Daniele Luttazzi (49)

Informazioni di base:

  • Vero Nome: Daniele Fabbri
  • Data di nascita: 26 Gennaio 1961
  • Professione: Comico
  • Luogo di nascita: Sant'Arcangelo di Romagna (RN)
  • Nazione: Italia
  • Daniele Luttazzi in Rete:

  • Sito Ufficiale: Il sito ufficiale di Daniele Luttazzi
  • Wikipedia: Daniele Luttazzi su Wikipedia
  • Biografia:

    (estratta da Wikipedia)

    Daniele Luttazzi, all'anagrafe Daniele Fabbri (Santarcangelo di Romagna, 26 gennaio 1961), è un attore, scrittore, musicista , giornalista e illustratore italiano. Il suo pseudonimo è un omaggio al musicista e attore Lelio Luttazzi. La comicità di Luttazzi, feroce e insolita, spazia dall'umorismo più surreale alla satira grottesca.
    Luttazzi a Bologna nel 2007

    Primi anni
    Liceo-Ginnasio Statale "Vincenzo Monti" a Cesena, facoltà di medicina all'Università di Modena. Scrive una tesi sperimentale sulla eziopatogenesi autoimmunitaria della gastrite atrofica e la consegna senza discuterla, rifiutando quindi la laurea, per protesta contro le baronie universitarie.
    A 18 anni collabora con il settimanale cattolico riminese Il Ponte, per il quale scrive e disegna la pagina umoristica Freezer. Nel 1987 pubblica alcune vignette sul settimanale satirico Tango ed è uno dei fondatori di Comix.
    Capo scout, dal 1979 al 1981 è nella redazione dei mensili Agesci "Camminiamo insieme" (rover e scolte) e "Giochiamo" (lupetti e coccinelle). Per questa rivista scrive e disegna il fumetto "Le avventure dei Pezzati", che al secondo anno verrà sospeso dalle gerarchie perché giudicato poco ortodosso.
    Nel 1980, a 19 anni, si fa eleggere consigliere comunale a Santarcangelo di Romagna nelle file della Democrazia Cristiana per far chiudere una fogna a cielo aperto in una frazione del paese. Dopo due anni, risolto il problema, si dimette.
    Gli esordi (1988-1989)
    Nel 1988 comincia a scrivere e a recitare in teatro monologhi comici.
    Nel maggio del 1989 vince il concorso per giovani comici La Zanzara d’oro.Partecipa quindi alla rassegna Riso in Italy al teatro Sistina di Roma: in giuria, Renzo Arbore, che la settimana seguente lo fa esordire nel programma televisivo D.O.C. (RaiDue). Per tutta l'estate è l'opinionista comico del "Maurizio Costanzo Show".
    In autunno viene scritturato dalla Rai per Fate il vostro gioco (1989, Rai Due). Durante le prove generali fa una battuta su "una nuova tortura pedofila che comporta l'iscrizione al partito socialista" e viene fatto sparire dal programma (si era in piena epoca craxiana). È l'inizio della sua prima epurazione televisiva dalla Rai, che terminerà nel 1994 con Magazine3 (RaiTre).
    Stessa sorte, sempre nel 1989, per gli sketch Marzullo intervista Hitler e Marzullo intervista Gesù, registrati per il programma Banane (Telemontecarlo). Il produttore Sandro Parenzo vede gli sketch e ne proibisce la messa in onda. I testi degli sketch verranno poi pubblicati nel libro Adenoidi.
    In estate viene scritturato di nuovo al Costanzo Show, ma abbandona il programma dopo la prima puntata in polemica con la "tv del dolore" inaugurata quella sera da Costanzo.
    1990-1994
    Porta in scena il monologo Chi ha paura di Daniele Luttazzi? (1991).
    Nel 1992 scrive e interpreta per RadioDue Onde comiche ovvero Fate entrare i cavalli vuoti, 12 puntate di un varietà surreale in cui, unico protagonista, ogni domenica mattina dalle 11 a mezzogiorno racconta le sue avventure nella landa di Lectric Combo, intervallando gli eccentrici monologhi con un repertorio musicale eterogeneo, da Battisti a John Zorn.
    Nel 1993 traduce #$@&! - L'antologia di Lloyd Llewellyn, il fumetto cult-capolavoro underground di Daniel Clowes per le Edizioni Telemaco di Daniele Brolli.
    Nel 1994 pubblica una parodia del bestseller di Susanna Tamaro "Va' dove ti porta il cuore" intitolata "Va' dove ti porta il clito", per il quale riceve il "Premio di satira politica Forte dei Marmi". La Tamaro gli fa causa per plagio. In favore di Luttazzi si pronunciano Maria Corti e Guido Almansi. Luttazzi vince la causa: il libro di Luttazzi ricorda l'originale perché ne è la parodia, motiva il giudice nella sentenza. La Tamaro fa ricorso e perde di nuovo. Dalla parodia, Luttazzi ricava il monologo teatrale omonimo.
    I primi successi
    Il grande pubblico comincia a conoscerlo nella stagione 1994-'95 sulla Rai Tre di Guglielmi, dove è co-autore e interprete del programma Magazine 3, assieme a Gloria De Antoni e Oreste De Fornari. Luttazzi cura le rubriche Sesso con Luttazzi, La Piccola Biblioteca, e La cartolina di Luttazzi. I testi verranno riportati nei bestseller Sesso con Luttazzi (da cui è tratto l'omonimo spettacolo teatrale, 1994) e Adenoidi.
    La popolarità di Luttazzi viene definitivamente consacrata dai personaggi proposti a Mai dire gol nel 1996 e nel 1997: Panfilo Maria Lippi, il prof. Fontecedro e Luisella. I testi dei tre personaggi sono riportati nei libri Tabloid e Cosmico!.
    Il personaggio Panfilo Maria Lippi è una parodia tagliente del giornalismo italiano. Celebre la frase con cui apriva sempre i suoi TG: «Questa edizione del telegiornale andrà in onda in forma ridotta per venire incontro alle vostre capacità mentali». Aldo Grasso, critico tv del Corriere della Sera, omaggia questa creazione di Luttazzi intervenendo in uno sketch nei panni di Dingo, l'amico invisibile di Panfilo.
    Il professor Fontecedro, docente universitario freak a Palo Alto, attacca invece la riforma scolastica di Berlinguer, ministro nel primo governo Prodi. Il tormentone di Fontecedro, «Cosmico!», si diffonde tra gli studenti italiani, di cui Fontecedro diventa il paladino. Fontecedro alimenta il culto interpretando una "moda" effettivamente diffusa tra i giovani californiani: quella di leccare una particolare specie di rospo, il bufo alvarius, che trasuda dalla pelle la bufotenina, una sostanza allucinogena.
    Luisella Gori è invece la tipica annunciatrice Mediaset: per crearla Luttazzi si ispira a Gabriella Golia. I programmi televisivi che annuncia hanno un tratto surreale: "Domenica, Rete4. La Santa Messa. La trama, ingenua, è un pretesto per far cantare i fedeli."
    Barracuda: l'esordio come conduttore
    La prima trasmissione televisiva tutta sua è Barracuda, andata in onda nel 1998 su Italia 1. Con questo varietà, Luttazzi introduce in Italia il genere del talk-show notturno inventato in America negli anni cinquanta da Steve Allen e che oggi ha fra i suoi epigoni maggiori David Letterman e Jay Leno.
    Il programma subisce una censura già nella prima intervista (a Claudio Martelli). La produttrice Fatma Ruffini taglia in fase di montaggio il punto in cui Martelli dice: "Berlusconi non è un politico, è un piazzista". Luttazzi a quel punto vuole lasciare il programma, ma la penale miliardaria prevista nel contratto lo costringe a continuare.
    Pubblicità Telecom
    Nel 2000,Telecom vara il nuovo servizio 187 e ingaggia Luttazzi come testimonial per la campagna pubblicitaria. Inizialmente il contratto è di un mese, ma lo spot ha un tale successo che il contratto viene rinnovato per due anni. Registi degli spot sono Riccardo Milani e Marcello Cesena.
    Nel 2001, però, Berlusconi entra in Telecom con una piccola quota azionaria. Luttazzi, che nel frattempo ha condotto Satyricon, viene pagato come da contratto, ma non può più girare spot per la Telecom.
    Satyricon
    Con Satyricon (2001) Luttazzi ripropone il talk-show all'americana nella RaiDue di Carlo Freccero. Le polemiche si susseguono a partire dalla prima puntata, per culminare nella interruzione dopo l'intervista sul libro "L'odore dei soldi" a un allora sconosciuto Marco Travaglio. Il programma termina alla dodicesima puntata. L'anno seguente, l'editto bulgaro del presidente del consiglio Silvio Berlusconi unisce Luttazzi a Biagi e Santoro nella lista degli indesiderati. Da allora, la Rai non ha più dato spazio al talk-show di Luttazzi.
    2002
    Luttazzi torna a teatro col monologo Satyricon, ottenendo un enorme successo. In alcune regioni italiane, come in Puglia, Lombardia e Veneto, i teatri subiscono pressioni politiche per cancellare gli spettacoli di Luttazzi; a Cagliari Mauro Meli, sovrintendente della Fondazione Teatro Lirico, e il presidente nonché sindaco Emilio Floris cercano di impedire la serata.
    Nella primavera 2002, Luttazzi pubblica Benvenuti in Italia, una antologia degli ultimi canovacci teatrali più alcuni racconti. Tra questi c'è Il circo Marx: «Nella Francia imperiale erano stati autorizzati solo otto teatri con rappresentazioni classiche inoffensive, e gli altri spazi dovettero chiudere oppure presentare spettacoli messi in scena da clown. Nel mio Circo ci sono Fassino, Rutelli, D'Alema, Bertinotti e altri, mentre l'imperatore fa quello che vuole», spiega Luttazzi.
