Edwin Van Der Sar (40)

Informazioni di base:

  • Data di nascita: 29 Ottobre 1970
  • Professione: Calciatore
  • Luogo di nascita: Voorhout
  • Nazione: Olanda
  • Edwin Van Der Sar in Rete:

  • Sito Ufficiale: Il sito ufficiale di Edwin Van Der Sar
  • Wikipedia: Edwin Van Der Sar su Wikipedia
  • Biografia:

    (estratta da Wikipedia)

    Edwin van der Sar (Voorhout, 29 ottobre 1970) è un calciatore olandese che gioca come portiere nel Manchester United, nella FA Premier League inglese e nella Nazionale olandese.

    Carriera
    Possiede ottimi riflessi e molta bravura nelle uscite, famoso anche per essere un eccezionale para-rigori, non avendo fra l'altro subito goal dal dischetto per 1 anno e 5 mesi (dal 26 dicembre 2006 al 26 aprile 2008). Possiede soprattutto un rendimento di una costanza straordinaria che gli ha permesso di mettere a segno molti record d'imbattibilità (tutt'ora ineguagliati) nel corso della sua carriera, tra i quali quello riguardo le gare ufficiali delle nazionali, che stabilì tra il 2005 e il 2006 non subendo goal per addirittura 1013 minuti (nei quali parò anche un rigore a Tomáš Rosický) e quello individuale della UEFA Champions League, che mise a segno nella stagione 1995/1996 con l'Ajax. Recordman anche di presenze nella Nazionale olandese, avendone collezionate 130 (battendo il precedente record di 112 appartenente a Frank de Boer). È ritenuto fra l'altro da Marco van Basten il miglior portiere degli ultimi 20 anni.
    Club

    Gli esordi e l'affermazione nell'Ajax


    Fino a sedici anni Edwin non pensava affatto che il suo futuro potesse essere quello del calciatore. Il giovane olandese si preoccupava solamente di prendere il diploma di commerciante per aprire un negozio nella sua città natale, Voorhout. Giocava saltuariamente a calcio con gli amici, in una piccola squadra dilettantistica dal nome VV Noordwijk. Quando però un emissario della formazione più famosa d'Olanda, il leggendario Ajax, lo andò a visionare e gli propose un contratto, non ci pensò due volte ad accettare e a trasferirsi ad Amsterdam. Il suo esordio avvenne il 23 aprile del 1991 in una gara del campionato olandese tra Ajax e Sparta, finita 1-0 per i padroni di casa. Giocò tutte le restanti partite di quel campionato, dove mostrò subito grandi doti, ma van Gaal preferì affidarsi almeno per un'altra stagione all'esperienza di Stanley Menzo, ed Edwin trovò poco spazio nella stagione successiva. Stagione dove riuscì comunque a vincere il suo primo trofeo prestigioso in carriera, la Coppa UEFA, che venne conquistata nella doppia finale contro il Torino, che finì 2-2 allo Stadio delle Alpi e 0-0 ad Amsterdam, con gli olandesi che vennero premiati dalla regola dei goal in trasferta. Nel corso della stagione successiva (1992/1993), van der Sar riuscì a conquistare anche il posto da titolare a scapito di Menzo, collezionando 19 presenze e guadagnandosi la stima dei tifosi lancieri e dei media olandesi, che ripagò vincendo la sua prima Coppa d'Olanda. La sua affermazione a livello nazionale avvenne la stagione seguente, 1993/1994, dove oltre a laurearsi per la prima volta campione d'Olanda, venne nominato miglior portiere olandese della stagione (premio che poi vinse addirittura per 4 stagioni consecutive).
    La stagione successiva, 1994/1995, per Edwin fu quella della definitiva consacrazione anche a livello mondiale. Vinse per la seconda volta consecutiva il campionato olandese, sfornando grandissime prestazioni anche in Champions League, dove affrontò tre volte (due nella fase a gironi ed una in finale) il Milan di Fabio Capello, che appena pochi mesi prima aveva travolto per 4-0 in finale il Barcelona di Romário e Stoichkov. In tutte e tre le occasioni mantenne la porta inviolata, laureandosi campione d'Europa alla sua prima partecipazione in Champions League, grazie anche ad un goal di Patrick Kluivert a 5 minuti dal termine nella finale giocata a Vienna il 24 maggio 1995. Pochi mesi dopo, precisamente il 28 novembre dello stesso anno, andò a giocarsi la Coppa Intercontinentale al National Stadium di Tokyo contro i brasiliani del Grêmio, dove mantenne ancora una volta la porta imbattuta, rivelandosi decisivo per la vittoria finale ai rigori, dove parò il penalty di Dinho. Laureatosi quindi campione del Mondo, nella stagione corrente (1995/1996) stabilì anche il record d'imbattibilità individuale della Champions League, non subendo goal per ben 658 minuti, nei quali andò anche ad affrontare il leggendario Real Madrid al Santiago Bernabéu. Alla fine di quella stagione si laureò per la terza volta consecutiva campione d'Olanda, raggiugendo anche la finale di Champions League per la seconda volta di seguito. La gara venne disputata allo Stadio Olimpico di Roma, dove i lancieri si ritrovarono difronte ancora una squadra italiana, stavolta la Juventus di Marcello Lippi. I bianconeri dominarono il match per lunghi tratti, ed Edwin giocò una grandissima partita, permettendo all'Ajax di resistere e di arrivare fino ai rigori, dopo che al termine dei tempi supplementari il risultato era di 1-1, per mano delle reti di Fabrizio Ravanelli e di Jari Litmanen. I rigori premiarono però la Vecchia Signora, che dal dischetto ebbe la meglio sugli olandesi per 4-2. Edwin fra l'altro intuì la traiettoria di tutti e quattro i rigori bianconeri, non avendo però molta fortuna nel cercare di neutralizzarli.
    Nella stagione successiva (1996/1997) giocò ancora a livelli altissimi. Ma stasvolta il titolo venne conquistato dai rivali del PSV Eindhoven, mentre in Europa i sogni di gloria dei lancieri vennero ancora stroncati dalla Juventus, stavolta in semifinale, dove nella partita d'andata giocò una delle sue migliori gare in carriera (da ricordare l'incredibile intervento su un tiro ravvicinato di Zidane). Ma il digiuno di trofei di Edwin e dell'Ajax durò solo una stagione, infatti l'anno successivo (1997/1998) i lancieri riconquistarono il titolo nazionale, dove tra l'altro nella penultima gara di quel campionato, che si giocò il 3 maggio del 1998 tra De Graafschap e Ajax, van der Sar mise a segno addirittura un goal su rigore. Il 17 maggio vinse anche la Coppa d'Olanda, stracciando in finale i rivali del PSV Eindhoven per 5-0 al Feijenoord Stadion di Rotterdam, bissando così una straordinaria annata, dove van der Sar venne nominato portiere olandese della stagione per il quarto anno consecutivo e venne anche nominato giocatore olandese dell'anno.
    La stagione successiva (1998/1999) fu l'ultima per il gigante olandese nell'Ajax, che stavolta non riuscì a conquistare il titolo, ma si aggiudicò per la seconda volta consecutiva la Coppa d'Olanda, battendo in finale il Fortuna Sittard per 2-0. Il 23 maggio di quell'anno Edwin giocò la sua ultima partita con l'Ajax nell'ultima gara di campionato contro il NAC Breda. Prima di lasciare il club olandese, gli venne dedicata una bellissima passerella d'addio all'Amsterdam ArenA, dove fu applaudito e ringraziato da tutto lo stadio per quanto dato all'Ajax nei suoi anni di permanenza nel club.

