Chris Evert (56)

Informazioni di base:

  • Data di nascita: 21 Dicembre 1954
  • Professione: Tennista
  • Luogo di nascita: Fort Lauderdale
  • Nazione: Stati Uniti
  • Chris Evert in Rete:

  • Sito Non Ufficiale: Un sito non ufficiale su Chris Evert
  • Wikipedia: Chris Evert su Wikipedia
  • Biografia:

    (estratta da Wikipedia)

    Residenza:
    Boca Raton, Florida, USA
    Gioco:
    Destrorsa, rovescio bimane
    Esordio tra i professionisti:
    1972
    Ritiro:
    1989
    Miglior posizione ranking WTA:
    1 (3 novembre 1975)
    Titoli di singolo:
    157 WTA
    Guadagni nella carriera:
    $8.895.195
    Bilancio carriera:
    1304W – 144L
    Risultati nel Grande Slam
    Australian Open
    W (1982, 1984)
    Roland Garros
    W (1974, 1975, 1979, 1980, 1983, 1985, 1986)
    Wimbledon
    W (1974, 1976, 1981)
    US Open
    W (1975, 1976, 1977, 1978, 1980, 1982)
    Altri risultati notevoli
    WTA Tour Championships
    W (1972, 1973, 1975, 1977)
    Campionessa del mondo ITF
    W (1978, 1980, 1981)
    Christine Marie Evert, nota più semplicemente come Chris Evert (Fort Lauderdale, Florida, 21 dicembre 1954), è una ex tennista statunitense.
    Tra le prime ad usare il rovescio a due mani, Chris Evert, avendo battuto campionesse come Margaret Court, Virginia Wade e Billie Jean King, era già un nome prima ancora di entrare nel circuito professionistico.

    Nel 1974, la conquista a soli diciannove anni del Roland Garros diede il via ad una delle più lunghe serie di successi della storia del tennis: sette vittorie all'Open di Francia (Roland Garros), sei allo US Open, tre a Wimbledon, due all'Australian Open; nel suo palmares anche cinque titoli agli Internazionali d'Italia.

    Nell'arco della sua quasi ventennale carriera, la tennista statunitense ha vinto oltre il 90% dei matches disputati (1304 su 1448 secondo le statistiche ufficiali della WTA): la più alta percentuale in tutta la storia del tennis professionista (maschile e femminile). Altro record mai eguagliato è la sequenza di 125 vittorie consecutive sulla stessa superficie, la terra, dove la Evert rimase imbattuta per sei anni, dal 1973 al 1979. La tennista statunitense, inoltre, ha vinto almeno una prova del Grand Slam per tredici anni consecutivi, dal 1974 al 1986 (anche questo è un record assoluto).

    Proprio in virtù dell'eccezionalità dei risultati conseguiti, la letteratura sportiva ha ormai annoverato il nome di Chris Evert nell'albo d'oro delle più grandi campionesse di ogni epoca e disciplina.




    Biografia
    All'età di cinque anni inizia a giocare sui campi in terra, quella che rimarrà la sua superficie preferita e sulla quale diventerà praticamente imbattibile, guidata dal padre Jimmy Evert (ex tennista): "Mio padre mi raccomandava ‘Porta la racchetta indietro, girati lateralmente, entra in campo quando colpisci la palla’ : ho ricordato quegli insegnamenti fondamentali, sempre".

    Iniziò giovanissima a giocare i tornei giovanili raggiungendo in breve tempo la vetta delle graduatorie juniores.

    Nel 1970, a 15 anni, nelle semifinali del torneo di Charlotte, sconfisse tra lo stupore generale Margaret Court, la plurititolata campionessa australiana, indiscussa numero uno del mondo.

    Entrò nel circuito professionistico a 18 anni, pur partecipando a diversi tornei open già in età minore (nel 1971 raggiunse le semifinali degli US Open) senza ritirare i premi vinti.
    Carriera
    Chris Evert è stata, tra il 1972 e il 1989, costantemente ai vertici del tennis mondiale, vincendo tutto: complessivamente 157 tornei, tra i quali 18 titoli del Grand Slam.

