Clemente Mastella (63)

Informazioni di base:

  • Data di nascita: 5 Febbraio 1947
  • Professione: Politico
  • Luogo di nascita: Ceppaloni (BN)
  • Nazione: Italia
  • Clemente Mastella in Rete:

  • Sito Ufficiale: Il sito ufficiale di Clemente Mastella
  • Wikipedia: Clemente Mastella su Wikipedia
  • Biografia:

    (estratta da Wikipedia)

    Mario Clemente Mastella (Ceppaloni, 5 febbraio 1947) è un politico italiano, fondatore e segretario nazionale dei Popolari-UDEUR, partito politico centrista di ispirazione cattolica. È stato ministro del Lavoro nel Governo Berlusconi I dal 10 maggio 1994 al 17 gennaio 1995 e Ministro della Giustizia nel governo Prodi II dal 17 maggio 2006 al 17 gennaio 2008. È stato lungamente in Parlamento, dal 1976 al 2008, prima come deputato poi come senatore.
    Ha presentato le sue dimissioni dalla carica di Guardasigilli il 16 gennaio 2008, a seguito dell'inchiesta giudiziaria nella quale erano stati coinvolti lui e la moglie Sandra Lonardo, in quel momento Presidente del Consiglio regionale della regione Campania.
    È stato sindaco di Ceppaloni, suo paese natale, dal 2003 al 2008.

    Biografia
    Dalla DC a l'Unione
    Laureato in filosofia, è giornalista professionista. La sua carriera come giornalista e i suoi esordi nella vita politica sono stati ampiamente descritti da lui stesso in varie interviste, citate ad esempio nel recente libro "La casta" dei giornalisti Gian Antonio Stella e Sergio Rizzo, dove si legge come l'assunzione alla Rai di Mastella sarebbe stata agevolata da una raccomandazione del potentissimo democristiano Ciriaco De Mita, tanto che ne seguirono ben 3 giorni di sciopero della redazione locale. In vista delle elezioni politiche del 1976, come racconta lui stesso, nelle pause pranzo dei dipendenti della Rai, chiedeva "ai centralinisti di telefonare nei comuni del mio collegio elettorale. Mi facevo introdurre come direttore della Rai e segnalavo questo nostro bravo giovane da votare: Clemente Mastella. Funzionò". Mastella fu quindi eletto deputato, nelle file della Democrazia Cristiana. Dopo un lungo trascorso politico nella Democrazia Cristiana, fonda nel 1994 il CCD di cui diviene presidente, condividendone la leadership con Pier Ferdinando Casini.
    Dopo la vittoria del Polo delle Libertà alle elezioni del 1994, diventa ministro del Lavoro nel Governo Berlusconi I.
    Nel febbraio 1998 è protagonista di una scissione interna al CCD, raccogliendo l'appello dell'ex presidente della Repubblica Francesco Cossiga di costituire una nuova formazione politica di centro, alternativa alle due coalizioni.
    Mastella fonda così i CDR, Cristiano Democratici per la Repubblica, che si uniscono al CDU nella formazione di gruppi parlamentari unitari.
    Nel giugno successivo i CDR confluiscono con altre formazioni nel progetto politico dell'UDR, Unione Democratica per la Repubblica, di cui Mastella diventa segretario nazionale.
    Dopo la breve esperienza (la storia dell'UDR termina dopo appena un anno), nel 1999 fonda l'UDEUR, Unione Democratici per l'Europa, partito politico spiccatamente di centro.
    Nel 2000 fu, insieme a Salvatore Cuffaro, testimone di nozze del braccio destro di Bernardo Provenzano, Francesco Campanella, l'uomo che fornì a Provenzano i documenti falsi per andare in Francia a operarsi alla prostata. Campanella era il segretario dei giovani dell'UDEUR.
    È deputato alla Camera ininterrottamente dal 1976, riconfermato per otto legislature consecutive. Alle elezioni politiche del 2001 è stato eletto con il sistema proporzionale nella seconda circoscrizione della Campania.
