David Bowie (63)

Informazioni di base:

  • Data di nascita: 8 Gennaio 1947
  • Professione: Cantante
  • Luogo di nascita: Brixton
  • Nazione: Gran Bretagna
  • David Bowie in Rete:

  • Sito Ufficiale: Il sito ufficiale di David Bowie
  • Wikipedia: David Bowie su Wikipedia
  • Biografia:

    (estratta da Wikipedia)

    Disambiguazione – Se stai cercando l'album di debutto di David Bowie, vedi David Bowie (album).
    David Bowie (pronunciato /ˈboʊiː/), pseudonimo di David Robert Jones (Brixton, 8 gennaio 1947) è un cantante, polistrumentista e attore britannico. Soprannominato il Duca bianco, attivo dagli anni sessanta, Bowie ha attraversato cinque decadi nella musica rock, reinventando nel tempo il suo stile e la sua immagine. Dal folk all’elettronica, passando attraverso il glam rock, il soul e il krautrock, David Bowie ha lasciato tracce che hanno influenzato molti artisti. Come attore, dopo alcune piccole apparizioni ha avuto un buon successo nel 1976 come protagonista del film di fantascienza L'uomo che cadde sulla Terra di Nicholas Roeg. Tra le sue interpretazioni più note: Furyo (Merry Christmas Mr. Lawrence) di Nagisa Oshima del 1983, Absolute Beginners e Labyrinth del 1986 e Basquiat di Julian Schnabel del 1996 nel quale interpreta il ruolo di Andy Warhol.
    David Bowie è sposato dal 1992 con la modella somala Iman Mohamed Abdulmajid ed ha due figli, Duncan Zowie Haywood (nato nel 1971 dal precedente matrimonio con Mary Angela Barnett) e Alexandria Zahra (nata nel 2000), oltre a Zulekha, nata dal precedente matrimonio di Iman.

    Biografia
    1947/1959: L’infanzia, Terry e l'inizio di tutto
    David Jones nasce a Brixton l’8 gennaio 1947 da Margaret Mary Burns e Haywood Stenton Jones. All'età di sei anni si trasferisce con la famiglia dalla casa natale di Stansfield Road ad una nuova abitazione nel verde sobborgo di Bromley, nel Kent. In quel periodo dall’America stava arrivando una nuova cultura giovanile: «quando ero molto piccolo vidi ballare una mia cugina», raccontò in seguito David, «ballava Hound Dog di Elvis e non l’avevo mai vista alzarsi e dimenarsi a quel modo per nessun altra canzone. Il potere di quella musica mi colpì moltissimo». Comincia così ad ascoltare i dischi di Fats Domino e Little Richard e all’età di 11 anni comincia a frequentare la Bromley Technical School dove coltiva un crescente interesse per il rhythm and blues, lo skiffle e il rock 'n' roll, oltre che per altre forme d'arte. La musica che stava arrivando dagli Stati Uniti deve comunque aver colpito davvero il giovane David a tal punto che, quando un insegnante gli chiese cosa avrebbe voluto fare da grande rispose: «diventare l'Elvis britannico».
    Un ruolo fondamentale nell’educazione musicale di David lo svolge il fratellastro Terry, nato nel 1937 da una precedente relazione della madre. «Terry è stato l’inizio di tutto, per me» raccontò Bowie molti anni dopo al suo primo biografo, George Tremlett. «Leggeva un sacco di scrittori beat e ascoltava jazzisti come John Coltrane e Eric Dolphy... mentre io frequentavo ancora la scuola, lui ogni sabato sera andava in centro a sentire il jazz in diversi locali... si faceva crescere i capelli e, a suo modo, era un ribelle... tutto questo ebbe una grossa influenza su di me». In questo periodo David diventa l’orgoglioso proprietario di un sassofono di plastica bianca col quale cerca di imparare le canzoni di Little Richard e comincia anche a strimpellare l’ukulele e un basso casalingo fabbricato con un manico di scopa e una cassetta da tè di compensato. Nel 1958 canta come corista nella chiesa di St. Mary a Bromley, insieme a George Underwood e Geoffrey MacCormack, che rimarranno suoi amici e diventeranno in seguito suoi collaboratori.