    In particolare, tra il 1974 e il 1982, la Evert è stata quasi ininterrottamente al primo posto delle graduatorie mondiali, salvo brevi parentesi in cui è stata preceduta da giocatrici del valore di Evonne Goolagong, Tracy Austin e Martina Navratilova: un dominio pressoché assoluto, durato quasi un decennio.

    1972
    A 17 anni fu protagonista di quello che, all'epoca, fu definito "l'incontro del secolo": la semifinale di Wimbledon nella quale, in vantaggio per 6-4, 3-0, subì una clamorosa rimonta dalla campionessa in carica Goolagong che, giocandole soventi smorzate sul rovescio bimane, vinse col punteggio finale di 4-6, 6-3, 6-4. Raggiunse, nello stesso anno, anche le semifinali degli US Open, dove fu sconfitta da Kerry Melville 6-4, 6-2. Vinse 4 tornei e 47 matches sui 54 disputati (87%). I risultati più importanti furono la vittoria a Fort Lauderdale in finale su Billie Jean King (6-1, 6-0) e a Indianapolis, dove vinse la semifinale contro Margaret Court (6-3, 7-6) e si impose in finale sulla Goolagong (7-6, 6-1). Fece parte della selezione statunitense nella Bonnie Belle Cup e sconfisse, nell'incontro con l'Australia, sia la Court (6-3, 6-3) che la Goolagong (6-3, 4-6, 6-0).
    1973
    A soli 18 anni, fu protagonista della finale degli Open di Francia, sconfitta dall'allora numero uno del mondo Margaret Court col punteggio di 6-7, 7-6, 6-4. Nello stesso anno sconfisse proprio la Court nelle semifinali di Wimbledon (6-1, 1-6, 6-1) e raggiunse così la finale, dove venne sconfitta da Billie Jean King (6-0, 7-5). Vinse 10 tornei e 88 matches sui 98 disputati (90%). Si impose nel torneo di Fort Lauderdale in finale su Virginia Wade (6-1, 6-2), nel torneo di Sarasota in finale sulla Goolagong (6-3, 6-2), nel torneo di Miami di nuovo in finale sulla Goolagong (3-6, 6-3, 6-2), a St. Petersburg in semifinale sulla Navratilova (7-5, 6-3) e in finale sulla Goolagong (6-2, 0-6, 6-4), a Johannesburg in semifinale sulla Wade (7-6, 6-0) e in finale sulla Goolagong (6-3, 6-3). Nel torneo di Hilton Head, dopo aver sconfitto Billie Jean King in semifinale (4-6, 7-6, 6-1), perse la finale da Margaret Court (6-4, 6-7, 6-2). A Roma, nella finale degli Internazionali d'Italia, fu sconfitta dalla Goolagong 7-6, 6-0.

    1974
    Stabilì il nuovo record assoluto di 56 vittorie consecutive vincendo 10 tornei di fila. Vinse 16 tornei e 103 matches sui 110 disputati (94%). Si impose agli Open di Francia senza perdere un set (battendo in finale Olga Morozova 6-1, 6-2). Si impose anche a Wimbledon, sempre in finale sulla Morozova per 6-0, 6-4. Raggiunse la finale agli Australian Open, dove fu sconfitta da Evonne Goolagong per 7-6, 4-6, 6-0. Agli US Open fu sconfitta in semifinale ancora dalla Goolagong (6-0, 6-7, 6-3). Da sottolineare la vittoria di Mission Viejo in finale sulla King (6-3, 6-1); a Roma, nella finale degli Internazionali d'Italia sulla Navratilova (6-3, 6-3); a Dallas in finale sulla Wade (7-5, 6-2); a Sarasota in finale sulla Goolagong (6-4, 6-0); a St. Petersburg in finale sulla Melville (6-0, 6-1); a Houston in finale sulla Wade (6-3, 5-7, 6-1); a Hilton Head in semifinale sulla Goolagong (6-2, 6-1) e in finale sulla Wade (6-1, 6-3); a Eastbourne di nuovo in finale sulla Wade (7-5, 6-4).

