Groucho Marx (1890-1977)

Informazioni di base:

  • Vero Nome: Julius Henry Marks
  • Scomparso nel: 1977
  • Data di nascita: 2 Ottobre 1890
  • Professione: Comico
  • Luogo di nascita: New York
  • Nazione: Stati Uniti
  • Groucho Marx in Rete:

  • Wikipedia: Groucho Marx su Wikipedia
  • Biografia:

    (estratta da Wikipedia)

    Groucho Marx nel 1931



    Oscar alla carriera 1974
    Julius Henry Marks in arte Groucho Marx (New York, 2 ottobre 1890 – Los Angeles, 19 agosto 1977) è stato un attore e comico statunitense. Terzo dei cinque Fratelli Marx, con cui recitò in numerosi film comici di successo tra gli anni venti e quaranta, fu noto poi al grande pubblico americano anche per la sua conduzione dello show radiofonico e televisivo You Bet Your Life e per la sua attività di scrittore e umorista. Nel 1974 ha ricevuto un premio Oscar alla carriera.

    Gli inizi
    Infanzia
    La famiglia Marx visse nel turbolento quartiere newyorkese dell’Upper East Side, nel periodo tra la fine dell’Ottocento e il primo Novecento, come tante altre povere famiglie ebree immigrate dall’Europa in quegli anni. Sam Marx (detto Frenchie), di origine alsaziana, a New York fece prima l'attore di vaudeville, poi il maestro di danza, infine diventò sarto. Minnie Schoenberg era nata in Germania e i suoi genitori erano artisti del varietà, emigrati negli Stati Uniti alla fine dell'Ottocento. Sam e Minnie si sposarono il 18 gennaio 1885 e dal loro matrimonio sarebbero nati sei figli: Manfred (nato nel 1886 e morto a pochi mesi di età), Leonard (Chico) nel 1887, Adolph, che cambiò poi il proprio nome in Arthur (Harpo), nel 1888, Julius Henry (Groucho) che nacque il 2 ottobre 1890, Milton (Gummo) nel 1897 e Herbert (Zeppo) nel 1901.
    Nonostante le precarie condizioni economiche, i Marx furono sempre molto uniti. Il carattere solare di Sam e Minnie, il loro affetto per i figli e la loro intraprendenza nell'affrontare la condizione di povertà della famiglia, resero meno triste e difficoltosa l'infanzia dei cinque fratelli.
    Minnie Marx, donna energica, amabile e dotata di grande spirito di iniziativa, ebbe un’influenza decisiva nella formazione artistica dei figli. Grazie alla sua grande forza di volontà, alla sua determinazione e al suo grande amore per il mondo dello spettacolo, fu lei la vera artefice del futuro successo dei fratelli Marx. Il suo piano era semplicissimo: spingere i suoi cinque figli, e suo fratello minore, sul palcoscenico, e assicurar loro il successo.
    Il fratello di Minnie, Al Shean, divenne molto popolare nel vaudeville negli anni del primo Novecento, con il duo comico Gallagher & Shean. Secondo quanto raccontava Groucho, quando Shean si recava in visita alla famiglia Marx, soleva gettare monetine ai bimbi abbandonati del quartiere, così che quando bussava alla porta era circondato da bambini come fossero fan adoranti. Groucho e i suoi fratelli rispettavano la sua opinione, e in futuro gli chiederanno in diverse occasioni di scrivere qualcosa per loro.
    Al contrario dei due fratelli maggiori che, per contribuire al magro bilancio familiare, iniziarono prestissimo a lavorare con impieghi quasi sempre precari, Groucho amava la lettura, in particolare i racconti di Horatio Alger. In un primo momento fantasticò di diventare medico, ma poi la sua ambizione fu quella di diventare scrittore. Nel frattempo imparò a cantare durante le serate musicali che si tenevano frequentemente in famiglia, ed entrò a far parte come soprano nel coro della chiesa episcopale di Madison Avenue. Nonostante il suo amore per i libri, a tredici anni Groucho decise comunque di abbandonare la scuola subito dopo il suo Bar Mitzvah, la cerimonia di confermazione nella fede ebraica, trovando un primo impiego come ragazzo d’ufficio, da cui però fu quasi subito licenziato.
    Il debutto
    Minnie convinse l'amico Ned Wayburn a procurare a Groucho un lavoro nello spettacolo di attori bambini di Gus Edwards, dopodiché riuscì a rimediargli una scrittura da corista, per quattro dollari la settimana più vitto e alloggio, con il Leroy Trio (Groucho fa riferimento al Trio Larong nella propria autobiografia Groucho and me), una scalcinata compagnia itinerante che aveva in programma una serie di esibizioni nel Michigan e in Colorado. Giunti nella località di Cripple Creek, l’impresario scomparve con tutti i guadagni di Groucho, che fu costretto a vendere il costume di scena e a trovare un breve impiego come garzone in un emporio di alimentari, per potersi pagare il viaggio di ritorno a New York.
    Dopo una serie di ingaggi come cantante in birrerie all’aperto, fu l’intraprendente Minnie, in continua corsa da un’agenzia teatrale all’altra, a procurare a Groucho una nuova scrittura di sei settimane come cantante nella compagnia di una sedicente celebre attrice londinese, Irene Furbelow, in partenza per una tournée nel Texas e nell’Arkansas. Dopo l’ultima rappresentazione nella cittadina texana di Waco, l’attrice fuggì con il domatore di leoni della compagnia e, durante il ritorno a New York, Groucho scoprì di essere stato nuovamente derubato dei suoi guadagni.
    Nel frattempo anche i fratelli si arrangiavano senza successo con impieghi saltuari, cosicché Minnie a un certo punto giunse alla conclusione che il modo migliore di sfondare in teatro era non già lanciare un figlio alla volta, ma fare un lancio all’ingrosso.
    Gli anni del vaudeville
    Una foto giovanile dei fratelli Marx con i genitori (circa 1917). Groucho è il primo sulla sinistra
    The four nightingales
    Minnie acquistò dei completi di tela bianca a una liquidazione presso i magazzini Bloomingdale e riunì Groucho, Gummo e la giovane cantante Mabel O'Donnell nel trio canoro The three nightingales (I tre usignoli), che debuttò ad Atlantic City il 24 giugno 1907. Ben presto la cantante lasciò il gruppo e fu sostituita da Harpo, che fece il suo debutto newyorkese all'Henderson Theater, Coney Island, il 1° giugno 1908. L'inserimento dell'amico Lou Levy (Leo Levin) portò il trio a diventare The four nightingales ("I quattro avvoltoi" sarebbe stato più appropriato, commenterà anni dopo Groucho) e, per un certo periodo, il gruppo si chiamò Le sei mascotte, quando la stessa Minnie e sua sorella Hannah si unirono alla compagnia e la famiglia Marx si trasferì da New York a Chicago.
    Gli anni dieci furono un periodo di intenso lavoro, in cui Groucho e i fratelli affrontarono una lunga gavetta nel vaudeville, girovagando per gli Stati Uniti ed esibendosi in spettacoli musicali spesso rappresentati in teatri di varietà di second’ordine e davanti a sgangherate platee di spettatori rozzi e provinciali. Questo tirocinio fu però fondamentale poiché permise ai fratelli di arricchire i propri personaggi e sviluppare un repertorio che avrebbero mantenuto per decenni.
    I numeri musicali messi in scena dai Marx, fondati inizialmente soprattutto sulle canzoni e sulla presenza di belle ragazze che danzavano in sottofondo, stavano intanto iniziando a sviluppare un abbozzo di sceneggiatura comica.
    I primi sketch comici
    Groucho iniziò ad affinare la sua particolare tecnica improvvisatoria e si specializzò nella caricatura di Herr Teacher, un professore universitario dall'aspetto austero e inflessibile e dal forte accento tedesco, in una parodia di ambiente scolastico, Fun in Hi Skule (che debuttò nell'estate del 1910), in cui per la prima volta indossò pastrano, finanziera e baffoni neri (in seguito, trovando spesso difficoltà nel reperire baffi adatti, si limitò a dipingerseli in faccia come soluzione definitiva).
    A detta di Groucho, l'episodio che rivelò le vere potenzialità comiche e la grande capacità di improvvisazione dei Marx, va fatto risalire al 1912, durante una esibizione a Nacogdoches, un piccolo centro agricolo texano. Mentre i Marx stavano eseguendo il loro numero musicale all'Opera House, all'esterno ci fu l'improvvisa fuga di un mulo che costrinse gli spettatori, tutti contadini del luogo, ad abbandonare la platea e a lanciarsi all'inseguimento dell'animale. Al ritorno del pubblico in sala, Groucho e i fratelli, visibilmente contrariati, iniziarono a parodiare il loro spettacolo, improvvisando una serie di battute sarcastiche indirizzate al paesino e ai suoi abitanti ("Nacogdoches is full of roaches" e "The jackass is the finest flower of Tex-ass"). Il pubblico si divertì, invece di irritarsi per la presa in giro, e Groucho e i fratelli si resero conto che la strada definitiva da percorrere era quella della commedia, piuttosto che quella delle esibizioni canore.
    Sempre nel 1912, i Marx iniziarono a rappresentare Mr. Green’s Reception, il seguito ideale di Fun in Hi Skule, nel quale debuttò anche Chico, cui seguì Home again (1914). Entrambi gli sketches, scritti dallo zio Al Shean, ebbero un grande successo e fecero dei fratelli Marx gli astri nascenti del vaudeville, consentendo loro di esibirsi finalmente nei più famosi teatri dell’epoca, dopo anni di duro apprendistato. Groucho iniziò a servirsi del sigaro come strumento di scena e continuò a coltivare il gusto per l’improvvisazione, per i bisticci di parole e per gli equivoci grammaticali.
    A questo periodo (1915) risale anche l’invenzione dei celebri soprannomi dei fratelli, durante una partita a poker a Galesburg (Illinois), probabilmente per opera di Art Fisher, un artista del vaudeville che diede a Groucho il soprannome “Grouch” ("brontolone", "musone", "accigliato") per via del suo carattere bisbetico. Anche la caratteristica andatura caracollante di Groucho, con le ginocchia piegate e le ampie falcate, nacque casualmente in questi anni.
    Successi, insuccessi e tournées
    Nel 1915, dopo aver recitato come comici di giro in almeno trecento città diverse, i fratelli Marx vennero ingaggiati dall’impresario del vaudeville E.F. Albee e debuttarono a New York nei celebri teatri Royal e Palace. Il pubblico e la critica apprezzarono il loro ormai consolidato stile comico e per i Marx iniziò un altro lungo periodo di tournées teatrali.
    Il 28 settembre 1918, Groucho e i fratelli debuttarono a Grand Rapids (Michigan) con lo spettacolo The Street Cinderella, che risulterà essere uno dei pochissimi autentici insuccessi nella carriera dei Marx. La coincidenza con il propagarsi, proprio in quel periodo, della Spagnola, una delle più gravi epidemie influenzali della storia, contribuì a far chiudere i battenti allo spettacolo dopo poche rappresentazioni, a causa delle procedure restrittive che colpirono i luoghi pubblici, a tutela della salute collettiva.
    Allo scoppio della prima guerra mondiale, Gummo si arruolò nell’esercito, lasciando il posto al fratello Zeppo e, nel 1919, la famiglia Marx fece ritorno a New York.
    Il successivo spettacolo di successo fu On the mezzanine floor, che debuttò nel febbraio del 1921 e che i fratelli Marx portarono in una breve tournée in Inghilterra l'anno successivo. Il debutto londinese della pièce, ribattezzata definitivamente The balcony, avvenne al teatro Coliseum il 19 giugno 1922. All'inizio, il pubblico dimostrò di non apprezzare il particolare humour dei Marx e rispose gettando monetine da un penny sul palcoscenico. Groucho così si rivolse alla platea:
    La battuta improvvisata piacque molto e i Marx continuarono con un buon riscontro di pubblico il loro impegno europeo, rispolverando la pièce Home again ed esibendosi anche a Bristol e Manchester, prima di far ritorno a New York il 29 luglio.
    Il trionfo a Broadway
    Dopo il rientro negli Stati Uniti, i Marx ruppero il sodalizio con l'impresario Albee e attraversarono un breve periodo di difficoltà in cui non trovarono più ingaggi, a causa dello strapotere del sindacato United Booking Office, che controllava praticamente tutto il giro del vaudeville.
    Grazie al finanziamento da parte di Herman Broody, un industriale della Pennsylvania che possedeva un teatro a Filadelfia, i fratelli Marx si misero in proprio e andarono in scena con uno spettacolo in economia, The thrill girl (poi ribattezzato I'll say she is), realizzato con scenari e arredi provenienti da parecchi fallimenti teatrali. Il musical era un amalgama dei loro vecchi numeri familiari, e fu portato in tournée negli Stati Uniti per oltre un anno e mezzo. Il debutto a Broadway, il 19 maggio 1924, avvenne al Casino Theatre. Per un colpo di fortuna, uno spettacolo più importante programmato per la stessa sera venne rimandato, e i maggiori critici di New York poterono assistere a I’ll say she is, salutandolo con entusiastiche recensioni; in particolare, il critico Alexander Woolcott scrisse sul New York Sun: Si tratta di un quadro, vivace e colorato, in cui si muovono freneticamente dei veri e propri mattatori, i quattro fratelli Marx.
    Lo sketch, scritto dal vignettista Will B. Johnstone, conteneva già tutti gli elementi che avrebbero caratterizzato la futura carriera di Groucho: i giochi di parole, i doppi sensi, le assurdità e le frenetiche scaramucce comiche con i fratelli.
    Lo spettacolo successivo fu The Cocoanuts, su musica di Irving Berlin e testi del commediografo George S. Kaufman, che andò in scena l’8 dicembre 1925. Le repliche a Broadway durarono dodici mesi, cui seguirono due anni di tournée negli Stati Uniti. Il terzo grande successo fu Animal Crackers, prodotto alla fine del 1928, che consolidò ulteriormente la spontaneità e il gusto dell’improvvisazione con cui Groucho stava ponendo le basi dei suoi futuri successi.
    Durante le repliche di Animal Crackers scoppiò la Grande depressione, la crisi economica del 1929, a causa della quale Groucho, che aveva accumulato una discreta fortuna negli anni di Broadway, subì forti perdite in Borsa e iniziò a soffrire di insonnia cronica, disturbo che lo avrebbe tormentato per il resto della vita, ma che gli avrebbe fornito diversi spunti comici e letterari negli anni a venire.
    Nel frattempo il cinema sonoro muoveva i primi passi e i produttori stavano volgendo lo sguardo verso Broadway, alla ricerca di talenti da lanciare a Hollywood.
    La carriera cinematografica
    Gli anni alla Paramount
    I Fratelli Marx nel 1931; Groucho è il terzo dall'alto