    Luttazzi scrive la canzone Sometimes, cantata da Ada Montellanico nel cd Suoni Modulanti.
    Pubblica la raccolta di illustrazioni Capolavori.
    2003
    Nella stagione 2002-3 porta in scena il monologo satirico Adenoidi, dedicato principalmente al fenomeno Berlusconi.
    Il 10 novembre è ospite di Pippo Baudo in un programma sulla censura. Baudo lo intervista, ma al montaggio taglia le battute più caustiche. Luttazzi ricorda: «Ai giornalisti fu anche detto che ero stato presente al montaggio. Falso. Il giorno dopo ci fu la strage di Nassiriya, ci misi quattro giorni per far passare sulle agenzie di stampa la denuncia dei tagli subiti. Ma Baudo rimase zitto». Il critico Sebastiano Messina attacca Luttazzi, sostenendo che si sia autocensurato per convenienza; Luttazzi risponde definendo Messina «incompetente»: «La logica e la deontologia, a questo punto, imporrebbero la rimozione del critico cieco. Finché questo non accadrà, a Repubblica avranno una rubrica scadente di recensioni tv».Qualche tempo dopo, a Messina subentra Antonio Dipollina.
    Il 24 novembre 2003 la compagnia dell'Archivolto mette in scena a Genova la lettura dei Dialoghi platonici; tra essi c'è anche il racconto Stanotte e per sempre, la cui rappresentazione viene descritta in modo inesatto dalla stampa, ingannata da un'agenzia ANSA secondo cui Luttazzi in scena vestito da Andreotti sodomizzava il cadavere di Aldo Moro. Nulla di vero, ma sorgono nuove polemiche, tra cui le richieste di censura da parte di politici di destra e sinistra. L'esperta di satira latina Margherita Rubino, che ha visto lo spettacolo, si schiera in favore di Luttazzi. Luttazzi mostra ai probiviri dell'Ordine della stampa il video della serata e le denunce cadono.
    2004
    Nel 2004 Luttazzi decide di terminare la sua collaborazione con la rivista Rolling Stone, «a causa di un'intervista-marchetta a Carlo Rossella» fatta dal direttore Carlo Antonelli. Quel numero del periodico era contro la guerra di Bush, ma nell'intervista a Rossella, il quale passò all'ambasciata americana a Roma il falso dossier sulle armi di distruzione di massa in Iraq con cui venne giustificata la guerra, le domande vertevano su argomenti irrilevanti tipo «qual era il suo gruppo musicale preferito negli anni '60?».
    Giuliano Ferrara gli offre una rubrica su il Foglio, in cui poter scrivere con piena libertà, ma Luttazzi rifiuta «perché il contesto è importante, e io sul Foglio non voglio comparire».
    La Bompiani pubblica la sua nuova traduzione, integrale e fedele, dei classici di Woody Allen: Rivincite, Senza Piume, Effetti Collaterali.
    Nella stagione 2004-2005 porta nei teatri Bollito misto con mostarda, spettacolo di satira di attualità. Nell'anteprima per il mensile MAXIM (novembre 2004) dichiara: «Commenterò quello che sta capitando in Italia e nel mondo: guerra, terrorismo, religione e ciò che succede quando la politica è in mano a reazionari del calibro di Bush, Blair e Berlusconi. I quali si stanno dando un gran daffare per risolvere la guerra in Iraq. O almeno, il gran daffare di chi se ne sbatte delle sorti del mondo».
    2005
    Il 21 gennaio 2005 pubblica il suo primo album musicale, Money for Dope (EMI). Si tratta di un musical elegiaco, composto da dieci pezzi scritti da Luttazzi nell'arco di vent'anni, e arrangiati dal jazzista e direttore d'orchestra Massimo Nunzi. Il disco narra la storia di un'amica morta per overdose e contiene sia aspetti tragici, sia momenti buffi ed ironici.
    Nel 2005, per la rivista MicroMega, intervista diversi autori satirici italiani, ponendo loro domande sulla satira. Fra questi Stefano Benni, Sergio Saviane, Riccardo Mannelli.
    Nella primavera 2005 esce il libro Bollito misto con mostarda, che contiene i testi dello spettacolo e altri inediti.
    Il 4 ottobre 2005 il suo sito ufficiale si arricchisce di blog e podcast mp3.
    Viene invitato da Adriano Celentano nel programma Rockpolitik, assieme a Biagi e Michele Santoro. Luttazzi e Biagi declinano l'invito.
    2006
    Il 12 gennaio 2006 "chiude" il suo blog, tornando ad una pubblicazione poco frequente e disabilitando la possibilità di inserire commenti. Lo scopo è di evitare le derive populistiche che, secondo Luttazzi, la forma di comunicazione del blog favorisce.
    Nella stagione 2005-2006 è in teatro con lo spettacolo Come uccidere causando inutili sofferenze, in cui immagina di essere inviato dal governo in missione in Iraq ad allietare le truppe italiane con una compagnia di varietà.
    L'ultima data del tour, il 24 novembre 2006 al Palalottomatica di Roma, fa il tutto esaurito con 7000 spettatori. Nel bis, Luttazzi anticipa alcuni temi del monologo successivo (Barracuda 2007) con una satira del governo Prodi. Precisando di aver votato Ulivo «perché avevo presente la squallida alternativa», Luttazzi critica con le sue battute la scelta di Clemente Mastella come ministro della giustizia, la disattesa cancellazione delle leggi vergogna, della legge 30 e del D.P.R. n. 309/1990 (la cosiddetta legge Fini), stigmatizza l'indulto esteso ai reati finanziari e ai grandi crimini, la proposta di legge Gentiloni che non consente la nascita del terzo polo televisivo, e altri aspetti. Luttazzi è però a favore della legge finanziaria, di cui illustra alcune misure, spiegando perché le ritiene efficaci per il risanamento economico.
    2007
    Daniele Luttazzi a Roma
    In anteprima dal 10 novembre 2006 a Conegliano, e in prima nazionale il 26 gennaio a Bologna, Luttazzi debutta con Barracuda 2007.
    A febbraio esce il secondo disco, School Is Boring. Dieci ritratti femminili condensati in canzoni insolite, composte fra il 1979 e il 2005. Il disco viene distribuito inizialmente solo su internet: dal 15 giugno ne viene commercializzata una versione su cd (Edel).
    Riguardo al rientro in RAI, Luttazzi esprime forti dubbi. «Hanno messo presidente Petruccioli, direttore Cappon, vicedirettore Leone. All'epoca di Satyricon si espressero tutti e tre in maniera fortemente critica. Secondo loro era l'emblema del peggio che poteva essere fatto in tv.»
    Nell'ottobre del 2006, SKY gli offre uno spazio nel nuovo canale comedy: quando Luttazzi espone l'idea di un un tg satirico, SKY propone subito delle modifiche che ne edulcorano il contenuto. Luttazzi li congeda.
    Nel dicembre del 2006 Pippo Baudo chiede a Luttazzi di presentare con lui il Festival di Sanremo 2007. Luttazzi rifiuta. Scrive L'Espresso: "Stava per finire l'esilio forzato dalla RAI di Daniele Luttazzi, in vigore dall'aprile 2002 (dopo l'editto di Sofia di Berlusconi). Stava per: e invece no. Due settimane fa Pippo Baudo telefona a Luisa Pistoia, la ex manager dell'autore satirico per dirle: «Voglio Luttazzi con me a Sanremo». Al Festival 2007, che aprirà il 27 febbraio. La ex manager, molto sorpresa, informa subito Luttazzi. Il quale le risponde senza esitazioni: «Di’ pure a Baudo che non mi interessa». Trovare un artista italiano che rifiuti Sanremo è più raro che incontrare sant’Orsola a Gomorra. Perché Luttazzi (che di recente ha rotto una trattativa con Sky) ha snobbato Baudo? «Perché non c’entro niente con Sanremo», risponde: «Non è il mio contesto. Io faccio satira vera, parlo di politica, religione, sesso e morte. Cosa ci farei lì?». Magari solo per il gusto di veder finire l'embargo RAI. «Capisco la motivazione dell'invito di Baudo. Ma non mi interessa fare la scimmietta del circo».
    Nel luglio del 2007 il direttore di La7 Antonio Campo Dall'Orto annuncia: «Ah, a proposito, non lo sanno neanche i miei dirigenti che sono qui, perché non ho avuto nemmeno il tempo di comunicarglielo, ma dal prossimo autunno Daniele Luttazzi torna in tv e torna da noi» e aggiunge: «Si tratta di dieci appuntamenti in seconda serata dove Daniele sarà libero di poter dire e fare quello che vorrà. La nostra è una televisione che per certi versi definirei anarchica dove però ognuno deve prendersi le proprie responsabilità sia per quello che dice sia per quello che fa. Ero certo che Luttazzi dovesse tornare in televisione e per molti anni mi sono chiesto come mai non accadesse. A me Luttazzi fa ridere, mi diverte e trovo che uno come lui non possa mancare dall’etere italiano» (...) «Per quanto riguarda le querele ne abbiamo già prese anche con altri programmi e, peraltro, ne siamo sempre usciti vincitori. Luttazzi non è un matto e sa perfettamente come comportarsi».