    1975
    Si impose in due dei tre tornei del Grand Slam cui partecipò: agli Open di Francia, in finale sulla Navratilova col punteggio di 2-6, 6-2, 6-1, e agli US Open, dove si impose in semifinale sulla Navratilova (6-4, 6-4) e in finale sulla Goolagong (5-7, 6-4, 6-2). A Wimbledon perse la semifinale dalla King (2-6, 6-2, 6-3). Vinse 16 tornei e 94 matches sui 100 disputati (94%). Da sottolineare la vittoria a Roma in finale sulla Navratilova (6-1, 6-0); la vittoria a San Francisco in semifinale sulla Navratilova (6-4, 6-3) e in finale sulla King (6-1, 6-1); a Richfield in semifinale sulla Wade (7-5, 6-2) e in finale sulla Court (6-4, 3-6, 6-3); a Houston in semifinale sulla Goolagong (4-6, 6-4, 7-6) e in finale sulla Court (6-3, 6-2); a Los Angeles nei quarti sulla Goolagong (6-1, 6-4), in semifinale sulla Morozova (6-2, 6-0) e in finale sulla Navratilova (6-4, 6-2); a Amelia Island in semifinale sulla Goolagong (6-1, 6-1) ed in finale sulla Navratilova (7-5, 6-4); a Austin in finale sulla King (4-6, 6-3, 7-5); a Rye in semifinale sulla Court (6-3, 6-3) e in finale sulla Wade (6-0, 6-1); a Atlanta in finale sulla Navratilova (2-6, 6-2, 6-0); a Hilton Head in finale sulla Goolagong (6-1, 6-1). Il 1975 fu l'anno in cui venne creata la classifica ufficiale della WTA (Women Tennis Association) e la Evert risultò da subito essere prima davanti alla sua più grande rivale dell'epoca: l'australiana Evonne Goolagong.

    1976
    Non partecipò agli Open di Francia né agli Australian Open e si impose in entrambe le prove del Grand Slam cui partecipò: sia a Wimbledon, dove si impose in semifinale sulla Navratilova (6-3, 4-6, 6-4) e in finale sulla Goolagong (6-3, 4-6, 8-6), sia agli US Open dove si impose ancora in finale sulla Goolagong (6-3, 6-0). Vinse 12 tornei e 75 degli 80 matches disputati (94%). I risultati più rilevanti furono: la vittoria ad Austin in semifinale sulla Navratilova (6-0, 6-3) ed in finale sulla Goolagong (7-5, 6-1); a Washington in finale sulla Wade (6-2, 6-1); a Sarasota in finale sulla Goolagong (6-3, 6-0); a San Francisco di nuovo in finale sulla Goolagong (7-5, 7-6); a Eastbourne in finale sulla Wade (8-6, 6-3).

    1977
    Disertò ancora sia gli Open di Francia che gli Australian Open, imponendosi in una delle due prove dello Slam cui partecipò: di nuovo agli US Open, cedendo soltanto 27 games e nessun set in tutto il torneo, battendo in finale l'australiana Wendy Turnbull 7-6, 6-2. A Wimbledon, dopo aver sconfitto nei quarti Billie Jean King 6-1, 6-2, fu sconfitta in semifinale dalla vincitrice del torneo Virginia Wade col punteggio di 6-1, 4-6, 6-2. Vinse 11 tornei e 70 dei 73 matches disputati (96%). I più importanti tornei vinti furono: Hollywood in finale sulla Court (6-3, 6-4); Seattle in finale sulla Navratilova (6-2, 6-4); Chicago in finale su Margaret Court (6-1, 6-3); Los Angeles in finale su Martina Navratilova (6-2, 2-6, 6-1); Philadelphia ancora in finale sulla Navratilova (6-4, 4-6, 6-3); Tucson in semifinale sulla Wade (6-3, 6-4) ed in finale sulla Navratilova (6-3, 7-6); Hilton Head in finale su Billie Jean King (6-0, 6-1); Mission Hills su Martina Navratilova (6-4, 6-1), poi sulla Wade (1-6, 6-4, 6-4) ed in finale su Billie Jean King (6-2, 6-2). Da notare che la sua principale rivale, Evonne Goolagong, fu assente per buona parte dell'anno (divenne mamma a maggio) e che la Evert conobbe in tutto l'anno soltanto tre sconfitte: una dalla Navratilova e due dalla Wade.

