Gary Barlow (39)

Informazioni di base:

  • Data di nascita: 20 Gennaio 1971
  • Professione: Cantante
  • Gruppo: Take That
  • Luogo di nascita: Frodsham
  • Nazione: Gran Bretagna
  • Gary Barlow in Rete:

  • Sito Non Ufficiale: Un sito non ufficiale su Gary Barlow
  • Wikipedia: Gary Barlow su Wikipedia
  • Biografia:

    (estratta da Wikipedia)

    Gary Barlow (Frodsham, 20 gennaio 1971) è un cantante britannico, leader del gruppo musicale pop dei Take That.

    L'infanzia
    Gary Barlow nasce il 20 gennaio 1971 a Frodsham, nella contea del Cheshire (Inghilterra settentrionale), alle 12 e 20. Figlio di Colin e Marjorie, ha un fratello, Ian, maggiore di tre anni.
    Fin da piccolo mostra una particolare propensione per la musica e per l'entertainment in generale.
    All'età di nove anni chiede e ottiene in dono dai genitori (non senza sacrifici economici da parte di questi ultimi, appartenenti alla middle class operaia della periferia inglese e non particolarmente facoltosi) un synth, strumento particolarmente in voga in quegli anni, con cui si diletta a riprodurre le melodie delle canzoncine per bambini e i pezzi pop più passati nelle radio. Contemporaneamente, si dedica all'apprendimento di alcuni semplici trucchi di magia che, uniti alla sua innata abilità musicale, lo spingono sui palchi dei circoli ricreativi della sua città come divertente e insolita "baby star".Crescendo, abbandona la magia per dedicarsi completamente alla musica.
    All'età di sedici anni decide di mettere a frutto la sua passione e inizia a proporsi come cantante di pianobar e karaoke anche al di fuori di Frodsham. Il passaparola legato al suo nome fa sì che i suoi guadagni aumentino al punto da poter allestire nella sua stanza un piccolo studio di registrazione con cui realizzare i primi demo, nella speranza di arrivare al pubblico nazionale. Con queste autoproduzioni partecipa a vari concorsi organizzati per promuovere giovani talenti, vincendone alcuni.
    Conclusi gli studi, la sua attività principale e unica fonte di reddito diventano le serate in giro per la contea, i cui ricavi aumentano anche grazie alla vendita dei demo registrati in casa che iniziano anche a circolare tra gli addetti ai lavori. In questo periodo fonda il suo primo gruppo, i Curtis Rush, assieme all'allora fidanzatina Heather. Propongono delle cover di pezzi noti, Gary è principalmente al piano e Heather alla voce. Il sodalizio non è destinato a durare, dal momento che la forte personalità artistica di Gary è ben definita, e mal sopporta di dover condividere la ribalta con Heather.