    Il varietà satirico Decameron va in onda nella seconda serata del sabato sera, dal 3 novembre e tratta, come recita il titolo, di "politica, sesso, religione e morte". È un programma innovativo di satira abrasiva a tutto campo, contro i sotterfugi del governo Prodi, contro il PD, contro la destra berlusconiana, contro la sinistra che vota per rifinanziare le missioni di guerra, contro le ingerenze e i privilegi della Chiesa e contro i pregiudizi dei benpensanti. Al pubblico piace: in una fascia oraria in cui gli ascolti di La7 hanno uno share dello 0,9%, le prime due puntate toccano punte di due milioni e mezzo di spettatori, con uno share del 6,2%. Corriere, Repubblica e Giornale attaccano il programma, definendolo riduttivamente una congerie di insulti. il manifesto e altri periodici di sinistra ne scrivono invece con entusiasmo.
    Il programma viene sospeso sabato 8 dicembre 2007, prima della messa in onda della sesta puntata, che avrebbe dovuto trattare dell'ultima enciclica promulgata da papa Benedetto XVI. La7 sospende il programma per una battuta contro Giuliano Ferrara, ritenuta offensiva e lesiva del giornalista, uno dei volti più noti della rete. Riprendendo un famoso monologo del comico statunitense Bill Hicks che imitava il giornalista neo-con antiabortista guerrafondaio Rush Limbaugh (di cui Giuliano Ferrara, per Luttazzi, è la versione italiana), nella quinta puntata Luttazzi pronuncia questa battuta satirica:
    Per il direttore de La7 un insulto a Giuliano Ferrara, ma Ferrara ammette che quella di Luttazzi è una battuta satirica. Secondo Luttazzi, quindi, avrebbe ragione Dario Fo, quando sostiene che la sospensione del programma sarebbe invece dovuta al monologo della sesta puntata sulla enciclica papale Spe Salvi. L'attore ritiene infatti pretestuoso il motivo addotto dalla direzione della rete e nota che il suo contratto con La7 impediva la sospensione del programma.
    Dopo la sospensione, Telecom fa causa a Luttazzi. Luttazzi rivela che, mentre era in corso il montaggio della sesta puntata, alcuni funzionari di La7 sono entrati nello studio per impedirgli fisicamente di proseguire il lavoro. Luttazzi ottiene il sequestro probatorio di tutto il materiale registrato.
    Opere
    Adenoidi
    Adenoidi raccoglie testi di monologhi, sketch televisivi, racconti e articoli di rivista scritti dal 1988 al 1994.
    Il titolo è un riferimento alla prima epurazione dalla televisione subita da Luttazzi nel 1989. Le adenoidi sono delle ghiandole linfatiche che una volta, quando si infiammavano, venivano asportate; il titolo perciò è una metafora dei monologhi: «quando sono infiammati vengono asportati dalla televisione. Diciamo che Adenoidi è un monologo sulla libertà di espressione».
    Aldo Grasso del Corriere della Sera cita il libro come esempio di «raro acume e amara comicità».
    Sesso con Luttazzi
    Nella stagione 2003-4, Luttazzi ripropone una versione aggiornata del suo spettacolo Sesso con Luttazzi. Lo fa ogni 5 anni («cioè ogni volta che faccio sesso»), con l'obiettivo primario di «divertire e informare».
    Secondo le intenzioni dell'autore, è uno spettacolo scientifico e pedagogico; ha una struttura catechistica, con domande e risposte sul sesso; le risposte sono comiche, ma vere; il pubblico si diverte, ma impara. L'impianto scenico e la struttura sono una parodia della messa cattolica; c'è infatti ad un certo punto un riferimento all'innalzamento del sangue mestruale, dove Luttazzi recita delle frasi di Virgilio in latino.
    Intervistato sul collegamento tra sesso e libertà da Enzo Mangini, sul settimanale Carta, Luttazzi ha spiegato: «Il collegamento è enorme e lo tracciava Michel Foucault già negli anni sessanta. Il potere religioso e quello economico usano da sempre il sesso per controllare le persone. È ovvio che la liberazione personale passa da quella sessuale, perché il sesso determina non dico ogni secondo, ma quasi, della nostra esistenza. Non vorrei esagerare con una visione sessocentrica, ma di fatto questo è: siamo dominati da pulsioni di cui non ci rendiamo conto e che non controlliamo. Invece, il potere economico, con la pubblicità, e le chiese, con i divieti morali, le usano. Dominano il desiderio: creano dei desideri artificiali, che tu non sapevi di avere (la vita lussuosa, la vita eterna) e ti propongono delle soluzioni altrettanto artificiali, che non corrispondono alla realtà. È faticoso informarsi, è faticoso essere indipendenti. Da soli si può fare ben poco, bisogna unirsi e provare a diffondere la consapevolezza di esigenze vere».
    Ogni 5 anni lo spettacolo viene aggiornato per tenere conto dei cambiamenti delle generazioni. «La prima versione poneva le fondamenta di un discorso di liberazione sessuale di cui tutti, credo, abbiamo bisogno. Esplorava gli aspetti più meccanici della sessualità, che vengono normalmente trascurati, come certe posizioni o il punto G maschile, del quale sono stato il primo a parlare». L'ultima versione tiene conto inoltre di novità come il Viagra, il gel vaginale o delle quattordicenni disinibite e della nuova visione del matrimonio: «Si è evoluta anche la consapevolezza di quanto il matrimonio sia legato alla cultura e non alla natura. Una coppia su tre dopo dieci anni sceglie il divorzio: se capitasse a un'auto, il modello verrebbe ritirato dal mercato». Si parla anche di tematiche legate alla meccanica e alla fisiologia, alla convivenza e ai sentimenti, agli aspetti medici e alla prevenzione».
    Tabloid e Panfilo
    Il monologo teatrale contiene molte battute mai viste a "MaidireGol": o perché la Gialappa's poneva il veto, oppure perché non si prestavano al mezzo televisivo. «Col pubblico televisivo l'approccio è senz'altro diverso, perché la televisione è un mezzo grossolano e l'ironia, per esempio, non passa o passa parecchio inosservata. E quindi devi ricorrere solamente ad effetti di massa, all'equivalente retorico della "esplosione": devono essere battute secche e molto evidenti. A teatro invece e sulla pagina scritta puoi permetterti cose più sottili: la satira, l'ironia, le assurdità un po' particolari che in televisione non vengono accettate. »
    Capolavori
    Qui Luttazzi disegna una teoria di personaggi, cui associa un breve racconto umoristico. Usa diversi stili, da quello cartoon anni cinquanta a quello realistico. Intervistato sul significato del libro, Luttazzi risponde: «Il mio ideale è sempre stato quello di scrivere libri brevi e divertenti che possano essere capiti da tutti, anche da Gasparri».
    Adenoidi 2003
    La prima parte dello spettacolo tratta temi dell'attualità, la seconda è una parte autobiografica: «racconta di come una certa educazione cattolica possa complicare i rapporti con l'altro sesso». Nella parte sull'attualità, si occupa ampiamente del governo Berlusconi col concetto di Golpe al rallentatore, e delle anomalie della televisione italiana, con lo sketch sui cinque tabù della RAI.
    Lo spettacolo contiene anche il già citato monologo Adenoidi, «il primissimo monologo: lo ripropongo perché risale alla prima epurazione dalla Rai, nel 1988, cosa che si è ripetuta. Lo metto come segno di buon auspicio».
    Traduzioni di Woody Allen
    Una nuova traduzione, completa e fedele, dei classici di Woody Allen: Rivincite, Senza Piume, Effetti Collaterali. Le precedenti traduzioni, pubblicate trent'anni prima, erano una versione addomesticata, per avvicinare il mondo surreale di Allen ai gusti del pubblico italiano, abituato alla comicità televisiva di Gino Bramieri.
    Per catturare in pieno lo spirito di Allen, è necessario «avere dimestichezza con il mondo dell'autore. Woody Allen non nasce dal nulla, si riferisce ad una tradizione umoristica ebraico newyorkese che bisogna conoscere per capire sia le novità che gli apporta sia gli omaggi che lui gli tributa. Penso a Bob Hope - che non era ebreo, ma lo erano tutti i suoi autori -, penso a tutti gli autori televisivi con cui Allen collaborò ad inizio carriera, negli anni '50: Neil e Danny Simon, Mel Brooks, Larry Gelbart, sceneggiatore di Mash. (...) Inoltre molte delle sue battute contengono termini yiddish. Trent’anni fa non c’erano vocabolari yiddish, oggi io, a casa, ne ho cinque! Inevitabilmente il mio compito è molto più facilitato dalla conoscenza maturata nel tempo.»
    Nelle precedenti traduzioni, le battute più scabrose o surreali erano state annacquate, sostituite con giochi di parole (una tecnica che Allen non ha mai utilizzato), o eliminate del tutto, quando addirittura non sostituite da battute inventate di sana pianta dai traduttori. Inoltre due interi racconti non erano stati neanche tradotti (Origini dello slang e Memorie del sovrappeso).
    Bollito misto con mostarda