    1978
    Vinse una delle due prove dello Slam cui partecipò: si impose agli US Open per la quarta volta consecutiva, senza cedere un set e battendo in finale la connazionale Pam Shriver 7-5, 6-4; perse la finale a Wimbledon dalla Navratilova (2-6, 6-4, 7-5). Vinse in tutto 7 tornei e 56 dei 59 matches disputati (95%). Vinse a Philadelphia in semifinale sulla Wade (6-3, 6-2) e in finale sulla King (6-0, 6-4); a Hilton Head in semifinale su Tracy Austin (6-3, 6-1) e in finale sulla Melville (6-2, 6-0); a Atlanta in finale sulla Navratilova (7-6, 0-6, 6-3); a Bloomington in finale sulla Wade (6-7, 6-2, 6-4); a Mission Hills in semifinale sulla Wade (6-2, 6-2) e in finale sulla Navratilova (6-3, 6-3); a Tokyo in semifinale sulla Wade (6-1, 6-3) e in finale sulla Navratilova (7-5, 6-2). Da sottolineare la finale persa a Eastbourne dalla Navratilova in un match avvincente (6-4, 4-6, 9-7 il punteggio).

    1979
    Tornò dopo tre anni di assenza agli Open di Francia e vinse in finale su Wendy Turnbull (6-2, 6-0); a Wimbledon si impose in semifinale sulla Goolagong (6-3, 6-2) ma fu sconfitta in finale dalla Navratilova (6-4, 6-4); agli US Open sconfisse nei quarti la Goolagong (7-5, 6-2), in semifinale Billie Jean King (6-1, 6-0) ma trovò in finale la connazionale Tracy Austin che, imponendosi per 6-4, 6-3, impedì alla Evert di vincere il quinto titolo consecutivo. Da notare che la Austin, nello stesso anno, vinse sulla Evert anche a Roma, interrompendo la serie di 125 successi consecutivi sulla terra iniziata nel 1973 (6-2, 4-6, 7-6 il punteggio della semifinale). Il 1979 è un anno in cui la Evert, dopo cinque anni di dominio assoluto, mostra segni di stanchezza ("Non mi diverto più come un tempo, vorrei fare anche altre cose"): è l'anno in cui convola a nozze col tennista inglese John Lloyd e in cui iniziano a circolare voci su un suo possibile ritiro. In effetti, i risultati conseguiti sembrano confermare la "stanchezza" della Evert, che perde la prima posizione mondiale e viene sconfitta anche dalla Stevens, la Barker, la Turnbull, giocatrici alle quali, abitualmente, concedeva soltanto pochi games. Vinse in tutto 8 tornei e 89 matches sui 102 disputati (87%, una percentuale di vittorie bassa se confrontata con i suoi standard abituali): si impose a Seattle in finale su Renee Richards (6-1, 3-6, 6-3); a Los Angeles sulla Navratilova (6-3, 6-4); a Eastbourne, in una battaglia interminabile, sulla Navratilova (7-5, 5-7, 13-11); a Indianapolis in semifinale su Renee Richards (6-1, 6-0) e in finale su Evonne Goolagong (6-4, 6-3); a Mahwah in finale su Tracy Austin (6-7, 6-4, 6-1). Da notare le due vittorie su Renee Richards, il primo transessuale della storia a giocare nel circuito femminile. Da sottolineare, in questo anno difficile per la Evert, il ritorno su alti livelli della storica rivale Goolagong, la consacrazione della giovanissima stella statunitense Tracy Austin e una Navratilova sempre più competitiva e affamata di vittorie.

