Eleonora Duse (1858-1924)

Informazioni di base:

  • Scomparsa nel: 1924
  • Data di nascita: 3 Ottobre 1858
  • Professione: Attrice
  • Luogo di nascita: Vigevano (PV)
  • Nazione: Italia
  • Eleonora Duse in Rete:

  • Wikipedia: Eleonora Duse su Wikipedia
  • Biografia:

    (estratta da Wikipedia)

    Eleonora Duse (1896) ritratta dal fotografo Aimé Dupont (1842-1900).
    Eleonora Duse (Vigevano, 3 ottobre 1858 – Pittsburgh, 21 aprile 1924) è stata un'attrice teatrale italiana.
    Fu una tra le più importanti attrici teatrali italiane della fine dell'Ottocento e degli inizi del Novecento simbolo indiscusso del teatro moderno.

    Biografia
    Nata da una famiglia di attori chioggiotti, crebbe e trascorse l'infanzia tra il nomadismo e il dilettantismo della compagnia girovaga del padre Alessandro Vincenzo Duse e della madre Angelica Cappelletto, andando in scena fin da bambina. La famiglia Duse era imparentata con un' altra famiglia di attori girovaghi, i Vitaliani. Cugina di Eleonora era Italia Vitaliani. Nel 1862, Eleonora, a soli 4 anni, interpretò la parte di Cosetta in una versione teatrale de I miserabili. Nel 1878 conquistò il ruolo di prima amorosa nella compagnia Ciotti-Belli Blanes, e appena ventenne fu a capo di una compagnia con Giacinta Pezzana. Alcune memorabili interpretazioni, come Teresa Raquin di Émile Zola, le procurarono presto l'adorazione del pubblico e l'entusiasmo della critica. Nel 1879 entrerà nella Compagnia Semistabile di Torino di Cesare Rossi, dove porterà a maturazione una sua poetica che raccoglieva le eredità del passato ma che insieme rompeva con la tradizione grandattorica della prima metà dell'800.
    E' proprio in questo periodo, gli anni '80, che la Duse compirà le scelte di repertorio che segneranno il suo percorso artistico e la sua carriera. Un repertorio che le permetterà di esprimere il suo sentimento di crisi rispetto all'epoca di cui faceva parte. Vista la sostanziale assenza di una drammaturgia in Italia (di Giacometti, Giacosa, Torelli, Praga si ricorda un'opera a testa, non molto di più) i testi che sceglieva e predilegeva erano perlopiù le pièce bien faite francesi: moderne, mondane, di forte richiamo per i mutati gusti del mutato pubblico del secondo '800; meccanismi perfetti che intendevano confermare le norme e i valori borhesi. Ma nelle mani della Duse i drammi di Victorien Sardou e di Alexandre Dumas figlio diventavano partiture da smontare per poter essere poi riempite di nuova linfa, del messaggio tutto personale della Duse che quei valori borghesi voleva metterli in crisi, rappresentarli quindi così come nella realtà che la circondava essi si presentavano, non certo confermarli acriticamente. I temi che alla Duse premeva di affrontare erano quelli più spinosi e più rappresentativi della società borghese dell'epoca: denaro, sesso, famiglia, matrimonio, ruolo della donna. Ne usciva il ritratto di una società perbenista ma in realtà ipocrita, luccicante nella vetrina ma marcia nella sostanza, egemonizzata da un dio-denaro regolatore di ogni rapporto umano; un mondo nel quale è impossibile provare delle emozioni sincere. Emergeva poi l'interiorità femminile così come la Duse viveva la sua: un'interiorità rotta, alienata, nevrotica.
    Il suo repertorio era moderno e di forte richiamo: dal verismo della Cavalleria rusticana di Giovanni Verga ai drammi di Victorien Sardou e di Alexandre Dumas figlio che facevano parte del repertorio della grande attrice francese Sarah Bernhardt. Fra le due attrici nacque presto una rivalità che divise i critici teatrali.
    Nel 1881 Eleonora Duse sposò Tebaldo Checchi, attore nella sua compagnia; l'unione, dalla quale nacque una bambina, Enrichetta, si rivelò presto infelice e terminò con una separazione definitiva.