    Bollito misto è il terzo monologo della trilogia dedicata a Berlusconi. Il primo era Satyricon, che si occupava dell'ascesa al potere; poi Adenoidi, che parlava della presa del potere e infine Bollito Misto, che narra la fase di decadenza dell'impero», perché spiega Luttazzi «storicamente si sa che quando un impero raggiunge il suo acme in realtà è già cominciata la fase di decadenza. Per fortuna – ironizza – Berlusconi non legge i libri di storia, tant’è vero che è convinto che Romolo avesse un fratello di nome Remolo». Anche questo spettacolo viene rifiutato da alcuni gestori teatrali, come al teatro Olimpico. Luttazzi si affitta da solo l'Auditorium per due giorni e fa il tutto esaurito.
    Durante la tournée lo spettacolo viene costantemente aggiornato in base agli avvenimenti d'attualità; ad esempio la prima a Roma capitò lo stesso giorno dell'elezione di Ratzinger, al che Luttazzi esordì con un profetico: «Eletto il nuovo papa. È il cardinal Ratzinger. Subito condannato di nuovo Galileo»; seguirono altri 10 minuti di battute sul tema, fra cui: «Ratzinger ha invitato i giovani a praticare la castità. Se funziona con loro, poi proverà con i preti».
    Il monologo si serve della parola tecnica e scientifica (prevalente quella anatomico-biologica, derivata dagli studi in medicina) per mantenere elevato il livello del gioco linguistico, per dare alla materia corporea e corporale tutta la dignità artistica e creativa che merita.
    Il titolo si riferisce metaforicamente a un piatto invernale, come invernale è la satira. La mostarda allude inoltre al gas mostarda usato nella Prima guerra mondiale. Lo spettacolo termina elevando la ferocia satirica al piano della poesia col remake virtuosistico di una gag classica e impervia: Jerry Lewis e la sua macchina per scrivere.
    Il monologo è solo una piccola parte del libro omonimo, che è diviso in tre sezioni: la prima, surreale, vede Luttazzi in missione in Iraq ( ne ricaverà il monologo "Come uccidere causando inutili sofferenze" ); la seconda, satirica, espande i temi politici e religiosi del monologo Bollito misto; la terza infine è una fantasia grottesca che coinvolge vari divi del jet set internazionale invitati al matrimonio di Madonna (di questa, il racconto spiega il passaggio dal libro Sex all'ebraismo).
    Come uccidere causando inutili sofferenze
    Luttazzi immagina di essere inviato dal governo in missione in Iraq ad allietare le truppe italiane, «perché sono lì che credono di essere in missione di pace ma quando gli sparano addosso si avviliscono».
    Luttazzi racconta tappa dopo tappa tutto quello che succede da Nassiria risalendo il Tigri e l'Eufrate fino a Mosul e a Tikrit. I particolari del viaggio sono tutti veri: Luttazzi impiega un anno e mezzo per scriverlo, attingendo informazioni da un amico che fa l'istruttore dei reparti scelti a Nassiriya e che gli mostra filmati inediti..
    La "commedia" sussiste invece nelle interazioni con gli altri personaggi. Il tema è satirico ma diversamente dagli ultimi suoi spettacoli il trattamento è comico surreale, i toni sono quelli di una farsa grottesca: «affronto delle bugie per le quali la gente sta morendo». «Cronaca, satira, trovate surreali e rimandi all'attualità si incrociano secondo una tecnica nuova e stimolante per il pubblico». «La novità qui però è il modo in cui utilizzo la satira e si ride in modo molto comico. Adesso sono concentrato unicamente sulla guerra, mentre nei monologhi precedenti io usavo la satira "secca". Faccio un esempio. Nel caso Unipol, se Fassino diceva una cosa, io la commentavo e poi ci facevo su della satira. Ma c'è un altro modo che è più surreale, quello in cui il giudizio arriva in un secondo momento. »
    Barracuda 2007
    In anteprima dal 10 novembre 2006 a Conegliano, e in prima nazionale il 26 gennaio a Bologna, Luttazzi debutta con Barracuda 2007, un monologo del 1999, ma al solito completamente rivisto e aggiornato. La prima parte è più surreale e comprende la versione aggiornata di Barracuda. La seconda parte, più satirica, si occupa dell'attualità.
    «Cercherò anche di affrontare il clima culturale». Cioè? «Visto che gli italiani amano informarsi e divertirsi guardando la tv, è importante vedere come mai in questi cinque anni abbia preso piede la strana figura del presentatore paraculo. Analizzerò i vari casi di paraculismo italiano».
    Nello slogan di presentazione, Luttazzi dissuade chi potrebbe andare allo spettacolo casualmente senza sapere a cosa va incontro: «Prepariamoci a un Luttazzi più che mai scorretto, efferato, estremo nelle provocazioni, persino abominevole». Spiega Luttazzi che «occorre essere preparati ad un certo tipo di umorismo, avere la mente elastica, aperta. Cerco di offrire una serata di intrattenimento puro, ma moderno, non legato ai vecchi schemi della comicità che imperano tuttora in televisione».
    Decameron
    Il 14 novembre 2008 debutta al Gran Teatro di Roma il monologo "Decameron", due ore di "satira incandescente contro la politica reazionaria del governo Berlusconi, contro l'opposizione molle del PD, contro l'oscurantismo del Vaticano e contro il potere della Satira." ; Luttazzi lo definisce "un antidoto alla comicità tranquilla che la tv commerciale e la Rai hanno ormai imposto agli italiani come modello, la comicità che ha lo scopo di rassicurare e intontire con i suoi parossismi prevedibilissimi. Tutta merda che mi sono già mangiato da un pezzo."
    Pensieri, idee, opinioni
    La battuta
    Milton Berle
    Luttazzi sottolinea come una battuta comica condivida con la poesia alcune regole: ad esempio la brevità (di cui parlava Shakespeare nell' Amleto: «Brevity is the soul of wit»), l'esattezza dei termini ( di cui si raccomandava Pascoli) e il ritmo (sulla cui importanza Luttazzi ama citare un esperimento del comico Milton Berle) . Quanto ai significati, ogni battuta suscita la risata perché contiene una piccola verità umana. La deontologia del comico, secondo Luttazzi, consiste nel dire battute che fanno ridere l'autore. «Quando una battuta mi fa molto ridere, ha una piccola verità che io devo rispettare. E allora dico la battuta perché sono convinto che nel tempo mi persuaderà nella sua verità».
    L'evoluzione del gusto comico
    Come per tutta l'arte, anche il gusto per la comicità è legato alla cultura e soggetto quindi a una evoluzione. «Uno scrittore di aforismi del Settecento, Georg Lichtenberg diceva che "più si conosce l'umorismo, più si diventa esigenti in finezza". Questo vale per l'autore comico, ma anche per il pubblico.
    Luttazzi fa un paragone pittorico, «è come se il pubblico fosse ancora fermo a De Pisis: tu gli fai una battuta che sembra Klee, e loro non l'apprezzano.». «C'è una tradizione comica, quindi il pubblico magari è ancora fermo, non so, a Walter Chiari, e tu fai battute tipo: "che sapore ha un feto appena abortito? Pollo crudo". » «"Recentemente, a Napoli ho riproposto la battuta sul feto. Gelo. “Eh, ma non fa ridere”, dicevano. “No, vi assicuro che fa molto ridere. Non fa ridere voi, perché dovete ancora fare un percorso. Io quel percorso l'ho già fatto. Fra vent’anni vi farà molto ridere, fidatevi”».
    L'arte educa all'arte. «Per esempio: dieci anni fa io facevo Magazine 3, quindi Sesso con Luttazzi in televisione. Tu vedi adesso le cose, come dicevi tu, in quel programma di RaiSatExtra ed è perfettamente comprensibile. All'epoca mi davano del matto. Dice non è possibile far vedere in televisione tu che mangi su una tartina dello sperma o che bevi una caraffa di mestruo. Adesso, sulla scorta di altre cose che vengono dall'America, dall'Inghilterra e da altri paesi, sembra normale. Noi lo facevamo in Italia già dieci anni fa. Ma io lo facevo perché avevo letto Frigidaire, per esempio. Per dire e per tornare al discorso di prima. Perché attingevo a una creatività che era veramente nuova e che insegnava al resto del mondo a fare certe cose.»
    La satira
    La satira è una forma libera del teatro che storicamente e culturalmente, ricorda Luttazzi," risponde ad un'esigenza dello spirito umano: l'oscillazione fra sacro e profano".
    La satira, dice Luttazzi, si occupa da sempre di temi rilevanti, principalmente la politica, la religione, il sesso e la morte, e su questi propone punti di vista alternativi, e attraverso la risata veicola delle piccole verità, semina dubbi, smaschera ipocrisie e attacca i pregiudizi.
    Per Luttazzi, "la satira è un punto di vista e un po' di memoria". Questo, assieme ai temi rilevanti che affronta, la distingue dalla comicità e dallo sfottò, nei quali l'autore non ricorda fatti rilevanti e non propone un punto di vista ma fa solo del "colore".