    The Cocoanuts


    La Paramount Pictures propose ai fratelli Marx un contratto per tre film, il primo dei quali fu la trasposizione di The Cocoanuts, le cui riprese vennero realizzate negli studi di Astoria, Long Island (New York) per permettere ai fratelli di continuare a recitare la sera in teatro nelle repliche di Animal Crackers.
    The Cocoanuts - Il ladro di gioielli (1929) fu uno dei primissimi film sonori, la cui produzione dovette affrontare continui problemi e difficoltà tecniche, ma in cui l’elemento comicità funzionò al meglio, posto che i fratelli avevano interpretato le loro parti a teatro per anni. Groucho, che impersona Mr. Hammer, il direttore di un improbabile hotel in Florida, è abbigliato con i suoi ormai caratteristici accessori di scena, giacca a finanziera, sigaro sempre in mano e lussureggianti mustacchi. Caduto in disgrazia a causa della sua totale incapacità negli affari, nascosta dietro l’elegante aspetto, Groucho tenta di scongiurare il fallimento provando a vendere all'asta dei lotti di terreno senza valore e a sedurre la ricca cliente Mrs. Potter, impersonata dall'attrice Margaret Dumont, che qui riprende il medesimo ruolo già interpretato nella versione teatrale.
    Il film ebbe un grande successo e fece dei fratelli Marx delle stelle del cinema di prima grandezza. Fu anche l’unico film dei figli che Minnie Marx sarebbe riuscita a vedere: l’infaticabile artefice di tanto successo morì improvvisamente di infarto il 13 settembre 1929, all’età di sessantatre anni. Sam "Frenchie" Marx morirà quattro anni più tardi, il 10 maggio 1933.

