Donatien Alphonse François De Sade (detto Marchese de Sade) (1740-1814)

Informazioni di base:

  • Scomparso nel: 1814
  • Data di nascita: 2 Giugno 1740
  • Professione: Scrittore
  • Luogo di nascita: Charenton-Saint-Maurice
  • Nazione: Francia
  • Donatien Alphonse François De Sade in Rete:

  • Wikipedia: Donatien Alphonse François De Sade su Wikipedia
  • Biografia:

    (estratta da Wikipedia)

    Il Divin Marchese ritratto da Charles Amédée Philippe van Loo
    Donatien-Alphonse-François de Sade, meglio conosciuto come Marchese de Sade, soprannominato anche il Divin marchese o semplicemente De Sade (Parigi, 2 giugno 1740 – Charenton-Saint-Maurice, 2 dicembre 1814), è stato uno scrittore, filosofo e aristocratico francese, autore di diversi libri erotici e di alcuni saggi filosofici, molti dei quali scritti mentre si trovava in prigione. Il suo nome è all'origine del termine sadismo, atteggiamento che emerge dai suoi romanzi. È considerato un esponente dell'ala più estremista del Libertinismo, nonché dell'Illuminismo più radicale.

    Biografia
    De Sade nacque a Palazzo Condé a Parigi. Suo padre era il Conte di Sade, fra i cui antenati fu addirittura la Laura cantata da Francesco Petrarca, moglie di Hugues de Sade (morta di peste nel 1348 e sepolta ad Avignone). Sua madre fu Marie Elénore Maillé de Carman, gentildonna di camera della principessa di Condé, madre di Luigi-Giuseppe di Borbone-Condé.
    Il Conte Jean-Baptiste de Sade, padre del Marchese
    Inizialmente seguì la carriera militare e partecipò alla Guerra dei sette anni. Nel 1763 sposò Renée-Pelagie de Montreuil, figlia di un ricco magistrato; da lei ebbe tre figli. Assunse il titolo di Marchese di Sade alla morte di suo padre, nel 1767. La suocera, Marie-Madeleine Masson, detta "la Présidente" sarebbe in seguito stata la sua più dura accusatrice e portatrice di disgrazia.
    Poco dopo il suo matrimonio, iniziò a condurre un'esistenza scandalosamente libertina abusando ripetutamente di giovani prostitute e di domestici di entrambi i sessi, in seguito anche con l'aiuto della moglie. Ebbe anche una relazione con la sorella di questa. Seguì una serie di scandali e imprigionamenti, finché venne condannato a morte nel 1772. L'esecuzione venne sospesa.
    De Sade compì tra il 1772 e il 1776 due viaggi in Italia, entrambi motivati dalla volontà di abbandonare la Francia a causa delle condanne pendenti. Il primo viaggio fu di breve durata, mentre il secondo durò un anno nel quale ebbe modo di visitare tutto il paese: Torino, Parma, Firenze, Roma, Napoli e Venezia. Il ricordo di questo "tour" ci è stato trasmesso dalla narrazione redatta dallo stesso De Sade durante il viaggio. Il libro è intitolato Viaggio in Italia. Il testo non fu pubblicato dall'autore ma da Maurice Lever, il quale curò l'opera incompiuta a causa dell'arresto e della successiva prigionia di De Sade.
    La madre della moglie ottenne una lettre de cachet e nel 1777 egli venne imprigionato di nuovo, nei sotterranei del castello di Vincennes. Lì incontrò il compagno di prigionia Conte di Mirabeau, anch'egli scrittore di racconti erotici; nonostante questa affinità, i due si detestavano intensamente. Nel 1784, dopo un tentativo di fuga, De Sade venne trasferito alla Bastiglia di Parigi.
    Si racconta che il 2 luglio 1789 abbia urlato, dalla sua cella alla folla radunata fuori, "Qui stanno uccidendo i prigionieri!", causando una specie di rivolta. Venne trasferito al manicomio di Charenton-Saint-Maurice due giorni dopo (la presa della Bastiglia, che segna l'inizio della Rivoluzione Francese avvenne il 14 luglio). Venne rilasciato da Charenton nel 1790 e sua moglie ottenne il divorzio poco dopo.