    Take That part 1
    La grande occasione viene da un annuncio sul giornale, in cui il produttore Nigel Martin Smith cerca componenti per formare una boyband. L'intenzione dell'uomo, dettata più da ragioni economiche che artistiche, è quella di realizzare un gruppo composto da cinque ragazzi inglesi, in risposta alla band più in voga al momento, gli americani New Kids on the Block. Gary risponde all'annuncio accludendo una delle sue cassette e il responso è immediato e positivo. Martin Smith dichiarerà di essere rimasto "folgorato" dal talento di questo ragazzo dall'aspetto dimesso, e di aver subito pensato di costruire la nascente band intorno a lui. Gli altri membri che supereranno il provino saranno Howard Donald, Robbie Williams, Mark Owen e Jason Orange e nascono così i Take That.
    La carriera dei Take That inizia nel luglio del 1991 (con la pubblicazione del singolo pop dance Do what you like) e conclude la sua prima parte nel febbraio del 1996 (con l'uscita di How deep is your love, cover di un pezzo dei Bee Gees, e la raccolta Greatest Hits).
    Gary Barlow costituisce un punto fermo nella storia del gruppo, in quanto la maggioranza dei brani incisi dalla band porta la sua firma e la sua voce.
    Se all'inizio questo costituirà un punto di forza dal punto di vista artistico, con il passare del tempo e soprattutto con la crescente e sempre più difficilmente gestibile popolarità, la preminenza di Gary rispetto agli altri componenti porterà alla nascita di tensioni e dissapori all'interno del gruppo. Proprio in seguito a questa situazione, il 17 luglio del 1995 Robbie Williams decide di lasciare i Take That, esasperato dall'atteggiamento a suo dire dispotico di Martin Smith (nel frattempo diventato manager della band) con la evidente complicità di Gary.
    I Take That sopravvivono in quattro elementi ancora per qualche mese, fino alla decisione di sciogliersi maturata nel dicembre dello stesso anno. Decisione ufficializzata il 13 febbraio del 1996 (curiosamente, giorno del compleanno di Robbie) con una conferenza stampa non priva di momenti estremamente tesi.
    L'onda emotiva di questo evento è fortissima in tutta Europa. I media puntano il dito contro Gary e la sua mai nascosta ambizione di sfondare come cantante solista, accusandolo neanche troppo velatamente di aver sollecitato lo scioglimento del gruppo o di esserne stato la causa scatenante. Le dichiarazioni al vetriolo di Robbie Williams, grondanti rancore e risentimento, danno il via al dualismo che caratterizzerà la prima parte delle rispettive carriere soliste.
    La carriera solista
    Il primo disco a firma Gary Barlow esce nel giugno del 1997 e si intitola Open Road. Anticipato dai singoli Forever Love, uscito l'anno prima che raggiunge la numero 1 nelle classifiche di quasi tutta Europa, e Love won't wait (scritto, tra gli altri, da Madonna), l'album ottiene un discreto successo.
    Essendo stato il fautore della maggioranza dei testi e delle musiche dei Take That, anche questo nuovo lavoro si iscrive nello stesso filone pop. Delicate ballate si alternano a pezzi più ritmati, ma sempre rimanendo fedele allo stile che aveva portato il gruppo inglese al predominio delle classifiche di quasi tutto il mondo.
    Nello stesso periodo avviene l'atteso esordio solista di Robbie Williams con Life Thru A Lens, le cui inizialmente deludenti vendite sono riscattate dal quarto singolo estratto, il pezzo più rappresentativo della sua carriera: Angels. Open Road si rivelerà deludente rispetto alle aspettative ben motivate dall'indiscutibile talento compositivo di Gary.
    La competizione si sposta dalle classifiche alle pagine dei tabloid. Il livore degli attacchi di Robbie si scontra con l'apparente indifferenza di Gary, ma nonostante questo, è quest'ultimo a soccombere sia sul piano artistico che personale.
    Robbie, osannato dai media e consacrato dai risultati di vendite e dai premi e dai consensi che ovunque raccoglie, si autonomina "il più talentuoso dei Take That". Gary sembra non soffire eccessivamente di tutto questo, ma qualcosa si fa strada a minare la sua fiducia in se stesso e nei suoi mezzi. Si trasferisce in America con la compagna Dawn Andrews, conosciuta nel 1995 durante l'ultima tournèe del gruppo in cui lei faceva parte del corpo di ballo.
    Inizia qui a lavorare al suo nuovo album, circondato da una nuova e stimolante cornice. Forte dell'appoggio dell'importante produttore Clive Davis della Arista Records inizia la stesura di nuovi pezzi, ma qualcosa si inceppa.
    Il disco vedrà la luce solo nel 1999, con il titolo Twelve months, eleven days, ma sarà solo la pallidissima copia del precedente e in ogni caso sarà lontanissimo da quelle che erano le intenzioni di Gary. Intitolato così, a detta di Gary stesso, quasi a sottolineare l'enorme tempo occorso nella sua realizzazione, consta di una dozzina di pezzi easy pop in cui l'estro di Gary è sempre meno presente, a favore di altre "firme" volute da Davis, nella speranza di conquistare l'unica frontiera lasciata libera da Robbie: il mercato americano. Il tentativo fallisce miseramente, l'album passa inosservato, la promozione è quasi nulla e per Gary Barlow inizia il declino.
    Gli anni bui
    Conclusa in malo modo l'avventura americana, nel 2000 torna in patria e decide di sposare Dawn. Il grande passo è compiuto il 12 gennaio dello stesso anno ai Caraibi, e ad agosto nasce il primogenito Daniel.
