Gesualdo Bufalino (1920-1996)

Informazioni di base:

  • Scomparso nel: 1996
  • Data di nascita: 15 Novembre 1920
  • Professione: Scrittore
  • Luogo di nascita: Comiso (RG)
  • Nazione: Italia
  • Gesualdo Bufalino in Rete:

  • Wikipedia: Gesualdo Bufalino su Wikipedia
  • Biografia:

    (estratta da Wikipedia)

    Gesualdo Bufalino
    Gesualdo Bufalino (Comiso, 15 novembre 1920 – Comiso, 14 giugno 1996) è stato uno scrittore italiano.
    Per gran parte della vita insegnante liceale, si è rivelato tardivamente, nel 1981, all'età di 61 anni con il romanzo Diceria dell'untore, grazie all'incoraggiamento di Leonardo Sciascia ed Elvira Sellerio: l'opera vince vinse lo stesso anno il prestigioso Premio Campiello.
    Egli si rese famoso per il suo stile ricercato, ricco e in alcuni casi "anticheggiante", nonché per la sua grande abilità lingustica e la vasta cultura. Grande amico di Leonardo Sciascia, visse la maggior parte della sua vita a Comiso, mantenendo un'esistenza ritirata e discreta.

    Biografia
    L'infanzia e i primi studi
    Vincitori Concorso Prosa Latina
    Gesualdo Bufalino è, sin dall'infanzia, affascinato dalla letteratura e dai libri, e trascorre ore ed ore nella piccola biblioteca del padre, un fabbro con l'hobby della lettura. Già da ragazzo, Bufalino si dimostra un "divoratore" di libri e della carta stampata in generale. Nonostante l'impossibilità di comprare ogni giorno un quotidiano, che divorava al pari dei libri, si arrangia in ogni modo per procurarsi sempre qualcosa di nuovo da leggere.
    Iniziò a frequentare il liceo a Ragusa. Nel 1936 tornò poi a Comiso, dove ebbe come insegnante di lettere Paolo Nicosia, un valente dantista. Studente diligente ed interessato, portato per la scrittura, nel 1939 vinse, insieme alla seconda vincitrice, Francesca Fauci (1921-2008) di Sciacca, unici classificati per la Sicilia, un Premio Letterario di Prosa Latina bandito dall'"Istituto Nazionale di Studi Romani" a Roma, Palazzo Venezia, ricevuto da Benito Mussolini.
    L'università e la guerra
    Successivamente si iscrive alla facoltà di "Lettere e Filosofia" dell'Università di Catania e di Palermo, ma nel 1942 a causa della seconda guerra mondiale è costretto a interrompere gli studi perché chiamato alle armi. Nel 1943, in Friuli, il sottotenente Bufalino fu catturato dai tedeschi all'indomani dell'armistizio, ma riesce a fuggire poco dopo e si rifugia presso degli amici in Emilia Romagna, dove per un po' va avanti dando lezioni.
    Nel 1944, però, si ammala di tisi, e sarà costretto a sopportare una lunga degenza, prima a Scandiano, dove ha a disposizione un'imponente biblioteca, poi, dopo la Liberazione, vicino Palermo, in un sanatorio della Conca d'Oro, dal quale esce finalmente guarito nel 1946. La permanenza in ospedale lo mette a dura prova, lasciando segni indelebili della sofferenza. Proprio questo lungo calvario, però, servirà da base e da motivo ispiratore, filtrato dalla memoria, nella sua opera d'esordio, una sorta di biografia nascosta tra le pagine di un racconto apparentemente distaccato, Diceria dell'untore (1981).
    Una volta guarito riprende gli studi e si laurea in Lettere nell'ateneo di Palermo.
    Le prime pubblicazioni
    Tra il 1946 e il 1948 pubblica su due periodici lombardi, "L'Uomo" e "Democrazia", un gruppo di liriche e prose. Nel 1956 collabora, sempre con alcune poesie, ad una rubrica del "Terzo Programma" della RAI. Nonostante un discreto successo, rinuncia alla carriera letteraria quasi subito, optando per una vita semplice, dedita alla ricerca interiore. Dal 1947 fino alla pensione si dedica all'insegnamento in un istituto magistrale, senza mai allontanarsi dalla natia Comiso se non per brevissimi periodi. Partecipa alla stesura a più mani del libro Comiso ieri. Immagini di vita signorile e rurale, una raccolta di fotografie e racconti dedicato alla sua amata città natale, pubblicato nel 1978 dalla Pro Loco di Comiso, da cui era nata una mostra fotografica.
    L'introduzione al volume fotografico Comiso ieri suscita la curiosità di Elvira Sellerio e di Leonardo Sciascia, i quali leggendo tra le righe la stoffa di un possibile scrittore inedito, chiedono all'autore se conservi nei suoi cassetti un romanzo. Bufalino dapprima nega, spostando l'attenzione alle sue traduzioni delle Controrime di P.J. Toulet; successivamente verranno pubblicate da Sellerio anche altre traduzioni: J. Giraudoux, Susanna e il Pacifico, Madame de la Fayette, L'amor geloso.
    Diceria dell'untore
    Intorno al 1950 comincia a lavorare sul progetto di un romanzo, abbandonando momentaneamente la poesia, che diventerà, a distanza di anni, il suo primo libro, Diceria dell'untore, ma non va oltre una prima stesura approssimativa. È solo nel 1971, a più di venti anni di distanza, che il libro verrà ripreso dall'autore. Nel 1981 dopo la pubblicazione di svariate traduzioni, tramite la personale amicizia sorta con Sciascia e le insistenze di Elvira Sellerio, l'autore si convince a "rivelare" l'esistenza di un suo romanzo. Ormai sessantunenne, pone fine al lungo lavoro di revisione decennale del suo capolavoro consentendo finalmente la pubblicazione.
    L'opera "esplode" immediatamente in tutto il suo valore, e si trasforma in un caso letterario, che culmina con il conferimento del Premio Campiello nel 1981.