    Animal Crackers


    Gli studi cinematografici di Astoria furono nuovamente “invasi” dai fratelli Marx per il successivo Animal Crackers (1930), trasposizione cinematografica della commedia da loro interpretata fino a poche settimane prima. Il passaggio sullo schermo fu altrettanto felice: con alcuni ritocchi al cast, alle musiche e alle canzoni, la versione cinematografica di Animal Crackers, scritta da George S. Kaufman e Morrie Ryskind, fu un grande successo di pubblico. Groucho si produce in una delle sue più spettacolari entrate sullo schermo, nella parte del famoso esploratore africano Jeffrey T. Spaulding. La scena vede il capitano Spaulding che, adagiato su una portantina sorretta da autentici indigeni africani, giunge nel lussuoso palazzo di Mrs. Rittenhouse (Margaret Dumont), abbigliato con una improbabile tenuta da esploratore, completa di casco coloniale bianco. Il film resta memorabile anche per la scena in cui Groucho fa il verso a Eugene O'Neill, recitando pomposamente un monotono soliloquio ispirato a Strano interludio, per le canzoni cantate da Groucho, in particolare Hooray for Captain Spaulding (le cui note avrebbero spesso aperto i suoi futuri programmi radiofonici e televisivi), e per le scaramucce verbali con Margaret Dumont, ormai partner ideale di Groucho sullo schermo come lo era già stata in teatro, e "vittima" prediletta delle sue taglienti battute di spirito.

    Monkey Business


    La trionfale prima di Animal Crackers si tenne a New York il 25 agosto 1930; nel febbraio successivo, i fratelli Marx partirono per la California, ormai pronti per misurarsi con Hollywood e per cercare il materiale inedito e gli sceneggiatori adatti in grado di far fruttare il loro patrimonio comico.
    La Paramount affidò la produzione a uno degli uomini più anticonformisti di Hollywood, Herman J. Mankiewicz, futuro sceneggiatore del classico di Orson Welles Quarto potere, il cui talento dissacrante contribuì alla realizzazione di Monkey Business - Quattro folli in alto mare (1931), frenetica sequenza di gag e di situazioni comiche nelle quali i fratelli Marx giungono a nuovi eccellenti risultati sia dal punto di vista mimico che da quello puramente verbale, con giochi di parole continui e scene di anarchica confusione.

    Horse Feathers


    Con il successivo Horse Feathers (1932), i Marx mantennero l’impronta stilistica presente nei precedenti film, la suprema anarchia delle situazioni e la trama piuttosto inconsistente che veniva inevitabilmente sottoposta alle necessità comiche. Il film è una satira sul mondo accademico, e Groucho interpreta il ruolo del professor Quincy Adams Wagstaff, preside dello sfortunato Huxley College, l’unica università la cui squadra non ha mai vinto un campionato di football dal 1888. Nella prima scena, abbigliato con toga e tocco, si rivolge al corpo insegnanti, dimostrando totale disprezzo per le regole della vita accademica:
    Grazie a Horse Feathers, il 13 agosto 1932 i fratelli Marx conquistarono la copertina di Time, un evento che segnava la misura del loro successo nazionale.

    La guerra lampo


    Groucho ha definito La guerra lampo dei Fratelli Marx (1933), noto in Italia anche con il titolo Zuppa d'anitra, il migliore dei film realizzati dai fratelli Marx alla Paramount. È una commedia satirica e surreale, piena di taglienti allusioni al sistema governativo, ai politicanti corrotti e agli intrighi diplomatici, il tutto caratterizzato dalla comicità dissacrante e distruttiva dei Marx. Diretto da Leo McCarey (regista di alcuni dei migliori film muti di Laurel & Hardy), il film si apre con la ricca Mrs. Teasdale (nuovamente Margaret Dumont) che accoglie Rufus T. Firefly (Groucho), il neo eletto primo ministro del "non" libero Stato di Freedonia.
    Groucho è il mattatore della pellicola, che lo vede protagonista di altre esilaranti sequenze in cui presiede una seduta nel parlamento di Freedonia, canta a ritmo di blues noi vogliamo la guerra, sottopone Mrs. Teasdale a un continuo e serrato corteggiamento (Vi amo, volete sposarmi? Se rispondete di sì non mi vedrete mai più), e si scontra ripetutamente con Trentino (Louis Calhern), l'ambasciatore dello stato rivale di Sylvania.
    La guerra lampo dei Fratelli Marx, che conteneva diverse allusioni politiche riferite all’ascesa di Hitler in quegli anni, ebbe un successo modesto e ottenne recensioni abbastanza tiepide, che evidenziavano come il film fosse molto folle e chiassoso ma meno divertente dei precedenti, e che la satira non fosse del tutto riuscita a mettere alla berlina i lati comici del potere dittatoriale.
    I Marx non avrebbero più continuato sulla strada aperta da La guerra lampo e dalla sua energia satirica così accesa nei confronti del potere. Groucho, in un’intervista del 1946 rilasciata a Mary Morris del PM, dichiarò: Il cinema non vuole ammettere che al mondo ci sono problemi seri. Non si può fare dello spirito sul fatto che c’è qualcosa che non va nell’esistenza di un Franco. Il povero pubblico è sommerso da tonnellate di sbobba.
    Lo stravagante antimilitarismo del film sarebbe stato riscoperto dal pubblico molti decenni più tardi e avrebbe assunto un profondo significato negli anni sessanta, all'epoca dei movimenti di protesta contro la guerra del Vietnam.
    Nel 1998, La guerra lampo è stato inserito dall'American Film Institute nell'elenco dei cento più grandi film americani di tutti i tempi.
    Il passaggio alla M.G.M.
    Scaduto il contratto con la Paramount, i fratelli Marx iniziarono una trattativa con la Metro Goldwyn Mayer per due film, in cambio di una percentuale del 15% sugli incassi lordi (un’enormità, per quei tempi) e vennero presi sotto l’ala protettiva di Irving Thalberg, il potente produttore in capo della M.G.M., che pensava di valorizzare la loro comicità in film con trame e vicende ben disegnate, con l’inserimento di una storia d’amore quale indispensabile elemento romantico, e con una struttura che permettesse al pubblico di identificarsi nei fratelli in quanto personaggi più accattivanti di quelli interpretati nelle precedenti pellicole alla Paramount. Inoltre Thalberg offrì ai Marx la possibilità di sottoporre all’esame diretto del pubblico, durante le loro tournée teatrali, il materiale dei film che avrebbero dovuto girare, per verificare le reazioni degli spettatori di fronte alle trovate comiche, ancor prima di iniziare le riprese del film.

    Una notte all'opera


    Thalberg affidò la regia a Sam Wood e richiamò George S. Kaufman e Morrie Ryskind, già autori di The Cocoanuts e di Animal Crackers i quali lavorarono al soggetto di Una notte all'opera (1935) insieme con altri scrittori, tra i quali Bert Kalmar, Harry Ruby e il commediografo Al Boasberg, considerato un maestro delle gag.
    Durante il rodaggio nelle rappresentazioni teatrali, nacquero le scene che risulteranno irresistibili nel film, in particolare la sequenza del contratto in cui Groucho, nei panni dell’intrigante e arruffone Otis B. Driftwood, dialoga con Chico (nel ruolo di Fiorello, ennesimo personaggio maneggione) e insieme fanno scempio del linguaggio legale e del suo frasario pretenzioso.
    Straordinaria sarà anche la scena nella cabina del transatlantico, destinata a diventare un pezzo da antologia per tutti i fans dei fratelli Marx. Lo stesso Groucho ne rivendicherà il merito, sostenendo di aver ispirato le battute e le gag. Originariamente si trattava di una scena a due tra Groucho e la fedele partner Margaret Dumont (qui nei panni della ricca Mrs. Claypool, amante dell’opera lirica e aspirante al bel mondo) ma, con il susseguirsi delle prove, le sue dimensioni crebbero fino al pandemonio, poiché nell’angusto spazio finiscono per ammassarsi, oltre a Groucho con il suo voluminoso bagaglio, anche Chico e Harpo, due cameriere incaricate di rifare il letto, un idraulico e il suo assistente, la donna delle pulizie, una manicure, una passeggera in cerca di sua zia Minnie, tre camerieri con i vassoi per il pranzo. Groucho, con la sua inarrestabile parlantina e con ironico senso dell'ospitalità, fa accomodare benevolmente tutti i visitatori, mentre Harpo - che dorme durante tutta la sequenza - viene continuamente sballottato dai difficoltosi movimenti degli altri occupanti la cabina.
    Una notte all'opera è il primo film in cui non compare Zeppo che, stanco di fare da spalla ai fratelli e di ricoprire il meno prestigioso ruolo di "amoroso", aveva appena abbandonato gli schermi per intraprendere l'attività di agente teatrale. L’elemento romantico del film venne quindi affidato al tenore Allan Jones e a Kitty Carlisle, con i Marx impegnati nel ruolo di angeli tutelari della loro storia d’amore, senza che questa riesca ad annoiare troppo il pubblico. Durante uno spettacolo lirico fanno una memorabile irruzione in scena, con l’orchestra che passa dalla sinfonia de Il trovatore al popolare motivo Take me out to the ball game.
    Dopo un'iniziale presentazione non troppo promettente a Long Beach (California), Thalberg organizzò un’altra prima a San Diego e il successo di Una notte all'opera fu sensazionale, con incassi clamorosi che raggiunsero i tre milioni di dollari.

