Ernst Mach (1838-1916)

Informazioni di base:

  • Scomparso nel: 1916
  • Data di nascita: 18 Febbraio 1838
  • Professione: Filosofo
  • Luogo di nascita: Chrlice
  • Nazione: Austria
  • Ernst Mach in Rete:

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  • Biografia:

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    Ernst Waldfried Josef Wenzel Mach
    Ernst Waldfried Josef Wenzel Mach (Chrlice, 18 febbraio 1838 – Haar, 19 febbraio 1916) è stato un fisico e filosofo austriaco ed, ante litteram, un neuroscienziato.

    Biografia
    Mach nacque a Chrlice, in Moravia e morì ad Haar, in Germania. Fu istruito in casa sino all'età di 14 anni, a 17 fu ammesso all'università di Vienna, dove studiò matematica, fisica e filosofia e ricevette il titolo di dottore in fisica nel 1860. I suoi primi lavori riguardarono l'effetto Doppler in ottica e in acustica. Nel 1864 divenne professore di matematica a Graz e nel 1866 ebbe la cattedra anche di fisica. Fu in questo periodo che cominciò ad interessarsi alla fisiologia della percezione. Nel 1867 fu professore di fisica sperimentale all'università di Praga. Nel 1895 Mach fece ritorno all'università di Vienna come professore di filosofia ma fu colpito da un ictus due anni dopo e si ritirò dall'attività di ricerca diretta nel 1901, anno in cui divenne membro del parlamento austriaco. Continuò ad insegnare e a pubblicare per proprio conto fino alla morte.


    Gli è stato dedicato un cratere sulla Luna.
    Fisica
    La maggior parte dei suoi studi nel campo della fisica sperimentale riguardò l'interferenza, la diffrazione, la polarizzazione e la rifrazione della luce propagantesi in diversi mezzi sottoposti ad agenti esterni. In seguito Mach si occupò di moti supersonici in un fluido; pubblicò nel 1877 un articolo che descriveva il moto supersonico di un proiettile; dedusse e confermò sperimentalmente l'esistenza dell'effetto oggi conosciuto come cono di Mach. In suo onore il rapporto tra la velocità di un moto in un fluido e la velocità del suono in tale fluido prende oggi il nome di numero di Mach.
    Diede un contributo di fondamentale importanza alla cosmologia ed a quella che avrebbe poi preso il nome di teoria della relatività generale grazie al suo profondo riesame storico critico dei fondamenti della meccanica.
    Formulò il celebre principio che Albert Einstein battezzò in suo onore principio di Mach, che afferma che le proprietà inerziali di un corpo sono determinate per mezzo di una interazione fisica con la materia lontana, rendendo ragione a livello teorico dell'identificazione empirica tra sistemi di riferimento inerziali e sistemi in moto rettilineo uniforme rispetto alle cosiddette stelle fisse.
    Fisiologia della percezione
    Mach fu uno dei pionieri dell'esplorazione sperimentale della percezione umana. La sua filosofia, dotata di una forte componente di empirismo, non poteva che considerare centrale il ruolo della percezione sensoriale dei fenomeni fisici. In questo campo diede il nome alla celeberrima illusione ottica delle fasce o bande di Mach, che si può sperimentare osservando un gradiente uniforme di luminosità o di colore.
    Epistemologia
    Mach fu uno dei più influenti filosofi della scienza del periodo a cavallo tra la fine del diciannovesimo e l'inizio del ventesimo secolo, benché le sue opere non siano state immediatamente accettate dalla comunità scientifica.
    Egli fu il primo pensatore ad applicare alla fisica il metodo di analisi storico critica che tanto efficace si era dimostrato nello studio delle discipline umanistiche. Fu precursore dei dibattiti della fisica contemporanea nel suggerire implicitamente che una teoria fisica soddisfacente debba essere una teoria cosmologica. Lottò, da autentico positivista, per l'eliminazione degli elementi metafisici ancora presenti nelle teorie fisiche; in particolare criticò la nozione di spazio assoluto (il sensorium dei newtoniano) aggiudicandosi un posto di rilievo tra i precursori della teoria della relatività.
    Mach sostenne che essendo il fatto l'ultimo fondamento della conoscenza, poteva essere spiegato solo attraverso le sensazioni, considerate come elementi originari; quindi sono le sensazioni, affermò Mach, a produrre i corpi esterni e perciò decadono sia ogni differenza tra l'elemento fisico e psichico e sia la relazione convenzionale di causalità che viene surrogata dal concetto di funzione, quest'ultima definita come la correlazione dei fenomeni.
    Fu uno dei primi fisici a rinunciare all'ambizione metafisica di descrivere le leggi dell'universo in quanto tali, come oggetti separati dall'osservatore; le leggi fisiche furono da lui concepite come schemi di organizzazione e sistematizzazione dei dati sensoriali e strumentali, in sostanza un prodotto umano che, con un anacronismo tratto dalla teoria dell'informazione, potremmo descrivere come algoritmo di compressione dei dati empirici; concetto questo che egli rese con l'idea di economia della conoscenza.
    Il pensiero di Ernst Mach - segnatamente, la sua interpretazione sensista della realtà e la sua critica al linguaggio - influenzò direttamente il circolo di Vienna e la corrente filosofica del neopositivismo logico, nonché autori come Hermann Bahr, che da Mach mutuò la definizione di Unrettbares Ich ("io" insalvabile), e Robert Musil, che sulle teorie di Mach incentrò la propria tesi di dottorato in filosofia.
    La sua filosofia viene generalmente indicata con il nome di empiriocriticismo.
    Non solamente la teoria dei concetti intesi come segni, ma anche l'elaborazione di leggi scientifiche utilizzate come strumenti di previsione, getteranno le basi della evoluzione della fisica che la relatività e la quantistica rappresenteranno pienamente.
    Note