    Nel 2003 si candida a sindaco di Ceppaloni, appoggiato da Forza Italia e SDI, nella lista "Ceppaloni al centro", vincendo le elezioni contro il candidato appoggiato dal centro-sinistra e Rifondazione.
    Alle elezioni politiche del 9 aprile 2006, Clemente Mastella è eletto al Senato della Repubblica come candidato dell'U.D.Eur Popolari. Presentatosi sia nella regione Campania (dove il partito ha ottenuto il 5,2% dei voti, ottenendo due seggi) che nella Calabria (4,23%, un seggio), ha optato per rappresentare quest'ultima.
    L'8 marzo del 2007 partecipa ad Anno Zero, trasmissione televisiva condotta da Michele Santoro. Dopo un acceso dibattito con il presentatore, decide di abbandonare lo studio , tacciando Santoro di uso improprio della televisione pubblica. Successivamente, ha deciso di intraprendere un'azione legale contro Raidue.
    A seguito dell'organizzazione delle consultazioni primarie per scegliere il candidato premier dell'Unione, Mastella ha deciso di presentare la sua candidatura per "presidiare il centro" della coalizione.
    Le elezioni primarie si sono svolte il 16 ottobre 2005: Mastella è arrivato terzo, raccogliendo 196.014 voti (il 4,6% dei consensi), alle spalle di Romano Prodi, che ha ricevuto l'investitura di candidato premier della coalizione, e di Fausto Bertinotti.
    Nella giornata delle votazioni, ha criticato l'organizzazione dell'evento, definendo le primarie come un "gioco fasullo". A scatenare la miccia è stato il fatto che, a metà mattinata, nel suo paese di residenza (di cui Mastella era anche sindaco), Ceppaloni, le schede erano già terminate e molta gente non ha potuto votare: "Se non ci vogliono, ce lo dicano", ha incalzato Mastella, accusando altresì di essere venuto a conoscenza che in diversi seggi di Roma erano pronte schede già votate per Prodi e pronte per essere inserite nelle urne. Già in precedenza, Mastella aveva denunciato incongruenze nell'allestimento dei seggi sostenendo che erano stati costituiti in numero inferiore al Sud, dove lui è più forte.
    L'UDEUR, pertanto, minaccia di garantire soltanto l'appoggio esterno alla coalizione di centro-sinistra, ma nei mesi successivi i rapporti con la coalizione si ricompongono e l'UDEUR firma il programma dell'Unione per le elezioni 2006, ricoprendo, dopo la vittoria elettorale, l'incarico di Ministro di Grazia e Giustizia.
    L'incarico di Ministro della Giustizia
    Clemente Mastella nel 1976
    Il 17 maggio 2006, a sorpresa, viene nominato Ministro della Giustizia nel secondo governo Prodi (il leader dell'UDEUR aveva chiesto per sé il Ministero della Difesa contrapponendosi a Emma Bonino, ma alla fine dato ad Arturo Parisi).
    A luglio 2006 viene varato dal Parlamento un provvedimento di indulto, che è causa di divergenze tra Mastella ed il collega Antonio Di Pietro, ministro delle Infrastrutture. Mastella - in qualità di ministro della Giustizia - è tra i favorevoli alla misura, che prevede la scarcerazione di circa 15 mila carcerati; Di Pietro è aspramente contrario e lo definisce "un colpo di spugna immorale e inaccettabile". Nello stesso periodo si esprime a favore della completa impunità per tutti i personaggi e le società coinvolte nell'inchiesta Calciopoli.
    Il 29 luglio, dopo l'approvazione definitiva da parte del Senato, che sancisce l'entrata in vigore dell'indulto come legge, Mastella dedica questo provvedimento al papa Giovanni Paolo II che, in occasione di una sua visita al Parlamento, chiese un provvedimento di clemenza per i carcerati.
    Il 23 ottobre 2006, la Camera dei deputati ha approvato in via definitiva la legge 24 ottobre 2006 n. 269 (meglio nota come Ddl Mastella) che modifica e sospende alcuni aspetti della riforma dell'ordinamento giudiziario licenziata nella XIV legislatura, in particolare per quanto riguarda le disposizioni sulla separazione della carriere dei magistrati e sull'accesso in magistratura.