    La satira, l'informazione e lo sfottò


    La satira è anche un indicatore del grado di democrazia di un paese. La satira dà fastidio ai potenti perché ricorda i fatti e nel commentarli in modo divertente consente allo spettatore di mettere in prospettiva il fatto e quindi di comprenderlo. Di fronte alla mole di notizie, un autore di satira deve saper cogliere quelle rilevanti e separarle da quelle irrilevanti, che è proprio quello che non viene fatto in televisione, perché non si vuole che la gente prenda coscienza di quello che sta capitando.
    Luttazzi ricorda spesso uno dei più grandi autori satirici e giornalisti di tutti i tempi, Karl Kraus, col suo giornale La Fiaccola (Die Fackel) faceva contro-cultura nell'epoca nazista. La satira nel commentare i fatti che accadono non risparmia nessuno; «I fatti non sono né di destra né di sinistra e la satira non fa propaganda. In questi anni, invece, il Polo ha cercato di far passare come fazioso chiunque esprimesse critiche legittime e oggettive sul suo operato. Attaccare il potere non è attaccare la democrazia, è la democrazia. E chiunque in democrazia ha la sua quota di potere...». «Dicono anche che sono fazioso, ma la satira deve essere faziosa. Anche per Cleone, Aristofane era fazioso, perché era vittima dei suoi strali. Alla lunga si è visto che Aristofane aveva ragione. »
    È importante distinguere la satira dal semplice sfottò. Lo sfottò è la presa in giro bonaria, la parodia, la caricatura; lo sfottò è reazionario perché alla fine rende simpatico il personaggio preso di mira, come Fiorello con La Russa. La satira invece esprime un punto di vista, su un fatto specifico, fa nomi e cognomi, e impegna personalmente l'autore. «La satira inquieta, semina dubbi. Io non offendo le persone ma i pregiudizi, in primo luogo i miei». «La comicità leggera, quella dei giochetti di parole, va benissimo, se però è permessa anche l'altra. Se questo non è possibile, la comicità "light" significa ritirarsi nella torre d'avorio come capitava agli scrittori dell'epoca fascista che si rintanavano nel bello scrivere per evitare di affrontare i problemi veri. Queste cose le abbiamo studiate nei libri di scuola, sembravano lontane, ma oggi le stiamo rivivendo». La televisione ha abituato il gusto degli italiani alla comicità d'evasione, all'umorismo innocuo, allo "zucchero filato"; ma «una dieta di solo zucchero filato ti uccide, serve anche il pollo arrosto»..

    I temi della satira


    Rappresentazione di Aristofane
    Come ogni cosa che si occupa delle relazioni tra esseri umani e delle forze che condizionano e modificano questi rapporti, la satira è essenzialmente politica. «Siamo un paese plagiato dal cattolicesimo. Per questo il bersaglio principale è il sesso. Altri tabù sono la Chiesa e la politica. Da noi non si accetta il fatto che la satira sia anti-dogmatica, anti-ideologica e quindi anti religiosa».