    1980
    Vinse due delle tre prove dello Slam cui partecipò: agli Open di Francia si impose in semifinale sulla cecoslovacca Hana Mandlikova (6-7, 6-2, 6-2) e in finale su Virginia Ruzici (6-0, 6-3); agli US Open sconfisse in semifinale Tracy Austin (4-6, 6-1, 6-1) e in finale la Mandlikova (5-7, 6-1, 6-1); a Wimbledon si impose in semifinale sulla Navratilova (4-6, 6-4, 6-2) ma fu sconfitta nella finale dalla Goolagong (6-1, 7-6). Dopo un avvio in sordina, che sembrava confermare la stanchezza accusata nell'anno precedente, si impose in 8 tornei e concluse l'anno con un bilancio di 70 matches vinti sui 77 disputati (91%). Si impose a Roma in semifinale sulla Mandlikova (6-4, 3-6, 6-3) ed in finale sulla Ruzici (5-7, 6-2, 6-2); a Chichester nei quarti su Andrea Jaeger (6-3, 6-2), in semifinale sulla Shriver (7-5, 6-2) ed in un'avvincente finale sulla Goolagong (6-3, 6-7, 7-5); a Indianapolis in finale sulla Jaeger (6-4, 6-3); a Toronto nei quarti sulla Mandlikova (3-6, 6-1, 6-2), in semifinale sulla Shriver (6-4, 7-5) ed in finale sulla Ruzici (6-3, 6-1); a Deerfield Beach in finale ancora su Andrea Jaeger (6-4, 6-1); a Brighton in finale sulla Navratilova (6-4, 5-7, 6-3). Il 1980 fu l'anno del grande ritorno della Evert, che riprese d'autorità il primo posto nelle graduatorie mondiali davanti alla Austin ed alla Navratilova.

    1981
    Fu uno dei pochi anni in cui partecipò a tutte le prove del Grand Slam: vinse a Wimbledon senza perdere un set e battendo in finale Hana Mandlikova (6-2, 6-2), mentre fu sconfitta nella finale degli Australian Open da Martina Navratilova in una partita avvincente: 6-7, 6-4, 7-5 il punteggio finale; agli Open di Francia raggiunse le semifinali, dove fu sconfitta dalla Mandlikova (6-4, 7-5); agli US Open, dopo essersi imposta nei quarti sulla stessa Mandlikova (6-1, 6-3), trovò la sconfitta in semifinale in una delle ormai abituali battaglie con la Navratilova (7-5, 4-6, 6-4). Il 1981 fu un anno ricco di successi, che iniziò con una sequenza di 6 tornei vinti consecutivamente, tra i quali gli Internazionali d'Italia in finale sulla Ruzici (6-1, 6-2). Sul finire di stagione, la vittoria nel torneo di Sydney, dove sconfisse nei quarti la Goolagong (6-2, 6-0), in semifinale la Bunge (6-7, 6-4, 6-1) ed in finale la Navratilova (6-4, 2-6, 6-1). Nel corso dell'anno vinse in tutto 9 tornei e 73 matches sui 79 disputati (92%). Da sottolineare la vittoria in uno dei matches più appassionanti di sempre, a East Rutherford, sulla Austin (4-6, 6-4, 7-6) e la vittoria nella finale del torneo di Amelia Island, dove inflisse alla Navratilova uno "storico" 6-0, 6-0.