    Un giorno alle corse


    La produzione del film successivo non fu facile, e almeno diciotto diversi soggetti vennero presi in considerazione e poi scartati, prima che Thalberg considerasse soddisfacente quello di Un giorno alle corse (1937). Sulla paternità della sceneggiatura ci furono lunghe controversie, e ne furono coinvolti nuovamente Al Boasberg e George S. Kaufman, anche se gli autori ufficiali risultarono poi essere George Seaton, Robert Pirosh e George Oppenheimer. Quest’ultimo ebbe a dichiarare: A me Groucho è simpatico ma mi fa impazzire. Era capace di chiamarmi alle sette e mezzo del mattino per dirmi che una data scena andava benissimo e, poco più tardi, decidere di cambiare tutto.
    Thalberg adottò anche in questo caso il principio del rodaggio teatrale di giro, che diede la possibilità di valutare idee e battute prima della trasposizione sullo schermo. Parecchio materiale comico fu potenziato e migliorato, ma anche eliminato subito, come ad esempio la canzone di Groucho Dr. Hackenbush, che però il pubblico amava molto e che entrò comunque nel repertorio extracinematografico di Groucho.
    Poco dopo l’inizio delle riprese del film, Irving Thalberg morì improvvisamente di polmonite, all’età di trentasette anni e all’apice della propria creatività. La sua perdita fu un duro colpo per i Marx e per tutti i collaboratori al film, che si ritrovarono privati di una mente direttiva decisa e instancabile. Le riprese continuarono nel rispetto dello stile creativo di Thalberg, con ricorso a scenografie sontuose e all’immancabile elemento amoroso, fornito nuovamente da Allan Jones e da Maureen O'Sullivan. Groucho interpreta la parte del dottor Hugo Z. Hackenbush, medico di fiducia della ricca ipocondriaca Emily Upjohn (Margaret Dumont), la quale lo fa chiamare alla clinica Standish ignorando che in realtà Hackenbush è un veterinario (Non sapevo di avere dei disturbi finché non ho incontrato lui). Hackenbush giunge alla clinica e desta subito i sospetti del Dottor Whitmore, direttore della casa di cura.
    Riuscendo comunque a spacciarsi per un medico illustre, Hackenbush prende le redini della clinica Standish, che si trova in difficoltà e che rischia di essere convertita dal nuovo proprietario (padrone anche di una scuderia di cavalli) in una sala da gioco. I duetti verbali con l’immancabile Margaret Dumont sono come sempre spumeggianti.
    Il film ebbe buone recensioni per gli aspetti comici e coreografici, mentre subì diverse critiche per il latente romanticismo della trama. Il Times di Londra, in particolare, scrisse che Il sentimentalismo che fa capolino nella vicenda è soltanto una intrusione fastidiosa, che si cerca di dimenticare più in fretta possibile. Si intuiva, insomma, che i Marx avevano iniziato a muoversi ad un livello inferiore a quello che Thalberg aveva prospettato per loro, e che non ci sarebbero più stati film all’altezza della creatività e della folle anarchia comica presente in La guerra lampo dei Fratelli Marx.
    Il declino
    Esaurito il contratto con la M.G.M., i fratelli Marx firmarono un impegno per la casa produttrice RKO, come protagonisti di Servizio in camera (1938), adattamento di una commedia che era andata in scena con grande successo a Broadway. Per la prima volta i Marx apparivano in un film che non era stato concepito espressamente per i loro personaggi, adattandosi a gag e situazioni non create da loro. Nonostante ciò, la commedia risultò divertente e le recensioni furono buone. La vicenda è imperniata su una compagnia teatrale nei guai, con Groucho nella parte di Gordon Miller, uno sbrindellato produttore che si introduce in un albergo per cercare di rimediare i finanziamenti necessari a mettere in scena l’opera prima di un giovane autore teatrale. I suoi tentativi di non farsi cacciare dall’albergo diventano il pretesto per inserire le tipiche situazioni comiche e la consueta anarchia dei Marx. Le principali parti femminili sono coperte da due future star della commedia e del musical, Lucille Ball e Ann Miller.
    Con il film successivo, Tre pazzi a zonzo (1939), i Marx tornarono alla MGM ma non ottennero la facoltà di compiere la consueta tournée teatrale di prova. Di fatto, il film è considerato uno dei più deboli della carriera dei fratelli, anche se non mancano le occasioni comiche e le scene divertenti. Groucho, nei panni dell’avvocato J. Cheever Loophole, si esibisce nel suo tipico repertorio farsesco e ritrova come partner Margaret Dumont (Mrs. Dukesbury) che perseguita amorosamente, ricordando una passione passata, esistita solo nella sua fantasia.
    Nonostante la severità delle recensioni, la MGM mise subito in produzione il film successivo, I cowboys del deserto (1940), ma il progetto, una volta pronto, iniziò a essere ripetutamente rinviato.
    Malgrado l’iniziale pessimismo di Groucho, I cowboys del deserto vide comunque la luce ed ebbe discreta fortuna. Nonostante l’evidenza dello sforzo da parte degli sceneggiatori di trovare un pretesto qualsiasi per sguinzagliare i fratelli Marx nel vecchio West, la vicenda presenta alcune ottime scene comiche, come quella di apertura ambientata in una stazione ferroviaria, dove Chico e Harpo tentano di imbrogliare Groucho, qui nei panni di S. Quentin Quale. Divertenti anche la sequenza dell’inseguimento ferroviario, e la scena dell’incontro di Groucho con un cowboy ubriaco (Non ci siamo già incontrati a Montecarlo, quella sera in cui lei si fece saltare le cervella?).
    Il film ottenne recensioni contrastanti, anche se migliori di quelle della pellicola precedente, ma lasciò i Marx comunque stanchi e disarmati di fronte all’insolubile problema di confrontarsi con un passato glorioso e con un presente fatto di film non troppo riusciti e di disperata difficoltà a immettere nuova linfa nelle loro storie.
    La separazione del trio
    Il soggetto del film successivo, Il bazar delle follie (1941), vide agire i tre fratelli sullo sfondo di un grande magazzino, la cui proprietaria Martha Phelps (Margaret Dumont) assume il detective Wolf J. Flywheel (Groucho) per proteggere il nipote in pericolo (Tony Martin). Il film contiene un gran numero di gag divertenti, compreso un inseguimento finale con biciclette e pattini a rotelle, e Groucho duetta ancora una volta amabilmente con Margaret Dumont, secondo le sue sperimentate tecniche adulatorie.
    Il bazar delle follie venne annunciato come il canto del cigno dei Marx prima del loro ritiro dalle scene. Poco prima della distribuzione, Groucho aveva infatti confermato l’intenzione di lasciare il cinema: Quando dico che noi siamo stanchi del cinema, voglio dire, in realtà, che il pubblico sta per stancarsi di noi. Ritirandoci adesso, ci limitiamo a precedere, di un soffio, la volontà degli spettatori. Il nostro materiale è vecchio. E noi anche.
    Il ritorno sullo schermo
    Per alcuni anni i fratelli Marx rimasero lontani dal cinema e fecero delle singole apparizioni in recital teatrali, nei night club e in trasmissioni radiofoniche. Nel 1946 intravidero la possibilità di un ritorno sullo schermo grazie al soggetto di Una notte a Casablanca (1946). Si ipotizza che questo ritorno fosse in realtà dovuto alla volontà di Groucho e Harpo di aiutare il fratello Chico, in ristrettezze finanziarie causate dalla sua insanabile passione per il gioco d'azzardo. Sulla scia del grande successo di Casablanca (1942), il nuovo soggetto parodiava la trama e l’ambientazione del classico con Humphrey Bogart e Ingrid Bergman, tanto che i fratelli Warner, titolari della casa produttrice Warner Bros., cercarono di opporsi all’intera operazione, ritenendo che il titolo fosse di loro proprietà. Questo atteggiamento fornì lo spunto a Groucho per una serie di esilaranti missive che egli scrisse e inviò ai fratelli Warner e che in seguito vennero pubblicate nella celebre raccolta Le lettere di Groucho Marx.
    Prodotto sotto l’etichetta della United Artists, Una notte a Casablanca, che vede il debutto fra gli sceneggiatori del futuro regista brillante Frank Tashlin, porta i fratelli Marx in Marocco, dove Groucho è Ronald Kornblow, il nuovo direttore di un grand hotel in cui avvengono misteriosi delitti (le vittime sono appunto i suoi predecessori alla direzione dell’albergo). Chico e Harpo lo aiutano a fronteggiare un ex criminale nazista che si cela sotto una falsa identità e a recuperare un tesoro di guerra nascosto nell’hotel.