    Il 10 aprile 2007 dichiara: "Se c'è referendum si rischia la crisi di governo".
    A settembre 2007 ha chiesto al Consiglio Superiore della Magistratura di disporre il trasferimento cautelare d'ufficio nei confronti del pubblico ministero di Catanzaro Luigi de Magistris, il magistrato stava indagando su un presunto comitato d'affari composto da politici e magistrati lucani.
    Il 16 gennaio 2008 la Corte Costituzionale da il via libera al referendum, e lo stesso giorno Clemente Mastella annuncia le sue dimissioni dalla carica, motivate dalla "mancata solidarietà politica" da parte del centro-sinistra rispetto alla vicenda che lo vede indagato. Le dimissioni sono respinte dal Presidente del Consiglio.
    Crisi di Governo
    Il 17 gennaio 2008 conferma le sue dimissioni e concede in un primo momento l'appoggio esterno al governo.
    Il 21 gennaio 2008 apre la crisi di governo durante un comunicato stampa dalla sede dell'UDEUR dichiarando di lasciare la maggioranza dopo 2 anni.
    Il 23 gennaio 2008 l'UDEUR si astiene sul voto di fiducia alla Camera dei deputati.
    Il 24 gennaio 2008 il governo cade a seguito del voto contrario alla fiducia. Votano contro la fiducia due dei senatori dell'UDEUR, due dei senatori dei Liberal Democratici, Domenico Fisichella e Franco Turigliatto, tutti eletti nello schieramento di centro-sinistra.
    L'interruzione della carriera politica
    Il 6 febbraio 2008, nel corso della trasmissione televisiva Porta a porta, Mastella si dichiara pronto a partecipare alle elezioni politiche indette per il 13 aprile 2008 con la Casa delle Libertà anche a costo di rinnegare il simbolo del suo partito, affermando: «Quando c'è una evoluzione nel corso delle cose, bisogna saperle prendere per il verso giusto e andare avanti in quella direzione». Berlusconi aveva già fatto trapelare nei mesi precedenti contatti con Mastella che ora parevano concretizzarsi nella promessa del leader di Forza Italia di una posizione di rilievo all'interno della nuova formazione politica del PdL. Ancora una volta Mastella cambia coalizione passando dal centro-sinistra al centro-destra. Il capogruppo della Lega Nord al Senato, Roberto Castelli, tuttavia, si dichiara immediatamente contrario. Nei giorni a seguire Berlusconi, nonostante la sua iniziale disponibilità a collocarlo in una posizione di rilievo, decide di escluderlo dal suo schieramento affermando che, secondo alcuni sondaggi, la sola presenza di Mastella nelle liste dell'alleanza avrebbe fatto perdere quasi il 12% dei consensi; analogo trattamento gli viene riservato nella neonata formazione di centro Rosa bianca, e rimane completamente isolato.
    Il 6 marzo 2008, dopo un paio di giorni di riflessione, decide quindi di non candidarsi alle elezioni politiche del 2008, per la prima volta dopo 32 anni,e ciò nonostante l'offerta di un posto nelle liste del Partito Socialista fattagli dal segretario Enrico Boselli.
    Allo stesso modo, scaduto il mandato di sindaco a Ceppaloni, decide di non ripresentarsi nemmeno alle elezioni comunali.
    Dall'ottobre 2008 viene ingaggiato dalla RAI come inviato per seguire le partite del Napoli nella trasmissione Quelli che il calcio.
    Indagini giudiziarie
    Il 14 ottobre 2007 Clemente Mastella viene iscritto nel registro degli indagati della procura di Catanzaro nell'ambito dell'inchiesta "Why not" del sostituto procuratore Luigi De Magistris: l'ipotesi di reato è abuso di ufficio. Il ministro è sospettato di essere coinvolto in una "rete" costituita da politici, imprenditori, giudici e massoni finalizzata ad ottenere finanziamenti dallo Stato e dall'Unione Europea.