    Nel 1884 la Duse si legò ad Arrigo Boito, che adattò per lei Antonio e Cleopatra di William Shakespeare. La relazione con Boito restò sempre segreta e durò, fra alti e bassi, per diversi anni. In questo periodo, l'attrice frequentò gli ambienti della Scapigliatura, ed il suo repertorio si arricchì anche dei drammi di Giuseppe Giacosa, amico di Boito.
    Negli anni '90, Eleonora Duse portò sulle scene italiane i drammi di Henrik Ibsen, Casa di bambola, La donna del mare, Hedda Gabler e Rosmersholm. Quest'ultimo, in particolare, fu da lei ripreso anche al Théâtre de l'Oeuvre di Parigi (1898) con la regia di Aurélien-Marie Lugné-Poë, e in un memorabile allestimento con le scene di Edward Gordon Craig (1906).
    Nel 1909 Eleonora Duse abbandonò il teatro. Pochi anni dopo, nel 1916, interpretò il suo unico film, Cenere, tratto dall'omonimo romanzo di Grazia Deledda.
    Tornata sulle scene nel 1921, si spense nel corso dell'ultima tournée americana, a Pittsburgh, il 21 aprile 1924. È sepolta nel cimitero di Asolo, secondo la sua volontà.
    Dopo la sua morte, a sua nome sono stati intitolati numerosi teatri, oltre a scuole e toponimi in varie città italiane. Inoltre, in mostra in importanti musei in tutto il mondo, è stato esposto il guardaroba dell'attrice restaurato da Fausto Sarli.
    Eleonora Duse in un ritratto di John Singer Sargent, ca. 1893
    L'incontro con D'Annunzio
    Nel 1882 a Roma incontra per la prima volta D'Annunzio, egli è un giovane pieno di riccioli, sceso da poco dagli Abruzzi ma già con tre opere pubblicate. Compare davanti alla Duse e con melodiose parole le propone, tout court, di giacersi con lui. Eleonora lo congeda con sdegno, ma forse anche con un segreto compiacimento (in quel giorno lo descrive: Già famoso e molto attraente, con i capelli biondi e qualcosa di ardente nella sua persona).
    Nel 1888 a Roma al teatro Valle, Eleonora, che sul palcoscenico si è appena redenta da traviate gioie e ha preso in faccia manciate di monete false ed è morta di tisi e d'amore nelle vesti della disgraziatissima "Signora delle camelie", sta avviandosi ancora in sospiri e lacrime al suo camerino. Ed ecco un giovanotto esile, esile, ma tutto scatti ed eleganza, uscire d'improvviso dalla penombra del corridoio e gridarle con perentorio entusiasmo: O grande amatrice!. Eleonora un po' spaventata, lo guarda per un attimo e prosegue. Il giovanotto è D'Annunzio.
    Nel giugno 1892, è la data che D'Annunzio scrive, assieme alla dedica (Alla divina Eleonora Duse), su di un esemplare delle sue Elegie romane. Dai libri, nasce in Eleonora il desiderio di un incontro con l'autore. E nell'incontro si abbandona alla presa di quegli occhi chiari, si sorprende a dimenticare tutta la sua amara sapienza della vita e a godere della lusinga che essi esprimono.
    Il momento fondamentale sia nella vita che nella carriera artistica di Eleonora Duse fu il definitivo incontro a Venezia, nel 1894, con Gabriele D'Annunzio, allora poco più che trentenne. Il tempestoso legame sentimentale ed artistico che si stabilì fra l'attrice e il giovane poeta durò una decina d'anni, e contribuì in modo determinante alla fama di D'Annunzio. Eleonora Duse, già celebre ed acclamata in Europa e oltre oceano, portò infatti sulle scene i drammi dannunziani (Il sogno di un mattino di primavera, La Gioconda, Francesca da Rimini, La città morta, La figlia di Iorio), spesso finanziando ella stessa le produzioni e assicurando loro il successo e l'attenzione della critica anche fuori dall'Italia. Ciò nonostante, nel 1896 D'Annunzio le preferì Sarah Bernhardt per la prima rappresentazione francese de La ville morte. Periodi di vicinanza e collaborazione fra i due artisti si alternarono a crisi e rotture; D'Annunzio seguiva raramente l'attrice nelle sue tournée, ma nel 1898 affittò la villa trecentesca della Capponcina, presso Settignano, per avvicinarsi alla Porziuncola, la dimora di Eleonora. Nel 1900, D'Annunzio pubblicò il romanzo Il fuoco, ispirato alla sua relazione con Eleonora Duse, suscitando critiche vivaci da parte degli ammiratori dell'attrice.
    Note


