Claudio Abbado (77)

Informazioni di base:

  • Data di nascita: 26 Giugno 1933
  • Professione: Direttore d'Orchestra
  • Luogo di nascita: Milano (MI)
  • Nazione: Italia
  • Claudio Abbado in Rete:

  • Sito Non Ufficiale: Un sito non ufficiale su Claudio Abbado
  • Wikipedia: Claudio Abbado su Wikipedia
  • Biografia:

    (estratta da Wikipedia)

    Claudio Abbado negli anni settanta
    Claudio Abbado (Milano, 26 giugno 1933) è un direttore d'orchestra italiano.

    Biografia
    Date principali
    1958 Primo posto al concorso Koussevitsky a Tanglewodd (USA).

    1960 Debutto al Teatro alla Scala di Milano.

    1963 Vince il premio Mitropoulos della New York Philharmonic.

    1968 Debutto al Covent Garden di Londra.

    1968-1986 Direttore artistico del Teatro alla Scala.

    1971 Direttore principale dei Wiener Philharmoniker.

    1979-1987 Direttore musicale della London Symphony Orchestra.

    1986-1991 Direttore artistico della Staatsoper di Vienna.

    1989-2002 Direttore artistico dei Berliner Philharmoniker.
    Gioventù ed anni cinquanta
    Abbado alle prove del Wozzeck all'Opéra di Parigi del 1979
    Claudio Abbado nasce a Milano nel 1933 da una famiglia borghese e ricca di stimoli culturali: suo padre, Michelangelo Abbado, è insegnante di violino al prestigioso Conservatorio '"Giuseppe Verdi" di Milano e poi vicedirettore dello stesso; la madre, Maria Carmela Abbado, nata Savagnone, è pianista e scrittrice per bambini, suo fratello maggiore, Marcello Abbado, è pianista ed in seguito compositore e direttore dello stesso conservatorio milanese. Ha anche altri due fratelli: Luciana Abbado Pestalozza, fondatrice del Festival di MilanoMusica e Gabriele Abbado, architetto.
    Fino al 1955, compie i suoi studi presso il conservatorio meneghino, specializzandosi in composizione, pianoforte e direzione d'orchestra. Dopo il diploma, si perfeziona con Friedrich Gulda per il pianoforte e Antonino Votto per la direzione d'orchestra. In seguito, si trasferisce a Vienna, avendo vinto una borsa di studio biennale per i prestigiosi corsi di perfezionamento in direzione orchestrale di Hans Swarowsky.
    In questo stesso periodo riesce a farsi ammettere al coro Gesellschaft der Musikfreunde, al fine di assistere alle prove dei maggiori direttori d'orchestra del mondo, fra i quali Bruno Walter, George Szell e Herbert von Karajan. Nel contempo partecipa ai corsi di perfezionamento dell' Accademia Chigiana di Siena, tenuti da Alceo Galliera (direttore della Philharmonia di Londra) e Carlo Zecchi, dell'Orchestra Filarmonica Cecoslovacca.
    Nel 1958 vince il concorso Koussevitzky della Boston Symphony Orchestra a Tanglewood (USA), che gli permette di fare il suo debutto americano con la New York Philharmonic.
    1959-1968 Dall'esordio alla direzione de La Scala
    Nel 1959 debutta a Trieste come direttore sinfonico. L'anno successivo fa il suo esordio alla Scala, dirigendo alcuni concerti tenutesi alla Piccola Scala dedicati al terzo centenario della nascita di Alessandro Scarlatti.
    Nel 1963 conquista il prestigioso Premio Mitropoulos della New York Philharmonic (ex aequo con Pedro Calderon e Zdenek Kosler, direttori molto più anziani ed affermati, al tempo). Il suo nome inizia a diffondersi anche al di fuori dello stretto ambito degli addetti ai lavori, tanto da essere invitato da Herbert von Karajan a dirigere i Wiener Philharmoniker al Festival di Salisburgo (Seconda sinfonia di Gustav Mahler); debutta con la stessa esecuzione alla Scala e con la celebre London Symphony Orchestra.
    Nel 1966-67 dirige la sua prima opera: i Capuleti e Montecchi di Vincenzo Bellini, portando l'opera tournée all'Expo '67 di Montreal quale rappresentate dell'Italia. La sua rapida carriera lo porta a firmare il suo primo contratto con il Gruppo Universal (al quale appartengono le celebri etichette Deutsche Grammophon, Philips Classical e Decca), tuttora suo principale partner discografico. L'anno successivo ha l'onore di aprire la stagione scaligera con la Lucia di Lammermoor di Gaetano Donizetti
    Nel 1969, a soli 35 anni, è nominato direttore musicale del Teatro alla Scala.