    Nel 1990 dal libro verrà tratto un film, per la regia di Beppe Cino, con Remo Girone, Lucrezia Lante della Rovere, Franco Nero, Vanessa Redgrave e Fernando Rey, che non farà altro che aumentare il clamore attorno al "caso" Bufalino.
    Gli ultimi anni
    Dopo il suo "boom", Bufalino è colto da una frenetica e prolifica frenesia letteraria, che lo porta a produrre grandi quantità di opere, che spaziano dall'amata poesia (L'amaro miele, 1982) alla prosa d'arte e di memoria (Museo d'ombre, sempre 1982), dalla narrativa (Argo il cieco, 1984, L'uomo invaso, 1986, Le menzogne della notte, 1988, che gli vale il prestigioso premio Strega) alla saggistica (Cere perse, 1985, La luce e il lutto, 1988, Saldi d'autunno, 1990), dagli aforismi (Il malpensante, 1987) alle antologie (Dizionario dei personaggi di romanzo, 1982; Il matrimonio illustrato, 1989, scritto insieme alla moglie).
    Morì a causa di un drammatico incidente stradale il 14 giugno 1996, nella strada tra Comiso e Vittoria mentre, accompagnato da un amico, andava a trovare la moglie. In quel periodo stava scrivendo un ultimo romanzo intitolato Chamat sulla vita dello scacchista Capablanca, di cui restano solo due capitoli.
    La cultura di Bufalino
    Bufalino era un uomo di immensa cultura, lo dimostra la grande collezione di libri ora presso la Fondazione Bufalino. Ricordava a memoria citazioni e passi di libri e poesie, inoltre era un cinefilo e un amante della musica, specie il jazz. Il suo rapporto con la realtà era perlopiù legato ai ricordi, alla memoria, elemento che si ritrova spesso nelle sue opere; ma anche il gioco linguistico con le parole e persino con i lettori, con cui instaurava una grande complicità all'interno dei suoi romanzi. Il ricordo metteva in luce anche il suo rapporto con la morte e la malattia, esperienza vissuta con profonda commozione. Ma il suo guardare al passato in realtà nasconde una visione moderna della letteratura, una rinnovata passione per la parola è una rinvenzione della struttura tradizionale del romanzo.
    Grande amico di Sciascia, ma anche di Salvatore Fiume, Piero Guccione, Claudio Abbado.
    Suoi autori preferiti e di formazione erano Proust, Baudelaire, Dostoevskij ecc.
    Narrativa e poesia
    Diceria dell'untore, romanzo, insieme al volumetto Istruzioni per l'uso, Palermo: Sellerio, 1981, 1990; insieme a Istruzioni per l'uso e Museo d'ombre, CdE, 1982; con prefazione, cronologia e bibliografia di Francesca Caputo e con un'intervista di Leonardo Sciascia, Milano: Bompiani, 2001. ISBN 9788845291524
    Museo d'ombre, memorie, Palermo: Sellerio, 1982; insieme a Diceria dell'untore, CdE, 1982.
    L'amaro miele, poesie, Torino: Einaudi, 1982, 1989 (nuova ed. accresciuta), 1996
    Dicerie coniugali, Palermo: Sellerio, 1982.
    Il vecchio e l'albero, racconto, con un'incisione originale di L. Cottini, Milano: Sciardelli, 1983; poi pubblicato ne L'uomo invaso, 1984.
    Argo il cieco ovvero i sogni della memoria, romanzo, Palermo: Sellerio, 1984, 1990; ambientato interamente a Modica (RG), durante i suoi anni di insegnamento magistrale. Recentemente il regista Beppe Cino ne ha tratto un film (2006). ISBN 9788845246333
    Mod. 740, elzeviro, con un'incisione all'acquaforte di F. Rognoni, Milano: Sciardelli, 1984; in Cere perse col titolo Il gabelliere e le muse, 1984.
    Cere perse, racconti, Palermo: Sellerio, 1985. Solo l'elzeviro L'inchiostro del diavolo ripubblicato con un'acquaforte di S. Viganone, Milano: Sciardelli, 1991.
    La bellezza dell'universo, racconto, con tre disegni e un'incisione di A. Manfredi, Cava dei Tirreni: Avagliano, 1986; ne L'uomo invaso, 1986.
    L'uomo invaso e altre invenzioni, racconti, Milano: Bompiani, 1986, 1989.
    Il malpensante, lunario dell'anno che fu, Milano: Bompiani, 1987.
    La luce e il lutto, Palermo: Sellerio, 1988.