    Juventus


    È stato il primo portiere straniero della storia della Juventus. Inizialmente non trovò problemi ad integrarsi nell'ambiente juventino, dove ritrovò il suo già compagno anni prima all'Ajax e in Nazionale, Edgar Davids, che lo aiutò con la lingua italiana. La sua prima stagione in bianconero (1999/2000) partì molto bene, dopo aver vinto la Coppa Intertoto, con le sue prestazioni contribuì alla grande fuga della Juventus a metà campionato, andando anche vicino a stabilire il nuovo record d'imbattibilità in Serie A. Ma nelle ultime partite la squadra bianconera subì un grande calo, e complice anche la mancata vena degli attaccanti (soprattutto di Alessandro Del Piero, che era appena rientrato da un terribile infortunio capitatogli la stagione precedente in una gara contro l'Udinese) perse vari punti per strada, permettendo alla Lazio di rientrare in corsa per il titolo. All'ultima giornata, la Juventus aveva ancora 2 punti di vantaggio sui biancocelesti, che giocarono la loro ultima partita di campionato in casa contro la Reggina, battendola per 4-0. Mentre l'allora squadra di Carlo Ancelotti dovette scendere in campo a Perugia contro i Grifoni. Il primo tempo si chiuse sullo 0-0, ma durante l'intervallo si scatenò un violento acquazzone sul Renato Curi, Pierluigi Collina (arbitro del match) decise inizialmente di non far riprendere a giocare e provò varie volte a rientrare sul campo per vedere se il pallone rimbalzasse, ma i risultati non furono positivi. Ormai sembrava certo il rinvio della gara, ma a sorpresa Collina decise di far iniziare il secondo tempo, nonostante molti ritenessero chiara l'impraticabilità del campo. La partita fu poi vinta dal Perugia grazie alla rete di Alessandro Calori ad inizio ripresa, e lo scudetto tra tanti veleni e tante polemiche finì dunque a Roma, sponda laziale. Dopo il match il gigante olandese, abbastanza amareggiato, dichiarò: "Era un campo impraticabile, non si doveva giocare". A livello personale la sua prima stagione in Italia rimase comunque ottima, dove subì appena 19 goal in ben 32 presenze in campionato.
    La stagione seguente (2000/2001) fu quella più difficile della sua carriera, in quel periodo ebbe dei problemi di vista e personali che ne influenzarono in molte fasi della stagione il rendimento. Sentì molto anche la mancanza di sostegno da parte dei suoi tifosi, che lo fischiarono ripetutamente, e insieme ad Edgar Davids e Zinédine Zidane (quest'ultimi rei di qualche espulsione di troppo) venne messo sul banco degli imputati per la non eccezionale annata bianconera nella prima parte della stagione, dove commise diversi errori. Tra i più criticati quello contro la Lazio, su un debole tiro di Salas da fuori area, e quello su una punizione di Paulo Sousa in Champions League contro il Panathinaikos. Ma in seguito mano a mano si riprese, riconquistando fiducia in sé stesso e continuità nelle sue prestazioni, dando una mano alla squadra per ritornare a lottare per il titolo insieme alla Lazio campione in carica, e alla Roma di Fabio Capello. Si rese decisivo nel pareggio ottenuto all'Olimpico contro i giallorossi per 0-0, compiendo due grandi interventi su Batistuta prima, e su Totti poi. Fu decisivo anche in altre gare, come quella contro il Perugia al Renato Curi, e quella contro la Reggina in casa. Ma nella gara di ritorno contro la Roma, proprio un suo errore costò il goal del pareggio allo scadere da parte dei romanisti, quando su un tiro di Nakata dal limite sbagliò la direzione della respinta permettendo a Montella di mettere a segno la rete del 2-2, dopo che la Juventus si era trovata in vantaggio a fine primo tempo per 2-0, grazie ai goal di Del Piero e Zidane. Dopo la gara venne messo sul banco degli imputati, anche se fece discutere molto anche la strana decisione di cambiare a stagione in corso la regola sul limite degli extracomunitari da poter schierare in campo, che favorì i giallorossi nel match. Nelle ultime gare di campionato la Roma riuscì a mantenere, se pur a fatica, il primo posto e a sconfiggere i bianconeri nella corsa al titolo. Edwin nonostante tutto fu ancora una volta il portiere meno battuto del campionato, ma data l'insistente pressione di molti tifosi che chiedevano un cambiameno radicale, la dirigenza della Juventus esonerò in estate Carlo Ancelotti e cedette addirittura Zinédine Zidane e lo stesso Edwin, nonostante su tutti e tre venne più volte espressa fiducia a fine stagione. Dunque si concluse l'avventura in Italia del gigante olandese che scelse di andare a giocare in quello che da molti è stato definito il miglior campionato del Mondo, la Premier League inglese.