    1968-1986 Dalla Scala di Milano alla Staatsoper di Vienna
    1969 viene messo in scena Oedipus Rex di Igor Stravinskij e ripresa la Lucia di Lammermoor, entrambi con la regia di Giorgio De Lullo. Viene proposto un ciclo completo delle sinfonie di Gustav Mahler (al tempo autore decisamente poco frequentato nelle sale da concerto italiane), a dicembre è allestito a Milano Il barbiere di Siviglia di Rossini, a suo tempo rappresentato al Festival di Salisburgo per l'anniversario rossiniano.
    1970, anno beethoveniano riprende Don Carlo alla Scala, nel settembre inizia la fortunata collaborazione della London Symphony Orchestra, con la quale effettuerà la maggior parte delle registrazioni nei successivi 15 anni. Sempre nello stesso anno, diventa conduttore ospite della Boston Symphony Orchestra.
    1971: viene nominato direttore principale dei Wiener Philharmoniker. Dal gennaio La Scala riprende l'allestimento del Barbiere, in marzo viene allestito il Wozzeck di Alban Berg, opera inusuale per il tradizionale cartellone scaligero, ma che il maestro riprenderà diverse volte nel corso degli anni. A Firenze al Maggio Musicale e a Edimburgo in settembre è allestita la Cenerentola di Rossini. Di notevole valore artistico anche l'allestimento del Simon Boccanegra di Giuseppe Verdi, che dopo l'esordio a Monaco di Baviera, apre anche la stagione scaligera '71-'72, con la regia di Giorgio Strehler.
    1972: viene eletto primo direttore ospite della London Symphony Orchestra. Viene nominato sovrintendente del Teatro alla Scala Paolo Grassi, già fondatore, assieme a Giorgio Strehler, del Piccolo Teatro di Milano e figura carismatica della cultura milanese. In aprile, viene portata alla Scala la Cenerentola, seguita dalla Aida, poi ripresa a Monaco di Baviera in occasione delle Olimpiadi, assieme alla Messa di Requiem di Verdi.
    1973: porta la Cenerentola al Theater an der Wien. Conclude la trilogia comica rossiniana, aprendo la stagione della Scala con L'italiana in Algeri come nelle precedenti rappresentazioni, con regia di Jean-Pierre Ponnelle. L'opera viene rappresentata in edizione critica. A dicembre è ripreso il Simon Boccanegra.
    1974: a febbraio riprende alla Scala Cenerentola, quindi sono allestite Le nozze di Figaro di Mozart. Porta in tournee a Mosca Simon Boccanegra, Aida, Cenerentola e la Messa di Requiem. L'inaugurazione della stagione della Scala è ceduta a Karl Böhm, che dirige il con Fidelio. Per la fine dell'anno allestisce una spettacolare versione de L'amore delle tre melarance di Sergej Prokof'ev, con la regia di Strehler.
    1975: debutta al Covent Garden di Londra con Un ballo in maschera, regia di Schenk. Continua l'operazione di rinnovamento del cartellone del teatro scaligero, portando in aprile Al gran sole carico d'amore dell'amico Luigi Nono, quindi, con sollievo per gli abbonati, riprende L'Italiana in Algeri. La stagione '75-'76 apre col tradizionale Macbeth di Verdi, mentre a dicembre viene riallestita la Cenerentola.
    1976: l'anno inizia col Simon Boccanegra, quindi ancora la Cenerentola e il Requiem di Verdi. In settembre porta in tournée negli USA, Simon Boccanegra, Macbeth, Messa di Requiem e Cenerentola.
    1977: Paolo Grassi lascia la sovrintendenza del Teatro alla Scala per diventare presidente della RAI. Al suo posto viene nominato Carlo Maria Badini. Viene presentata una nuova edizione del Wozzeck di Alban Berg, stavolta diretta da Luca Ronconi. In seguito, con la London Symphony allestisce la Carmen di Georges Bizet al Festival di Edimburgo. La stagione scaligera, stagione del bicentenario del teatro, apre con una versione integrale critica del Don Carlos di Verdi, con regia di Luca Ronconi, in una versione completa e rivista: il cast è straordinario, comprendendo alcuni fra i cantanti più in vista al mondo, come José Carreras e Mirella Freni. In seguito collabora con Franco Zeffirelli, nell'allestimento di Un Ballo in maschera. Inizia anche la fortunata collaborazione discografica con Deutsche Grammophon in campo sinfonico, che lo lega alla Chicago Symphony Orchestra riportata agli antichi fasti dalla direzione artistica di sir Georg Solti.