    Per il Natale del 1959, a pochi giorni dal suo tredicesimo compleanno, David riceve in regalo da sua madre il suo primo vero sassofono. Poco dopo comincia a prendere lezioni dal sassofonista jazz Ronnie Ross, che vive poco lontano, a Orpington. In seguito Ross avrebbe eseguito il celebre assolo di sax in Walk on the Wild Side di Lou Reed. «Per me il sassofono rappresentava la beat generation della West Coast», confessò Bowie molti anni dopo. «Quel periodo della cultura americana mi affascinava molto. Quello strumento divenne per me un emblema, un simbolo di libertà». Un’altra esperienza formativa nell’educazione musicale di David è rappresentata da un breve impiego nel negozio di dischi di Vic Furlong a Bromley, durante il quale resta affascinato dalla musica di James Brown, Ray Charles e Jackie Wilson, musicisti che all’epoca sul mercato inglese erano ancora marginali.
    1960/1966: Gli anni pre-Deram
    Nel 1960, all’inizio del suo terzo anno alla Bromley Technical High School, David entra a far parte di un gruppo di studenti interessati all’arte e le sue preferenze creative vengono incoraggiate da un insegnante, il progressista Owen Frampton (padre di Peter). Nel 1962, David e George Underwood (il cui gruppo, George and the Dragons, si stava sciogliendo proprio in quel periodo), discutono con un’altra band scolastica la possibilità di unire le forze. Inizia così l'avventura di David nel mondo della musica.
    Nel 1962, David e George Underwood si unirono ad altri studenti che suonavano in un trio chiamato The Kon-rads. Il gruppo suonava prevalentemente cover di canzoni da classifica e alla lunga questo divenne limitante per la fantasia musicale di David che cominciò a comporre brani originali. É in questo periodo che, durante un litigio a causa di una ragazza, George Underwood colpì David con un pugno all'occhio sinistro causandogli una dilatazione permanente della pupilla (che determinerà in molti l'errata convinzione che Bowie abbia gli occhi di due colori diversi). Nel 1963 David formò The Hooker Brothers, altro gruppo che ebbe vita breve. Dopo alcuni concerti infatti nacquero i King Bees, con cui il cantante (che usava ancora il suo vero nome) incise il suo primo disco in assoluto, Liza Jane. Tuttavia, lo scarso successo del singolo decretò la fine della sua militanza nel gruppo e nell'agosto del 1964 Bowie si unì ai Manish Boys. Durante il 1964 Bowie concesse la sua prima intervista televisiva e all'inizio del 1965 i Manish Boys incisero il singolo I Pity the Fool. Il 45 giri non ricevette beneficio dall'apparizione televisiva né dalla pubblicità che ne era derivata e David si separò dal gruppo. Ad aprile era già alla guida dei Lower Third coi quali pubblicò You've Got a Habit of Leaving e Can't Help Thinking About Me. Nel frattempo, il 17 settembre David Jones aveva adottato definitivamente il nome d'arte David Bowie, per evitare di essere confuso con Davy Jones dei Monkees. I problemi all'interno del gruppo, relativi soprattutto al trattamento preferenziale riservato a David durante la campagna pubblicitaria per il singolo, determinarono una frattura tra lui e i Lower Third. All'inizio del 1966, dopo alcune audizioni nacquero The Buzz con i quali Bowie incise Do Anything You Say e I Dig Everything. Questa volta i singoli vennero distribuito semplicemente a nome David Bowie, evitando così gli equivoci passati a proposito del ruolo degli altri musicisti. Sempre nel 1966, il nuovo manager di David Bowie, Kenneth Pitt, ottenne un contratto con la Deram Records. Tuttavia nei Buzz le cose non andavano bene a causa della nuova direzione narrativa delle canzoni di Bowie e il gruppo si sciolse alla fine dell’anno (lo stesso giorno della pubblicazione del singolo Rubber Band).