    1982
    Si impose agli US Open battendo in semifinale Andrea Jaeger (6-1, 6-2) e in finale Hana Mandlikova (6-3, 6-1); vinse anche gli Australian Open battendo nei quarti la King (6-2, 6-2), in semifinale la Jaeger (6-1, 6-0) e in finale Martina Navratilova (6-3, 2-6, 6-3); a Wimbledon, dopo la semifinale vinta su Billie Jean King (7-6, 2-6, 6-3), fu sconfitta in finale dalla Navratilova (6-1, 3-6, 6-2); agli Open di Francia fu sconfitta in semifinale dalla giovanissima Andrea Jaeger (6-3, 6-1). Anche questo fu un anno ricco di successi: 10 tornei vinti e 75 matches sugli 81 disputati (93%). Da ricordare la vittoria a Palm Beach Gardens in semifinale sulla Goolagong (5-7, 6-1, 6-4) ed in finale su Andrea Jaeger (6-1, 7-5); a Amelia Island ancora in finale sulla Jaeger (6-3, 6-1); a Perugia in finale su Hana Mandlikova (6-0, 6-3); a Lugano nei quarti sulla cecoslovacca Helena Sukova (6-4, 6-1), in semifinale sulla Ruzici (6-0, 6-1) ed in finale sull'ungherese Andrea Temesvari (6-0, 6-3); a Deerfield Beach in finale sulla Jaeger (6-1, 6-1); a Palm Harbour in finale sulla Jaeger (3-6, 6-1, 6-4); a Tokyo ancora in finale sulla Jaeger (6-3, 6-2). Da sottolineare la vittoria, nella semifinale del torneo di East Rutherford, su Tracy Austin con un clamoroso 6-0, 6-0. Il 1982 è l'anno in cui la Evert realizza il Grand Slam di carriera, ossia la vittoria di tutti e quattro i tornei del Grand Slam, vincendo l'ultimo torneo dello Slam mai vinto prima: gli Australian Open, torneo a cui partecipò in precedenza soltanto altre due volte. Il 1982 è l'anno che segnerà la fine del dominio della Evert sul tennis mondiale ed il passaggio delle consegne a Martina Navrailova, salvo un ultimo ritorno in vetta alle graduatorie mondiali qualche anno dopo.

    1983-1984
    Martina Navratilova dominò la scena mondiale vincendo quasi tutti i tornei ai quali partecipò e tutti i 13 incontri diretti con la Evert, che sembrava ormai impotente di fronte alla schiacciante superiorità della ex cecosclovacca: non riusciva più a contrastare i suoi continui attacchi a rete con passanti efficaci.

    In effetti, gli architetti del gioco di Martina Navratilova erano riusciti nel loro intento di costruire una tattica per annientare l'eterna rivale Evert: un "serve and volley" martellante e continue discese a rete che, tenendo la Evert sotto continua pressione, finivano per disorientarla. Quello della Navratilova era un tipo di gioco mai praticato prima da nessuna donna: in effetti, si basava su una preparazione atletica molto intensa, che rese all'ex cecoslovacca un vigore fisico e una potenza senza precedenti nel tennis femminile. Furono gli anni peggiori della carriera della Evert, che mai aveva subito così a lungo la superiorità di alcuna giocatrice. Nel biennio 1983-84 la Evert riuscì, comunque, a vincere due prove del Grand Slam: gli Open di Francia (nel 1983 in finale su Mima Jausovec 6-1, 6-2) e gli Australian Open (nel 1984 in finale su Helena Sukova 6-7, 6-1, 6-3). Da ricordare, in questo biennio in cui la Evert rimase stabilmente al secondo posto delle classifiche mondiali dietro la Navratilova, le finali raggiunte agli US Open nel 1983 (sconfitta dalla Navratilova 6-1, 6-3), agli Open di Francia nel 1984 (sconfitta dalla Navratilova 6-3, 6-1) e agli US Open nel 1984 (sconfitta ancora dalla Navratilova 4-6, 6-4, 6-4).

