fu direttore del Giornale Radio2. Dal 1981 presidente della "RAI Corporation" di New York e poi, dal 1983 al 1984, direttore del quotidiano Il Gazzettino.
    Attualmente collabora come editorialista per il Il Secolo d’Italia e per altri giornali italiani ed esteri. Ha pubblicato dodici libri (fra i quali: Brandt e l’Ostpolitik, Il martirio di Aldo Moro, Radio Belva, Senza guinzaglio, La moglie di Cesare, Comunismo: storia da non dimenticare, Piano Biancofiore). Eletto al Parlamento Europeo nel 1979 e nel 1984 nelle liste della Democrazia Cristiana, è stato Vicepresidente della Commissione cultura, gioventù e informazione.
    Il suo nome compare nella lista degli appartenenti alla loggia massonica P2, resi pubblici il 20 maggio 1981, con tessera numero 623, tuttavia, secondo quanto dice, non fu mai iscritto e tre sentenze lo confermerebbero; Dario Fo, che lo disse pubblicamente, fu condannato a risarcirlo con 20 milioni di lire.
    Nelle elezioni politiche del 1994 è eletto nel X Collegio uninominale di Roma per il Polo delle Libertà e nel Collegio proporzionale del Veneto 2 (Venezia - Treviso - Belluno) per AN e aderisce al Gruppo Parlamentare di Alleanza Nazionale. Nella XII legislatura ricopre la carica di Presidente della Commissione Affari Costituzionali, della Presidenza del Consiglio e Interni della Camera dei Deputati.
    Nelle elezioni politiche del 21 aprile 1996 è confermato nel collegio proporzionale del Veneto 2. Dopo essere stato Vicepresidente vicario del Gruppo Parlamentare di Alleanza Nazionale alla Camera dei Deputati, è eletto, nel marzo del 1999, presidente dello stesso Gruppo parlamentare, carica che mantiene fino alla fine della Legislatura. È Presidente onorario della Consulta etico-religiosa di Alleanza Nazionale.
    Nella XIII Legislatura fa parte della Commissione Bicamerale per le Riforme Costituzionali interessandosi, in particolare, della modifica della forma dello Stato. Per il gruppo di Alleanza Nazionale interviene ripetutamente in Commissione e tiene, in Aula, il discorso sul problema delle riforme della Costituzione. Presenta, in proposito, numerose proposte e l’emendamento per affidare al Presidente della Repubblica, eletto direttamente con suffragio popolare, la Presidenza del Consiglio dei Ministri. Il 13 maggio del 2001 è rieletto Deputato nel Collegio uninominale di Treviso, Mogliano Veneto, Casier e Preganziol.
    Il 21 giugno del 2001 è eletto Presidente della III Commissione Affari Esteri e Comunitari della Camera dei Deputati. Si occupa, fra l’altro, dei rapporti con i paesi che interessano l’Italia e l’Europa, soprattutto rispetto alle tematiche dell’Europa unita, della Difesa e dell’Immigrazione.
    Il 19 settembre del 2003 gli viene conferita, dall’Università Cattolica di "Fu Jen" di Taipei (Taiwan), la laurea "Honoris Causa" in giurisprudenza in riconoscimento ai meriti raggiunti per il suo impegno nella divulgazione della pace nel mondo.
    Viene eletto senatore nel Veneto nelle elezioni politiche del 2006. Fa parte attualmente della 4° Commissione Difesa del Senato e della 14° Commissione Politiche dell'Unione Europea. È Membro della Delegazione italiana presso l'Assemblea NATO.
    Il 13 aprile 2007 gli viene conferita la Direzione dell’Istituto di Studi e Ricerche Politiche Alcide De Gasperi della Repubblica di Albania.
    Dal 27 luglio 2007 passa con il consenso di Gianfranco Fini e di Forza Italia al gruppo di quest'ultimo partito.
    Il "caso Selva" e sentenza penale
    Secondo la ricostruzione fatta inizialmente da La7 - poi ripresa da tutti gli altri media - il 9 giugno del 2007 Selva, invitato ad un dibattito televisivo, per evitare di arrivare in ritardo negli studi di La7 a causa del traffico, finge di avere un malore e si fa trasportare da un'ambulanza del 118 all'indirizzo che, mentendo, dice essere quello del suo medico di fiducia, ma che in realtà è quello della rete televisiva.
    Secondo quanto affermato dal personale infermieristico dell'ambulanza e da quanto ammesso dallo stesso senatore, giunti nei pressi della destinazione richiesta, Selva, liberatosi dalle apparecchiature di monitoraggio e cura, esce frettolosamente dall'ambulanza inseguito dal personale medico ed entra negli studi televisivi ordinando agli addetti della portineria di non far entrare gli infermieri, dato che il suo cardiologo lo avrebbe raggiunto di lì a poco. Gli infermieri riferiscono inoltre di essere stati offesi e minacciati, anche di licenziamento, nel caso avessero insistito ad occuparsi della faccenda.