    Il coinvolgimento del ministro nell'inchiesta è motivato dai suoi rapporti con l'imprenditore Antonio Saladino. L'indagine coinvolge l'attività imprenditoriale di Saladino, titolare in passato di una società di lavoro interinale denominata "Why not". Agli atti figurano, tra l'altro, intercettazioni di colloqui telefonici proprio tra Mastella e Saladino.
    Il 16 gennaio 2008, dopo il provvedimento di arresti domiciliari nei confronti della moglie Sandra Lonardo, Mastella presenta le sue dimissioni da ministro, sostenendo di essere vittima, insieme alla sua famiglia, di un attacco della magistratura. Le dimissioni vengono respinte dal Presidente del Consiglio Romano Prodi e nel tardo pomeriggio della stessa giornata le agenzie di stampa scrivono che anche lo stesso Mastella sarebbe indagato nell'ambito dell'inchiesta riguardante la moglie.
    Il giorno seguente, Mastella conferma le proprie dimissioni ed annuncia che il suo partito, l'UDEUR, darà "appoggio esterno" al governo. Il 21 gennaio Mastella modifica la propria posizione dichiarando di uscire dalla maggioranza e di voler votare no alla questione di fiducia. Il governo Prodi cade il 24 gennaio in seguito al voto di sfiducia.
    L'8 marzo dello stesso anno la Procura Generale di Catanzaro, che aveva avocato a sé le indagini dopo la dichiarazione d'incompatibilità del sostituto procuratore De Magistris, chiede l'archiviazione delle accuse ipotizzate a carico di Mastella, che esce dall'inchiesta. Nelle motivazioni, depositate il 1° aprile, il Gip ha affermato che "non vi erano neanche gli estremi per poter iscrivere Mastella nel registro degli indagati". L'ex Guardasigilli ha annunciato che intende "valutare tutte le possibili azioni giudiziarie e amministrative a tutela della mia persona" e dichiara di voler "chiedere il risarcimento dei danni a chi ha lavorato, sul piano giudiziario, quello mediatico e quello politico, per la mia eliminazione politica".
    Critiche e aspetti controversi
    Molto discussi sono i trascorsi rapporti di amicizia con l'ex-presidente del consiglio comunale di Villabate e condannato per mafia Francesco Campanella. Rapporti tanto stretti che Mastella fu testimone delle nozze del Campanella nel 2000. Alle stesse nozze fu testimone anche il presidente della Regione Sicilia Salvatore Cuffaro, indagato per concorso esterno in associazione mafiosa e poi condannato in primo grado nel gennaio del 2008 a 5 anni di carcere per favoreggiamento semplice ad uomini vicini al superboss Bernardo Provenzano.
    All'inizio del febbraio 2007 egli viene raggiunto da un avviso di garanzia da parte della Procura della Repubblica di Napoli. L’ipotesi formulata dagli inquirenti è quella di concorso in bancarotta fraudolenta per il fallimento del Napoli Calcio, dichiarato nel 2004 con sentenza del Tribunale di Napoli. L'iscrizione nel registro degli indagati rappresenta un fatto dovuto, dal momento che, all'epoca della commissione dei presunti illeciti (2002), Mastella era vicepresidente della società e membro del consiglio di amministrazione. Interpellato al riguardo, Mastella si è dichiarato estraneo al crac, sostenendo di non aver mai partecipato direttamente alla gestione della Società.
    Mastella e il suo blog
    Nel maggio 2007 Mastella apre un blog personale scegliendo prima di non pubblicare i commenti contenenti insulti o critiche ritenute scorrette, poi (da ottobre) di lasciare i commenti aperti ai soli utenti registrati su Google. Ciò malgrado, anche i commenti non graditi fatti da utenti registrati continuano a non essere pubblicati. A parere di molti utenti questa sarebbe censura, in quanto non permetterebbe loro di criticare il suo operato come senatore e come ministro. In realtà nel blog risultano pubblicate anche moltissime critiche. Per evitare la "censura", sono stati ideati alcuni blog cloni, in cui vengono riportati i post di Mastella e i commenti possono essere pubblicati liberamente, senza che prima siano approvati dal ministro. Mastella ha denunciato uno di questi siti e la polizia postale ne ha chiesto l'oscuramento.