    I critici non fecero mancare apprezzamenti favorevoli, pur facendo notare l’assenza di Margaret Dumont quale spalla ideale per i tipici corteggiamenti di Groucho. Il critico James Agee scrisse nella sua recensione: A quanto sembra, non si può mai dire che un film sarà l’ultimo dei fratelli Marx: così non è necessario spingere i loro ammiratori ad andare a vedere "Una notte a Casablanca". Non sarà uno dei loro film migliori, ma non importa: i loro peggiori saranno sempre meglio di tanti altri che mi vengono in mente.
    Gli ultimi film
    I fratelli Marx nel 1948 (Groucho è in basso, seduto)
    Dopo il discreto successo di Una notte a Casablanca, i fratelli Marx si separarono nuovamente. Nel 1947 Groucho fu coinvolto nel mediocre Copacabana, accanto alla star del musical Carmen Miranda. Nella parte di Lionel Deveraux, un agente teatrale male in arnese, Groucho appare in alcune gag comiche, ma il film fu sostanzialmente un fallimento.
    Due anni dopo i fratelli Marx si riuniranno ancora una volta sul set di Una notte sui tetti (1949), un film voluto soprattutto da Harpo, che qui ebbe le maggiori possibilità di esibire la sua bravura nella pantomima, pur scivolando spesso nel sentimentalismo gratuito. Groucho mantiene una presenza più marginale, nei panni del detective privato Sam Grunion, narratore della vicenda in cui una preziosa collana di diamanti è ambita da uno stuolo di cattivi, tra i quali Raymond Burr e la femme fatale Ilona Massey. Il film è anche ricordato per una delle prime apparizioni sullo schermo di Marilyn Monroe, nel ruolo di una potenziale cliente che si presenta nell’ufficio del detective Grunion-Groucho, lamentandosi che tutti gli uomini non fanno che correrle dietro, provocando l’ammirazione di Groucho con la sua andatura sinuosa.
    Nel 1948, Groucho aveva girato per la RKO il film commedia Questi dannati quattrini, nella parte di Emil J. Keck, in cui aveva fatto da spalla a Frank Sinatra e a Jane Russell. Il film fu bloccato per due anni dal produttore Howard Hughes, e uscì poi nel 1951. Nel frattempo Groucho fece una breve apparizione nel ruolo di se stesso nel musical della Paramount Assedio d’amore (1950), accanto a Bing Crosby, cui seguì un'altra commedia per la RKO, Una ragazza in ogni porto (1952), nella parte del marinaio Benjamin Linn, accanto a William Bendix e a Marie Windsor. Si trattò di pellicole minori, che nulla aggiunsero alla carriera cinematografica di Groucho.
    Nel 1957 i fratelli Marx fecero la loro ultimissima apparizione cinematografica insieme (anche se non recitarono nelle stesse scene) in L’inferno ci accusa, un libero adattamento de La storia dell’umanità di Hendrik Willem van Loon, in cui Groucho interpretò la figura del colonizzatore Peter Minuit. Nello stesso anno i fratelli si esibirono nella produzione televisiva The Great Jewel Robbery e il solo Groucho si produsse in un'ennesima apparizione cinematografica, nel ruolo di George Schmidlap, nel film commedia La bionda esplosiva (1957), accanto a Jayne Mansfield.
    L’ultima apparizione cinematografica di Groucho risale al 1968, nel film Skidoo, diretto da Otto Preminger, in cui interpreta il breve ruolo di "Dio", il capo di un’anonima assassini.
    Le "voci" italiane
    La comicità dei fratelli Marx, in particolare quella di Groucho, basata sulla veloce parlantina e sul ricorso serrato alla battuta e al gioco di parole, ha sempre presentato difficoltà di traduzione al momento del doppiaggio.
    Ecco un elenco dei doppiatori che negli anni si sono avvicendati a prestare la propria voce a Groucho Marx nelle edizioni italiane dei suoi film.
    Stefano Sibaldi (Una notte all’opera, Un giorno alle corse, Tre pazzi a zonzo, I cowboys del deserto, Il bazar delle follie, Una notte a Casablanca, Copacabana, Una notte sui tetti)
    Carlo Romano (Assedio d’amore, Questi dannati quattrini)
    Luigi Pavese (La bionda esplosiva, L’inferno ci accusa)
    Oreste Lionello (La guerra lampo dei fratelli Marx, Una notte a Casablanca - 1° ridopp.)
    Elio Pandolfi (Horse feathers, Una notte all’opera - ridopp.)
    Giorgio Lopez (The cocoanuts, Animal crackers, Monkey Business, Un giorno alle corse - ridopp., Servizio in camera, Tre pazzi a zonzo - ridopp, I cowboys del deserto - ridopp., Una ragazza in ogni porto)
    Gerolamo Alchieri (Il bazar delle follie - ridopp., Una notte a Casablanca - 2° ridopp.)
    Carriera radiofonica e televisiva
    Flywheel, Shyster & Flywheel
    Nell’autunno del 1932, Groucho Marx e il fratello Chico debuttarono alla radio, su una delle due reti della NBC, in una serie di radiocomiche dal titolo Beagle, Shyster & Beagle, Attorneys at law, sponsorizzate dalla Esso e in onda ogni lunedì sera dalle 19,30 alle 20,00. Per la sceneggiatura furono ingaggiati due giovani scrittori, Nat Perrin e Arthur Sheekman, che già avevano collaborato a un paio di film dei fratelli Marx. Successivamente subentrarono George Oppenheimer e Tom McKnight. Il primo episodio, rigorosamente in diretta come era costume allora, venne trasmesso la sera del 28 novembre 1932. Poco dopo il debutto della trasmissione, arrivarono le proteste di un avvocato newyorkese di nome Beagle, il quale costrinse i produttori a cambiare il titolo della serie che, a partire dal quarto episodio, si chiamò Flywheel, Shyster & Flywheel.
    Il tema di alcune puntate della serie, ovviamente senza il contributo delle gag mute di Harpo, era strettamente basato sugli eventi del momento, mentre in altri episodi veniva sperimentato nuovo materiale comico o venivano ripresi vecchi numeri che avevano riscosso particolare successo nei film.
    I due protagonisti della serie, l’avvocato truffaldino Waldorf T. Flywheel (Groucho) e il suo inetto braccio destro di origine italiana Emmanuel Ravelli (Chico) dettero vita a copioni farseschi, ricchissimi di battute fulminanti e di sketches comici.
    Dopo ventisei puntate, il 22 maggio 1933, la serie si interruppe per le vacanze estive e non venne più ripresa. I motivi più plausibili potrebbero essere ricondotti all’orario infelice di messa in onda, che non raccoglieva un pubblico di ascoltatori sufficientemente numeroso da giustificare i duemila dollari di stipendio dei Marx, alla concorrenza di altri programmi con più alti indici di ascolto e dall’intenzione di Groucho e Chico di ritornare al cinema.
    Lo stesso Groucho commentò più tardi a suo modo, con il consueto humour: Le vendite del prodotto da noi reclamizzato erano aumentate vertiginosamente. I profitti della società raddoppiarono in breve volgere di tempo, e la Esso si sentiva un po' in colpa per tutti quei soldi. Quindi ci mollò, dopo ventisei puntate. Era l'epoca dei Grandi Rimorsi Aziendali, che oggi non ci sono più.
    Non esistono registrazioni della serie, ma i copioni di tutti gli episodi (tranne il ventunesimo) furono depositati alla Library of Congress (la biblioteca che tutela i diritti d’autore negli Stati Uniti), dove lo scrittore Michael Barson li ha recuperati dagli archivi e ricomposti per il volume Flywheel, Shyster & Flywheel – The Marx Brother’s lost radio show (1988), edito in Italia da Bompiani con il titolo Legali da legare.
    Altre esibizioni radiofoniche
    Nel marzo del 1934, Groucho e Chico ritornarono in radio per la CBS con The Marx of Time, uno spettacolo domenicale di satira sull’attualità, che andò in onda per un breve periodo in coda a un giornale radio. Dopo un paio di apparizioni dei fratelli Marx come ospiti d’onore in due trasmissioni nel 1937 e 1938, Groucho venne scritturato nel 1939 per The circle, un programma di varietà che però non ebbe molto seguito, probabilmente perché di taglio troppo intellettuale per il pubblico radiofonico di massa.
    Nell'estate 1942 Groucho si esibì nuovamente alla radio senza la partecipazione del fratello, comparendo in diverse puntate del programma radiofonico per la NBC di Rudy Vallee. Dopo una serie di altre apparizioni, sempre in qualità di ospite, Groucho iniziò a desiderare di condurre uno spettacolo tutto suo. All’epoca, uno show radiofonico necessitava di una formula adatta alla personalità del presentatore e gradita a una vasta fascia di pubblico, ma soprattutto della sponsorizzazione di un importante marchio commerciale.
    All’inizio del 1943, Groucho firmò un contratto con la Pabst Birra Blue Ribbon per un varietà radiofonico settimanale della CBS, che debuttò il 27 marzo 1943, ma la sua partecipazione fu di breve durata e, dopo la puntata del 17 giugno 1944, lo sponsor decise di non rinnovare il contratto a Groucho e di rimpiazzarlo con il comico Danny Kaye, nonostante gli ascolti fossero soddisfacenti.
    Non trovando altri sponsor che desiderassero promuovere un programma con lui, Groucho si dedicò a partecipare a spettacoli di intrattenimento per le truppe. Insieme a Fay McKenzie (con la quale aveva condotto lo show radiofonico Blue Ribbon), al compositore Harry Ruby e al chitarrista José Oliveira, visitò molti ospedali per sostenere i soldati feriti al fronte, raccogliendo denaro per diverse cause benefiche.