    1978: fonda l' Orchestra Giovanile Europea. Nel febbraio porta alla Scala i Wiener Philharmoniker e ripropone Al gran sole carico d'amore di Nono. Viene ripresa la Carmen a Edimburgo e porta all'Opéra di Parigi il Simon Boccanegra, che apre anche la stagione scaligera.
    1979-80: inizia la collaborazione fra Opéra di Parigi e La Scala, in occasione del Festival Berg. In questo ambito, presenta il Wozzeck, mentre porta alla Scala la Lulu, con la direzione di Pierre Boulez, in edizione critica e integrale. Viene eletto direttore musicale della London Symphony Orchestra, con la quale inizierà ad approfondire (ed a registrare) la grande musica sinfonica. La stagione scaligera si apre con il Boris Godunov di Modest Mussorgskij, e presenta un cartellone fortemente innovativo, che comprende l'Oedipus Rex di Stravinskij, Erwartung di Arnold Schönberg e il Mandarino meraviglioso di Bela Bartók.
    1981: Dall'orchestra giovanile europea nasce la Chamber Orchestra of Europe, della quale è tuttora "artistic adviser". Si stringe ancor di più il suo legame con la Chicago Symphony, della quale diventa principale direttore ospite. In occasione del bicentenario della morte di Mussorgskij, riprende il Boris Godunov, allestisce inoltre una rassegna di musica sinfonica e corale ed allestisce anche la Kovanchina. In occasione del centenario della nascita di Bela Bartók viene allestito un ciclo, con la collaborazione del Teatro dell'Opera di Budapest. Per ricambiare la collaborazione, in estate porta la Messa di Requiem di Verdi in tournée nell'Europa dell'Est. In autunno, è ospite in Giappone con l'orchestra della Scala. La stagione apre col Lohengrin di Richard Wagner con la regia di Strehler.
    1982: riprende Cenerentola; in maggio, in occasione del centenario della nascita si tiene un convegno ed una serie di concerti dedicati a Igor Stravinskij. Viene fondata l'Orchestra Filarmonica della Scala, destinata a costituirsi, col tempo, come corpo autonomo rispetto al Teatro.
    1983: nuovo allestimento del Boris Godunov al Covent Garden. A Milano riprende Lohengrin e L'italiana ad Algeri.
    1984: ripropone il Simon Boccanegra all' Opera di Vienna. In seguito al Rossini Opera Festival propone, dopo decenni di silenzio, la prima ripresa in tempi moderni de il Viaggio a Reims di Rossini, con un cast stellare formato da molti dei cantanti rossiniani di quegli anni. Dirige a Venezia la prima mondiale del Prometeo di Nono. La stagione 1984 apre con Carmen in una nuova edizione critica, quindi riprende il Barbiere di Siviglia.
    1985: riprende il Macbeth, quindi porta alla Scala Viaggio a Reims e Prometeo di Nono. Dirige il Concerto per pianoforte di Schönberg con Maurizio Pollini, insieme a musiche di Berg, Ives e Mahler al Barbican di Londra, nell'ambito del Festival Mahler, Vienna e il Ventesimo Secolo.
    1986-1991 da Vienna a Berlino
    1986: lascia la direzione artistica della Scala.
    La decisione, tuttora motivo di rancore e polemiche, ha l'effetto di spaccare in due la comunità musicale italiana. Da un lato i nostalgici del suo stile, disposti a tollerare anche le scelte più ardite dal punto di vista musicale. Dall'altro i sostenitori del nuovo direttore, Riccardo Muti, forse meno estroso, ma certamente accorto nel presentare cartelloni più vicini ai gusti popolari e meno orientati alla sperimentazione musicale. Le ultime esecuzioni milanesi di Abbado sono il Pelléas et Mélisande di Claude Debussy, a maggio e, infine, a giugno, un programma sinfonico sempre dedicato al compositore francese. Da questo momento non suonerà più nel teatro che lo ha reso celebre nel mondo, lasciando intuire la presenza rapporti piuttosto problematici con la nuova direzione amministrativa e musicale.
    Nel frattempo assume il prestigioso incarico di direttore musicale della Staatsoper di Vienna e fonda la Gustav Mahler Jugendorchester. L'esordio in qualità di direttore artistico del teatro austriaco avviene ad ottobre con Un ballo in maschera.
    La Staatsoper di Vienna