    Da Major Tom a Ziggy Stardust
    Dopo l'esordio con un album omonimo che passò quasi inosservato, trovò un primo successo nel 1969 con una canzone che racconta di un astronauta perso nello spazio: Space Oddity, di stampo romantico futurista. Subito dopo però si dedicò a un rock più sgherro, ambiguo e originale mescolando fantascienza, Dylan e Velvet Underground, decadentismo alla Oscar Wilde, rock duro come quello dell'amico Iggy Pop con gli Stooges. Lo chiamarono glam, fu uno dei grandi miti anni Settanta. Bowie ne divenne il sommo sacerdote con la sua stranita aria dichiaratamente bisex e con gli onirici abiti da scena cuciti dalla moglie Angela.
    Dopo un'esperienza all'insegna di un rock duro e superamplificato con solo qualche sprazzo del Bowie che sarà (The Man Who Sold the World, forse il più duro tra i suoi album), la vera esplosione avvenne con Hunky Dory e The Rise and Fall of Ziggy Stardust and the Spiders from Mars che contengono una enorme fetta dei suoi classici, ripetuti in qualunque concerto anche a trent'anni di distanza, da Changes a Starman, da Life on Mars? a Moonage Daydream, da Ziggy Stardust a Andy Warhol (dedicata all'artista e amico Andy Warhol).
    Fra il 1972 e il 1973, nei panni di Ziggy Stardust portò in giro uno show dalle mille meraviglie dove il vero Bowie e la figura teatrale si confondevano tanto da rendere sottilissimo il confine tra realtà e finzione scenica. Vanta numerosissime collaborazioni con i migliori artisti dagli anni '70, come l'amico Iggy Pop, Tina Turner e Queen per gli anni '80, così come i Pet Shop Boys per gli anni a venire. In altre parole il "padre indiscusso del glam-rock", precursore di contaminazioni elettroniche (già presenti suoni campionati in brani come Heroes del 1977).
    Dal "Duca Bianco" alla trilogia di Berlino
    Al ritmo di un disco all'anno, Bowie per parecchi anni nel bene e nel male non si è mai limitato a creare un "marchio Bowie" uguale a se stesso e rassicurante: dalle nostalgie beat con Pin-Ups, agli incubi orwelliani di Diamond Dogs, al R&B bianco con Station to Station e Young Americans, all'electro pop intellettuale che, secondo molti critici, costituirà la fase più creativa della sua carriera fra il 1977 e il 1979, con la cosiddetta trilogia berlinese di Low, "Heroes" e Lodger, album in realtà (salvo il secondo) realizzati solo parzialmente a Berlino, ma comunque fortemente influenzati dalle contaminazioni tra rock ed elettronica di cui erano maestri i Kraftwerk e i Neu!, gruppi entrambi tedeschi.
    Decisivo l'incontro con Brian Eno, altro reduce dal glam-rock dei primi '70 con i Roxy Music del dandy Bryan Ferry. Altrettanto decisivo un successo ormai consolidato che permette all'artista di sperimentare soluzioni nuove senza inseguire il riscontro commerciale. Nel frattempo il personaggio non è più l'androgino Ziggy Stardust ma un thin white duke (smilzo duca bianco) dalle inquietanti suggestioni androgine sotto uno stile musicale esteriormente sempre più macho.
