Giuliano Amato (72)

Informazioni di base:

  • Data di nascita: 13 Maggio 1938
  • Professione: Politico
  • Luogo di nascita: Torino (TO)
  • Nazione: Italia
  • Giuliano Amato in Rete:

  • Wikipedia: Giuliano Amato su Wikipedia
  • Biografia:

    (estratta da Wikipedia)


    Giuliano Amato
    Luogo di nascita
    Torino
    Data di nascita
    13 maggio 1938 (1938-05-13) (70 anni)
    Luogo di morte
    Data di morte
    Partito politico
    Partito Socialista Italiano; indipendendente nell'Ulivo; Partito Democratico
    Coalizione
    Centro-Sinistra
    Mandato
    I 28 giugno 1992 - 22 aprile 1993

    II 25 aprile 2000 - 31 maggio 2001
    Elezione
    Titolo di studio
    Laurea in giurisprudenza
    Professione
    Docente universitario
    Coniuge
    Vicepresidente
    Predecessore
    I Giulio Andreotti

    II Massimo D'Alema
    Successore
    I Carlo Azeglio Ciampi

    II Silvio Berlusconi


    Giuliano Amato (Torino, 13 maggio 1938) è un politico, giurista e docente italiano.
    Giurista costituzionalista, membro dell' Associazione Italiana dei Costituzionalisti, docente universitario, ha avuto, anche, una brillante carriera politica: è stato Presidente del Consiglio dei Ministri nei governi Amato I (1992-1993) e Amato II (2000-2001); è stato quattro volte Ministro del Tesoro nei governi: Goria e De Mita (1987-89), D'Alema I e II (1999-2000); Ministro per le riforme istituzionali nel Governo D'Alema I (1998-99, prima di tornare al Tesoro); Ministro dell'Interno nel Governo Prodi II (2006-08); è stato presidente dell'Autorità garante della concorrenza e del mercato (Autorità "Antitrust") (1994-97); vicepresidente della Convenzione europea (2001-03).
    Un tempo esponente del Partito Socialista Italiano, ha aderito poi all'Ulivo ed infine al Partito Democratico.
    Negli anni Ottanta il giornalista Eugenio Scalfari trovò per lui il soprannome dottor Sottile, con doppio riferimento al suo acume politico e alla gracilità fisica.
    Il 2 giugno 2008 ha pubblicamente annunciato il suo allontanamento definitivo dalla politica italiana.

    Biografia
    Nato a Torino da famiglia siciliana, che presto si trasferisce in Toscana, dopo aver compiuto i suoi studi al Liceo classico "Niccolò Machiavelli" di Lucca, si laureò in giurisprudenza al Collegio medico-giuridico di Pisa, ora Scuola Superiore Sant'Anna, divenendo in tempi recenti anche presidente dell'associazione degli ex-allievi della scuola. Frequentò un master alla Scuola di legge della Columbia University di New York nel 1962. Presto si impegnò parallelamente sia nell'ambito accademico, fino a divenire docente universitario, sia in quello politico: in origine fu membro del Partito Socialista Italiano di Unità Proletaria (PSIUP), poi passò nel Partito Socialista Italiano (PSI), dove, nel 1979, denunciò le "forme degradanti" del dibattito interno, a seguito della vicenda Eni-Petromin che portò alla sospensione dell'allora presidente ENI, Giorgio Mazzanti.
    Fu deputato del PSI dal 1983 al 1994 al fianco di Bettino Craxi, del quale fu prima antagonista e poi consigliere economico e politico fino a diventarne sottosegretario alla Presidenza del consiglio nei due governi Craxi I e Craxi II (1983-1987). A differenza della lunga esperienza ministeriale, nella vita del partito «contava meno del due di briscola»