    Fulham


    Nell'estate del 2001 diversi quotidiani accostarono il suo nome a squadre come Arsenal, Manchester United e Liverpool, ma alla fine scelse di accettare l'offerta del meno blasonato Fulham del miliardario egiziano Mohamed Al-Fayed. Edwin si ambientò subito bene nel club londinese e giocò una grandissima stagione (2001/2002), guidando la squadra fino alla semifinale di FA Cup, e contribuendo alla sorprendente qualificazione alla Coppa Intertoto. Fra l'altro in una gara di Premier League giocata al Craven Cottage contro il Newcastle, parò un rigore ad uno dei più grandi bomber e rigoristi di sempre, Alan Shearer.
    Nella stagione successiva, la 2002/2003, conquistò la Coppa Intertoto e sfornò di nuovo prestazioni di alto livello, parando ancora una volta un rigore a Shearer, stavolta al St James' Park. Fra l'altro il portiere olandese nel mese di novembre neutralizzò anche altri due rigori, uno a Stern John del Birmingham City e l'altro a Dwight Yorke, ex leggenda del Manchester United che allora militiva nel Blackburn. Ma a metà campionato subì un grave infortunio, che lo tenne fuori per tutte le restanti partite di quell'anno e il Fulham risentì molto della sua assenza durante le battute decisive.
    Nel 2003/2004 ritornò dall'infortunio e disputò una stagione ancora più eccezionale delle due precedenti. Iniziò parando un rigore, e contribuendo alla vittoria nella prima gara stagionale di Premier League, che vedeva opposti i Cottagers al Middlesbrough. Il 25 ottobre 2003 contribuì anche alla grande, quanto insperata alla vigilia, vittoria all'Old Trafford contro i campioni in carica del Manchester United, ed il 30 novembre sfornò una prestazione incredibile in uno dei derby londinesi contro l'Arsenal, compiendo numerosi salvataggi miracolosi che permisero al Fulham di resistere agli innumerevoli attacchi dei Gunners (che fra l'altro in quella stagione non persero nemmeno una partita, chiudendo il campionato da imbattuti e vincitori), prendendo 9 in pagella da quasi tutti i quotidiani per la sua prestazione in quella gara. Durante l'arco della stagione continuò ancora a regalare ottime prestazioni e a compiere interventi straordinari, come quello che fece su Damien Duff il 20 dicembre 2003 nella gara che vedeva opposto il Fulham al Chelsea. Pochi mesi dopo, più precisamente il 17 aprile 2004, offrì una prestazione straordinaria anche nel leggendario Anfield contro il Liverpool, permettendo al Fulham di cogliere un altro preziosissimo pareggio per 0-0, parando anche un rigore a Steven Gerrard. A fine stagione venne nominato miglior giocatore del Fulham dell'anno e durante l'estate ricevette un'offerta dal PSV Eindhoven, che lo avrebbe voluto nella sua rosa per l'ambizioso progetto di Guus Hiddink, ma il gigante olandese rifiutò l'offerta e decise di continuare la sua avventura nel Regno Unito.
    La stagione 2004/2005 fu quella che segnò un'altra importantissima svolta nella sua carriera, cominciò subito molto bene il campionato, a prova anche dell'ottima prestazione contro il WBA in una delle prime gare di campionato, dove fece due miracoli su Robert Earnshaw prima, e su Kanu poi. Un'altra gara di quel campionato in cui Edwin sfornò una prestazione memorabile, fu quella che vedeva opposto il Fulham all'Aston Villa, il 2 febbraio 2005 al Craven Cottage, dove il gigante olandese parò ben 2 rigori ad Ángel. A fine stagione ricevette l'offerta da parte del Manchester United di Sir Alex Ferguson, che lo volle a tutti i costi come nuovo portiere per risolvere dopo, anni e anni, i problemi che i Red devils hanno spesso avuto in quel ruolo dopo l'addio di Peter Schmeichel. Edwin stavolta non ci pensò due volte e accettò, concludendo così la sua avventura nel Fulham, dove è tutt'ora ricordato come il miglior portiere che abbia mai giocato nei Cottagers.