    Il caso De Magistris
    Nell'ottobre 2007 viene iscritto nel registro degli indagati dalla Procura di Catanzaro per l'inchiesta "Why not?" condotta dal PM Luigi De Magistris. Poche settimane prima, in qualità di Ministro della Giustizia, Mastella aveva chiesto il trasferimento cautelare dello stesso De Magistris. Per questo motivo al magistrato viene avocata l'inchiesta dalla procura. Per l'opinione pubblica c'è il sospetto che Mastella abbia richiesto il trasferimento appositamente per bloccare sul nascere l'inchiesta nei suoi confronti. Solidale nei confronti del ministro, invece, tutto il mondo politico ad eccezione di Antonio Di Pietro. Dopo l'avocazione delle indagini, la Procura Generale chiede quindi l'archiviazione delle accuse per Mastella , richiesta poi accolta dal Gip, che specifica che Mastella non avrebbe dovuto essere indagato. Gli stessi magistrati che avevano accusato i coniugi Mastella (oltre a De Magistris, poi trasferito e sottoposto a censura da parte del CSM) sono finiti anch'essi sotto inchiesta. (vedi anche il paragrafo precedente)
    Il caso "Il campanile"
    Il giornale di partito Il Campanile è stato oggetto di diverse indagini giornalistiche che ne hanno evidenziato la funzione "privata". In altri termini, oltre un milione e trecentomila euro di finanziamenti pubblici (limitandosi al solo 2005) sono serviti per pagare il contributo fattivo di Clemente Mastella , viaggi e trasferte della famiglia Mastella (98.000 euro nel 2005), liberalità e spese di rappresentanza (141.000 euro), liberalità (22.000), pacchi, dolciumi e torroni (17.000).
    In sostanza, secondo una inchiesta de L'espresso, "all'ombra del "Campanile" Clemente Mastella, i suoi familiari e le loro società hanno ottenuto soldi e vantaggi grazie a un giornale finanziato con i soldi dei contribuenti".
    Il film "Il Caso Moro"
    Nel 1986 a Clemente Mastella, allora nell'ufficio stampa della Democrazia Cristiana, venne mostrato in una proiezione privata il film di Giuseppe Ferrara Il caso Moro. Terminata la proiezione Mastella inveì contro la produzione. Il giorno successivo la stampa riportò l'opinione negativa di Mastella, grazie alla quale il film, in un primo momento accolto freddamente dal pubblico, divenne un successo.
    Bibliografia
    Leopoldo Parente, Clemente Mastella visto da vicino. Biografia del leader politico, Editore Parente (Arti grafiche Meridionali), Ceppaloni, 2005.
    Silvio Sircana, Oh Clemente, Clemente, sonetto composto negli anni 2006-2008
    Note


      ^ ANSA - Il ministro Mastella si dimette
      ^ cfr.anche il blog del giornalista Leonardo Coen, in particolare su Mastella
      ^ Cfr. nota precedente
      ^ http://www.repubblica.it/online/politica/elezmaggiodue/ceppaloni/ceppaloni.php
      ^ http://www.senato.it/leg/15/Elettorale/riepilogo.htm
      ^ 8 marzo 2007. Mastella abbandona anno zero
      ^ Legge elettorale, Mastella minaccia la crisi. 2007-04-10
      ^ Mastella chiede al CSM il trasferimento del Pubblico Ministero di Catanzaro Luigi De Magistris. 21-9-2007. URL consultato il 21-9-2007.
      ^ Referendum: Consulta, sì ai tre quesiti. 2008-01-16
      ^ Articolo del Corriere della Sera.
      ^ Marco Castelnuovo. «Il tramonto di Mastella». La Stampa.it  (consultato in data 07-03-2008).
      ^ «Ceppaloni, Mastella non si ricandida». Excite.it  (consultato in data 23-11-2008).