    Dal riflusso degli anni Ottanta agli enigmatici Novanta
    Bowie in un'immagine del 2006
    Con gli Ottanta Bowie investe molto di più nella carriera di attore cinematografico e teatrale e incrementa, sia come numero che come grandiosità, i suoi tour, mentre la produzione discografica si basa per tutto il decennio su un raffinato quanto generico pop, con album che ruotano intorno alla title-track strutturata come hit da massiccia trasmissione radiofonica. Let's dance,China Girl, Loving the alien sono solo alcuni dei successi alimentati dai suggestivi video che li accompagnano. Un fenomeno, quello dei video, che Bowie sfrutta nel modo migliore, da artista a tutto tondo quale si è sempre dimostrato.
    Tornerà la sperimentazione nei quattro diversissimi album degli anni Novanta, col risultato di spicco di Outside (e la creazione di un nuovo, sofisticato alter ego nella figura del detective Nathan Adler) a cui tornerà a collaborare Brian Eno, e un affascinante quanto artisticamente discutibile giocare con le tendenze musicali di fine secolo nella jungle di Earthling, e altri risultati meno brillanti.
    Nel 2004, in seguito ad una operazione al cuore si è ritirato dalle scene, per ricomparire brevemente nel 2006.
    Collaborazioni
    David Bowie ha collaborato, nel 1981 con Freddie Mercury ed i Queen per registrare una versione quasi sconosciuta e inedita del brano "Cool Cat" e per la creazione, di Under pressure nella quale duetta con il leader del famoso gruppo rock inglese (canzone che canterà anche al Freddie Mercury Tribute Concert insieme a Annie Lennox). La canzone inizialmente venne chiamata People on streets e quasi interamente composta dal bassista John Deacon.
    Fra le altre collaborazioni del Duca Bianco vi è anche quella col leader dei Rolling Stones, Mick Jagger. Insieme, nel 1985, a supporto del progetto Live Aid, hanno realizzato una versione della canzone di Marta and the Vandellas Dancing in the street di cui si ricorda il curioso videoclip. Si dice anche che fra le due rockstars, il legame sia stato più che artistico, e che la celebre canzone Angie, che gli Stones realizzarono nel 1973 in controtendenza col loro stile di sempre, sia ispirata ad Angela Bowie, e indirettamente riferita a un'orgia a quattro fra lei, David, Mick e l'allora sua moglie Bianca Pérez Moreno de Macias.
    Curiosità
    La canzone Somebody Up There Likes Me è stata usata nel videogioco GTA: San Andreas
    L'album Hours... nasce con la collaborazione del chitarrista Reeves Gabrels, allora impegnato nella colonna sonora di un videogame (Omikron, The Nomad Soul, 1997), nel quale compare un arrangiamento dei pezzi dell'album e lo stesso Bowie e la moglie Iman come personaggi di contorno.
    La canzone Heroes è utilizzata come colonna sonora, oltre che del celebre film "Christiane F. - Noi, i ragazzi dello zoo di Berlino", del noto programma proposto da Raitre Sfide, che tratta dei grandi successi e miti dello sport;
    La canzone Starman è stata utilizzata come sigla per un noto programma in onda su Italia 1 chiamato Meteore.
    Nel famoso videogioco Metal Gear 3 Snake Eater, ambientato negli anni '60, uno dei personaggi usa inizialmente come nome in codice Major Tom, come il personaggio di Bowie in Space Oddity.
    La canzone Suffragette City è utilizzata nel gioco Driver parallel lines.
    Gli occhi di David Bowie hanno una particolarità molto rara: sembrano di colore diverso, in realtà sono entrambi azzurri, ma nell'occhio sinistro è presente una midriasi permanente, il che fa sembrare quest'occhio di colore più scuro, quasi marrone addirittura, in molte condizioni di luce. La causa di questa particolarità non è certa: si riconduce secondo alcuni, a un colpo all'occhio ricevuto in giovane età, durante una rissa causata da una contesa sentimentale che lo vide protagonista, mentre secondo altri deriverebbe dall'uso di sostanze stupefacenti, il che appare meno probabile, in quanto era già presente prima dell'abuso di sostanze stupefacenti da parte del cantante.