    Manchester United


    Van der Sar nel Manchester United
    Trasferitosi ai Red devils nell'estate del 2005, esordì il 9 agosto in una gara valevole per il terzo turno dei preliminari di Champions League contro gli ungheresi del Debreceni VSC. In campionato fece il suo esordio il 20 agosto al Goodison Park contro l'Everton, sfornando una prestazione straordinaria e rendendosi quindi decisivo nella vittoria finale per 2-0 da parte del Manchester United. In seguito, pochi giorni dopo, mantenne la porta inviolata anche nella gara di ritorno del preliminare di Champions League (come già aveva fatto all'andata per altro). Nelle prime sei partite della stagione non subì nemmeno un gol, giocando in maniera grandiosa nella sfida di Champions League allo stadio El Madrigal contro il Villarreal, dove fece in un'incredibile parata su Arruabarrena. Una di queste sei partite fu giocata ad Anfield nell'accesissimo match contro i rivali storici del Liverpool, dove fece una grande parata su un tiro da fuori di Steven Gerrard. Subì il suo primo goal in quello che è storicamente un altro accesissimo match, il derby contro il Manchester City. La gara finì 1-1, con Edwin che fece una grande parata sull'ex di lusso di quella gara, Andy Cole, che dal 1995 fino a 4 anni prima fu un simbolo proprio del Manchester United. Durante un gara del girone di Champions League, contro i francesi del Lille allo Stade de France il 2 novembre 2005, fece un'altra parata strepitosa su una punizione di Grégory Tafforeau. Ma metà stagione arrivò un'amara, quanto sorprendente, eliminazione già durante la fase a gironi della Champions League, nonostante per metà girone i Red devils non subirono nemmeno un goal, ma dove pagarono la scarsa forma del proprio attacco in quel periodo. Il 3 gennaio 2006 lui e il Manchester United giocarono per l'ultima volta nel legendario Highbury (stadio che poi fu demolito dopo la fine di quella stagione). La gara finì 0-0, ed Edwin dunque lo rivise per l'ultima volta rimanendo imbattuto. Il 26 febbraio invece conquistò il suo primo trofeo con il Manchester United, battendo 4-0 il Wigan in finale di Carling Cup, al Millennium Stadium. La stagione 2005/2006 poi in seguito si concluderà con un secondo posto in campionato, alle spalle del Chelsea, che totalizzò 91 punti a discapito dei ben 83 punti collezionati dagli uomini di Sir Alex Ferguson. Van der Sar fra l'altro chiuse in bellezza la sua stagione sfornando una grande prestazione durante la partita contro il Celtic, organizzata in onore di una delle più grandi leggende della storia del Manchester United, Roy Keane, che terminò 2-0 a favore dei Red devils.
    Prima dell'inizio della stagione seguente, venne ceduto il suo amico e compagno di nazionale, Ruud van Nistelrooy, e il Manchester United non acquistò un suo sostituto, suscitando in molti l'idea di un grosso indebolimento della squadra nel reparto offensivo. I dirigenti dei Red devils pensarono di più a colmare le lacune negli altri reparti, tra cui il centrocampo con l'acquisto di Michael Carrick. Data anche la faraonica campagna acquisti del Chelsea, sembrava non poter esserci storia nemmeno per la Premier League 2006/2007. Ma Edwin e la sua squadra comunque iniziarono molto bene la stagione, il 5 agosto 2006 conquistarono l'LG Amsterdam Tournament, battendo nella gara decisiva proprio l'Ajax per 0-1, con un goal su punizione di Ryan Giggs, anche se l'uomo partita fu proprio Van der Sar (l'ex di lusso della gara), che oltre a compiere grandissimi interventi, parò anche un rigore a Klaas Jan Huntelaar. Anche il campionato partì subito molto bene, infatti il Manchester United si trovò già in testa da solo dopo 2 partite, grazie anche alle partenze non brillanti di Arsenal, Liverpool e soprattutto Chelsea. Il campionato proseguì molto bene sia per il Manchester United che per Edwin, che giocò una stagione eccezionale. Archiviata la qualificazione agli Ottavi di finale di Champions League, Van der Sar e la squadra si prepararono a vivere l'accesissimo finale di stagione, e furono estremamente importanti le sue parate. Il 4 febbraio 2007, nella gara giocata al White Hart Lane contro il Tottenham (che fu poi vinta per 4-0 dagli uomini di Sir Alex Ferguson), sulla ribattuta di una sua bella parata su Robbie Keane, venne involontariamente colpito in pieno volto dallo stesso attaccante irlandese, perdendo conoscenza per alcuni minuti e rischiando di subire un gravissimo infortunio, che ne avrebbe potuto compromettere seriamente la carriera. Fra l'altro in quella stessa gara fece un bell'intervento su Dimit'r Berbatov e, cosa molto curiosa, al momento del suo infortunio il Manchester United aveva esaurito tutte le sostituzioni, tanto che in porta per i minuti restanti della gara ci andò il difensore John O'Shea. Edwin