    Saline di Sicilia, Palermo: Sellerio, 1988.
    Le menzogne della notte, Milano: Bompiani, 1988, 1990; Milano: CdE, 1988; edizione scolastica a cura di Nunzio Zago, Milano: Bompiani, 1991; con introduzione e note di Nunzio Zago, cronologia e bibliografia di Francesca Caputo, 2001. Vincitore del Premio Strega. ISBN 9788845291500
    Il matrimonio illustrato (con la moglie Giovanna), Milano: Bompiani, 1989; Milano: CdE, 1990.
    La panchina, racconto pubblicato nel volume Trittico insieme a Catarsi di Vincenzo Consolo e Quando non arrivarono i nostri di Leonardo Sciascia e A. di Grado, Catania: Sanfilippo, 1989.
    Invito alle "Fêtes galantes" di Verlaine, con incisioni di C. Tolomeo, Milano: Sciardelli, 1989. Ripubblicato in Saldi d'autunno.
    Calende greche, Napoli: Guida, 1990; col titolo Calende greche, frammenti di una vita immaginaria, Farigliano (CN): Milanostampa, 1990; col titolo Calende greche, ricordi d'una vita immaginaria, edizione riveduta dall'autore, Milano: Bompiani, 1992. ISBN 97888452530
    Saldi d'autunno, Milano: Bompiani, 1990, 2002.
    Pagine disperse, Caltanissetta: Salvatore Sciascia Editore, 1991. Edizione pubblicata dal comune di Comiso in occasione del sessantesimo compleanno dell'autore.
    Qui pro quo, romanzo, Milano: Bompiani, 1991; con uno scritto di Giuseppe Traina, 2003.
    Rondò della felicità, con tre acqueforti di P. Guccione, Trento: La corda pazza di Lillo Gullo e Flora Graiff, 1991.
    Secondo battesimo, con incisioni di P. Guccione, Trento: Gullo, 1991.
    Sillabario del peccato, con una serigrafia di S. Fiume, Manduria-Bari-Roma, Lacaita: "Fogli da Borgo Celano", 1992.
    Il Guerrin meschino, frammento di un'opra di pupi, Catania: Il Girasole, 1991; Milano: Bompiani, 1993; con un'introduzione di Alberto Cadioli, 1998.
    Cento sicilie, antologia di testi a cura di Nunzio Zago, La Nuova Italia, 1993.
    Bluff di parole, aforismi, Milano: Bompiani, 1994.
    I languori e le furie, poesie, Catania: Il Girasole, 1995.
    Il fiele ibleo, Cava dei Tirreni: Avagliano, 1995.
    Tommaso e il fotografo cieco, romanzo, Milano: Bompiani, 1996. ISBN 9788845254932
    Saggi, lettere e altri contributi
    Prefazione e le sezioni Una città teatro, Miseria e malavita a Comiso e Museo d'ombre in AA.VV., Comiso viva, 1976.
    Cura dell'album fotografico Comiso ieri. Immagini di vita rurale e signorile, Palermo: Sellerio, 1978.
    Dizionario dei personaggi di romanzo. Da Don Chisciotte all'Innominabile, saggio, Milano: Il Saggiatore, 1982; Milano: Mondadori, 1989.
    Testo dell'album fotografico di G. Leone, L'isola nuda, 1989.
    Cur? Cui? Quis? Quomodo? Quid?, atti del wordshow-seminario sulle maniere e le ragioni dello scrivere, Taormina: Edizione di "Agorà", 1989.
    Testo dell'album fotografico AA.VV., Il tempo in posa, Palermo: Sellerio, 1992.
    Carteggio di gioventù (1943-1950), raccolta di lettere con Angelo Romanò, Catania: Il Girasole, 1994.
    Essere o riessere, conversazione con Gesualdo Bufalino, a cura di P. Gaglianone e L. Tas, nota critica di Nunzio Zago, Roma: Omicron, 1996.
    L' enfant du paradis. Cinefilie, con prefazione di V. Zagarrio e postfazione di A. Di Grado, Comiso: Salarchi Immagini, 1996.
    Traduzioni
    J. Giraudoux, Susanna e il pacifico, Palermo: Sellerio, 1980.
    Madame de la Fayette, L'amor geloso (con P. Masino), Palermo: Sellerio, 1980.
    P.J. Toulet, Controrime, Palermo: Sellerio, 1981.
    Charles Baudelaire, Les fleurs du mal, Milano: Mondadori, 1983.
    Terenzio, Adelphoe, Istituto del Dramma Antico, 1983.
    Opere complete e raccolte
    Opere. 1981-1988, a cura di Maria Corti e Francesca Caputo, introduzione di Maria Corti, Milano: Bompiani, 2001. ISBN 9788845257827
    Opere 1989-1996, a cura di Francesca Caputo: Bompiani, 2007. ISBN 9788845257841
    Note


