Enzo Tortora (1928-1988)

Informazioni di base:

  • Scomparso nel: 1988
  • Data di nascita: 30 Novembre 1928
  • Professione: Presentatore
  • Luogo di nascita: Genova (GE)
  • Nazione: Israele
  • Enzo Tortora in Rete:

  • Wikipedia: Enzo Tortora su Wikipedia
  • Biografia:

    (estratta da Wikipedia)

    Enzo Tortora (Genova, 30 novembre 1928 – Milano, 18 maggio 1988) è stato un giornalista, conduttore radiofonico e conduttore televisivo italiano.
    È stato deputato per il Partito Radicale al Parlamento Europeo, candidatura arrivatagli in segno di sostegno per una clamorosa vicenda giudiziaria dalla quale è uscito completamente riabilitato pochi mesi prima di morire.

    Biografia
    Gli inizi
    Nato da Salvatore e Silvia, napoletani ma emigrati a Genova molto giovani, collabora da giovanissimo con propri testi con la Compagnia goliardica Mario Baistrocchi. Dopo aver conseguito la laurea all'Università degli studi di Genova, lavora per alcuni spettacoli con Paolo Villaggio, prima di entrare in RAI a ventitré anni. In quello stesso periodo fanno il loro ingresso nella radio di stato Piero Angela, Luigi Marsico e, come direttore del giornale radio, Vittorio Veltroni. Al giovane Enzo viene affidato lo spettacolo radiofonico Campanile d'oro.
    Il 26 dicembre 1953 Tortora si sposa a Rapallo con Pasqualina Reillo, dalla cui unione nascerà Monica. La coppia si separerà nel marzo del 1959 e successivamente il loro matrimonio verrà dichiarato nullo dalla Sacra Rota.
    La prima apparizione in video è del 1956, quando presenta, in coppia con Silvana Pampanini, Primo applauso.
    Le sue prime trasmissioni di grande successo risalenti all'inizio degli anni sessanta sono Telematch e soprattutto Campanile sera, in cui è spesso inviato esterno. Dopo un breve periodo passato alla Televisione Svizzera, in cui presenta Terzo grado, torna in RAI per condurre Il gambero.
    La Domenica Sportiva e l'allontanamento dalla Rai
    Dal febbraio 1965 conduce La Domenica Sportiva, trasformandola radicalmente, anche attraverso gli ospiti per la prima volta presenti in studio. Nel maggio dello stesso anno tiene a battesimo la prima edizione di Giochi senza frontiere, di cui è il primo presentatore italiano.
    Il 19 dicembre 1964 a Fiesole si unisce in matrimonio a Miriana Fantacci, un'insegnante ventisettenne incontrata 3 anni prima a Firenze e dalla cui unione nasceranno Silvia nel 1962 e Gaia nel 1969. Il loro matrimonio si concluderà nel 1972, a motivo della relazione che Tortora avrà con la giornalista Anna Angelini
    Con Mike Bongiorno, Corrado e Pippo Baudo diviene uno dei presentatori televisivi più noti e popolari di quegli anni. I quattro appaiono insieme in televisione una sola volta, in "Sabato Sera" del 1967, in un siparietto in cui Mina li invita a cantare e ballare con lei.
    A fine 1969, all'apice della sua popolarità (in contemporanea a La Domenica Sportiva Tortora conduce il gioco a premi Bada come parli! alla televisione e il quiz alla rovescia Il gambero alla radio), Enzo Tortora viene licenziato in tronco dalla RAI a causa della pubblicazione di un'intervista sul settimanale Oggi in cui definisce l'ente radiotelevisivo come un jet supersonico pilotato da un gruppo di boy-scouts che litigano ai comandi, rischiando di mandarlo a schiantarsi sulle montagne. Inizia così a lavorare per alcune emittenti private e testate giornalistiche tra le quali La Nazione e Il Nuovo Quotidiano. Diventa vicepresidente della prima tv via cavo italiana, Telebiella e partecipa alla fondazione di Telealtomilanese e di Antenna 3 Lombardia. Lavora pure molto per la TSI, Televisione della Svizzera italiana, dove conduce programmi seguitissimi come "Si rilassi" e "La domenica sportiva".
    Il ritorno e Portobello
    Con la riforma RAI del 1976 e la nascita delle reti concorrenti, a differente impronta politica, diversi personaggi fanno ritorno al piccolo schermo dopo anni di assenza. Tra questi, sulla socialista Rete 2, Dario Fo ed Enzo Tortora. Nella primavera del 1977 il presentatore genovese assume la conduzione di Portobello. La trasmissione, inizialmente prevista in seconda serata e successivamente spostata in prima dato il gradimento del pubblico, batterà ogni record di share mai realizzato fino a quel momento.