però contro ogni previsione si riprese molto presto, tornando in campo da titolare dopo solo venti giorni, nella difficile trasferta al Craven Cottage di Londra contro la sua ex squadra, il Fulham. Il portierone olandese giocò brillantemente e si rivelò decisivo per la vittoria finale per 2-1 sui Cottagers, che maturò anche grazie ad un bellissimo goal di Cristiano Ronaldo a pochissimo dal termine. Una settimana dopo i Red devils andarono a giocarsi la gara più difficile della stagione, quella ad Anfield contro i rivali storici del Liverpool. La gara si rivelò molto difficile, con i Reds che misero in difficoltà la squadra di Edwin, ma fu proprio lui a salvare più volte il risultato con due grandissimi interventi, il primo su Bellamy e il secondo davvero straordinario su un tiro ravvicinato di Peter Crouch. Nel finale arrivò l'incredibile e insperato goal vittora per i Red devils firmato da John O'Shea, che consentì al Manchester United di vincere quella che forse fu la gara più importante della stagione e che lanciò in maniera quasi definitiva gli uomini di Sir Alex Ferguson verso la conquista del titolo. Poi lo United un mese più tardi affrontò la Roma nei Quarti di finale di Champions League, dopo aver eliminato agli ottavi il Lille (vittoria per 1-0 in Francia firmata da una punizione di Ryan Giggs allo scadere, e vittoria sempre per 1-0 all'Old Trafford grazie alla rete di Henrik Larsson). L'andata si giocò allo Stadio Olimpico di Roma, che vide i giallorossi trionfare per 2-1, in una gara in cui Edwin fece molti salvataggi e giocò molto bene. Il 10 aprile 2007 si giocò il ritorno all'Old Trafford, e questa gara entrò nella storia per merito della roboante vittoria per 7-1, per mano delle doppiette di Cristiano Ronaldo e di Michael Carrick, e per le reti di Alan Smith, Wayne Rooney e Patrice Evra. In quella stessa gara Van der Sar neutralizzò due pericolose punizioni di Francesco Totti e parò nel finale un timido cucchiaio tentato dallo stesso Totti, dove nel bloccare il tiro sbeffeggiò il capitano giallorosso, vendicandosi del famoso cucchiaio che gli fece sempre quest'ultimo ad Euro 2000. Di quella gara rimarrà anche indelebile l'immagine di Sir Alex Ferguson, che nei munuti finali abbandonò la panchina a gara in corso per andare a firmare autografi. In quello stesso periodo, la squadra subì una lieve flessione in campionato, che di fatto riaprì i giochi per il titolo, permettendo al Chelsea di riavvicinarsi in classifica. Nel frattempo Edwin e i suoi compagni si qualificarono per la finale di FA Cup, demolendo in semifinale il Watford per 4-1. Mentre nella semifinale di Champions League contro il Milan andò diversamente, dopo la vittoria ottenuta in casa all'andata per 3-2, grazie alla rete di Rooney nel finale, il Manchester United perse al ritorno per 3-0. I Red devils comunque rimasero ancora in lotta per titolo (l'obiettivo principale di quella stagione) con il Chelsea. A quattro giornate dal termine il Manchester United andò ad affrontare una difficile gara in trasferta contro l'Everton, mentre l'allora squadra di José Mourinho giocò in casa, una gara almeno sulla carta molto più facile, contro il Bolton. A fine primo tempo i Blues si trovavano in vantaggio per 2-1, mentre la squadra di Sir Alex Ferguson era addirittura sotto di due goal. La situazione sembrava delinearsi in modo drammatico per i Red devils, ma nel secondo tempo in entrambe gare ci fu un'incredibile svolta. Il Bolton riuscì nell'impresa di pareggiare e difendere il 2-2 fino a fine partita, e il Manchester United riuscì a compiere una miracolosa rimonta ribaltando il risultato da 0-2 a 4-2 in proprio favore, portandosi così a 5 punti di vantaggio sul Chelsea a 3 giornate dal termine. Il 5 maggio toccò giocare il durissimo derby contro il Manchester City al City of Manchester Stadium. Il Manchester United riuscì a passare in vantaggio grazie ad un rigore, procurato e poi trasformato, da Cristiano Ronaldo, ma a 10 minuti dal termine fu concesso un rigore anche ai Citizens. Dal dischetto andò lo specialista Darius Vassell, che fino a quella gara non aveva mai fallito un penalty durante la stagione, ma Edwin parò il rigore e riportò il titolo nelle mani del Manchester United dopo 4 anni di astinenza, diventando uno dei più grandi eroi con la maglia dei Red devils e l'unico a non aver mai fatto rimpiangere Peter Schmeichel dopo il suo addio nel 1999. Venne tra l'altro nominato miglior portiere della stagione 2006/2007 della Premier League e fu inserito anche nella "Top 11". Il 19 maggio andò a giocarsi la finale di FA Cup contro il Chelsea, che lui e la sua squadra persero soltanto a pochi minuti dal termine dei tempi supplementari, per 1-0, mancando così la grande occasione di mettere a segno il terzo double della storia del club.