    Satira e limitazioni


    François Rabelais
    Luttazzi ha ricordato la definizione che ne diede Dario Fo quando venne ospite a Satyricon: «la satira è una forma libera, assoluta del teatro». In risposta a un consigliere Rai che aveva dichiarato che «la satira deve deformare non informare» Luttazzi ha più volte replicato «La satira informa, deforma e fa quel cazzo che le pare». La satira vera si vede dalla reazione che suscita: più cercano di bloccarti, più vuol dire che stai facendo bene il tuo lavoro..
    Luttazzi ricorda anche un principio di Mel Brooks: «la satira se non è eccessiva non fa ridere». È sbagliato parlare di volgarità della satira, essa da sempre ha come tecnica (corpo grottesco) la riduzione alla esigenze corporali: mangiare, bere, defecare, urinare, scopare. Chi lancia accuse di volgarità è un ignorante, e dovrebbe leggersi i capolavori del genere: Aristofane, Ruzante, Rabelais, Swift, Sterne, Karl Kraus e Dario Fo.
    La satira tende a svalutare e non c'è niente di più svalutante della merda. Luttazzi ama dire che " la merda è per l'autore satirico quello che la pietra filosofale era per l'alchimista. L'autore satirico utilizza l'escremento per arrivare alla grazia dell'arte. "
    «La fatica ad accettare la satira c'è sempre stata, ma oggi è più forte che mai. Io credo che le motivazioni siano di due tipi: da una parte c'è il problema della dicotomia anima-corpo, vale a dire della non accettazione della componente corporea, di tutto ciò che è espressione del corpo e che viene dalla nostra cultura sempre censurato; d'altra parte credo che ciò a cui stiamo assistendo in questi tempi sia un progressivo ridursi della competenza del pubblico in quanto tale.»

    Il gusto per la satira


    Il gusto per la satira si acquisisce in età adulta, e non può piacere ai bambini. «La satira è un gusto a cui devi essere educato, non apprezzi subito la satira, specie se la tua mente è bloccata da ideologie varie; le battute ti spiazzano e mettono in discussione le cose nelle quali hai creduto sempre. La satira fa questo e se non sei adulto non sei portato a tollerare, ad accettare la cosa. Qualche persona a teatro si alza e se ne va.» «La satira è una forma libera del teatro, la sua forza sta nell'esplorare la contraddizione umana». «La gente ride di una battuta satirica perché contiene un nocciolo di verità umana che mette in mostra una contraddizione, che fa venire un dubbio.» «La satira ha sicuramente una funzione di provocazione intellettuale e psicologica, di disagio che non ti lascia completamente tranquillo. Dopo il momentaneo divertimento, la fulminea risata, c’è e rimane la riflessione sul messaggio, sul fatto che hai grottescamente messo in evidenza; colpire l'emotività per mettere in funzione il cervello.»
    Il gusto in Italia
    Se nel mondo la comicità ha fatto passi da gigante, nella tv italiana non è così: secondo Luttazzi quasi tutti i comici televisivi italiani si rifanno alla comicità di Totò, mentre «pochissimi ricordano l'umorismo che venne espresso da riviste come il Bertoldo o da umoristi come Marcello Marchesi, Leo Longanesi, Ennio Flaiano.»
    Un altro gusto a cui il pubblico italiano non è più abituato è quello per il grottesco, che esprime meglio di ogni altro stile l'ambiguità del potere. Mentre l'ironia lavora per sottrazione, il grottesco lavora per accumulo, ed era molto diffuso nei cabaret europei negli anni '20 e '30;.
    Le forme di comunicazione
    Il blog, come forma di comunicazione, tende ad assecondare le derive populistiche. «La massa dei cybernauti tende ad aver bisogno di un leader, di un messia», e la forma blog non è neutra, è un ipnotico che tende a creare un fenomeno "massa + leader", a dare potere a chi gestisce la vicenda e a condizionare i contenuti e il modo in cui questi vengono ricevuti.». Questo meccanismo non si applica alla televisione, che è invece un tranquillante. «Il blog è una forma di comunicazione che contiene un'illusione da smascherare: quella del mezzo democratico che mette sullo stesso piano chi produce i contenuti e chi li mastica».
    Fine anni '70
    È «un periodo che mi piace ricordare, e che è stato dimenticato troppo facilmente in Italia. Ne è stata dimenticata la creatività, ma non solo. Sono caduti nel dimenticatoio anche fatti politici, come quando Cossiga nel 1977, allora ministro degli Interni, mandò a Bologna i carri armati per sgombrare la zona universitaria occupata in seguito alle tragiche vicende dell'11 marzo»
    È stato un periodo di grandissima creatività, sembrava che si potesse fare tutto: c'erano Radio Alice, riviste come Il male, Cannibale, Frigidaire, Alter, Linus, era un mondo che improvvisamente fu come rifiutato e dimenticato. Questo disco per me è anche un modo per ricordarlo».
    Influenze artistiche
    Luttazzi cita tra i suoi punti di riferimento Woody Allen, Lenny Bruce, George Carlin e Bill Hicks. In campo musicale, Nelson Riddle e David Byrne. Nel fumetto, Stefano Tamburini e Andrea Pazienza.
    Letteratura
    Gli autori preferiti da Luttazzi sono Vladimir Nabokov, l'autore di Lolita, «ha scritto un libro che è secondo me il più bello di questo secolo, Il dono "», Kurt Vonnegut, Thomas Pynchon, Carlo Emilio Gadda, Giorgio Manganelli, Aldo Buzzi, e Ennio Flaiano.
    Musica
    Per il suo disco Money for dope ha creato un connubio insolito fra i registri della New Wave anni settanta e quelli del jazz anni cinquanta. «Ammiro molto la stranezza perché è quasi sempre sinonimo di originalità e indipendenza di pensiero», come quella degli Sparks, di Eels, The Magnetic Fields, They Might Be Giants, Björk e Goldfrapp.
    Elenco di libri, spettacoli, trasmissioni, dischi
    Bibliografia
    101 cose da evitare a un funerale (1993, Panini Franco Cosimo, ISBN 88-8290-261-7)
    Locuste: come le formiche, solo più cattive, (1994, Panini Franco Cosimo, ISBN 8876864962)
    Adenoidi (1994, 1999 ISBN 8846201523, 2004 ISBN 8817001538)
    Sesso con Luttazzi, (1994, Panini Franco Cosimo, ISBN 88-04-52016-7) e (2003, Mondadori, ISBN 88-76-86497-0)
    Va' dove ti porta il clito, 1995
    Tabloid (1996, Comix, ISBN 88-8193-040-4, ISBN 88-8193-017-X)
    C.R.A.M.P.O. - Corso Rapido di Apprendimento Minimo per Ottenebrati. (1996, Comix)
    Teatro - Rettili & roditori. Scene da un adulterio (1998, Comix, ISBN 88-81-93056-0)
    Cosmico!(1998, Mondadori, ISBN 88-04-46479-8)
    Barracuda, (1999, Mondadori, ISBN 880445850X)
    Satyricon. (2001, Mondadori, ISBN 88-04-49523-5).
    Benvenuti in Italia, (2002, Feltrinelli, ISBN 8807840111)
    Capolavori, (2002, Feltrinelli, ISBN 8807840219)
    La castrazione e altri metodi infallibili per prevenire l'acne, (2003, Feltrinelli, ISBN 8807840294)
    Bollito misto con mostarda, 2005 (ISBN 88-07-84054-5)
    I giardini dell'epistassi, 2005 (libro allegato al DVD "Bollito misto con mostarda")
    Lepidezze postribolari , (2007, Feltrinelli, ISBN 8807840774)
    Ha inoltre scritto l'introduzione all'edizione italiana dell'autobiografia di Lenny Bruce (Come parlare sporco e influenzare la gente) e curato la nuova traduzione dei tre volumi di racconti di Woody Allen.
    Discografia
    2005 - Money for Dope
    2007 - School Is Boring
    Trasmissioni televisive
    Fate il vostro gioco, 1989 (censurato alla prima puntata)
    Banane, 1990 (censurato prima della messa in onda)
    Magazine 3, 1994-95
    Mai dire gol, 1996-97
    Barracuda, 1998
    Satyricon, 2001 (dopo le polemiche, salta una puntata, sostituita dal Satyricon di Fellini, e riprende dopo due settimane)
    Decameron, 2007 (rientro su La7 dopo anni di allontanamento dalla televisione, sospesa alla 5a puntata)
    Spettacoli teatrali
    Non qui, Barbara, nessuno ci sta guardando (1989)
    Chi ha paura di Daniele Luttazzi? (1991)
    Sesso con Luttazzi (1993, 1999, 2003, 2008)
    Va' dove ti porta il clito (1995)
    Adenoidi (1996)
    Tabloid (1997)
    Barracuda LIVE (1998)
    Satyricon (2001)
    Adenoidi 2003 (2003)
    Dialoghi platonici (2003) (recitati da attori dello Stabile di Genova e dell'Archivolto, per la regia di Giorgio Gallione)
    Bollito misto con mostarda (2004)
    Come uccidere causando inutili sofferenze (2005)
    Barracuda 2007 (2007)
    Decameron" (2008)
    Voci correlate
    Karl Kraus
    Libertà di stampa in Italia
    L'uso della merda nell'arte e nella letteratura
    Prof. Fontecedro
    Risata verde
    Corpo grottesco
    Paul Krassner
    sull'oscillazione tra sacro e profano: Émile Durkheim
    Diktat bulgaro
    Note

