Fred Buscaglione (1921-1960)

Informazioni di base:

  • Vero Nome: Ferdinando Buscaglione
  • Scomparso nel: 1960
  • Data di nascita: 23 Novembre 1921
  • Professione: Cantante
  • Luogo di nascita: Torino (TO)
  • Nazione: Italia
  • Fred Buscaglione in Rete:

  • Sito Non Ufficiale: Un sito non ufficiale su Fred Buscaglione
  • Wikipedia: Fred Buscaglione su Wikipedia
  • Biografia:

    (estratta da Wikipedia)

    Fred Buscaglione (nome d'arte di Ferdinando Buscaglione; Torino, 23 novembre 1921 – Roma, 3 febbraio 1960) è stato un cantautore e attore italiano.
    Raggiunse l'apice della carriera alla fine degli anni cinquanta, interpretando nei film e nelle canzoni il personaggio del duro gangster americano in stile anni trenta con un debole per il whisky e per le donne.
    Considerato uno fra i principali autori e musicisti di musica swing e jazz dell'Italia del dopoguerra, morì in un incidente d'auto.

    Biografia
    L'infanzia
    Mostrò sin da bambino una grande passione per la musica; a undici anni fu ammesso al Conservatorio Giuseppe Verdi di Torino che però abbandonò dopo tre anni di frequentazione un po' per la scarsa simpatia rispetto alla musica classica e un po' perché le non floride condizioni economiche della sua famiglia (il padre era pittore edile, la madre portinaia e occasionalmente insegnante di pianoforte) lo costrinsero a cercare lavoro prima in piccoli impieghi da fattorino e poi da apprendista odontotecnico.
    Era ancora adolescente, quando iniziò ad esibirsi nei locali notturni della città come cantante jazz: come polistrumentista era in grado anche di suonare diversi strumenti, dal contrabbasso, al violino, al pianoforte, alla tromba. Un giorno, durante una sua esibizione al Gran Caffè Ligure, viene notato da uno studente di giurisprudenza appassionato lettore di libri gialli di nome Leo Chiosso. Nasce così un sodalizio artistico che durerà fino alla prematura scomparsa di Fred.
    Durante la seconda guerra mondiale viene richiamato sotto le armi e distaccato in Sardegna, dove si mette in luce organizzando spettacoli per le truppe. Viene fatto prigioniero dagli Americani, ma qualche militare statunitense nota il suo talento musicale e lo fa entrare nell'orchestra della radio alleata di Cagliari. Questo gli permise di continuare a fare musica e di sperimentare le nuove sonorità e i nuovi ritmi che venivano dagli Stati Uniti.
    La "gavetta" e il successo
    Dopo la fine della guerra Buscaglione rientrò a Torino e ricominciò a suonare, prima in orchestre di altri, poi fondando un proprio gruppo, gli Asternovas. Inizia quindi una vita randagia fatta di spettacoli in locali notturni di varie città d'Europa, talvolta anche di infimo ordine. Nel 1949 a Lugano in un cabaret conosce un'artista maghrebina, Fatima Ben Embarek, meglio conosciuta con il nome d'arte di Fatima Robin's, che si esibisce nello stesso locale come acrobata e contorsionista insieme al padre e alla sorella. Fred inizia a farle una corte serrata ma deve fare i conti con l'ostilità del padre della ragazza, e finisce per organizzare con lei una romantica fuga in una notte di neve, su una slitta trainata da un cavallo. I due si sposeranno nel 1953 in chiesa, dopo la conversione di lei al cattolicesimo, e lei inizierà con il marito una nuova carriera come cantante.
    A Torino dal 1946 Fred aveva ricominciato a frequentare assiduamente l'amico Leo Chiosso, con il quale inizia a comporre canzoni. Il rapporto tra i due è praticamente simbiotico, al punto che si trasferiscono nello stesso palazzo, in due appartamenti dirimpetto l'uno all'altro. Trascorrono giorni e notti intere insieme a chiacchierare a scambiarsi idee, battute e frasi musicali che Leo annota e Fred accenna sulla tastiera del pianoforte. Molto spesso sono canzoni un po' strampalate, che parlano con ironia di "bulli e pupe", di New York e di Chicago, di duri spietati con i nemici, ma sempre in balia delle donne e dell'alcool.