    Nella stagione successiva, 2007/2008, giocò quella che forse è stata la stagione migliore della sua carriera. Il 5 agosto 2007, nella la finale di Community Shield, il Manchester United sfidò di nuovo l'allora Chelsea di José Mourinho nel leggendario Wembley Stadium. Alla fine dei tempi regolamentari il risultato era di 1-1 (goal di Ryan Giggs e di Florent Malouda) e la gara venne dunque decisa ai calci di rigore, e Van der Sar divenne l'eroe di Wembley riuscendo nell'impresa di parare 3 rigori su 3, neutralizzando i tiri dal dischetto di Claudio Pizarro, Frank Lampard e Shaun Wright-Phillips (i rigori dei Red devils furono tirati e segnati da Rio Ferdinand, Michael Carrick e Wayne Rooney). Il Manchester United conquistò dunque il Community Shield, vincendo così il primo trofeo stagionale, che vide subito come eroe il gigante olandese. Il quale sfoderò una prestazione eccezionale anche nella gara d'esordio di Champions League contro lo Sporting CP, compiendo numerosi interventi miracolosi, soprattutto nel primo tempo su un tiro di Liédson e nel finale su un colpo di testa quasi imprendibile di Tonel. Mise a segno anche altri grandissimi interventi nelle gare di campionato, e per il terzo anno conscecutivo riuscì a mantenere la porta imbattuta ad Anfield contro gli acerrimi rivali del Liverpool. Ma dopo questa gara subì un infortunio in allenamento che lo tenne fuori diverse gare, fino a quando non fece il suo rientro il 5 gennaio 2008, nella gara di FA Cup contro l'Aston Villa, vinta poi 2-0 dai Red devils. In quei giorni si vociferò fra l'altro di un possibile interesse da parte del Barcelona al suo acquisto, voce però che fu subito frenata dalla dichiarata incedibilità del giocatore da parte di Sir Alex Ferguson. Tornato dunque a giocare, ritornò a sfoderare grandi prestazioni e salvataggi, fra i quali la grande parata su Jermaine Jenas, il 27 gennaio 2008, nella gara di FA Cup che vedeva opposto il Manchester United al Tottenham. Anche in campionato e in Champions League tornò subito a rivelarsi decisivo grazie a vari miracoli, tra i quali l'intervento su Alan Smith nella gara al St James' Park contro il Newcastle, e i due su Danny Murphy nella trasferta contro il Fulham. Si rivelò una pedina importante anche in match chiave per il titolo come quello contro l'Arsenal all'Old Trafford, dove salvò varie volte il risultato con grandi parate, e contro il Liverpool mantennè ancora la porta inviolata, mettendo a segno un record mai riuscito a nessun altro portiere della storia del Manchester United: mantere la porta imbattuta per 3 stagioni intere contro i rivali storici del Liverpool. Si rivelò importantissimo anche nella scalata dei Red devils alla finale della Champions League, compiendo un grande intervento su Mirko Vučinić nella gara di andata dei Quarti di finale contro la Roma all'Olimpico, e nella semifinale di ritorno contro il Barcelona, compiendo una splendida parata su Messi e tenendo la porta imbattuta per 5 gare di fila nella massima competizione europea. L'11 maggio si è poi laureato campione d'Inghilterra per la seconda volta consecutiva, grazie alla vittoria contro il Wigan in trasferta per 2-0, maturata grazie ad un calcio di rigore realizzato da Cristiano Ronaldo e ad un goal di Ryan Giggs nel finale. Il 21 maggio è andato a giocarsi la sua terza finale di Champions League della carriera, nella storica finale tutta inglese contro i rivali del Chelsea. Nel primo tempo regolamentare ha compiuto un grande intervento su un errato appoggio ravvicinato di Ferdinand, che spinto da Ballack, ha colpito involutamente di testa verso la sua porta. Alla fine dei tempi regolamentari, e supplementari, il risultato era di 1-1 (per mano delle reti di Cristiano Ronaldo e Frank Lampard). Per uno strano scherzo del destino, furono ancora i calci di rigore a decidere l'eterna sfida stagionale fra Manchester United e Chelsea. Anche stavolta l'eroe fu Edwin, che parò il rigore decisivo di Nicolas Anelka, laureandosi campione d'Europa per la seconda volta in carriera e diventanto una delle più grandi leggende della storia della sua sua squadra e del calcio, raggiugendo quota 30 trofei vinti in carriera fra premi di squadra ed individuali. Inoltre, a fine partita, Sir Alex Ferguon dichiarò: "Sostituire Peter Schmeichel era davvero difficile. Tre anni fa l'abbiamo fatto con Van der Sar e i nostri numeri in difesa sono addirittura migliorati. È assolutamente fantastico e quello di stasera non è stato un caso".
    Il 10 agosto 2008 ha iniziato la nuova stagione (2008/2009) affrontando, in finale di Community Shield, il Portsmouth. Nei tempi regolamentari ha mantenuto la porta inviolata e poi, ancora una volta, è risultato decisivo per la vittoria del Manchester United ai calci di rigore. Dove su 4 rigori ne ha subito solo 1, parando anche il penalty di Arnold Mvuemba, permettendo così ai Red devils di conquistare il primo trofeo stagionale e di iniziare nel migliore dei modi la stagione. Nel 12 dicembre 2008 a esteso il suo contratto con lo United per un altro anno, che perciò lo legherà alla squadra inglese fino al stagione 2009/2010.
    Nazionale
    Van der Sar al Mondiale 2006
    Venne convocato dalla Nazionale olandese per i mondiali di USA '94, ma non giocò nemmeno un minuto in quella manifestazione. Fece il suo esordio nella nazionale Oranje il 7 giugno del 1995 contro la Bielorussia. Anche in nazionale conquistò subito il posto da titolare, tanto da esserlo anche durante Euro '96, dove lui e l'Olanda arrivarono sino ai Quarti di finale, dove vennero eliminati dalla Francia ai rigori, dopo che i tempi regolamentari e supplementari erano termini sullo 0-0, in cui fra l'altro van der Sar fece un grandissimo intervento su Youri Djorkaeff.