    Nel 1987 viene nominato direttore musicale generale della città di Vienna, incarico che prevedendo la supervisione dell'intero cartellone delle iniziative musicali nella capitale austriaca, gli consentì quella libertà d'iniziativa e d'azione che, probabilmente, gli era venuta a mancare nell'ultimo periodo milanese; in giugno, con l'Orchestra della Staatsoper, dirige il Wozzeck di Berg.
    1988: fonda il festival Wien Modern , dedicato alla musica contemporanea. Dopo la prima edizione, al cartellone musicale vengono affiancate altre iniziative di carattere culturale ed artistico (mostre d'arte, rassegne teatrali), con la collaborazione degli istituti culturale italiani, francesi e tedeschi. Nel corso dell'anno allestisce Il viaggio a Reims di Rossini, Fierrabras di Franz Schubert, Pelléas et Mélisande di Debussy.
    Con i Wiener Philharmoniker esegue l'integrale delle sinfonie e dei concerti per pianoforte di Beethoven, questi ultimi con Maurizio Pollini come solista. Questo programma è portato in tournée in Europa, Stati Uniti e Giappone (solo le sinfonie).
    1989: oltre a occuparsi della seconda edizione di Wien Moderd (che come detto evolve da festival musicale a festival dedicato alle varie forme d'arte), porta in scena la Kovanchina di Mussorgsky, l'Elektra di Richard Strauss (con due allestimenti scenici differenti), infine il Don Carlo di Verdi.
    Alla fine dell'anno viene eletto direttore principale e artistico dai membri dell'Orchestra Filarmonica di Berlino. È il primo direttore non austro-tedesco eletto dagli orchestrali (il romeno Sergiu Celibidache era stato nominato ad interim dalle forze di occupazione nell'immediato dopoguerra). Sostituisce Herbert von Karajan, recentemente scomparso e per 35 anni padrone incontrastato dell'orchestra berlinese.
    1990: presenta il Lohengrin di Wagner e quindi il Don Giovanni di Mozart; riprende il Fierrabras di Schubert, con i Wiener Philharmoniker.
    1991: continua il suo ciclo mozartiano allestendo Le nozze di Figaro, quindi riprende il Boris Godunov nell'allestimento presentato a Londra nel 1983 con la regia di Andrej Tarkovskij nel corso di un Festival dedicato al regista recentemente scomparso. In questo ambito, dirige brani in prima esecuzione, appositamente composti per Tarkovskij, di Kurtág, Rihm, Nono e Furrer.
    1991-2002 Berliner Philharmoniker
    La Philharmonie di Berlino, avveniristica residenza dei Berliner Philharmoniker
    Una volta conclusi i suoi impegni con la Staatsoper di Vienna, inizia la sua attività a tempo pieno quale direttore artistico dei Berliner Philharmoniker. Anche in questo caso l'impatto sulla stagione e, in generale, la vita culturale berlinese è notevole: sull'onda delle iniziative per ristrutturare la capitale della nuova Germania riunificata, i Berliner Philharmoniker diventano uno dei fulcri di iniziative che coinvolgono tutte le forme d'arte. Inoltre, i Berliner Philharmoniker iniziano a commissionare nuove composizioni ed a espandere il proprio repertorio verso la musica contemporanea. La prima stagione sinfonica è incentrata sulla figura di Prometeo, con un programma eterogeneo che spazia da Beethoven a Luigi Nono. Nello stesso anno, allestisce il Boris Godunov e l'amato Wozzeck con la Chicago Symphony Orchestra.
    Nel 1992-93 organizza con la collaborazione di Natalia Gutman, la prima edizione degli Incontri Berlinesi (Berliner Begegnungen), che permettono ai migliori giovani talenti, di confrontarsi con gradi artisti. In occasione del bicentenario rossiniano, esegue a Ferrara Il viaggio a Reims, che poi riprenderà a Vienna e Tokyo. Infine allestisce Da una casa di morti di Leóš Janáček. La seconda stagione berlinese presenta nuovamente scelte estrose: la rassegna è dedicata al poeta e filosofo Friedrich Hölderlin ed il programma spazia, ancora, dalla musica romantica tedesca alla musica contemporanea.
    Dal 1994, organizza il ciclo Kontrapunkte dedicato alla musica contemporanea, per il Festival di Pasqua. Nello stesso anno mette in scena Le nozze di Figaro a Ferrara, ed il Boris Godunov, sia a Berlino che a Salisburgo, lo stesso percorso viene effettuato per l'Elektra di Richard Strauss.