    1985
    Con l'aiuto del coach Dennis Ralston e del marito (il tennista inglese John Lloyd), la Evert ritrovò la strada per contrastare lo straripante gioco di Martina Navratilova: per batterla doveva tenerla lontana dalla rete mantenendo costantemente una maggiore profondità di palla che, anche di fronte alle continue discese a rete della scatenata ex cecoslovacca, le desse modo di poter giocare passanti efficaci; inoltre, sempre al fine di tenere la Navratilova lontana dalla rete, doveva essere lei stessa a scendere più spesso a rete: effettuò, dunque, una preparazione mirata a migliorare le sue volleys ("Dennis Ralston mi ha trasformato in una volleatrice migliore, con più tocco, la mano più morbida, e mi ha aiutato con il mio servizio kick"). Forte di questo duro lavoro volto a migliorare diversi aspetti del suo gioco, la Evert interruppe finalmente la lunga serie negativa e si impose sulla Navratilova, dopo oltre due anni, nella finale del torneo di Key Biscayne col punteggio di 6-2, 6-4. In quell'occasione la Evert disse nel dopo partita: "Le mie risposte al servizio e i miei passanti sono stati i migliori di sempre: era proprio quello che ci voleva per battere Martina". Ma il 1985 regalò un'altra grande soddisfazione alla Evert: la vittoria nella finale dell'Open di Francia ancora sulla Navratilova (6-3, 6-7, 7-5 il punteggio finale di uno dei matches più appassionanti di sempre) la riportò al primo posto delle classifiche mondiali, interrompendo il dominio assoluto della ex cecoslovacca che durava ormai da oltre due anni: "Non si trattava semplicemente di un’altra vittoria di Chris su Martina o di un’ennesima vittoria di Chris in uno Slam" ricorda Andy Brandi "si trattava di ben altro, di qualcosa di più: la Regina era tornata sul trono. L’emozione di tutti era palpabile". Nello stesso anno la Women Sports Foundation elegge Chris Evert “La più grande atleta degli ultimi 25 anni”. Il 1985 vide la Evert nelle finali di altre due prove dello Slam, sconfitta in entrambe le occasioni da Martina Navratilova (4-6, 6-3, 6-2 a Wimbledon e 6-2, 4-6, 6-2 agli Australian Open).

    Ultimi anni
    Il 1986 fu l'ultimo anno in cui la Evert riuscì a vincere una prova del Grand Slam: si impose nuovamente agli Open di Francia in finale sulla Navratilova col punteggio di 2-6, 6-3, 6-3.
    Nel 1987 raggiunse le semifinali agli Open di Francia e a Wimbledon.
    Nel 1988 agli Australian Open, dopo aver sconfitto in semifinale la Navratilova 6-2, 7-5, fu sconfitta in finale da Steffi Graf 6-1, 7-6.

    Il 1989 fu l'anno del ritiro; raggiunse le semifinali a Wimbledon e sfiorò un clamoroso successo sulla nuova dominatrice del tennis mondiale: a Boca Raton perse in finale dalla Graf 4-6, 6-2, 6-3.
    1989: il ritiro
    "Già a 25 anni avevo iniziato a chiedermi quale sarebbe stato il momento giusto per ritirarmi e come avrei fatto a capirlo. Sapevo che nessuno avrebbe potuto dirmelo, che questa decisione l'avrei potuta prendere soltanto io. Tutte le volte che ne parlo con mio padre mi dice di continuare, ma per me è sempre più difficile perché sento che adesso, a 34 anni, il meglio del mio tennis è passato. Sempre più spesso mi trovo a giocare con ragazze che hanno 15 e a volte anche 20 anni meno di me e che non sembrano affatto intimidite nell'affrontarmi: hanno quella fame di vincere e lottare su ogni punto che io, invece, non ho più. Quest'anno ho raggiunto soltanto una finale del Grand Slam e per l'anno prossimo non ho la convinzione di poter fare meglio, anche se mi piacerebbe finire con una grande vittoria". Era il 1988 quando Chris Evert annunciò che l'anno seguente sarebbe stato l'ultimo della sua carriera.

    Ritiratasi nel 1989, ha iniziato a collaborare saltuariamente come commentatrice sportiva ed è diventata mamma di tre figli.

    Dal 1983 al 1990 è stata presidentessa della Women's International Tennis Association.

    Nel 1996 ha fondato, insieme al padre e al fratello, la "Evert Tennis Academy".
    Finali del Grand Slam (34)
    Le statistiche che riguardano i risultati della Evert nei tornei del Grand Slam sono impressionanti: nell'arco della sua carriera, ha partecipato a 56 edizioni di tornei del Grand Slam raggiungendo 52 volte le semifinali (93%), 34 volte la finale (61%) e vincendo in 18 occasioni (32%).

    Da notare che la Evert ha vinto 10 delle 12 finali disputate sulla terra (83%), 3 delle 7 finali disputate sul cemento (43%) e solo 5 delle 15 finali disputate sull'erba (33%).