    Due anni dopo disputa il suo primo Mondiale della carriera, i Mondiali di Francia '98. Stavolta gli Oranje ottennero un quarto posto, dopo essere stati battuti, solo ai rigori, in semifinale dai campioni in carica del Brasile. Edwin comunque disputò un buonissimo Mondiale, dove si mise in grande evidenza insieme ai colleghi Fabien Barthez e Gianluca Pagliuca. Nel 2000 la Nazionale olandese ospitò insieme alla Nazionale belga, Euro 2000, al quale van der Sar prese ovviamente parte da titolare, ma anche stavolta il suo cammino e quello degli Oranje si fermò in semifinale, dove gli olandesi vennero sconfitti ancora una volta ai rigori, stavolta per mano dell'Italia, dopo che sia i tempi regolamentari, che supplementari, si erano conclusi sullo 0-0. Fra l'altro Edwin parò anche un rigore a Paolo Maldini durante quella serie, disputando un buonissimo Europeo.
    Dopo un periodo molto buio per l'Olanda, dove mancò incredibilmente la qualificazione per i Mondiali del 2002, gli Oranje si ripresero (anche grazie allo stesso Edwin) e centrarono la qualificazione per Euro 2004. Nei Quarti di finale, la gara contro la Svezia si concluse ancora una volta ai calci di rigore, ma stavolta per gli Oranje andò diversamente. Van der Sar prima ipnotizzò Zlatan Ibrahimović, che calciò altissimo il suo penalty, e poi parò il rigore decisivo di Olof Mellberg. Ma l'eliminazione maturò in semifinale contro i padroni di casa del Portogallo, che vinserò la gara per 2-1, per mano di un bellissimo goal di Maniche e di un goal di Cristiano Ronaldo.
    Dopo Euro 2004 sulla panchina degli Oranje arrivò Marco van Basten, che fece una vera e propria rivoluzione, escludendo anche elementi del calibro di Edgar Davids e Clarence Seedorf, facendo affidamento quasi totalmente sui giovani più promettenti del calcio olandese, tra cui Wesley Sneijder, Robin van Persie e Rafael van der Vaart. Uno dei pochissimi veterani scelti dal nuovo CT Van Basten fu proprio van der Sar, che fra l'altro venne fatto capitano della Nazionale, e fu scelto insieme a Ruud van Nistelrooy come simbolo della rinascita e del nuovo corso degli Oranje. Inoltre fra le qualificazioni e la fase finale dei Mondiali di Germiania 2006, Edwin riuscì a stabilire il record d'imbattilibità di tutti i tempi riguardo le gare ufficiali delle Nazionali, rimanendo imbattuto per ben 1013 minuti consecutivi, nei quali giocò delle ottime gare, dove parò anche un rigore a Tomáš Rosický. Nei Mondiali tedeschi sfoderò grandi prestazioni, come quella nella gara che vedeva opposti gli Oranje all'Argentina, che terminò per 0-0 con Edwin protagonista di molti interventi, come quelli su Lionel Messi e Carlos Tévez. Però il suo cammino, e quella della sua nazionale, si fermò ancora una volta per mano del Portogallo, stavolta nei Quarti di finale. La gara fu ricca di emozioni, occasioni e anche di falli ed espulsioni. Il gigante olandese fece una partita straordinaria, compiendo anche un miracolo su una insiodissima conclusione ravvicinata da parte di Pauleta. Ma stavolta la sua ennesima grande prestazione non bastò agli Oranje per passare il turno. La gara terminò infatti 1-0 per i lusitani. Per Edwin ci fu però una piccola consolazione, in questa gara raccolse la sua 113° presenza con la Nazionale olandese, battendo quindi il precedente record di 112 presenze appartenente a Frank de Boer riguardo alle presenze negli Oranje. Come da programma, si ritirò dalla Nazionale dopo quei Mondiali, ma le insistenti e numerosissime richieste da parte di Marco van Basten e dei tifosi olandesi hanno fatto tornare Edwin sui suoi passi dopo qualche mese.
    Dopo che riprese a giocare anche per la Nazionale olandese, si qualificò ad Euro 2008, al quale prese ovviamente parte da titolare e da capitano. Ad attendere Edwin e gli Oranje ci fu un girone molto difficile, soprannominato anche Girone della morte, dove vi erano presenti le due finaliste del precedente Mondiale, Italia e Francia, e la Romania di Adrian Mutu. L'esordio dell'Olanda ad Euro 2008 avenne il 9 giugno a Berna, contro l'Italia. La gara vide gli Oranje di Marco van Basten trionfare con un sonoro 3-0 sui Campioni del Mondo in carica, e con Edwin che mise assegno una prestazione straordinaria, condita da una grande parata su Fabio Grosso, e da un grande miracolo su una punizione di Andrea Pirlo. Nella gara successiva, giocata il 12 giugno contro la Francia, gli Oranje ottennero un'altra vittoria schiacciante, stavolta per 4-1. Edwin disputò ancora una buonissima partita, compiendo vari grandi interventi. Dopo aver chiuso il girone a punteggio pieno, sconfiggendo anche la Romania nell'ultima gara, il cammino dell'Olanda si incrociò con quello della Russia del giovane talento Andrei Arshavin. La gare venne dominata dai russi, ed Edwin salvò molte volte il risultato con diversi miracoli, tra i quali quello su una punizione di Jurij Žirkov, su un tiro di Arshavin e su varie conclusioni di Pavljučenko. La prestazione di Edwin, e la rete nel finale del secondo tempo regolamentare di Ruud van Nistelrooy, consentirono agli Oranje di resistere fino a tempi supplementari. Nei quali però ebbe la maglio la Russia, che vinse per 3-1 e mise dunque fine alla carriera in Nazionale del portierone olandese, che come già aveva preannunciato mesi prima, si ritirò dalla Nazionale olandese al termine dell'avventura ad Euro 2008. Tuttavia è stato di recente richiamato dal nuovo CT degli Oranje, Bert van Marwijk, il quale lo ha incluso nella lista dei 22 convocati per le sfide di qualificazione ai Mondiali sudafricani del 2010. Finora il suo bilancio nella Nazionale olandese è di 128 presenze, di cui 11 raccolte nei Mondiali e 16 negli Europei.
    Palmarès
    Club