      ^ "Dizionario di filosofia. La filosofia dei secoli XIX e XX.", di Nicola Abbagnano, ediz. Utet, Torino, 1993, pag.309-312

    Bibliografia
    Opere di Mach
    Die Mechanik in ihrer Entwicklung historisch-kritisch dargestellt 1883. (La meccanica nel suo sviluppo storico-critico, 1908, 1977)
    Analyse der Empfindungen 1886. (L'analisi delle sensazioni 1903, 1975)
    Erkenntnis und Irrtum1905 (Conoscenza ed errore 1982).
    .
    Opere su Mach
    Vladimir Lenin, Materialismo ed empiriocriticismo. Note su una filosofia reazionaria
    J. Kockelmans. Philosophy of science: the historical background. New York: The Free Press (1968).
    Andrea Rota, Ernst Mach e le epifanie di Lord Chandos, in "Il confronto letterario. Quaderni del Dipartimento di lingue e letterature straniere moderne dell'Università di Pavia", * 44/2005, pp. 485-498.
    John T. Blackmore, "Ernst Mach - His Work, Life, and Influence", University of California Press: Berkeley & Los Angeles, 1972.
    John Blackmore (ed.),"Ernst Mach - A Deeper Look", Kluwer, Dordrecht, Netherlands, 1992.
    J. Blackmore, R. Itagaki and S. Tanaka (eds.), "Ernst Mach's Vienna 1895-1930", Kluwer, Dordreht, Netherlands, 2001.
    John T. Blackmore, Ryoichi Itagaki and Setsuko Tanaka (eds.), " Ernst Mach's Science", Tokai University Press, Kanagawa, Japan, 2006.
    Erik C. Banks, "Ernst Mach's World Elements", Kluwer (now Springer), Dordrecht, 2003.
    John Blackmore und Klaus Hentschel (Hrsg.)" Ernst Mach als Aussenseiter", , Braumüller, 1985.
    Rudolf Haller & Friedrich Stadler (Hrsg., "Ernst Mach - Werk und Wirkung", Hoelder-Pichler-Tempsky, Wien, 1988.)
    D. Hoffmann und H. Laitko (Hrsg.), Ernst Mach -Studien und Dokumente..., Berlin, 1991.
    V. Prosser and J. Folta (eds.), "Ernst Mach and the development of Physics - Conference Papers", Prague, 1991.
    Joachim Thiele (Hrsg.), "Wissenschaftliche Kommunikation - Die Korrespondenz Ernst Machs", Kastellaun, 1978.
    Altri progetti
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