    Lo stesso Selva, nel corso di un'intervista a Giancarlo Perna per Il Giornale (31 marzo 2008), ha dato una versione leggermente differente, perlomeno dell'antefatto di quell'episodio. Ha affermato che il malore fu reale e che prese una delle pillole per le coronarie che porta sempre con sé. Salì sull'ambulanza (sì del 118, ma riservata a Palazzo Chigi). All'interno dell'ambulanza attese il medico, che - a detta di Selva - impiegò diciassette minuti per arrivare. In quel tempo, la pillola aveva preso a fare effetto e il senatore iniziava a sentirsi meglio, così decise di inventarsi la storia del falso indirizzo del suo cardiologo, facendosi invece trasportare negli studi de La7.

    A quel punto Perna gli domanda: «Col senno di poi, come ti giudichi?», e Selva risponde: «Un coglione. L’ora del coglione arriva per tutti almeno una volta nella vita».
    Tale comportamento ha ingenerato immediate polemiche, la vicenda ha travolto Selva che a seguito di una condanna bipartisan del suo gesto ha presentato al presidente del Senato Franco Marini le sue dimissioni l'11 giugno, che verranno però ritirate dal senatore pochi giorni dopo, il 17 luglio. Nel ritirarle dichiara che così gli hanno chiesto i suoi elettori poiché «un voto in meno del centrodestra al Senato è un giorno in più per il governo Prodi». La frase appare senza senso poiché alle dimissioni di un parlamentare segue sempre la sostituzione del primo non eletto della sua lista, ma non lo è in questo caso, poiché il primo dei non eletti nel collegio, che gli subentrerebbe, è passato, nel frattempo, nell'altro schieramento politico. Replicando alle affermazioni, comunemente espresse anche da altri politici di entrambi gli schieramenti, del ministro della salute Livia Turco che parlò di "atteggiamento vergognoso, irresponsabile, indegno", Selva ha ribadito di sentirsi "addolorato e offeso" a tali parole, facendo seguire il commento "Evidentemente il lessico vetero-comunista resta duro a morire anche per un ministro post-comunista".
    Il 21 luglio 2007 Gianni Alemanno chiese di condurre un'azione disciplinare contro Selva in merito alla questione, sostenendo che - secondo il suo pensiero - il senatore dovesse essere escluso dal partito. Il tema avrebbe dovuto essere affrontato all'Assemblea nazionale del partito il 28 luglio del 2007. Nel frattempo, in rete, sorsero diverse iniziative spontanee per la richiesta di nuove dimissioni dal Senato del senatore Selva.. Il dibattito sull'espulsione di Selva da Alleanza Nazionale nei fatti però non avvenne, poiché il 29 luglio fu lo stesso senatore ad abbandonare spontaneamente il partito per confluire, il giorno successivo, nel gruppo parlamentare di Forza Italia, gruppo cui attualmente appartiene.
    In connessione al discusso fatto che lo ha visto protagonista, il 29 novembre 2007 la Procura della Repubblica di Roma ha chiesto il rinvio a giudizio del senatore Selva per truffa aggravata ai danni dello Stato e interruzione di pubblico servizio.
    Il 6 marzo 2008 viene condannato con rito abbreviato a 6 mesi di reclusione e al pagamento di una multa di 200 euro per truffa ai danni dello Stato aggravata dall'abuso di potere e dall'interruzione di pubblico servizio.
    Libri
    Gustavo Selva è autore di diversi libri:
    Comunismo. Una storia da non dimenticare, Rai-Eri editore, 1994.
    Piano Biancofiore. Per la seconda repubblica, Pantheon editore 1995
    Aldo Moro. Quei terribili 55 giorni (scritto con Eugenio Marcucci), Rubbettino editore 2003.
    Note


      ^ Da Il Giornale: intervista a Gustavo Selva del 31 marzo 2008
      ^ il caso Selva da "Repubblica" del 10 giugno 2007
      ^ Articolo da Il Sole-24 ore
      ^
      ^ Intervista a Gustavo Selva di Giancarlo Perna
      ^ notizia di dimissioni
      ^ Notizia del ritiro delle dimissioni, 17 luglio 2007
      ^
      ^ http://www.senato.it/leg/15/BGT/Schede/Attsen/00002241.htm
      ^ http://temporeale.libero.it/libero/news/2007-11-29_129118805.php
      ^ http://www.rainews24.rai.it/notizia.asp?newsID=79320

    Collegamenti esterni
    Scheda personale sul sito del Senato
    Sito ufficiale


    Estratto da "http://it.wikipedia.org/wiki/Gustavo_Selva"
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