    Competizioni nazionali


    Campionato olandese: 4

    Ajax: 1993/1994, 1994/1995, 1995/1996, 1997/1998

    Coppa d'Olanda: 3

    Ajax: 1992/1993, 1997/1998. 1998/1999

    Supercoppa d'Olanda: 3

    Ajax: 1994/1995, 1995/1996, 1996/1997

    Campionato inglese: 2

    Manchester United: 2006/2007, 2007/2008

    Coppa di Lega inglese: 1

    Manchester United: 2005/2006

    Community Shield: 2

    Manchester United: 2007, 2008

    Competizioni internazionali


    Coppa Intertoto: 2

    Juventus: 1999
    Fulham: 2002

    Coppa UEFA: 1

    Ajax: 1991/1992

    Supercoppa UEFA: 1

    Ajax: 1995

    Champions League: 2

    Ajax: 1994/1995
    Manchester United: 2007/2008

    Coppa Intercontinentale: 1

    Ajax: 1995

    Coppa del Mondo per club: 1

    Manchester United: 2008

    Individuale
    Miglior portiere della Champions League: 1994/1995, 1995/1996.
    Miglior portiere d'Europa: 1995.
    Miglior portiere stagionale della Premier League: 2006/2007.
    Miglior portiere d'Olanda: 1995, 1996, 1997, 1998.
    Miglior giocatore olandese dell'anno: 1998.
    Miglior giocatore stagionale del Fulham: 2003/2004.
    Curiosità
    Detiene sia il miglior record di sempre d'imbattibilità riguardo le gare ufficiali delle Nazionali, che stabilì tra il 2005 e il 2006 non subendo goal per 1013 minuti, compiendo vari grandi interventi tra i quali il rigore parato a Tomáš Rosický, sia quello riguardante l'imbattibilità individuale della UEFA Champions League, che stabilì durante la stagione 1995/1996 quando militava nell'Ajax. Inoltre è andato spesso vicino a stabilirne in altri tornei, come in FA Premier League e in Serie A.
    Nelle sue diciasette stagioni da professionista, ha conquistato ben 31 trofei, di cui 21 di squadra e 10 individuali, nessun altro portiere della storia ha fatto meglio.
    Durante gli allenamenti con il Manchester United invece di usare il suo abituale numero che utilizza nelle partite ufficiali (il numero 1), usa quasi sempre il numero 14, che simboleggia una delle più grandi leggende calcistiche olandesi e Mondiali di cui Edwin è stato un grande ammiratore, Johan Cruijff.
    Ai tempi in cui giocava nell'Ajax era soprannominato Mani di fata, per via dell'eleganza che aveva nei suoi interventi, mentre da quando gioca nello United ha ricevuto diversi soprannomi, tra i quali: Jolly Green Giant, Van der Star, Van the Best e Van the Save.

    Vita privata


    Van der Sar è sposato con Anne-Marie van Kesteren. La cerimonia del loro matrimonio è avvenuta al Beurs van Berlage, nell'Hotel Krasnapolsky, nella città di Amsterdam, il 20 maggio 2006. Fra gli invitati vi era presente fra l'altro Ruud van Nistelrooy. La coppia ha avuto anche due bambini: un figlio, Joe e una figlia, Lynn. Joe è stato immortalato da fotografi e telecamere, in braccio a suo padre Edwin, dopo la vittoria dell'Olanda ai rigori contro la Svezia a Euro 2004, che vide come protagonista proprio il portierone olandese. Mentre la sorella Lynn è stata spesso immortalata fra le braccia di Edwin dopo la fine di varie gare di Euro 2008.
    Ai tempi in cui giocava ed abitava in Italia era un grande ammiratore della cucina italiana, soprattutto degli spaghetti e degli antipasti, e di città e paesaggi come Roma e la Costiera amalfitana.
    Ha dichiarato di amare chattare, soprattutto per rapportarsi e confrontarsi con i suoi tifosi e gli appassionati di calcio in generale, e varie volte ha organizzato degli incontri in chat con i tifosi delle squadre in cui ha militato.
    Inoltre parla ben cinque lingue; quella inglese, olandese, italiana, tedesca e francese.

    Impegno nel sociale


    Edwin è l'ambasciatore di "Make-A-Wish Foundation", un'associazione benefica che si occupa di bambini malati. E a tal proposito Van der Sar ha dichiarato: "Io stesso ho due bambini, se entrate in un ospedale e vedete quanti di essi sono malati, vi rendete conto che è davvero molto grave e triste la situazione. Trovo davvero molto importante poterli aiutare, per fortuna ho un buon feeling con i bambini".
    Voci correlate
    Lista di calciatori con almeno 100 presenze in Nazionale
    Collegamenti esterni
    Sito ufficiale



    Portale Calcio
    Portale Sport

    Estratto da "http://it.wikipedia.org/wiki/Edwin_van_der_Sar"
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