    In seguito è stato Ministro del Tesoro dal 1987 al 1989 (governi Goria e De Mita) e dal 1999 al 2000 (Governo D'Alema), Ministro delle Riforme Costituzionali dal 1998 al 1999 (Governo D'Alema). Ha diretto l'Antitrust dal 1994 al 1997, ed ha anche coperto l'incarico di vicepresidente della Convenzione europea.
    Professore di Diritto Costituzionale Comparato all'Università di Roma dal 1975 al 1997, è stato inoltre professore alle Università di Modena e Reggio Emilia, Perugia, Firenze, NYU Law School e all'Istituto universitario europeo, ancora a Firenze.
    Nel suo primo mandato da Presidente del Consiglio si trovò ad affrontare una difficile situazione finanziaria. Per questa ragione, l'11 luglio del 1992 emise un decreto da 30000 miliardi in cui tra le altre cose veniva deliberato (retroattivamente al 9 luglio) il prelievo forzoso del 6 per mille dai conti correnti bancari per un "interesse di straordinario rilievo", in relazione ad "una situazione di drammatica emergenza della finanza pubblica". Le eccezioni di incostituzionalità contro quel decreto vennero successivamente respinte dalla Consulta . Dopo aver perso pesantemente la battaglia contro la svalutazione della lira, nell'autunno dello stesso anno varò una manovra finanziaria "lacrime e sangue" da 93000 miliardi di lire (contenente tagli di spesa e incrementi delle imposte), per frenare l'ascesa del deficit pubblico, e la prima riforma delle pensioni, che da lui prese il nome. Con quella manovra riuscì a salvare il Paese dalla bancarotta, ma da allora il debito pubblico si impose al centro dell'attenzione per tutti i governi successivi. Al termine del suo mandato pronunciò un accorato discorso alla Camera nel quale si impegnava solennemente ad abbandonare l'attività politica puntualizzando che non avrebbe mai infranto la promessa.
    Nella fase definita Seconda Repubblica, alla scomparsa dei partiti tradizionali, sopravvive politicamente alla fine del partito socialista ma non aderisce a nessun partito, pur rimanendo nel centrosinistra e avvicinandosi (senza mai parteciparvi) ai DS.
    In occasione del suo secondo mandato di premier, ricoperto dopo le dimissioni di Massimo D'Alema nel 2000 per concludere la legislatura nonostante la sconfitta del centro-sinistra alle elezioni amministrative, Cossiga ricordò il suo atout rappresentato dal vivo gradimento degli Stati Uniti d'America.
    È ora considerato tra i leader principali dell'intera coalizione di centrosinistra, ha avuto un ruolo importante nella concertazione dell'Ulivo e nella formazione dell'Unione.
    Nel gennaio del 2002 Amato è stato nominato vicepresidente della Convenzione europea, chiamata a disegnare la nuova architettura istituzionale dell'UE.
    Attualmente presiede la Commissione internazionale sui Balcani, nata nell'aprile 2004, su iniziativa e col supporto della Fondazione Robert Bosch Stiftung (Germania), della fondazione Re Baldovino (Belgio), della German Marshall Fund of the United States e della Charles Stewart Mott Foundation (US).
    Al termine delle elezioni politiche del 2006 riceve un nuovo mandato parlamentare alla Camera, venendo eletto deputato nella circoscrizione Toscana.
    Si è parlato di lui come un possibile successore di Carlo Azeglio Ciampi nella carica di Presidente della Repubblica Italiana: il suo nome è stato proposto dalla Casa delle Libertà. L'Unione ha preferito candidare Giorgio Napolitano, che è stato eletto al Quirinale.
    Il 17 maggio 2006 viene nominato Ministro dell'Interno nel Governo Prodi II.
    Dal 23 maggio 2007 è divenuto uno dei 45 membri del Comitato nazionale per il Partito Democratico che riuniva i leader delle componenti del futuro PD; dopo la costituzione del partito, in quanto ex Presidente del consiglio aderente al partito, è componente di diritto del coordinamento nazionale del Partito Democratico.
    Dal 30 settembre 2006 presiede il cosiddetto "Gruppo Amato" (formato da politici europei), ufficialmente chiamato "Comitato d'azione per la democrazia europea" (Action Committee for European Democracy, ACED) supportato dalla Commissione europea che ha inviato due suoi rappresentanti alle riunioni. Il gruppo ha avuto il mandato (non ufficiale) di prospettare una riscrittura della Costituzione europea basata sui criteri che erano emersi durante le consultazioni della Presidenza tedesca con le cancellerie europee. Il risultato è stato presentato il 4 giugno 2007: il nuovo testo presenta in 70 articoli e 12.800 parole circa le stesse innovazioni della Costituzione che aveva 448 articoli e 63.000 parole diventando un punto di riferimento per i negoziati che hanno portato al Trattato di riforma.
    Ultimamente si è reso protagonista di alcune episodi che hanno fatto discutere. Durante la commemorazione del magistrato Giovanni Falcone a Palermo ha accusato un ragazzo, che gli aveva fatto notare che nel Parlamento vi sono parecchi parlamentari condannati in via definitiva, di fare del populismo. L'11 luglio 2007, presente ad un convegno riguardante la violenza sulle donne, ha definito tale abitudine come "siculo-pakistana", sostenendo che le violenze sulle donne non derivino dalle religioni, ma dalle tradizioni culturali di alcuni paesi.
    Pubblicazioni
    Ha scritto libri e articoli su diritto, economia, istituzioni pubbliche, libertà personali e federalismo.
    Rapporti fra norma primarie e secondarie. Milano, A. Giuffré, 1962.
    Il sindacato di costituzionalità sulle competenze legislative dello Stato e della regione : alla luce dell'esperienza statunitense. Milano, A. Giuffré, 1963.
    La liberta personale. Atti del Congresso celebrativo del centenario delle leggi amministrative di unificazione. Vicenza, Neri Pozza, 1967.
    Individuo e autorità nella disciplina della libertà personale. Milano, A. Giuffré, 1967.
    L' ispezione politica del parlamento. Milano, A. Giuffré, 1968.
    Commento allo statuto della Regione Lazio (a cura di). Milano, A. Giuffré, 1972.
    Il governo dell'industria in Italia : Testi e documenti (a cura di). Bologna, Il Mulino, 1974.
    Una Repubblica da riformare. Bologna, il Mulino, 1980.
    Duello a sinistra : socialisti e comunisti nei lunghi anni '70 (con Luciano Cafagna). Bologna, il Mulino, 1982.
    Democrazia e redistribuzione : un sondaggio nel Welfare statunitense. Bologna, il Mulino, 1983. ISBN 88-15-00043-7.
    Due anni al Tesoro. Bologna, Il Mulino, 1990. ISBN 88-15-02508-1.
    Manuale di diritto pubblico, (a cura di Giuliano Amato e Augusto Barbera). Bologna, Il Mulino, 1991. ISBN 88-15-03292-4.
    Antitrust and the Bounds of Power : the dilemma of liberal democracy in the history of the market. Oxford, Hart Publishing, 1997. ISBN 1901362299.
    Il gusto della libertà : l'Italia e l'antitrust. Bari, Laterza, 2000. ISBN 88-420-6185-9.
    When the Economy is affected with a Public Interest. F.Snyder (Ed.), The Europeanisation of Law. Oxford, Hart Publishing, 2000.
    Tornare al futuro. La sinistra e il mondo che ci aspetta (in collaborazione con Fabrizio Forquet). Bari, Laterza, 2002. ISBN 88-420-6554-4.
    Noi in bilico. Inquietudini e speranza di un cittadino europeo (intervista di Fabrizio Forquet). Bari, Laterza, 2005. ISBN 88-420-7518-3.
    Dialoghi post-secolari (con Vincenzo Paglia). Venezia, Marsilio, 2006. ISBN 88-317-8852-3.
    Un altro mondo è possibile? Parole per capire e per cambiare (con Lucia Pozzi). Milano, Mondadori, 2006. ISBN 88-04-55710-9.
    Note