      ^ Denis Mack Smith, L' Italia del XX secolo vol.I (1899-1908) tomo I, pag. 48, edizioni Rizzoli, 1977
      ^ Denis Mack Smith, l' Italia del XX secolo, vol.I (1899-1908) tomo I pag. 48/49, edizioni Rizzoli 1977
      ^ Denis Mack Smith, l 'Italia del XX secolo, vol.I (1899-1908) tomo I, pag. 49 edizioni Rizzoli, 1977

    Bibliografia
    Museo Teatrale alla Scala. Eleonora Duse : un vestire che divenne moda. Mostra, 3 marzo-1 aprile 1973. Catalogo a cura di Dada Saligeri ; introduzione di Carlo Fontana. Milano, Arti grafiche G. Ferrari, 1973
    Nino Bolla. Eleonora Duse : la grande tragica. Roma, Società Nazionale Editrice, 1974
    Federico von Rieger. Eleonora Duse. Milano, Nord-Ovest, 1981
    Nicola Mangini. Eleonora Duse nella storia del teatro europeo. In: «Archivio Veneto», serie 5., vol. 121. (1983)
    Cesare Molinari. L'attrice divina. Eleonora Duse nel teatro italiano fra i due secoli. Roma, Bulzoni, 1985
    Donatella Orecchia, "La prima Duse. Nascita di un'attrice moderna", Roma, Artemide, 2007.
    William Weaver. Eleonora Duse. Milano, Bompiani, 1985
    Luigi Rasi. La Duse. Roma, Bulzoni, 1986
    John Stokes, Michael R. Booth, Susan Bassnett. Tre attrici e il loro tempo : Sarah Bernhardt, Ellen Terry, Eleonora Duse. Genova, Costa & Nolan, 1991
    Vittore Branca. Vocazione letteraria di Eleonora Duse : con una serie di documenti inediti. In: «Nuova Antologia», n. 2178 (aprile-giugno 1991)
    Mirella Schino. Il teatro di Eleonora Duse. Bologna, Il Mulino, 1992
    Gerardo Guerrieri. Eleonora Duse : nove saggi; a cura di Lina Vito. Roma, Bulzoni, 1993
    Mario Cacciaglia. Eleonora Duse, ovvero Vivere ardendo. Milano, Rusconi, 1998
    Paola Bertolone. I copioni di Eleonora Duse : Adriana Lecouvreur, Francesca da Rimini, Monna Vanna, Spettri. Pisa, Giardini, 2000
    Eleonora Duse nella vita e nell'arte (1858 - 1924). Venezia, Marsilio, 2001
    Matilde Tortora (a cura di). Matilde Serao a Eleonora Duse : lettere. Napoli, Graus, stampa 2004
    Helen Sheehy. Eleonora Duse : la donna, le passioni, la leggenda. Milano, Mondolibri, stampa 2006
    Maria Pia Pagani. Mirandolina e Vasilisa : due volti di Eleonora Duse. In: «Viglevanum : miscellanea di studi storici e artistici», 16(2006)
    Amarti ora e sempre : Eleonora Duse e Francesca da Rimini. . Urbino, QuattroVenti, 2006
    Voci correlate
    Premio Eleonora Duse
    Sibilla Aleramo
    Lina Poletti
    Collegamenti esterni
    (IT) Divina Eleonora, mostra della Fondazione Cini.
    (IT) Eleonora Duse Pagina dedicata alla Duse dal comune di Asolo, dove è sepolta.
    Scheda su Eleonora Duse dell'Internet Movie Database
    Portale Biografie
    Portale Donne nella storia
    Portale Teatro

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