    Nella primavera del 1945, Groucho iniziò ad apparire con una certa regolarità come ospite nello show radiofonico della cantante Dinah Shore, e la sua ultima esibizione in tale veste andò in onda il 16 maggio 1946.
    La svolta arrivò per Groucho nella primavera del 1947, quando fece un’apparizione al Walgreen Show, una produzione annuale ad alto budget sponsorizzata dalla catena di supermercati Walgreen, a cui partecipavano molti nomi famosi dello spettacolo. Il suo duetto radiofonico con Bob Hope fu strepitoso, poiché entrambi abbandonarono ben presto le battute previste dal loro copione e proseguirono la trasmissione improvvisando, rivoluzionando così lo show accuratamente preparato. Gran parte del dialogo tra Groucho e Hope, durato circa 25 minuti, sarebbe stato censurabile ma fu impossibile perché lo sketch non avrebbe più avuto senso logico. I produttori dello show, Mannie Manheim e Charles Isaacs ricordarono poi che in vent’anni di radio non avevano mai assistito a nulla di più divertente.
    You bet your life
    Groucho Marx nello show You bet your life (1952)
    Il giovane produttore radiofonico John Guedel, dopo aver assistito allo sketch con Bob Hope, propose a Groucho il progetto di You Bet Your Life ("Ci scommetti la vita?"), uno show a quiz basato prevalentemente sull’improvvisazione piuttosto che su un copione prestabilito, con il quale Guedel pensava che Groucho potesse rilanciare la propria carriera, facendo uso delle sue doti migliori di improvvisatore e intrattenitore. Il progetto di Guedel prevedeva un numero limitato di domande, privilegiando invece l'introduzione e le interviste del presentatore ai concorrenti.
    Groucho fu inizialmente scettico all’idea di condurre un programma a quiz, ma finì per accettare, ponendo comunque due condizioni: la prima, che il quiz fosse assolutamente leale e privo di qualsiasi aiuto o suggerimento ai concorrenti; la seconda, quella che il programma fosse sempre pre-registrato, in modo da evitare di incappare in qualunque maglia censoria causata da battute imprevedibili o considerate sconvenienti.
    Non presentando grossi costi di produzione e gestione, You bet your life venne acquistato dalla Elgin-American Watch Case Company a un prezzo addirittura inferiore rispetto all’offerta iniziale. Lo show, andato in onda per la prima volta il 27 ottobre 1947, iniziò a prendere piede quasi immediatamente in tutti gli Stati Uniti, riscuotendo un enorme successo sia presso i fan dei giochi a quiz sia presso il pubblico amante della commedia sofisticata, sorprendendo lo stesso Groucho.
    Il quiz guadagnò una crescente popolarità tra il pubblico radiofonico e la formula risultò molto congeniale all’umorismo sarcastico di Groucho, che seppe muoversi nel modo migliore, punzecchiando abilmente gli ospiti prima di dar loro la possibilità di vincere. La sua consumata abilità di uomo di spettacolo e di cerimoniere gli permise di arricchire la formula del quiz, intrattenendo bonariamente i concorrenti e concedendo esilaranti battute e comici complimenti a tutti i partecipanti (così, quando in trasmissione si presentò una balia molto avvenente, Groucho commentò che a lui non era mai toccata in sorte una balia del genere, e che la sua faceva venire voglia di chiedere l’anestesia).
    Il 5 ottobre 1950 lo show venne trasferito anche in televisione, sulla rete NBC, senza subire cambiamenti rispetto alle messe in onda radiofoniche. La produzione riconfermò lo stesso annunciatore, George Fennemann, e Groucho mantenne la propria postazione su uno sgabello davanti a una scrivania, con i quiz e le domande per le interviste scritti in un notes di fronte a lui. Non erano necessarie scenografie particolarmente sofisticate, per cui You bet your life poté anche essere filmato e quindi trasmesso sia in radio che in televisione, consolidando il proprio successo.
    Groucho, che nell'aprile del 1949 aveva vinto il Peabody Award per il miglior show comico radiofonico, fu fotografato per la copertina di Time per la seconda volta nella sua carriera e, il 23 gennaio 1951, fu premiato con l'Emmy Award quale miglior personaggio televisivo del 1950. La battuta "Dì la parola d'ordine e vinci cento dollari!" e le domande che Groucho rivolgeva a tutti gli sconfitti nel quiz perché potessero comunque tornare a casa con un minimo premio ("Chi è sepolto nella tomba di Grant?" e "Di che colore è la Casa Bianca?") divennero frasi popolarissime presso il pubblico americano negli anni cinquanta.
    Lo show divenne presto troppo costoso per lo sponsor Elgin, che lasciò il posto alla De Soto-Playmouth Dealers of America, continuando ad andare regolarmente in onda fino al 21 settembre 1961.
    Carriera letteraria
    Fin dall’infanzia e per tutta la sua lunga esistenza, Groucho fu un lettore instancabile e autodidatta, compensando in tal modo la mancanza di istruzione dovuta al suo prematuro ritiro dalla scuola negli anni dieci.
    L’inizio della sua attività di scrittore risale agli anni venti quando, con la firma di Julius H. Marx, cominciò a pubblicare motti di spirito per settimanali comici e per le rubriche dei principali columnists dell’epoca, fra i quali Franklin P. Adams, la cui popolare rubrica The conning tower, pubblicata sul New York World, nel 1924 iniziò a dare spazio agli scritti di Groucho, tra cui scenette brevi e pezzi umoristici basati su argomenti di attualità e di costume.
    Nella primavera del 1925 Groucho iniziò a pubblicare con regolarità i suoi contributi umoristici sulla neonata rivista The New Yorker, fondata e diretta da Harold Ross, sul St. Louis Post Dispatch e su College Humor, continuando però a rifiutare tutte le offerte rivoltegli allo scopo di tenere una sua rubrica fissa.
    Malgrado questa decisione, i sempre più lunghi scritti di Groucho apparivano ormai con crescente frequenza e regolarità sulle riviste, caratterizzati da uno stile letterario ormai consolidato e frutto della felice combinazione tra il suo personaggio sul palcoscenico e l’influenza stilistica esercitata su di lui dai suoi scrittori umoristici preferiti.
    All'inizio del 1930, Groucho cominciò a collaborare con un altro scrittore umoristico, Arthur Sheekman, un ex columnist del Chicago Times. La collaborazione di Groucho con Sheekman sarebbe durata per decenni, con reciproco sostegno nella revisione e pubblicazione dei rispettivi libri e articoli e con l'intervento di Sheekman in qualità di sceneggiatore e di autore dei testi in svariate produzioni dei fratelli Marx.
    Letti (Beds)
    Letti (Beds) nacque sulla base di una serie di articoli apparsi sulla rivista College Humor e venne pubblicato nell’autunno del 1930. È una raccolta di pezzi che descrivono scherzosamente il rapporto che la gente ha con il proprio letto, e in cui Groucho si diverte a dissertare di sonno (e di problemi di insonnia) con eleganza e ironia.
    Pare che Letti abbia avuto una sola tiratura e che l’edizione originale sia diventata negli anni seguenti un pezzo da collezione (Neanche io me la posso permettere, scrisse Groucho). Il libro fu in effetti un parziale insuccesso, la cui seconda edizione uscì solo quattro decenni più tardi, nel 1976.
    Many happy returns
    All'inizio degli anni quaranta, in coincidenza con il ritiro dalle scene dei fratelli Marx, Groucho ampliò la sua attività di scrittore, spaziando nei suoi articoli anche in argomenti di stretta attualità e legati all'impegno bellico degli Stati Uniti nella seconda guerra mondiale, e pubblicando i suoi scritti su This Week, inserto del New York Herald Tribune, su Variety e sul Saturday Evening Post.
    Nel 1941, Groucho iniziò a lavorare al suo secondo libro, sempre con il contributo di Sheekman. Many happy returns è una sorta di guida all'evasione fiscale e di parodia in cui viene preso di mira l'Ufficio Imposte. Il titolo originale, traducibile in italiano nella formula augurale "Cento di questi giorni", gioca in realtà sull'espressione tax return, ovvero la dichiarazione dei redditi.
    Come nel caso di Beds, le recensioni furono tiepide e i critici sostennero come il lavoro scritto di Groucho non fosse divertente quanto lo era lui in persona. La vendita fu di sole cinquemila copie, tanto che Groucho in seguitò commentò: "Io scrivo solo prime edizioni".
    Groucho e io
    Alla fine degli anni quaranta, la carriera di Groucho aveva ripreso vigore con il grande successo nel quiz radiofonico You bet your life, quindi le sue pubblicazioni negli anni seguenti divennero più sporadiche e generalmente limitate alla promozione del suo spettacolo, anche dopo il suo passaggio alla televisione.