      ^ Così Rino Formica nell'intervista a Claudio Sabelli Fioretti per “La Stampa” del 10 dicembre 2008. Nella stessa intervista, alla domanda "Non sapeva del sistema delle tangenti…?" Formica risponde :«Come uno che fa parte di una famiglia dove entra uno stipendio di mille euro al mese ma si vive al ritmo di 2 mila euro al giorno (...) Amato non era un intellettuale organico. Era ingaggiato. Un professionista. Praticamente un tassista».
      ^ art 7 Decreto-legge 11 luglio 1992, n. 333. URL consultato il 12-11-2008. (Misure urgenti per il risanamento della finanza pubblica), convertito con modifiche in Legge 8 agosto 1992, n. 359. URL consultato il 12-11-2008.
      ^ sentenza n. 145 del 1995. Una copia è reperibile a questo indirizzo Consulta Online - Sentenza n. 143/1995. URL consultato il 12-11-2008.
      ^ Ricordando che per la propria nomina a premier nella sede della CIA si brindò a spumante, Cossiga chiosò, in riferimento a quella di Amato: "Sono sicuro che a Langley, Virginia, avranno brindato a champagne per la sua nomina..."(«Caro Berlusconi, con Amato per te sarà dura», intervista a Cossiga di Ugo Magri,La Stampa, 30 aprile 2000).

    Voci correlate
    Governo Amato I
    Governo Amato II
    Collegamenti esterni
    (EN) Curriculum vitae sul sito della Convenzione Europea
    Biografia sul sito del Ministero dell'Interno
    Scheda su openpolis.it di Giuliano Amato
    Registrazioni audiovideo integrali di Giuliano Amato sul sito di Radio Radicale
    Giuliano Amato e quella raccomandazione non riuscita

    Estratto da "http://it.wikipedia.org/wiki/Giuliano_Amato"
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