    Il tema della stagione dei Berliner Philharmoniker è il Faust, con musiche di Mahler, Busoni, Liszt, Schumann e Berlioz. A fine anno inizia un ciclo dedicato ai Miti e l'antichità greca, con musiche di Brahms, Musorgskij, Berlioz, Stravinskij, Monteverdi, Benda, Pergolesi, Purcell e durante la quale viene presentata la prima mondiale di Stele di György Kurtág.
    Il 1995 inizia con l'allestimento a Ferrara del Barbiere, con la Chamber Orchestra of Europe. La stagione berlinese è dedicata alla figura di Shakespeare, con lavori di Berlioz, Felix Mendelssohn, Richard Strauss, Čaikovskij e Sergej Prokofiev.
    1996: a Firenze viene ripresa l'Elektra, quindi allestisce a Berlino (e l'anno successivo a Salisburgo) il Wozzeck di Berg, nell'ambito di un ciclo dedicato al duo Berg-Büchner. In questo ambito trovano prima esecuzione brani inediti di autori contemporanei come Rihm, Kurtág e Vacchi. Entro la fine dell'anno, la Gustav Mahler Jugendorchester cambia denominazione, prendendo l'attuale nome di Mahler Chamber Orchestra.
    1997: anche quest'anno si apre con la presentazione a Ferrara di un'opera di grande richiamo, vale a dire il Don Giovanni di Mozart. In primavera dirige al Teatro Regio di Torino l'Otello di Verdi, con regia di Ermanno Olmi e dirige a capo dei Berliner Philharmoniker il concerto inaugurale per la riapertura del Teatro Massimo di Palermo. La stagione berlinese è dedicata al tema del Wanderer ed è inaugurata dal Fierrabras di Schubert. Altri autori toccati nella rassegna sono Mahler, Strauss, Wagner e Liszt.
    Nel 1998 riprende il Boris Godunov al festival di Salisburgo. Altre opere allestite durante l'anno: a Berlino il Falstaff, al festival di Aix-en-Provence il Don Giovanni, stavolta con la regia di Peter Brook. La stagione berlinese è dedicata al tema dell'Amore e della morte (Liebe und Tod) e comprende il Tristano e Isotta di Richard Wagner, oltre a lavori di Berlioz, Schönberg, R.Strauss, Henze.
    Il 1999 si apre con la ripresa, a Ferrara, del Falstaff. In estate, a capo della Mahler Chamber Orchestra è in tour in America ed Europa. In questa occasione, è promotore dell'iniziativa per sostenere i giovani musicisti cubani, raccogliendo strumenti musicali. Per il ciclo italiano "Amore-morte", nella stagione '99-2000 dei Berliner Philharmoniker, presenta Tancredi e Clorinda di Monteverdi, Simon Boccanegra in forma semi-stage (ripreso a Salisburgo, a Pasqua, con la regia di Stein) e un concerto dedicato al mito di Orfeo.
    Il 2000 si apre con l'allestimento a Ferrara del Così fan tutte di Mozart, con regia di Mario Martone. A Salisburgo, riprende il Simon Boccanegra.
    Nello stesso anno la diagnosi di una grave malattia lo costringe a un intervento chirurgico d'urgenza e alla totale sospensione della sua attività per alcuni mesi. Il ritorno sulle scene avviene nell'ottobre 2000, decidendo anche, nonostante le condizioni di salute ancora precarie, di effettuare una tournée in Giappone.
    L'anno 2001 s'apre con l'omaggio a Giuseppe Verdi, nel centenario della sua morte. Il 27 gennaio dirige a Berlino la sua Messa di Requiem. In seguito porta in tour a Roma e Vienna l'integrale dei concerti per pianoforte e delle sinfonie di Beethoven, con un'interpretazione filologica tuttora considerata rivoluzionaria. L'importanza di tale interpretazione è testimoniata dalla terza integrale beethoveniana firmata Abbado che la Deutsche Grammophone rilascerà nell'estate 2008 (vedi Discografia), contenente registrazioni delle date romane. A Salisburgo dirige il Falstaff. Nell'autunno dello stesso anno effettua una tournée negli Stati Uniti colpiti dai fatti dell'11 settembre 2001. La stagione berlinese è dedicata al tema Il tempo diventa spazio collegato al Parsifal di Wagner, che dirige anche nell'anno successivo, a Salisburgo.