    Ispirata nel nome al celebre mercatino londinese verrà poi considerata la madre della televisione degli anni novanta. In essa si vede già buona parte delle idee che saranno poi protagoniste dei successivi format tv come Stranamore, Carràmba che sorpresa, I cervelloni, Chi l'ha visto?.
    Il 3 novembre del 1977 Tortora tiene a battesimo l'emittente Antenna 3 Lombardia di Legnano.
    Gli anni ottanta: il "caso Tortora"
    L'attività lavorativa di Tortora prosegue fino al 1982 in RAI con programmi quali Portobello e L'altra campana (1980) e su Antenna 3 Lombardia; durante quell'anno passa a Retequattro per condurre Cipria. Conduce infine con Pippo Baudo alcune puntate della rubrica Italia parla.
    La carriera di Tortora viene bruscamente interrotta il 17 giugno 1983, quando viene arrestato con l'accusa di associazione per delinquere di stampo camorristico dalla Procura di Napoli.
    Le accuse si basano sulle dichiarazioni dei pregiudicati Giovanni Pandico, Giovanni Melluso detto "Gianni il bello", Pasquale Barra, noto come assassino di galeotti quand'era detenuto e per aver tagliato la gola, squarciato il petto e addentato il cuore di Francis Turatello, ex capo della mala milanese; infine altri 8 imputati nel processo alla cosiddetta Nuova Camorra Organizzata, tra cui Michelangelo D'Agostino pluriomicida, detto "Killer dei cento giorni", accusano Tortora. A queste accuse si aggiungeranno quelle, rivelatesi anch'esse in seguito false, del pittore Giuseppe Margutti, già pregiudicato per truffa e calunnia, e di sua moglie Rosalba Castellini, i quali dichiareranno di aver visto Tortora spacciare droga negli studi di Antenna 3.
    L'accusa si basa, di fatto, unicamente su di un’agendina trovata nell’abitazione di un camorrista con su scritto a penna un nome che appare essere, all'inizio, quello di Tortora, con a fianco un numero di telefono; nome che, a una perizia calligrafica, risulterà non essere il suo, bensì quello di tale Tortona. Nemmeno il recapito telefonico risulterà appartenere al presentatore. Si stabilirà, per giunta, che l'unico contatto avuto da Tortora con Giovanni Pandico fu a motivo di alcuni centrini provenienti dal carcere in cui era detenuto lo stesso Pandico, centrini che erano stati indirizzati al presentatore perché venissero venduti all'asta del programma Portobello.
    La redazione di Portobello, oberata di materiale inviatole da tutta Italia, smarrisce i centrini ed Enzo Tortora scrive una lettera di scuse a Pandico. La vicenda si conclude poi con un assegno di rimborso del valore di 800.000 lire.
    In Pandico, schizofrenico e paranoico, crescono sentimenti di vendetta verso Tortora. Inizia a scrivergli delle lettere, che pian piano assumono carattere intimidatorio con scopo di estorsione.
    Il presentatore sconta sette mesi di carcere - ottenendo tre colloqui con i magistrati inquirenti Lucio Di Pietro e Felice Di Persia - e continua la sua detenzione agli arresti domiciliari per motivi di salute. Nella sua autobiografia, relativamente al suo periodo carcerario, racconterà di un suo sogno in cui assieme ai suoi compagni di cella diviene ladro di appartamenti.
    Nel giugno del 1984 Enzo Tortora viene eletto deputato al Parlamento Europeo nelle liste del Partito Radicale, che ne sosterrà le battaglie giudiziarie.
    Il 17 settembre 1985 Tortora viene condannato a dieci anni di carcere, principalmente grazie alle accuse di altri pentiti.
    Il 9 dicembre 1985 il Parlamento Europeo respinge all'unanimità la richiesta di autorizzazione a procedere nei confronti dell'eurodeputato Enzo Tortora per oltraggio a magistrato in udienza. I fatti contestati sono relativi all'udienza del processo alla N.C.O. del 26 aprile 1985, in occasione della quale il pubblico ministero afferma:
    accusa dinanzi alla quale Tortora grida:
    Nella motivazione della decisione del P.E. si legge tra l'altro:
    Il 31 dicembre 1985 si dimette da europarlamentare e, rinunciando all’immunità parlamentare, resta agli arresti domiciliari.
    Il 15 settembre 1986 Enzo Tortora viene assolto con formula piena dalla Corte d’Appello di Napoli e i giudici smontano in tre parti le accuse rivolte dai camorristi, per i quali inizia un processo per calunnia: secondo i giudici, infatti, gli accusatori del presentatore - quelli legati a clan camorristici - hanno dichiarato il falso allo scopo di ottenere una riduzione della loro pena. Altri, invece, non legati all'ambiente carcerario, avevano il fine di trarre pubblicità dalla vicenda: era, questo, il caso del pittore Giuseppe Margutti, il quale mirava ad acquisire notorietà per vendere i propri quadri.