    Se dal punto di vista personale la vita di Gary sembra andare a gonfie vele, lo stesso non si può dire di quella professionale. Viene licenziato dalla casa discografica con una laconica telefonata, e questo avvenimento costituisce il punto di rottura.
    Gary sprofonda nella depressione, nell'abuso di alcol e droghe e perde completamente la sua caratteristica vena creativa. Il suo nome è sinonimo di "fallimento". Nonostante continui saltuariamente a scrivere pezzi per altri cantanti (tra cui un progetto solista piuttosto sfortunato per Victoria Beckham), il suo nome non compare mai. La stessa Victoria, intervistata sull'argomento, negherà di aver mai collaborato con lui.
    Dalla sua penna usciranno canzoni per Delta Goodrem, i Westlife, i Blue e le Sugababes, ma sempre lavorando "nell'ombra". Di fatto, si ritira a vita privata, sfuggendo i fotografi a causa del suo aspetto fisico che risente della sua condizione psicologica.
    Il 2002, con la nascita della secondogenita Emily costituisce per lui un primo momento di consapevolezza e di volontà di cambiamento.
    Nell'estate del 2005 si trova sulla metropolitana di Londra al momento degli attentati terroristici. Non riporta gravi conseguenze perché il suo treno è quello immediatamente successivo a quello coinvolto nell'esplosione e quindi viene investito dall'onda d'urto in maniera meno drammatica.
    Nel novembre dello stesso anno un documentario mandato in onda dal canale inglese ITV per celebrare il 10 anni dallo scioglimento dei Take That riaccende i riflettori sul gruppo. L'attenzione dei media è altissima, i fan ancora numerosi, la richiesta di averli come ospiti grande e inattesa. Gary, Mark, Howard e Jason decidono di tornare.
    Take That part 2
    Nel 2006 ritorna il gruppo che tanto successo ebbe al punto da caratterizzare fortemente gli anni '90.
    In risposta al documentario non ufficiale di ITV ne nasce un altro, prodotto e realizzato dai membri della band a cui, eccezionalmente, si unisce anche Robbie Williams. Il filmato, uscito in dvd con il titolo Take That For The Record, ha un successo straordinario.
    La band (senza Robbie) tiene una serie di concerti negli stadi e arene inglesi nell'estate dello stesso anno, raccogliendo una quantità impressionante di pubblico. I biglietti disponibili vanno tutti esauriti in poche ore.
    Il consenso è tale che decidono di riunirsi in studio, nei prestigiosi locali di Abbey Road, per realizzare il quarto disco della band a distanza di 12 anni dal precedente. Nel novembre 2006 esce Beautiful World e il relativo tour tocca l'Italia per due date, a Bologna e Milano, il 23 e 24 ottobre del 2007.
    My Take
    Nel settembre del 2006 è uscita in Inghilterra per la casa editrice Bloomsbury l'autobiografia di Gary intitolata My Take (scritta in collaborazione con lo scrittore e autore televisivo britannico Richard Havers).
    In essa, si ripercorrono le varie tappe di una vita e di una carriera per la maggior parte sotto i riflettori, corredando la narrazione con una ricca galleria fotografica, contenente alcune immagini private dall'archivio personale di Gary. La prima versione si interrompe a luglio 2005 con il racconto dei tragici momenti degli attentati londinesi, in cui Gary fu coinvolto. Visto il successo di questa prima edizione anche grazie a un signing-tour che ha portato Gary nelle maggiori librerie del Regno Unito nell'autunno del 2006 a presentare personalmente il volume, Bloomsbury ha promosso l'uscita di una seconda edizione in versione paperback, nella primavera del 2007, con una copertina diversa interamente a colori, prezzo ridotto e un capitolo in più (il diciottesimo) che descrive alcuni momenti salienti della lavorazione in studio di Beautiful World e della relativa promozione.
    Ecco la lista dei capitoli del libro (non esistendo una traduzione ufficiale in italiano, si è proceduto alla libera traduzione, ove possibile, trattandosi spesso di frasi idiomatiche o modi di dire):
    Sitting duck (L'oca seduta)
    1. Everyone has to start somewhere (Tutti devono pur iniziare)
    2. The entertainer (L'intrattenitore)
    3. And then there were five (E così ce ne furono cinque)
    4. Manchester Mogul (Il magnate di Manchester)
    5. Run for cover (Corsa alla copertina)
    6. Bees on heat (Api al caldo)
    7. Mini Elton (Il piccolo Elton)
    8. The Grand Tour (Il grande tour)
    9. The end beginning (L'inizio della fine)
    10. The twist of separation (Il turbinìo della separazione)
    11. Walking the line as one (Percorrendo la strada da solo)
    12. I'm not invincible (Non sono invincibile)
    13. Writing it out (Scrivendo)
    14. Backstage for good? (Dietro le quinte per restare?)
    15. Take That back (I Take That ritornano)
    16. Take That take two (Take That atto secondo)
    17. Full circle (Il cerchio si chiude)
    18. Round trip (Il viaggio) - presente solo nell'edizione paperback
    I nomi dei capitoli 10, 12 e 14 riprendono dei versi di celebri brani dei Take That scritti da Gary Barlow, nella fattispecie "Back for good" (cap. 10 e leggermente storpiato cap. 14) e "Never Forget" (cap. 12).
    Collegamenti esterni
    Sito Ufficiale
    Fan-Site Italiano
    Estratto da "http://it.wikipedia.org/wiki/Gary_Barlow"
    Categorie: Biografie | Cantanti britannici | Nati nel 1971 | Nati il 20 gennaioCategoria nascosta: BioBot

    « Torna al 20 Gennaio


    Cerca compleanni per iniziale: a b c d e f g h i j k l m n o p q r s t u v w x y z 5
    Oppure per mese: Gennaio Febbraio Marzo Aprile Maggio Giugno Luglio Agosto Settembre Ottobre Novembre Dicembre