    Fu solo nella primavera del 1957 che Groucho intraprese il suo progetto letterario più ambizioso, la stesura della propria autobiografia. Memore dei precedenti insuccessi con Letti e Many happy returns, e scettico su questa sua nuova fatica letteraria, Groucho diede finalmente alle stampe Groucho and me (Groucho e io), pubblicato dalla casa editrice Random House, nell'autunno del 1959, ottenendo ottime recensioni e un buon successo di vendita.
    Con stile narrativo brillante e con profonda autoironia, Groucho rievoca la propria infanzia tra povertà e spensieratezza, gli anni giovanili del vaudeville, il periodo del successo cinematografico e altri divertenti episodi autobiografici attraverso gustosi aneddoti e nostalgici ricordi.
    Le lettere di Groucho Marx
    Nel 1964, Groucho venne interpellato da un funzionario della Library of Congress, la Biblioteca del Congresso degli Stati Uniti, il quale era venuto a conoscenza della corrispondenza intrattenuta per diversi anni dal poeta e drammaturgo inglese Thomas Stearns Eliot con Groucho. Alla richiesta di depositare presso la prestigiosa istituzione i suoi carteggi epistolari dei decenni precedenti, Groucho si sentì onorato e accettò con entusiasmo. Tenuto conto che si era sempre considerato "uno scrittore part-time e ai margini" e che non aveva mai completato la propria istruzione scolastica, la richiesta della Library of Congress costituì per lui un particolare motivo di orgoglio e una delle maggiori soddisfazioni raccolte nella sua lunga carriera, sia in campo letterario che nel mondo dello spettacolo.
    La pubblicità creatasi intorno all'evento riaccese l'interesse del pubblico per gli scritti di Groucho e portò alla pubblicazione, nel febbraio del 1967, de Le lettere di Groucho Marx, a cura della casa editrice Simon & Schuster. La raccolta comprende sia le lettere scritte da Groucho che le lettere a lui inviate da corrispondenti altrettanto brillanti, fra i quali erano annoverati artisti e letterati tra i più famosi e arguti del mondo. Le recensioni furono contrastanti, ma il successo di pubblico fu assicurato, e il libro ha ottenuto negli anni diverse ristampe ed è tuttora in circolazione in diverse lingue. In Italia è stato pubblicato dalla casa editrice Adelphi, con la brillante traduzione di Davide Tortorella.
    L'organizzazione del libro non segue un ordine cronologico nella successione delle lettere, ma una divisione per argomenti che all'uscita suscitò qualche critica. La raccolta presenta, tra le altre, lo scambio di lettere tra Groucho e l'ufficio legale della Warner Bros. all'epoca del film Una notte a Casablanca, le paterne missive di Groucho indirizzate al figlio Arthur, ai fratelli Harpo e Gummo, e ad altri componenti della famiglia Marx. Non mancano i duetti epistolari con altre personalità del mondo dello spettacolo, come i comici Eddie Cantor e Fred Allen e gli scrittori e sceneggiatori Arthur Sheekman e Goodman Ace. Ma il carteggio più celebre è quello intercorso tra Groucho e il poeta Thomas S. Eliot tra la fine degli anni cinquanta e l'inizio degli anni sessanta. Il loro scambio di lettere rimane una delle pagine più indimenticabili della raccolta, grazie al garbato umorismo, alla freschezza della prosa e alla perfetta intesa umana e intellettuale instauratasi amichevolmente tra i due corrispondenti. Groucho ed Eliot riusciranno a incontrarsi personalmente per la prima e unica volta nel giugno del 1964, durante una cena nella residenza londinese del poeta, solo pochi mesi prima della morte di Eliot.
    Vita privata
    Nel 1919, all'epoca delle rappresentazioni di Home again, Groucho conobbe la ballerina di origine svedese Ruth Johnson, che era entrata nella compagnia teatrale dei Marx come partner di danza di Zeppo. Groucho e la diciannovenne Ruth si sposarono il 4 febbraio 1920 a Chicago, durante le repliche di Home again al Mc Vicar’s Theater. Il 21 luglio 1921 nacque il primo figlio di Groucho, Arthur Marx, che in gioventù diventerà un discreto giocatore professionista di tennis (fece parte della squadra di Coppa Davis Junior nel 1939), poi autore teatrale, televisivo e commediografo di successo, nonché autore di una famosa biografia del padre, intitolata Life with Groucho, pubblicata per la prima volta a puntate sul Saturday Evening Post nei primi anni cinquanta. Il 19 maggio 1927 nacque Miriam, la secondogenita di Groucho e Ruth. Il matrimonio con Ruth durò 22 anni e si concluse con il divorzio il 15 luglio 1942.
    Il 21 luglio 1945 Groucho sposò in seconde nozze la ventunenne attrice Kay Marvis Gorcey, che reciterà con lui in un piccolo ruolo nel film Copacabana. Dal loro matrimonio, il 14 agosto 1946, nacque la figlia Melinda, che apparirà spesso accanto a Groucho nello show televisivo You bet your life. Anche questo secondo matrimonio si concluse con un divorzio il 12 maggio 1950.
    Il 17 luglio 1954, all’età di 64 anni, Groucho si risposò in terze nozze con la ventiquattrenne Eden Hartford, aspirante attrice e cognata del regista Howard Hawks. Secondo quanto racconta Arthur Marx, per i primi anni l’unione tra Groucho ed Eden fu felice e la vita familiare di Groucho conobbe un periodo di serenità grazie al buon carattere di Eden e alla sua capacità di essere una buona madre per Melinda che, dopo il divorzio di Groucho e Kay Marvis, dal 1956 era stata affidata al padre.
    L’unione con Eden entrò però in crisi negli anni sessanta e si concluse con un burrascoso divorzio, pronunciato il 4 dicembre 1969, quando Groucho aveva ormai 79 anni.
    La comicità di Groucho
    Caricatura di Groucho Marx secondo Greg Williams
    I Fratelli Marx fecero del nonsense e della sarabanda anarchica i motivi di una “commedia dell'arte” unica nel suo genere e movimentata. Il loro successo cinematografico raggiunse il culmine durante gli anni trenta con una serie di film basati su una comicità frenetica e dissacrante. Groucho si contraddistingueva per la parlantina continua ed inarrestabile, per il graffiante senso dell'umorismo e per la assoluta irriverenza nei confronti del potere costituito.
    Durante la sua lunga carriera teatrale e cinematografica, Groucho ha intepretato una serie di personaggi sempre al limite della legalità e della moralità: il direttore d'albergo fallito, l'esploratore millantatore, il dissoluto rettore di università, l'uomo politico corrotto, l'avvocato imbroglione, il finto medico opportunista, l'impresario teatrale maneggione, il detective amorale, ruoli caratterizzati sempre da un unico denominatore comune, l'incontenibile sfrontatezza di Groucho nei confronti della società e dei malcapitati rimasti vittime delle sue irriverenti mascalzonate.
    Influenza culturale
    Il personaggio creato da Groucho Marx (occhiali dalla montatura tonda, sopracciglia folte, baffoni e sigaro) è diventato un popolare stereotipo, ripreso in parecchie produzioni, così come la sua comicità surreale ed effervescente è stata fonte d'ispirazione per numerosi comici successivi.
    Citazioni emblematiche si trovano ad esempio nel film Prendi i soldi e scappa di Woody Allen, o nella carota che Bugs Bunny ha costantemente tra i denti.
    In Italia dal 1986 il personaggio di Groucho è stato inserito da Tiziano Sclavi come fedele e demenziale assistente di Dylan Dog, l'indagatore dell'incubo protagonista del fumetto di successo della editrice Bonelli.
    Filmografia
    The Cocoanuts - Il ladro di gioielli, regia di Robert Florey e Joseph Santley (1929)
    Animal Crackers, regia di Victor Heerman (1930)
    Monkey Business - Quattro folli in alto mare, regia di Norman Z. McLeod (1931)
    Horse feathers, regia di Norman Z. Mc Leod (1932)
    La guerra lampo dei Fratelli Marx, regia di Leo McCarey (1933)
    Una notte all'opera, regia di Sam Wood (1935)
    Un giorno alle corse, regia di Sam Wood (1937)
    Servizio in camera, regia di William A. Seiter (1938)
    Tre pazzi a zonzo, regia di Edward Buzzell (1939)
    I cowboys del deserto , regia di Edward Buzzell (1940)
    Il bazar delle follie, regia di Charles F. Reisner (1941)
    Una notte a Casablanca, regia di Archie Mayo (1946)
    Copacabana, regia di Alfred E. Green (1947)
    Una notte sui tetti , regia di David Miller (1949)
    Assedio d'amore, regia di Richard Haydn (1950)
    Questi dannati quattrini, regia di Irving Cummings (1951)
    Una ragazza in ogni porto, regia di Chester Erskine (1952)
    L'inferno ci accusa, regia di Irwin Allen (1957)
    La bionda esplosiva, regia di Frank Tashlin (1957)
    Skidoo, regia di Otto Preminger (1968)
    Note