    Il 2002 si apre con Scene dal Faust di Goethe di Schumann a Berlino. A Salisburgo termina il suo incarico di direttore artistico del festival col Parsifal.
    Nello stesso anno chiude anche la sua esperienza berlinese, con un concerto speciale, durante il quale riceve il Bundesverdienstkreuz mit Stern, più alta decorazione della Germania, dalle mani del presidente della Repubblica Federale. La sua attività prosegue in Italia e Vienna con lavori di Mahler e Schönberg. A Palermo dirige la Sinfonia del nuovo mondo di Dvorak, il Concerto per violino di Brahms con Gil Shaham quale solista. L'ultimo concerto a Vienna il 13 maggio al Musikverein, si conclude in modo trionfale, con 4000 fiori lanciati sull'orchestra, 30 minuti di applausi.
    2002-2006 La carriera dopo i Berliner
    Dopo l'esaurimento degli impegni berlinesi, Abbado sembra dedicarsi con maggiore costanza alla "sua" Chamber Orchestra of Europe. Nel maggio dirige a Parigi un concerto per celebrarne il ventennale dalla fondazione, nel quale esegue un programma dedicato a Schubert: due Lieder con la partecipazione di Anne Sofie von Otter e Thomas Quasthoff e le sinfonie VIII e IX. Al maggio Musicale Fiorentino porta il Simon Boccanegra.
    L'anno si conclude con la Mahler Chamber Orchestra con la quale effettua una tournée estiva alla fine della quale riprende il Parsifal prima a Edimburgo e poi a Lucerna.
    L'inizio del 2003 è quasi esclusivamente dedicato al pubblico italiano, a Ferrara e Reggio Emilia.
    In primavera riceve il prestigioso Premium Imperiale dell'Imperatore del Giappone.
    A giugno compie 70 anni.
    Organizza la Lucerne Festival Orchestra che debutta nell'edizione del 2003 della rassegna svizzera. Si tratta di un'"orchestra di solisti", che comprende nomi prestigiosi come Natalia Gutman, Kolja Blacher, Emmanuel Pahud, l'Ensemble Sabine Meyer e l'Hagen quartett.
    Nel 2004 promuove nella città di Bologna la nascita dell' Orchestra Mozart, di cui diviene direttore musicale ed artistico.
    Progetti futuri
    Discografia
    Claudio Abbado firma il primo contratto discografico, col gruppo Universal, nel 1966.
    La sua carriera discografica si può suddividere in tre fasi:
    la prima fase, dal 1966 fino al 1986 circa, nella quale si affida principalmente all'Orchestra del Teatro alla Scala per le registrazioni di opere e alla London Symphony Orchestra per le registrazioni di musica sinfonica. Il repertorio toccato in questo periodo comprende l'opera italiana (Giuseppe Verdi e Gioachino Rossini, soprattutto), musica del XX secolo (Paul Hindemith, Alban Berg fra gli altri), con una peculiare predisposizione per la musica francese (Maurice Ravel soprattutto, ma anche Hector Berlioz e Georges Bizet) e slava (Modest Mussorgskij e Sergei Prokofiev). Le eccezioni in questo panorama curiosamente poco "germanico" sono le integrale delle sinfonie di Felix Mendelssohn (registrate comunque solo nel 1985) ed i concerti per pianoforte di Mozart.
    La seconda fase (dal 1986 al 2000) coincide con lo spostamento a Vienna e, in seguito, la direzione artistica a Berlino. Da questo momento in poi il repertorio di Abbado sembra cambiare completamente. Poca musica slava, poca francese, ma grande approfondimento della musica tedesca: due integrali delle sinfonie di Beethoven in studio (1994 e 2000) e una registrata dal vivo a Roma nel 2001 (che verrà rilasciata nell'estate 2008 (Deutsche Grammophone); una di Brahms; una sola, e per di più ibrida, delle sinfonie di Gustav Mahler (ma ben 20 registrazioni delle sue sinfonie); una di Franz Schubert. In generale il baricentro dei suoi interessi musicali sembra decisamente più mirato sulla musica romantica tedesca, da lui in verità appena sfiorata nel ventennio precedente. Con la fondazione del festival Wien Modern nel 1988, si crea l'occasione per proporre con continuità autori di musica moderna o contemporanea (Georg Ligeti, Luigi Nono ma anche autori davvero poco noti, come Rihm). Le orchestre più utilizzate sono, ovviamente i Wiener Philharmoniker ed i Berliner Philharmoniker per la musica sinfonica; gli stessi Wiener e l'Orchestra della Staatsoper di Vienna, per le registrazioni operistiche.