      ^ Link ad articolo da La Stampa del 16 gennaio 2008
      ^ Mi hanno lasciato solo e ora questo governo è morto, morto, morto. Il Giornale, 22 gennaio 2007. URL consultato il 23-01-2008. «Ma allora non è chiaro? Noi da oggi voteremo solo contro. Il governo per noi è morto, morto, mor-to».
      ^ "Mastella non era da indagare", Avvenire, mercoledì 2 aprile 2008
      ^ http://www.corriere.it/Primo_Piano/Cronache/2005/12_Dicembre/13/mastella.shtml
      ^ http://clementemastella.blogspot.com/
      ^ Intossicazione del blog. 29 settembre 2007. URL consultato il 21-10-2007.
      ^ Unica regola di navigazione. C'è una sola regola di navigazione qui dentro: l'educazione. Pertanto non risponderò a commenti anonimi o che contengano insulti. Inoltre non commenterò con i giornalisti, durante la giornata, le cose che scrivo in questo mio spazio. Su questo principio sarò categorico. Anche per loro, se vorranno, è presente lo spazio-commenti. Grazie. Dal Blog dell'Onorevole Clemente Mastella.
      ^ Non mi sembra poco. 24 settembre 2007. URL consultato il 21-10-2007.
      ^ Chiesto oscuramento blog anti-Mastella. Corriere della Sera, 3 ottobre 2007. URL consultato il 21-10-2007.
      ^ Articolo (in lingua tedesca) della Neue Zürcher Tageszeitung "Justizaffäre erschüttert Regierung Prodi - Streit um die Absetzung eines umbequemen Untersuchungsrichters" (Affaire sulla giustizia scuote il governo Prodi - Controversia per il siluramento di un magistrato scomodo) del 24.10.2007
      ^ http://www.repubblica.it/2008/03/sezioni/cronaca/why-not-mastella/why-not-mastella/why-not-mastella.php da Repubblica, 8 Marzo 2008
      ^ http://www.repubblica.it/2008/03/sezioni/cronaca/why-not-mastella/archiviata/archiviata.php da Repubblica, 1° Aprile 2008
      ^ http://clementemastella.blogspot.com/2008/10/proposito-di-santa-maria-capua-vetere.php citato da Panorama, pag.60, 3 Ottobre 2008
      ^ "Il segretario è un giornalista professionista che contribuisce quotidianamente all'indirizzo politico della nostra testata pubblicando numerosi articoli. Il corrispettivo di 40mila euro, regolarmente fatturato, ha costituito quasi un atto simbolico rispetto alla sua dedizione al lavoro"
      ^ Inchiesta de L'Espresso su Il Campanile Nuovo http://espresso.repubblica.it/dettaglio1854747
      ^ Questo aneddoto è stato raccontato dal produttore de Il Caso Moro Mauro Berardi alla trasmissione radiofonica "Vasco da Gama" condotta da David Riondino e Dario Vergassola.
      ^ Biografia indipendente, per cui Clemente Mastella ha chiesto un risarcimento per danni di immagine e il sequestro e il ritiro dal commercio, più volte rifiutati dal giudice. Si veda l'articolo "Mastella dai giudici anche per la sua biografia" da Il Giornale del 10 giugno 2006
      ^ Clemente Mastella ritira la querela, dal Corriere dell'11 giugno 2006
      ^ Corriere.it
      ^ Fonte: La Repubblica, 01.08.2008, "I sonetti di Sircana sul governo"

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    Collegamenti esterni
    Blog dell'ex ministro Clemente Mastella
    Scheda personale al Senato
    Mafia, Mastella teste nel processo a Cuffaro, La Sicilia, 15 gennaio 2007
    Scheda su openpolis.it di Clemente Mastella
    (EN) Italian justice minister linked to mafia inquiry, The Guardian, 18 maggio 2006
    Registrazioni audiovideo integrali di Clemente Mastella sul sito di Radio Radicale

    Estratto da "http://it.wikipedia.org/wiki/Clemente_Mastella"
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