    David Bowie si occupa dagli anni novanta anche di pittura: i suoi quadri vengono esposti in molti musei, soprattutto britannici e statunitensi; è anche fondatore di un'associazione che intende favorire la visibilità di opere di giovani artisti.
    Alla vita di Bowie si ispira l'acclamato film di Todd Haynes Velvet Goldmine, con Jonathan Rhys Meyers, Christian Bale e Ewan McGregor, prodotto da Michael Stipe.
    David appare anche nel film Zoolander come giudice di gara nella sfida a due tra Derek e Hansel.
    A David Bowie è ispirato il personaggio di Caleb Lost nella serie a fumetti Dampyr.
    Il suo nome è stato associato nella metà degli anni Settanta a simpatie verso l'estrema destra; particolarmente controversa fu la sua dichiarazione dove diceva che "alla Gran Bretagna farebbe bene qualche anno di fascismo", dichiarazione mai del tutto smentita. Ugualmente si è cercato in più momenti di avvicinare le idee di Bowie a posizioni politiche diverse, seppure il cantante abbia più di una volta dichiarato che ogni lettura politica delle proprie canzoni e personaggi sia una forzatura.
    Le voci relative alla sua ambiguità sessuale non sono mai state confermate, né smentite.
    Discografia
    Album in studio
    1967 David Bowie
    1969 Space Oddity
    1970 The Man Who Sold the World
    1971 Hunky Dory
    1972 The Rise And Fall Of Ziggy Stardust And The Spiders From Mars
    1973 Aladdin Sane
    1973 Pin-Ups (covers)
    1974 Diamond Dogs
    1975 Young Americans
    1976 Station to Station
    1977 Low
    1977 "Heroes"
    1979 Lodger
    1980 Scary Monsters (and Super Creeps)
    1983 Let's Dance
    1984 Tonight
    1987 Never Let Me Down
    1992 The Buddha of Suburbia
    1993 Black Tie White Noise
    1995 1.Outside
    1997 Earthling
    1999 'hours...'
    2002 Heathen
    2003 Reality

    Tin Machine


    1989 Tin Machine
    1991 Tin Machine II
    1992 Oy Vey Baby - Tin Machine Live (live)
    Colonne sonore
    1981 Christiane F.: Noi, i ragazzi dello zoo di Berlino
    1982 David Bowie In Bertolt Brecht's Baal (EP)
    1982 Cat People (singolo dalla O.S.T. omonima)
    1984 Love You till Tuesday
    1985 This Is Not America (singolo dalla O.S.T. di The Falcon And The Snowman)
    1986 Absolute Beginners (singolo dalla O.S.T. di Absolute Beginners)
    1986 Labyrinth
    1986 When The Wind Blows (singolo dalla O.S.T. di When the Wind Blows)
    1986 Real Cool World (singolo dalla O.S.T. di Fuga dal mondo dei sogni)
    Album live
    1974 David Live
    1978 Stage
    1983 Ziggy Sturdust Live 1973 (The Motion Picture)
    1994 Santa Monica (materiali del 1972)
    2000 Liveandwell.com (materiali del 1997)
    2000 Bowie Live At BBC Radio Theatre
    2008 Live Santa Monica '72
    Compilation
    ChangesOneBowie, 1976
    ChangesTwoBowie, 1981
    Bowie Rare, 1982
    Fame And Fashion, 1984
    Sound + Vision, 1989
    ChangesBowie, 1990
    Early On (1964-66), 1991
    The Singles Collection, 1993
    RarestOneBowie, 1995
    The Deram Anthology, 1997
    The Best Of David Bowie (1969-74), 1997
    The Best Of David Bowie (1974-79), 1998
    Bowie at the Beeb, 2000
    All Saints (Collected Instrumentals 1977-99), 2001
    Best Of Bowie, 2002
