Gianni Minà (72)

Informazioni di base:

  • Data di nascita: 17 Maggio 1938
  • Professione: Giornalista
  • Luogo di nascita: Torino (TO)
  • Nazione: Italia
  • Gianni Minà in Rete:

  • Sito Ufficiale: Il sito ufficiale di Gianni Minà
  • Wikipedia: Gianni Minà su Wikipedia
  • Biografia:

    (estratta da Wikipedia)

    Gianni Minà (Torino, 17 maggio 1938) è un giornalista, scrittore e conduttore televisivo italiano.
    Ha collaborato con quotidiani e settimanali italiani e stranieri, ha realizzato centinaia di reportage per la Rai, ha ideato e presentato programmi televisivi, girato film documentari di successo su Che Guevara, Muhammad Ali, Fidel Castro, Rigoberta Menchú, Silvia Baraldini, il subcomandante Marcos, Diego Maradona.
    Minà è editore e direttore della rivista letteraria Latinoamerica e tutti i sud del mondo, nonché direttore della collana di Sperling & Kupfer Continente desaparecido, dedicata a realtà e autori latinoamericani. Ha pubblicato numerosi libri sull'America Latina.
    Nel 2003 fu eletto nell'assemblea della SIAE e fa parte del comitato che idea e realizza Vivaverdi, la rivista degli autori italiani.
    Nel 2007 ha ricevuto il Premio Kamera della Berlinale per la carriera, il più prestigioso premio al mondo per documentaristi