    Così, in una intervista concessa al programma La Storia siamo noi, in una puntata dedicata specificamente al caso Tortora, il giudice Michele Morello racconta il suo lavoro d’indagine che ha portato all’assoluzione del popolare conduttore televisivo:
    Enzo Tortora torna in televisione il 20 febbraio del 1987, quando ricomincia con il suo Portobello.
    Il ritorno in video è toccante, il pubblico in studio lo accoglie con una lunga standing ovation. Tortora, leggermente invecchiato e fisicamente molto provato dalla terribile vicenda passata, pronuncia serenamente la famosa frase:
    L'accoglienza del pubblico non è tuttavia plenaria. Sono in molti a dubitare dell'innocenza del conduttore che, a loro parere, si sarebbe avvalso della notorietà e dell'elezione a parlamentare europeo per scagionarsi.
    Una trasmissione di Giuliano Ferrara, "Il testimone" del 1988, documenta per la prima volta la vicenda giudiziaria di Tortora, chiarendo l'infondatezza degli indizi che indussero gli inquirenti al suo arresto.
    Tortora sarà assolto definitivamente dalla Corte di Cassazione il 17 giugno 1987, a quattro anni esatti dal suo arresto.
    Il caso Tortora porterà, in quello stesso anno, al referendum sulla responsabilità civile dei magistrati: in quella consultazione voterà il 65% degli aventi diritto, l'80% dei quali si esprimerà per l'estensione della responsabilità civile anche ai giudici.
    Alcuna azione penale, indagine di approfondimento venne mai avviata né alcun procedimento disciplinare verrà mai promosso davanti al Consiglio Superiore della Magistratura a carico dei pubblici ministeri napoletani, che proseguiranno le proprie carriere, senza ricevere censure per il loro operato nel caso Tortora.
    La morte
    Conclusa in anticipo, causa malattia, la conduzione del suo ultimo programma televisivo intitolato Giallo andato in onda nell'autunno 1987, Enzo Tortora muore la mattina del 18 maggio 1988 nella sua casa di Milano, stroncato da un tumore che molti hanno ritenuto di origine psicologica, cioè scatenato dall'enorme stress psicologico sofferto per le vicende giudiziarie.
    A Tortora è stata dedicata la Biblioteca Enzo Tortora a Roma e la Fondazione per la Giustizia Enzo Tortora, presieduta dalla compagna, Francesca Scopelliti.
    Molte associazioni dei Radicali Italiani e alcuni club dei Riformatori Liberali (scissione di questi ultimi) sono intitolati a Tortora, che è ritenuto un simbolo dal mondo Radicale e liberale italiano.
    Bibliografia
    Enzo Tortora ha pubblicato i seguenti volumi:
    Le forche Caudine, sul mondo dello spettacolo negli anni sessanta;
    Cara Silvia - Lettere per non dimenticare, raccolta di lettere alla figlia Silvia, Marsilio, Collana Le Maschere, Venezia, giugno 2003.
    Enzo Tortora. Per una giustizia giusta, a cura di Lanfranco Palazzolo Kaos edizioni, marzo 2006.
    Alla sua memoria, soprattutto per ricordare il suo impegno a favore dell'emittenza locale, è stato dedicato il libro Il mucchio selvaggio dei noti giornalisti Dotto e Piccinini.
    Sulla vicenda di Tortora è stato anche girato il film Un uomo perbene di Maurizio Zaccaro, con un eccellente Michele Placido nel ruolo del protagonista.
    Nel maggio 2008 esce il libreria la prima biografia mai realizzata su Enzo Tortora, "Applausi e sputi. Le due vite di Enzo Tortora" scritta da Vittorio Pezzuto e pubblicata da Sperling&Kupfer.
    Voci correlate
    Portobello (programma televisivo)
    Partito Radicale
    Marco Pannella
    Altri progetti
    Wikiquote
    Wikiquote contiene citazioni di o su Enzo Tortora
    Collegamenti esterni
    Scheda nell'archivio di Rai Uno
    Scheda della Biblioteca Enzo Tortora
    Materiale audio video sul sito di Radio Radicale
    "Il caso Enzo Tortora: un uomo ucciso dall'ingiustizia" di Caterina Stagno La Storia siamo noi - Rai Educational
    Sito Ufficiale del Libro "Applausi e Sputi"
    Una dedica sul libro di Enzo Tortora "Le Forche caudine"
    Associazione Radicale Enzo Tortora di Milano
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