      ^ «Diceria dell' untore», elogio di un giocoliere della parola
      ^ L'amaro miele, omaggio a Bufalino
      ^ http://archiviostorico.corriere.it/1996/giugno/15/Addio_Bufalino_scettico_cantastorie_co_8_960615588.shtml
      ^ http://archiviostorico.corriere.it/1996/giugno/16/BUFALINO_contro_Stupidania__co_0_96061614730.shtml

    Voci correlate
    Sicilianità
    Salvatore Fiume
    Piero Guccione
    Altri progetti
    Wikiquote
    Wikiquote contiene citazioni di o su Gesualdo Bufalino
    Collegamenti esterni
    Fondazione Bufalino
    Bufalino e la Sicilia babba
    Un indedito di Bufalino
    Bufalino, la goliardia in versi
    Portale Biografie
    Portale Letteratura

    Estratto da "http://it.wikipedia.org/wiki/Gesualdo_Bufalino"
    Categorie: Biografie | Scrittori italiani del XX secolo | Nati nel 1920 | Morti nel 1996 | Nati il 15 novembre | Morti il 14 giugno | Personalità legate a Ragusa | Vincitori del Premio Campiello | Vincitori del Premio Strega | Morti in incidente stradaleCategoria nascosta: BioBot

    « Torna al 15 Novembre


    Cerca compleanni per iniziale: a b c d e f g h i j k l m n o p q r s t u v w x y z 5
    Oppure per mese: Gennaio Febbraio Marzo Aprile Maggio Giugno Luglio Agosto Settembre Ottobre Novembre Dicembre