    Biografia
    Iniziò la carriera giornalistica nel 1959 a Tuttosport, di cui fu poi direttore dal 1996 al 1998. Nel 1960 ha esordito alla RAI come collaboratore dei servizi sportivi per le Olimpiadi di Roma. Nel 1965, dopo aver esordito al rotocalco sportivo Sprint diretto da Maurizio Barendson, realizzò reportage e documentari per rubriche come Tv7, AZ, i Servizi speciali del TG, Dribbling, Odeon, Gulliver.
    Seguì otto mondiali di calcio e sette olimpiadi oltre a decine di campionati mondiali di pugilato, fra cui quelli dell'epoca di Muhammad Ali.
    Realizzò una Storia del Jazz in quattro puntate, programmi sulla musica popolare centro e sudamericana, una storia sociologica e tecnica della boxe in 14 puntate intitolata Facce piene di pugni.
    È stato, fra i fondatori de L'altra domenica con Maurizio Barendson e Renzo Arbore.
    Nel 1976, dopo 17 anni di precariato, fu assunto al Tg2 diretto da Andrea Barbato e incominciò a raccontare la grande boxe e l'America dello show-business, ma anche i conflitti sociali delle minoranze. Iniziarono in quegli anni anche i reportage dall'America Latina che hanno caratterizzato la sua carriera.
    Nel 1981 il Presidente Sandro Pertini gli consegnò il Premio Saint Vincent come miglior giornalista televisivo dell'anno.
    Nello stesso periodo, dopo aver collaborato a due cicli di Mixer di Giovanni Minoli, esordì come autore e conduttore di Blitz, un programma innovativo di Rai Due che occupava tutta la domenica pomeriggio e nel quale intervennero Federico Fellini, Eduardo De Filippo, Muhammad Ali, Robert De Niro, Jane Fonda, Gabriel Garcia Marquez, Enzo Ferrari.
    Nel 1987 intervistò una prima volta per 16 ore il presidente cubano Fidel Castro in un documentario diventato storico e dal quale è stato tratto un libro pubblicato in tutto il mondo. Dallo stesso incontro è stato tratto Fidel racconta il Che, un reportage nel quale il leader cubano per la prima ed unica volta racconta l'epopea di Ernesto Guevara. Nel 1990, dopo il tramonto del comunismo, fu ripetuta l'intervista. I due incontri sono riuniti nel libro Fidel.
    Nel 1991 realizzò il programma Alta Classe, una serie di profili di grandi artisti come Ray Charles, Pino Daniele, Massimo Troisi, Chico Buarque de Hollanda e altri; presentò La Domenica Sportiva, ideò il programma di approfondimento Zona Cesarini.
    Tra gli altri programmi realizzati: Un mondo nel pallone, Ieri, oggi… domani? con Simona Marchini ed Enrico Vaime e due edizioni di Te voglio bene assaje lo show ideato da Lucio Dalla e dedicato un anno alle canzoni di Antonello Venditti, e l'altro di Zucchero. Con Anna la Rosa realizza Storie .
    Fra i documentari di maggior successo, alcuni di carattere sportivo su Nereo Rocco, Diego Maradona e Michel Platini, Ronaldo, Carlos Monzon, Edwin Moses, Pietro Mennea e Cassius Clay-Muhammad Ali, che Minà seguì in tutta la sua carriera e al quale ha dedicato un lungometraggio intitolato Una storia americana.
    Nel 1992 iniziò un ciclo di opere rivolte al continente latinoamericano:
    Storia di Rigoberta sul Nobel per la pace Rigoberta Menchù (premiato a Vienna in occasione del summit per i diritti umani organizzato dall'ONU),
    Immagini dal Chiapas (Marcos e l'insurrezione zapatista) presentato al Festival di Venezia del 1996,
    Marcos: aquì estamos (un reportage in due puntate sulla marcia degli indigeni Maya dal Chiapas a Città del Messico con una intervista esclusiva al Subcomandante realizzata insieme allo scrittore Manuel Vazquez Montalban) e
    Il Che trent'anni dopo ispirato alla vicenda umana e politica di Ernesto Che Guevara.
    È stato anche ospite del Centro Culturale Pier Paolo Pasolini di Agrigento, dove ha presentato alcune sue opere.
    Nel 2001 Minà realizzò Maradona: non sarò mai un uomo comune un reportage-confessione di 70 minuti con Diego Maradona alla fine dell'anno più sofferto per la vita dell'ex calciatore.
    Nel 2004 realizzò un progetto inseguito per undici anni e basato sui diari giovanili di Ernesto Guevara e del suo amico Alberto Granado quando, nel 1952, attraversarono in motocicletta l'America Latina, partendo dall'Argentina e proseguendo per il sud del Cile, il deserto di Atacama, le miniere di Chuquicamata, l'Amazzonia peruviana, la Colombia e il Venezuela. Dopo aver collaborato alla costruzione del film tratto da questa avventura e intitolato I diari della motocicletta, realizzò il lungometraggio In viaggio con Che Guevara, ripercorrendo con l'ottantenne Alberto Granado quell'avventura mitica. L'opera invitata al Sundance Festival, alla Berlinale e ai Festival di Annecy, di Morelia (Messico), di Valladolid e di Belgrado, ha vinto il Festival di Montreal e in Italia il Nastro d'Argento, il premio della critica.
    Collaboratore per anni di la Repubblica, l'Unità, Corriere della Sera e il Manifesto, realizzò dal 1996 al 1998 il programma televisivo Storie (dove intervennero tra gli altri il Dalai Lama, Luis Sepulveda, Martin Scorsese, Naomi Campbell, John Kennedy, Pietro Ingrao) e dal quale sono stati tratti due libri.
    Un suo saggio Continente desaparecido, realizzato con interviste a Gabriel Garcia Marquez, Jorge Amado, Eduardo Galeano, Rigoberta Menchù, mons. Samuel Ruiz, Frei Betto e Pombo e Urbano, compagni sopravvissuti a Che Guevara in Bolivia ha dato il titolo a una collana di saggi sull'America Latina edita dalla Sperling & Kupfer.
    Nel 2003 Minà scrisse Un mondo migliore è possibile, un saggio sulle idee del Forum social mondial di Porto Alegre che è stato già tradotto in lingua spagnola, portoghese e francese.
    Nel 2005 è uscito Il continente desaparecido è ricomparso, dove questo nuovo vento politico è interpretato da Eduardo Galeano, Fernando Solanas, Hugo Chávez, presidente del Venezuela, Gilberto Gil, cantautore e ministro della Cultura del Brasile e dagli scrittori Arundati Roy, Tarik Ali, Luis Sepulveda, Paco Taibo II e dai teologi Leonardo Boff e Francois Houtart. Il suo ultimo lavoro editoriale, edito sempre dalla Sperling & Kupfer, si intitola Politicamente scorretto, un giornalista fuori dal coro, è la raccolta di suoi articoli (pubblicati su la Repubblica, l’Unità, il manifesto, Latinoamerica) e costituiscono un autentico esercizio di controinformazione sugli avvenimenti più diversi e controversi del nostro tempo. Attualmente il giornalista edita e dirige la rivista letteraria Latinoamerica e tutti i sud del mondo (www.giannimina-latinoamerica.it) un trimestrale di geopolitica dove scrivono gli intellettuali più prestigiosi del continente americano. Tre anni fa Minà è stato eletto nell’assemblea della SIAE e fa parte del comitato che idea e realizza Vivaverdi , la rivista degli autori italiani.
    Nel 2007 Minà con la GME Produzioni S.r.l., Rai Trade e la Gazzetta dello Sport, ha editato Maradona, non sarò mai un uomo comune la storia del mitico calciatore argentino in 10 DVD. L'opera, con 1.200.000 copie vendute si è rivelata record di vendite negli ultimi 10 anni.
    Nel 2008 è andato in onda su Rai 3 Le stagioni di Blitz, un programma in 10 puntate, rivisitazione del mitico programma di Minà Blitz della stagione televisiva 1983-85
    Riconoscimenti
    Nel 1981 il Presidente Pertini gli consegnò il Premio Saint Vincent come miglior giornalista televisivo dell’anno.
    Nel 2003 ha vinto, per l'opera In viaggio con il Che il primo premio nel settore documentari al Festival di Montreal e il Nastro d'Argendo in Italia
    Nel 2006 ha vinto, per l'opera Cuban Memories il Berlinale Kamera alla carriera al Festival di Berlino
    Note