      ^ O quest'uomo è morto, o il mio orologio si è fermato, Einaudi, 2001.
      ^ O quest'uomo è morto, o il mio orologio si è fermato, Einaudi, 2001.
      ^ Harpo Marx, Harpo speaks!, Freeway Press, New York, 1974.
      ^ Groucho Marx, Groucho e io, Adelphi, 1997
      ^ I Fratelli Marx, legali da legare!, Bompiani, 1996.
      ^ Groucho Marx, Groucho e io, Adelphi, 1997
      ^ O quest'uomo è morto, o il mio orologio si è fermato, Einaudi, 2001.
      ^ Groucho Marx, Groucho e io, Adelphi, 1997
      ^ Cinema, la grande storia illustrata, De Agostini, 1981
      ^ Cinema, la grande storia illustrata, De Agostini, 1981
      ^ Cinema, la grande storia illustrata, De Agostini, 1981
      ^ Groucho Marx, Groucho e io, Adelphi, 1997
      ^ Groucho Marx, Groucho e io, Adelphi, 1997
      ^ Cinema, la grande storia illustrata, De Agostini, 1981
      ^ I fratelli Marx, Milano Libri Edizioni, 1978
      ^ O quest'uomo è morto, o il mio orologio si è fermato, Einaudi, 2001.
      ^ I fratelli Marx, Milano Libri Edizioni, 1978
      ^ I fratelli Marx, Milano Libri Edizioni, 1978
      ^ Le lettere di Groucho Marx, Adelphi, 1992
      ^ I fratelli Marx, Milano Libri Edizioni, 1978
      ^ Cinema, la grande storia illustrata, De Agostini, 1981
      ^ I fratelli Marx, Milano Libri Edizioni, 1978
      ^ Grouchismi - Storie brevi 1925-1973, Mondadori, 2000
      ^ Grouchismi - Storie brevi 1925-1973, Mondadori, 2000
      ^ O quest'uomo è morto, o il mio orologio si è fermato, Einaudi, 2001.
      ^ I Fratelli Marx, legali da legare!, Bompiani, 1996
      ^ Arthur Marx, La mia vita con Groucho, Effepi Libri, 2007
      ^ Arthur Marx, La mia vita con Groucho, Effepi Libri, 2007
      ^ Arthur Marx, La mia vita con Groucho, Effepi Libri, 2007
      ^ I fratelli Marx, Milano Libri Edizioni, 1978
      ^ Groucho Marx, Letti, Lindau, 1995
      ^ Grouchismi - Storie brevi 1925-1973, Mondadori, 2000
      ^ Grouchismi - Storie brevi 1925-1973, Mondadori, 2000
      ^ Groucho Marx, Letti, Lindau, 1995
      ^ Grouchismi - Storie brevi 1925-1973, Mondadori, 2000
      ^ Grouchismi - Storie brevi 1925-1973, Mondadori, 2000
      ^ Grouchismi - Storie brevi 1925-1973, Mondadori, 2000
      ^ Arthur Marx, La mia vita con Groucho, Effepi Libri, 2007
      ^ Arthur Marx, La mia vita con Groucho, Effepi Libri, 2007
      ^ Arthur Marx, La mia vita con Groucho, Effepi Libri, 2007
      ^ O quest'uomo è morto, o il mio orologio si è fermato, Einaudi, 2001.

    Bibliografia
    Miriam Marx Allen, Love, Groucho: Letters From Groucho Marx to His Daughter Miriam (1992)
    Charlotte Chandler, Hello, I Must Be Going (1979)
    Stefan Kanfer, Groucho: The Life and Times of Julius Henry Marx (2000)
    Simon Louvish, Monkey Business: The Lives and Legends of the Marx Brothers (2001)
    Arthur Marx, Life With Groucho (1954, revised as My Life With Groucho, 1992)
    Arthur Marx, Son of Groucho (1972)
    Groucho Marx, Groucho and Me (1959)
    Groucho Marx, Memoirs of a Mangy Lover (1963)
    Groucho Marx, The Groucho Letters: Letters From and To Groucho Marx (1967)
    Harpo Marx, Harpo Speaks (1961)
    Glenn Mitchell, The Marx Brothers Encyclopedia (2003)
    Steve Stoliar, Raised Eyebrows: My Years Inside Groucho's House (1996)
    Howard Johns: Hollywood Celebrity Playground, Barricade Books, Fort Lee, NJ (2006). ISBN 9781569803035 ISBN 156980303X
    Voci correlate
    Fratelli Marx
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