    La terza fase, che coincide con la malattia e l'abbandono della direzione dei Berliner Philharmoniker, vede un notevole diradarsi della sua attività discografica: svincolato dagli obblighi contrattuali berlinesi, sceglie con oculatezza il repertorio da affrontare. Prosegue nell'integrale mahleriana, registra le celebre integrale delle sinfonie di Beethoven su spartiti originali, allestisce pochi titoli (ma di sicuro appeal) al suo repertorio operistico: Il flauto magico e il Don Giovanni di Mozart e il Falstaff e il Simon Boccanegra di Verdi. A questo di devono aggiungere recital dei cantanti coi quali ha instaurato un rapporto privilegiato, come Bryn Terfel. Le orchestre a cui si affida sono, sempre più spesso, la Mahler Chamber Orchestra, oltre ai Berliner Philharmoniker.
    Fra le punte più alte della sua produzione si possono ricordare il recentissimo ciclo beethoveniano realizzato - dopo un periodo di malattia - con degli irriconoscibili Berliner, assottigliati in una formazione quasi da camera. Accanto a Beethoven (3 volte: coi Wiener Philharmoniker nel 1994 e coi Berliner Philharmoniker nel 2000 e nel 2008 (registrazioni dal vivo a Roma nel 2001) vanno ricordate le integrali delle opere di Mahler, Mendelssohn, Schubert, Ravel (con la London Symphony Orchestra) e Čaikovskij, Prokof'ev (con la London Symphony Orchestra), Dvorák, senza dimenticare le fondamentali registrazioni operistiche.
    Premi e riconoscimenti
    Nel corso della sua prestigiosa carriera Abbado ha ricevuto numerosi premi e riconoscimenti: nel 1973 i Wiener Philharmoniker gli hanno conferito l'Ehrenring e nel 1980 la Medaglia d'Oro Nicolai, sempre a Vienna ha ricevuto la Mozart e la Mahler Medaille e l'Ehrenring der Stadt Wien. In Italia gli è stata conferita la Gran Croce per meriti in campo musicale e la Laurea honoris causa dell'Università di Ferrara, in Francia la Croce della Legion d'Onore, in Germania l'Ernst-von-Siemens-Musikpreis e a Cambridge ha ricevuto la laurea honoris causa. Recentissimamente, ha ricevuto dal Presidente della Repubblica tedesca Johannes Rau la "Bundesverdienstkreuz mit Stern", la più alta distinzione della Repubblica Federale.
    Onorificenze
    Grand' Croix della Legion d'Onore
    Cavaliere di Gran Croce Ordine al Merito della Repubblica Italiana
    — 7 dicembre 1984.
    Medaglia d'oro ai benemeriti della cultura e dell'arte
    — 13 gennaio 1997.
    Note


      ^ Cavaliere di Gran Croce Ordine al Merito della Repubblica Italiana Claudio Abbado Direttore d'orchestra
      ^ Medaglia d'oro ai benemeriti della cultura e dell'arte Claudio Abbado Direttore d'orchestra

    Voci correlate
    Direttore d'orchestra
    Teatro alla Scala
    Berliner Philharmoniker
    Opera lirica
    Collegamenti esterni
    Club Abbadiani Itineranti, fan club con un ricco archivio stampa sull'attività del direttore disponibile online
    Pagina dedicata ad Abbado nel sito della Deutsche Grammophon, suo principale partner discografico
    Discografia completa
    Sito della Mahler Chamber Orchestra
    Sito della Lucerne Festival Orchestra
    Sito dell'Orchestra Mozart
    Video-Intervista Claudio Abbado
    Portale Musica classica
    Portale Biografie

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