      ^ (DE)(EN) 30.01.2007: Berlinale Kameras für Gianni Minà, Márta Mészáros, Dorothea Moritz und Ron Holloway

    Bibliografia
    Gianni Minà, Il Racconto di Fidel, Mondadori, 1988, ISBN 88-04-30887-7
    Gianni Minà, Fidel, Sperling & Kupfer, 1991
    Gianni Minà, Un continente desaparecido, Sperling & Kupfer, 1995
    Gianni Minà, Fidel Castro, Sperling & Kupfer, 1996
    Gianni Minà, Storie. Viaggio nella vita di persone non comuni, Sperling & Kupfer, 1997
    Gianni Minà, Marcos e l’insurrezione zapatista, Sperling & Kupfer, 1997
    Gianni Minà, Darwin Pastorin, Storie e miti dei Mondiali, Panini, 1998, ISBN 88-7686-951-4
    Gianni Minà, Io e Fidel, Sperling & Kupfer, 1998
    Gianni Minà, Il papa e Fidel, Sperling & Kupfer, 1998
    Gianni Minà, Testimoni del tempo, Sperling & Kupfer, 1999
    Gianni Minà, Un continente desaparecido, Sperling Paperback, 2000
    Gianni Minà, Un mondo migliore è possibile. Da Porto Alegre le idee per un futuro vivibile, Sperling & Kupfer, 2002
    Gianni Minà, Il continente desaparecido è ricomparso. Le idee di Porto Alegre che stanno cambiando l'America Latina, Sperling & Kupfer, 2005
    Gianni Minà, Politicamente scorretto. Riflessioni di un giornalista fuori dal coro, Sperling & Kupfer, 2007
    Collegamenti esterni
    Sito ufficiale
    Portale Biografie
    Portale Letteratura

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