    De Sade aveva iniziato a scrivere in prigione. Nel 1782 completò Dialogo tra un prete e un moribondo, esprimendo il suo ateismo nel racconto, in cui il libertino morente convince il prete degli errori di una vita pia. Il racconto Le 120 giornate di Sodoma venne scritto nel 1785 e descrive una vasta gamma di perversioni sessuali eseguite su un gruppo di adolescenti ridotti in schiavitù.
    Nel 1787 scrisse Les Infortunes de la vertu, una prima stesura di Justine che venne pubblicato nel 1791. In esso descrive le disavventure di una ragazza che continua a credere nella bontà divina nonostante l'evidenza del contrario: si tratta di un romanzo volto dunque a negare l'opera della Provvidenza divina. In Aline e Valcour (1795) pone a contrasto un brutale regno africano con un'utopica isola paradisiaca. Altre opere sono La filosofia nel boudoir (1795), Juliette (1798), e Crimini dell'amore (1800), cosi come diverse opere teatrali. La filosofia nel boudoir racconta dell'educazione lasciva di una ragazza privilegiata ai piaceri dell'età adulta.
    Le opere di De Sade contengono descrizioni esplicite e spesso ripetitive di stupri e di diverse perversioni sessuali, molte delle quali prevedono l'uso della violenza e oltrepassano i confini del possibile. Egli disdegnava gli insegnamenti della Chiesa, sostenne l'ateismo e il rigetto di tutte le regole etiche e morali, essendo il piacere il principio più alto.
    Durante il suo periodo di libertà (a partire dal 1790), incontrò Marie-Constance Quesnet, una ragazza-madre della classe operaia; sarebbero restati assieme per il resto della sua vita. De Sade inizialmente si adattò alla nuova situazione politica, seguente alla rivoluzione, e riuscì anche ad ottenere diversi incarichi ufficiali, nonostante le origini nobiliari.
    Sedendo in tribunale, quando i componenti della famiglia della ex-moglie gli si presentarono davanti, li trattò in modo favorevole, anche se questi avevano tramato, anni prima, per farlo imprigionare. Ormai estremamente obeso, venne anche eletto alla Convenzione Nazionale, dove rappresentava l'estrema sinistra.
    Sconvolto dal Regime del Terrore del 1793, scrisse un ammirato elogio di Jean-Paul Marat per assicurarsi la sua posizione. Quindi si dimise dai suoi incarichi, venne accusato di "moderatismo" e fu imprigionato per oltre un anno, riuscendo a malapena a sfuggire alla ghigliottina. Presumibilmente, questo episodio confermò la sua avversione di sempre per la tirannia di stato e in particolar modo per la pena di morte.
    Ormai ridotto in miseria, scrisse il pamphlet Francesi, ancora uno sforzo se volete essere Repubblicani, incluso poi nella Filosofia nel Boudoir nel quale, sulla base del materialismo degli illuministi radicali come Paul Henri Thiry d'Holbach e La Mettrie, sosteneva una provocatoria forma di anarchia repubblicana. In esso dichiarò che le leggi contro il furto sono assurde: proteggono il ladro originale, il benestante, contro il povero che non ha scelta se non quella di rubare. Egli argomenta anche che lo Stato non ha diritto di mettere fuori legge l'omicidio, mentre allo stesso tempo ordina l'uccisione quando giustizia prigionieri o intraprende le guerre.
    Nel 1801 Napoleone Bonaparte ordinò l'arresto dell'anonimo autore di Justine e Juliette. Senza processo, De Sade venne imprigionato nella dura fortezza di Bicêtre. Dopo l'intervento della sua famiglia, venne dichiarato pazzo nel 1803 e trasferito nuovamente nel manicomio di Charenton.