    Sound + Vision, (riedizione con 4 cd) 2003
    Club Bowie, (remixes) 2003
    David Bowie The Collection, 2005
    The Platinum Collection, 2006
    Video
    Love You till Tuesday (corto musicale 1969), 1984
    Serious Moonlight (Live in Vancouver 1983), 1984
    Jazzin' For Blue Jean (corto musicale), 1984
    Ricochet (promozionale), 1985
    Glass Spider (Live in Sydney 1987), 1988
    Tin Machine Live at The Docks, 1992
    Ziggy Stardust The Motion Picture (Live in London 1973), 1993
    Black Tie White Noise (promozionale), 1993
    Best Of Bowie (The Best Videoclips), 2002
    A Reality Tour (Live in Dublin 2004), 2004
    Filmografia
    Attore cinematografico
    L'uomo che cadde sulla Terra (The Man Who Fell on Earth) (1976), di Nicolas Roeg
    Gigolò (Schöner Gigolo, Armer Gigolo) (1979), di David Hemmings
    Christiane F.: Noi, i ragazzi dello zoo di Berlino (Christiane F.: Wir Kinder vom Bahnhof Zoo) (1981), di Ulrich Edel
    Miriam si sveglia a mezzanotte (The Hunger) (1983), di Tony Scott
    Furyo (Merry Christmas Mr. Lawrence) (1985), di Nagisa Oshima
    Barbagialla il pirata dei sette mari e mezzo (Yellowbeard) (1983), di Mel Damski
    Jazzin' For Blue Jean (1984), di Julien Temple
    Tutto in una notte (Into The Night) (1985), di John Landis
    Absolute Beginners (1986), di Julien Temple
    Labyrinth - Dove tutto è possibile (Labyrinth) (1986), di Jim Henson
    L'ultima tentazione di Cristo (The Last Temptation of Christ) (1988), di Martin Scorsese
    The Linguini Incident (1991), di Richard Shepard
    Fuoco cammina con me (Twin Peaks - Fire Walks with Me) (1992), di David Lynch
    Basquiat (1996), di Julian Schnabel
    Il mio West (1998), di Giovanni Veronesi
    B.U.S.T.E.D (Everybody Loves Sunshine) (1999), di Andrew Goth
    Mr. Rice’s Secret (2000), di Nicholas Kendall
    Zoolander (2001), di Ben Stiller
    The Prestige (2006), di Christopher Nolan
    Voce narrante
    Omikron: The Nomad Soul (1999), di David Cage - film d’animazione
    The Snowman (1982), di Dianne Jackson - film d’animazione
    Attore televisivo
    The Hunger (1997) - serie TV, dal 1999 al 2000
    Baal (1982), di Alan Clarke - film TV
    Theatre 625: The Pistol Shot (1968) - serie TV
    Attore non accreditato
    The Virgin Soldiers (UK 1969), di John Dexter
    Barbagialla il pirata dei sette mari e mezzo (Yellowbeard, USA, 1983), di Mel Damski
    Note

      ^ . allmusicguide. URL consultato il 04-09-2008.
      ^ David Bowie FAQ. Bowiewonderworld.com. URL consultato il 16-09-2008.
      ^ Maggiori informazioni sul sito BowieArt.

    Bibliografia
    Nicholas Pegg - David Bowie - L'Enciclopedia. Arcana, Roma, 2002.
    David Buckley - Strange Fascination. Virgin Books, Londra, 1999.
    Peter & Leni Gillman - David Robert Jones Alias David Bowie. Sperling & Kupfer, 1989.
    George Tremlett - David Bowie: Living on the Brink. Carroll & Graf, 1997.
    Voci correlate
    Brixton
    Sassofono
    Elenco degli artisti musicali per maggiori vendite
    Celebrità della Hollywood Walk of Fame
    Songwriters Hall of Fame
    Rock and Roll Hall of Fame
    Lista degli artisti esibitisi a Top of the Pops
    Band Aid
    Live Aid
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