    Nascono così le canzoni che lo faranno conoscere in tutta Italia, molte delle quali eseguite dal vivo in concerto e registrate su disco, alcune in coppia con la moglie Fatima: Che bambola, Teresa non sparare, Eri piccola così, Love in Portofino, Porfirio Villarosa, Whisky facile. Leo suggerisce a Fred di calarsi nel personaggio, facendosi crescere un paio di baffetti e presentandosi in scena in doppiopetto gessato e cappello a larghe falde, ispirandosi a Clark Gable e ai gangster americani come apparivano nei racconti "hard-boiled" di scrittori come Damon Runyon, uno degli autori preferiti da Chiosso.
    La sua discografia, nonostante la brevità della sua carriera è numerosa. Nel 1956 incise numerosissime canzoni e in quello stesso anno escono i suoi primi 33 giri. Eppure non fu facile per lui trovare una casa discografica che accettasse di incidere quelle canzoni così trasgressive e inconsuete per l'epoca. Le sue prime incisioni risalgono al 1952, alcuni pezzi standard del repertorio jazz per l'etichetta "La Voce del Padrone" (oggi pressoché introvabili), ma nessuno si sentiva di dargli l'opportunità di incidere le "sue" canzoni.
    Un aiuto decisivo arrivò dall'amico Gino Latilla, che aveva ottenuto un discreto successo con la canzone Tchumbala-bey scritta dal duo Chiosso-Buscaglione. Egli insistette tanto con il direttore della sua casa discografica, la Cetra, affinché lui gli lasciasse incidere le sue canzoni, al punto da anticipare di tasca sua le spese, e così nel 1955 vide la luce il primo singolo: un 78 giri che contiene due canzoni: Che bambola/Giacomino. L'idea piacque al pubblico e il singolo vedette circa 980.000 copie in assenza di qualsiasi battage pubblicitario, e così Buscaglione incoraggiato da questo inaspettato successo decise di incidere tante altre canzoni, e sempre grazie all'appoggio di Latilla partecipò ad alcune trasmissioni radiofoniche, che contribuirono notevolmente alla sua nascente popolarità.
    Alla fine degli Anni '50, Fred Buscaglione era uno degli uomini di spettacolo più richiesti, e non solo come cantante. Egli è dappertutto: nelle pubblicità, alla televisione e nei film, prima con brevi apparizioni canore, poi in ruoli autonomi incarnando quasi sempre la figura del simpatico spaccone.

    La sua attività si fa sempre più frenetica: gira due o tre film contemporaneamente il mattino, registra spettacoli televisivi nel pomeriggio, incide dischi la sera e canta nei night la notte, spostandosi a bordo di una vistosa Ford Thunderbird. Ma il successo ha per lui anche conseguenze sgradevoli, dal momento che la moglie Fatima, forse gelosa del suo successo e dei pettegolezzi apparsi sui rotocalchi che lo dipingono come un conquistatore di belle donne, e che gli attribuiscono flirt con le attrici con cui recita (soprattutto Scilla Gabel e Anita Ekberg), finisce col separarsi da lui, che si trasferisce all'Hotel Rivoli di Roma.
    Forse stanco del suo personaggio di "duro", Fred inizia a incidere canzoni melodiche talvolta scritte anche da altri autori come: Guarda che luna, Love in Portofino, Non partir (di Giovanni D'Anzi e Alfredo Bracchi) e Al chiar di luna porto fortuna (scritta da Carlo Alberto Rossi).