      ^ a b c d e Lettera.com. Daniele Luttazzi. URL consultato il 20-11-2008.
      ^ Errore nella funzione Cite Marcatore <ref> non valido; non è stato indicato alcun testo per il marcatore UniTrieste2004
      ^ a b Luttazzi Daniele (Santarcangelo di Romagna, Rimini 1961), comico., in F. Cappa, Piero Gelli (curatori), Dizionario dello spettacolo del 900, Milano, Baldini Castoldi Dalai editore, 2000, ISBN 8880892959.
      ^ Andrea Montanari. «Ma Luttazzi era un Dc». Quotidiano.net , 14-02-2001 (consultato in data 20-11-2008).
      ^ a b c Alessandro Valentini. Intervista esclusiva a Daniele Luttazzi, «Teatro.org», 4 marzo 2006
      ^ Errore nella funzione Cite Marcatore <ref> non valido; non è stato indicato alcun testo per il marcatore RadioCittaFutura2003
      ^ Errore nella funzione Cite Marcatore <ref> non valido; non è stato indicato alcun testo per il marcatore DOCPrimiPassi1988
      ^ Errore nella funzione Cite Marcatore <ref> non valido; non è stato indicato alcun testo per il marcatore Comicus2004
      ^ a b Articolo sul sito di RaiUno, 30 giugno 1999
      ^ a b c Luttazzi, battute libere, intervista del regista Michele Schiavino pubblicata su il Mattino online, 13 marzo 2003
      ^ Ho inventato Luttazzi, ma lui ha sbagliato, articolo su il Giornale del 9 febbraio 2001, p.4
      ^ Amo la tv, quella vera Monica Baulino intervista Gloria De Antoni per il Friuli, anno XI numero 25, 1 luglio 2005
      ^ a b c Daniele Luttazzi, uno scrittor-comico, «Cafè Letterario», 28 novembre 1997
      ^ Recensione di Massimiliano Finotti per la nuova dello spettacolo Tabloid andato in scena l'11 aprile 1998 a Bardonecchia
      ^ Aldo Grasso partecipò alla puntata di Tabloid del 14 aprile 1997 nei panni di Dingo
      ^ La satira è satura, articolo di Enrico Arosio per L'Espresso del 27 giugno 2006
      ^ Intervista di Giovanni Di Grezia per Il Corsivo dopo lo spettacolo Adenoidi 2003 in scena a Cagliari, 7 aprile 2003
      ^ Cosmico!, pp.111-138
      ^ Volpe, Maria. "Luttazzi: Pentito? Torno in Rai e attacco tutti", Corriere della Sera, 10 novembre 2003. URL consultato il 04-08-2007.
      ^ a b Intervista rilasciata a Fiorenza Gonzales, gennaio 2003
      ^ a b c Presentazione delle traduzioni di Woody Allen a Napoli, 26 febbraio 2005 disponibile in mp3
      ^ a b c d e Man on the moon, intervista esclusiva dopo l'editto bulgaro concessa ad Andrea Scanzi per Il mucchio selvaggio, maggio/settembre 2002
      ^ Benvenuti in Italia, intervista di Enrico Arosio, L'espresso, 28 marzo 2002
      ^ Berlusconi? Uno che si fa gli affari suoi, intervista rilasciata a Daniela Preziosi per Avvenimenti, 1 marzo 2002
      ^ a b Recensione di Vito Biolchini dello spettacolo Satyricon al teatro comunale di Cagliari, 13 marzo 2002
      ^ Di Giammarco, Rodolfo. "Luttazzi: "Siamo al regime ma io resto un ottimista"", la Repubblica, 27 febbraio 2002. URL consultato il 04-08-2007.
      ^ Bracconi, Marco. "Il ritorno di Daniele Luttazzi "Perché Bin Laden in tv e io no?"", la Repubblica, 1 novembre 2002. URL consultato il 04-08-2007.
      ^ a b c Il paese dei buffoni in politica, articolo di Gianfranco Capitta per il Manifesto, 29 novembre 2003 p.15
      ^ "Luttazzi accusa la RAI "Mi hanno censurato"", la Repubblica, 14 novembre 2003. URL consultato il 04-08-2007.
      ^ "Daniele Luttazzi, ritorno light satira politica ma con misura", la Repubblica, 10 novembre 2003. URL consultato il 04-08-2007.
      ^ Messina, Sebastiano. "Per chi suona la campana di Pippo", la Repubblica, 11 novembre 2003. URL consultato il 04-08-2007.
      ^ Intervista Luca Barachetti, 6 giugno 2004
      ^ Luttazzi e l´orrore artistico: "Niente scandalo per Moro", recensione-intervista di Donatella Alfonso e Margherita Rubino per l'edizione genovese de la Repubblica, 26 novembre 2003
      ^ a b c Intervista rilasciata a Fabio Amadei e Alex Mallozzi per il sito NuovoAlice, 16 dicembre 2005
      ^ Intervista di Paolo Madeddu della rivista Rolling Stone, rilasciata nel novembre 2004 e pubblicata nel febbraio 2005 versione integrale pubblicata sul sito di Luttazzi, versione censurata
      ^ Puck ci prova con...Daniele Luttazzi, intervista per "the Artist", mensile di fumetto underground, n.2 novembre 2004
      ^ Di Giammarco, Rodolfo. "Luttazzi ritorna a teatro "I politici? un carrello di bolliti"", la Repubblica, 14 novembre 2004. URL consultato il 04-08-2007.
      ^ Intervista rilasciata a Maxim, novembre 2004
      ^ Intervista a Media World Magazine, febbraio 2005
      ^ Sandro Chetta. Daniele Luttazzi, «FreakOut online», 14 agosto 2005
      ^ Moretti, Carlo. "Luttazzi: "Non solo satira ora canto me stesso"", la Repubblica, 1 febbraio 2005. URL consultato il 04-08-2007.
      ^ Errore nella funzione Cite Marcatore <ref> non valido; non è stato indicato alcun testo per il marcatore RadioCapital2005
      ^ Interview... Daniele Luttazzi, «L'Occhio», 28 settembre 2005
      ^ Domande sulla satira a chi la satira la fa, Luttazzi intervista Stefano Benni, Sergio Saviane e Riccardo Mannelli, 2005
      ^ Daniele Luttazzi presenta e legge Bollito misto con mostarda, video sul sito della Feltrinelli
      ^ Nasce il Blog e il Podcast di Daniele Luttazzi, primo post del blog ufficiale di Luttazzi
      ^ Intervista di Maria Genovese, 07 novembre 2005
      ^ Santoro da Celentano? Un errore, non doveva, intervista di Sandra Cesarale per il Corriere della Sera, 17 gennaio 2006
      ^ a b Rompete le righe!, messaggio con cui Luttazzi chiude il formato precedente del suo blog
      ^ a b E Luttazzi chiuse il suo blog, articolo de il Manifesto, 22 gennaio 2006
      ^ a b E Luttazzi si sfila dall'arena «Non sono capo-popolo», articolo de La Stampa, 14 gennaio 2006
      ^ a b Intervista rilasciata a Radio Sherwood sullo spettacolo Come uccidere causando inutili sofferenze, 29 marzo 2006 disponibile audio mp3
      ^ a b Vado in Iraq con Aida e Manuela, intervista di Andrea Amato per a News Settimanale, numero 34 in edicola dal 19 gennaio 2006
      ^ Luttazzi critica Prodi: L'indulto? Una legge “Previti-Consorte”, resoconto dello spettacolo al Palasport di Roma il 24 novembre 2006, Corriere della Sera 26 novembre 2006
      ^ Errore nella funzione Cite Marcatore <ref> non valido; non è stato indicato alcun testo per il marcatore dateBarracuda2007
      ^ Errore nella funzione Cite Marcatore <ref> non valido; non è stato indicato alcun testo per il marcatore Repubblica17gen2006
      ^ Luttazzi: Sono politicamente molto scorretto, intervista per il settimanale La Rinascita, 17 novembre 2006
      ^ Intervista rilasciata su il Messaggero Veneto, 8 dicembre 2006 p.15
      ^ la stampa.it 11 luglio 2007