    Alla compagna Constance venne permesso di vivere con lui. Il direttore liberale di Charenton, Abbé de Coulmier gli permise e lo incoraggiò a mettere in scena diverse delle sue commedie, con gli internati come attori, per essere viste dal pubblico parigino. L'opera di Peter Weiss intitolata La persecuzione e l'assassinio di Jean-Paul Marat è un resoconto di fantasia su questo periodo. Il racconto di Coulmier, che approcciava la psicoterapia, si attrasse molte critiche.
    De Sade iniziò una relazione con la dodicenne Madeleine Leclerc a Charenton. Questa relazione durò per quattro anni, fino a quando De Sade morì, in manicomio, nel 1814. Suo figlio maggiore fece bruciare tutti i manoscritti del padre non pubblicati; questi comprendevano anche l'immensa opera in più volumi Les Journees de Florbelle. De Sade venne sepolto a Charenton; il suo cranio venne in seguito rimosso dalla bara per investigazioni scientifiche.
    Simone de Beauvoir ed altri scrittori hanno tentato di individuare tracce di una filosofia radicale della libertà negli scritti di De Sade, filosofia che precederebbe quella dell'esistenzialismo di almeno 150 anni. I surrealisti lo ammirarono come uno dei loro precursori e Guillaume Apollinaire lo definì "lo spirito più libero che sia mai esistito".
    Influenza culturale
    Ritratto immaginario del Marchese de Sade di H. Biberstein in L'Œuvre du marquis de Sade, Guillaume Appolinaire (Edit.), Bibliothèque des Curieux, Parigi, 1912
    Cinema
    La vita e gli scritti di De Sade sono fonte di grande ispirazione per i registi e cineasti. Lista di alcuni film (tralasciando gli innumerevoli a carattere esclusivamente pornografico) basati sulla sua storia e sulle sue opere letterarie:
    Marat/Sade, di Peter Brook (1967), dall'opera teatrale di Peter Weiss
    Justine and Juliet, di Jesús Franco (1968)
    Philosophy in the Boudoir, di Jesús Franco (1969)
    De Sade, di Cy Endfield (1969)
    Eugénie, di Jesús Franco (1970)
    Salò o le 120 giornate di Sodoma, di Pier Paolo Pasolini (1975)
    Amori vizi e depravazioni di Justine, di Chris Boger (1977)
    Marquis, di Henri Xhonneux (1989)
    Così fan tutte, di Tinto Brass (1992)
    Marquis de Sade, di Gwyneth Gibby (1996)
    Sade, di Benoît Jacquot (2000)
    Quills - La penna dello scandalo, di Philip Kaufman (2000)
    Lunacy di Jan Svankmajer
    Fumetti
    Il marchese de Sade è stato il protagonista di un fumetto avventuroso ed erotico italiano, De Sade, pubblicato negli anni settanta dalla Ediperiodici.
    È anche uno dei personaggi della serie a fumetti The Invisibles di Grant Morrison. In particolare, i protagonisti della serie compiono un viaggio "psico-temporale" nella Francia del Terrore allo scopo di riportare con loro nel presente lo spirito di de Sade. Tuttavia, a causa dell'interposizione dei loro nemici rimangono intrappolati in un mondo fittizio in cui le 120 giornate di Sodoma sono la realtà. Alla fine però riescono nel loro intento ed il marchese, ambientato ai giorni nostri, finisce per costruire un colossale accumulatore orgonico grazie a tutte le sue conoscenze nel campo della sessualità distorta.
    Bibliografia
    Altri progetti
    Wikisource
    Commons
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    Collegamenti esterni
    (EN) Cronologia
    Sade: morte dell’erotismo e catechismo del male


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    Portale Letteratura

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