    Tre settimane prima della morte, in un'intervista al quotidiano Stampa Sera esprime l'intenzione di ritirarsi nel giro di due anni, affermando: "Prima che la gente mi volti le spalle, Fred il duro sparirà, ed io tornerò ad essere solo Ferdinando Buscaglione".
    La tragica morte
    L'incidente mortale
    Buscaglione morì improvvisamente all'alba del 3 febbraio 1960 a 38 anni, in un incidente d'auto, mentre tornava al suo albergo dopo aver trascorso la notte esibendosi in un night della Capitale. La sua Ford Thunderbird color lilla si scontrò con un camion Lancia Esatau carico di tufo guidato dal ventiquattrenne Bruno Ferretti, che tentò di soccorrerlo insieme a un metronotte e a un passante. Fermarono un autobus dove caricarono il cantante, che giunse però troppo tardi all'ospedale.
    Ai suoi funerali, svoltisi a Torino il successivo 5 febbraio, parteciparono decine di migliaia di persone, tra cui molte celebrità della musica e dello spettacolo ma anche tantissimi suoi ammiratori che vollero rendergli l'estremo saluto.
    Si disse all'epoca che Buscaglione avesse bevuto troppo la sera dell'incidente in cui perse la vita, ma recentemente un accurato esame tossicologico effettuato sui suoi resti ha appurato che quella notte Fred non era ubriaco, come molti pensavano, ma del tutto sobrio.
    Il mito postumo
    La scomparsa di Fred Buscaglione, avvenuta nel pieno della sua carriera di cantante e di attore, fu un evento mediatico che ebbe ampie ripercussioni nell'Italia del "boom economico". Il suo ultimo film, le cui riprese erano terminate pochi giorni prima del tragico incidente, e che avrebbe dovuto intitolarsi "A qualcuno piace Fred", esce nelle sale il 24 febbraio 1960 con il titolo "Noi duri" ed ottiene immediatamente un enorme successo, restando in programmazione per mesi. Nel film Buscaglione recita con attori famosi come Paolo Panelli, Totò e Scilla Gabel, tenendo la scena con naturalezza e brio.
    Le sue canzoni continuano ad essere ascoltate alla radio e nei juke-box che vanno diffondendosi per la penisola, e la folla cosmopolita che invade Roma durante le Olimpiadi porterà a casa tra i souvenir anche i dischi di questo bravo e sfortunato artista, accrescendone la conoscenza anche all'estero.
    La RAI periodicamente trasmette programmi rievocativi della sua figura usando materiali di archivio ed interviste ad amici e collaboratori. Nel 1980, per il ventesimo anniversario della sua scomparsa, viene trasmesso il programma "In memoria di Fred Buscaglione", in cui diversi artisti ripropongono i suoi successi accompagnati dall'orchestra diretta da Gorni Kramer. Nel corso del programma Rino Gaetano si esibisce in una molto personale e appassionata rivisitazione de "Il dritto di Chicago". Sarà una delle sue ultime apparizioni televisive, poiché l'anno seguente anche l'artista crotonese perderà la vita in circostanze arcanamente simili a quelle in cui perì Buscaglione: in un incidente stradale contro un camion all'alba di un giorno festivo.
    Nella stagione 1991-1992 va in scena il musical "Fred", ispirato alla vita di Buscaglione, con la regia di Gino Landi su testi di Umberto Simonetta e Italo Terzoli, dove Umberto Smaila interpreta il ruolo del cantante ed attore torinese.
    Nel 1995 nasce a Roma per iniziativa dell'attore e cantante Federico Scribani la "Fred Forever Jumpin' Orchestra", una "cover band" che ripropone i successi dell'ormai mitico cantante torinese. Il gruppo cambierà in seguito il suo nome in "Buscaja", e ancora oggi porta nei suoi concerti la testimonianza dell'arte e dello spirito guascone di Fred Buscaglione, contribuendo a perpetrare il mito di un artista che ci ha lasciato quando aveva ancora molto da darci.
    Discografia
    78 giri
    33 giri
    45 giri
    EP
    (Nota: i dischi contrassegnati dall'asterisco contengono alcune canzoni cantate da Fatima Robin's)
    Filmografia
    Note


      ^ Fonte: Gioachino Lanotte, Fred Buscaglione - Cronache swing dagli anni 50, Editori Riuniti

    Bibliografia
    Castellacci e Mollica, Fred Buscaglione forever, Il Candelaio Edizioni, Firenze 1981
    Francesco Di Pace, Fred Buscaglione, Multiplo Edizioni, 1990
    M.Ternavasio, Il Grande Fred - Fred Buscaglione, una vita in musica, Lindau, Torino 1999
    Gioachino Lanotte, Fred Buscaglione - Cronache swing dagli anni 50, Editori Riuniti, Roma 2007, ISBN 8835958822
    Leo Chiosso, I giorni di Fred, libro+DVD, Mondadori 2007 ISBN 8804560150
    Video
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    Collegamenti esterni
    Il sito dedicato a Fred Buscaglione
    Fred dal whisky facile
    Fred Buscaglione quarant'anni dopo
    Nel cielo dei bar - Il grande Fred con file video
    Note sul documentario "Fred"
    Approfondimento biografico su La Storia siamo noi - Rai Educational
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