      ^
      Articolo su Wikinotizie: Televisione: La7 sospende Luttazzi per le offese a Ferrara 8 dicembre 2007
      ^ Offese a Giuliano Ferrara La7 sospende Decameron. repubblica.it, 8-12-2007. URL consultato il 8-12-2007.
      ^ Dura invettiva contro il direttore del Foglio - Corriere.it
      ^ Luttazzi "La censura? Ho criticato l'Enciclica"
      ^ È la morale tv: meglio rubare che dire parolacce, articolo di Aldo Grasso sul Corriere della Sera del 10 febbraio 2001, p.5
      ^ Videointervista su Sesso con Luttazzi per Riccardo Farina di Reflections, 2004
      ^ Daniele Luttazzi a luci rosse, intervista di Margherita Verasis per La Stampa, 30 settembre 2003
      ^ Via dalla tv. Posso almeno parlare di sesso?, intervista de il Resto del Carlino 29 ottobre 2003
      ^ a b c d Lezioni di sesso con il dottor Luttazzi, intervista di Claudia Cannella per il Corriere della Sera, settembre 2003
      ^ io, il più querelato d’Italia, intervista di Luciano Giannini per il Mattino del 7-9 dicembre 2003 p.24
      ^ Intervista realizzata per PeaceLink da Daniela Tancredi, 26 aprile 2004
      ^ Un antidoto a Berlusconi, di Enzo Mangini, CARTA, novembre 2003.
      ^ State a casa a fare i compiti, intervista web di Federica Fracassi e Jacopo Guerriero su nazioneindiana.com, 20 ottobre 2003
      ^ intervista a cura di Giuseppe Gaetano per il quotidiano online mag, 16 febbraio 2004,
      ^ Intervista rilasciata a Fabio Amadei & Alex Mallozzi per il sito NuovoAlice, 5 aprile 2004
      ^ Intervista di Fabrizio Marcheselli per la Gazzetta di Parma, 9 febbraio 2004
      ^ Capolavori, intervista di Gomma per Feltrinelli.it, novembre 2002
      ^ Intervista di Rodolfo Di Giammarco, tratto da "la Repubblica", 29 dicembre 2002
      ^ Luttazzi: un monologo di due ore, recensione dello spettacolo Adenoidi a cura di Fabrizio Marcheselli per la Gazzetta di Parma, 14 febbraio 2003
      ^ Videointervista a Telecitofono, 6 febbraio 2004
      ^ a b Intervista di Andrea Bassi per dilloadalice.it, 8 dicembre 2004
      ^ Il concetto di golpe al rallentatore è spiegato in La castrazione e altri metodi per prevenire l'acne, pp.18-19
      ^ Errore nella funzione Cite Marcatore <ref> non valido; non è stato indicato alcun testo per il marcatore Manifesto2003
      ^ Lo sketch su cinque tabù della Rai è presente in Barracuda, p. 13.
      ^ a b Io non sfotto, faccio satira, intervista di Roberto Cossu per L'Unione Sarda, 3 aprile 2003
      ^ Errore nella funzione Cite Marcatore <ref> non valido; non è stato indicato alcun testo per il marcatore Sollazzo2005
      ^ a b Presentazione delle traduzioni di Woody Allen alla fiera del libro di Torino, 7 maggio 2004
      ^ Ospite a RadioDeejay, 9 dicembre 2004
      ^ Intervista di Chiara Pavan per Il Gazzettino Online: il quotidiano del NordEst, 13 gennaio 2005
      ^ Luttazzi e la decadenza dell'impero (berlusconiano), intervista di Carmen Ruggeri per Aprile OnLine, 5 aprile 2005
      ^ .Recensione di Bollito misto di Costanza Alvaro per il giornale Complicazione Cose Semplici, 24 aprile 2005
      ^ a b c Luttazzi, il «bollito» è servito, intervista di Nino Dolfo per BresciaOggi, 23 aprile 2005
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      ^ Recensione di Bollito misto con mostarda di Gaia Russo Frattasi per L'Asino Vola, maggio 2005
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      ^ Errore nella funzione Cite Marcatore <ref> non valido; non è stato indicato alcun testo per il marcatore tiscali2006
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      ^ Luttazzi è ancora lui, intervista per la Gazzetta di Parma, 14 febbraio 2003
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      ^ Errore nella funzione Cite Marcatore <ref> non valido; non è stato indicato alcun testo per il marcatore Espresso2003
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      ^ Intervista a Radio Popolare di Milano, 9 febbraio 2005
      ^ Errore nella funzione Cite Marcatore <ref> non valido; non è stato indicato alcun testo per il marcatore Tacco2006
      ^ L'ira funesta di Daniele Luttazzi, intervista ad alteredo 27 gennaio 2005 disponibile in mp3
      ^ La satira esiliata in teatro sfida il regime della tv, intervista di Daria Simeone per L'Articolo.it, 22 febbraio 2005
      ^ Intervista rilasciata a Gianfranco Galanti per il giornale Complicazione Cose Semplici, 21 febbraio 2005
      ^ Attenzione! Caduta Berlusconi, intervista di Toni Jop per l'Unità, 14 aprile 2005
      ^ Luttazzi: il plagio delle masse è il bersaglio della mia satira, intervista di Maria Teresa Giannoni per il Tirreno, gennaio 2005
      ^ Luttazzi: "Striscia" e "Iene" non fanno una vera satira, recensione della presentazione di La castrazione e altri metodi infallibili per prevenire l'acne, da la Repubblica, 13 luglio 2003
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      ^ Errore nella funzione Cite Marcatore <ref> non valido; non è stato indicato alcun testo per il marcatore Espresso2001
      ^ Boicottiamo le aziende pubblicizzate da Mediaset, intervista rilasciata a Salamandra per Articolo 21, 25 novembre 2003
      ^ Di Giammarco, Rodolfo. "Luttazzi non crede alla nuova Rai "Bene Biagi, ma io resto fuori"", la Repubblica, 12 dicembre 2006. URL consultato il 04-08-2007.
      ^ Sì la tv mi manca, non mi do pace, intervista rilasciata a Salvatore Mortilla per il quotidiano Libertà, 5 aprile 2006
      ^ Che strana inquietudine Torino..., intervista di Chiara Bergaglio e Massimiliano Di Dio per futura.to.it, 7 marzo 2005
      ^ Errore nella funzione Cite Marcatore <ref> non valido; non è stato indicato alcun testo per il marcatore kataweb2005
      ^ a b c Blog ipnotico e pericoloso, Colloquio di Luca De Biase con Daniele Luttazzi, pubblicato su Nòva24 il 9 debbraio 2006
      ^ Gagliardi, Giovanni. "Luttazzi chiude il suo blog "Non mi piace sentirmi un leader"", la Repubblica, 24 gennaio 2006. URL consultato il 06-08-2007.
      ^ Intervista rilasciata a Marco Manieri per Binario 21, gennaio 2006
      ^ Errore nella funzione Cite Marcatore <ref> non valido; non è stato indicato alcun testo per il marcatore KatawebMusica2005
      ^ Daniele Luttazzi, oltre il musical, intervista di Luigi Iavarone per il Manifesto, febbraio 2005
      ^ Lingua sciolta- lingua legata, intervista rilasciata a Emanuela Marmo, 23 settembre 2004
      ^ Intervista rilasciata per il sito Facceride.interfree.it, 12 aprile 2005
      ^ Intervista di Gianluca Mercadante per Orizzonti - una rivista per tutti gli artisti. N° 25 , pp.5-6
      ^ a b Intervista video a 365live, 2005

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