    Da notare, inoltre, che dal 1978 gli US Open, che fino al 1977 si erano svolti sulla terra, iniziarono a svolgersi nel nuovo complesso di Flushing Meadows, dove i campi erano in cemento: ciò ha certamente sfavorito la Evert perché, mentre fino al 1977 due prove dello Slam su quattro (e cioè la metà) venivano disputate su superfici lente, a lei più favorevoli, a partire dal 1978 solo una prova dello Slam su quattro (e cioè gli Open di Francia) veniva disputata su superficie lenta. E' questa una delle ragioni per cui, come osservato nella letteratura sportiva, il dominio della Evert sul tennis mondiale cominciò a trovare la rivalità sempre più calzante della Navratilova, favorita dalle superfici più veloci. In effetti, 14 delle 16 sconfitte (87,5%) in finali di tornei del Grand Slam avvennero su superfici veloci e 9 su 16 (56,25%) su superfici veloci e dalla Navratilova.
    Vinte (18)
    Perse (16)
    I records
    Chris Evert vanta diversi records assoluti, tra i quali:

    125 vittorie consecutive sulla stessa superficie, la terra (in inglese "clay"), dove rimase imbattuta dal 1973 al 1979;
    la miglior percentuale in carriera di incontri vinti su quelli giocati (90%);
    la vittoria per 13 anni consecutivi di almeno una prova del Grand Slam;
    la prima giocatrice a vincere 1.000 incontri;
    il maggior numero di vittorie (sette) all'Open di Francia (Roland Garros);
    il maggior numero di matches vinti (101) allo US Open;
    la prima giocatrice a raggiungere il milione di dollari di montepremi vinti in carriera;
    l'unica giocatrice ad aver vinto gli US Open su due superfici diverse.



    Da citare anche altri numeri, altrettanto significativi:
    ha vinto oltre la metà dei tornei cui ha partecipato in quasi 20 anni;
    ha raggiunto 52 volte su 56 almeno le semifinali dei tornei del Grand Slam cui ha partecipato tra il 1971 e il 1989;
    ha raggiunto 48 volte su 49 almeno le semifinali dei tornei del Grand Slam cui ha partecipato tra il 1971 e l'edizione di Wimbledon del 1987;
    ha vinto il 157° torneo su 289 giocati (la sua grande rivale Martina Navratilova ha raggiunto la vittoria del 157° torneo avendone però giocati ben 343);
    ha raggiunto la finale nel 76% dei tornei cui ha partecipato in carriera;
    ha raggiunto le semifinali nel 90% dei tornei cui ha partecipato in carriera;
    ha vinto 6 delle 8 edizioni degli US Open disputatesi tra il 1975 ed il 1982;
    ha vinto 56 matches consecutivi nel 1974 (record assoluto fino al 1984).

    Ma i records della Evert avrebbero potuto essere anche di più, considerando che la tennista statunitense non ha partecipato a molte edizioni di tornei del Grand Slam.

    In particolare, le defezioni agli Open di Francia del 1976, 1977 e 1978 avvennero nel periodo in cui la Evert era saldamente in testa alle graduatorie mondiali ed imbattibile sulla terra (vinse tutti i matches disputati su questa superficie tra il 1973 ed il 1979).

    Per quanto riguarda invece l'Australian Open, la Evert non è mai andata volentieri in Australia ("Preferivo passare il Natale in famiglia" disse in un'intervista) ed anche in anni in cui ha dominato il tennis mondiale, tra il 1975 ed il 1980, non ha mai partecipato a questo torneo: complessivamente ha preso parte soltanto a sei edizioni di questa competizione, arrivando sempre in finale e vincendo il torneo in due occasioni.
    Stile di gioco
    Il gioco della Evert era basato sull'intelligenza tattica, la concentrazione, la velocità, la perfetta coordinazione nei movimenti, il controllo di palla: era un gioco solido, lineare, geometrico, caratterizzato da profondità e precisione dei colpi, giocati completamente piatti e a corde tese; si svolgeva essenzialmente da fondo campo, con rare escursioni a rete, effettuate il più delle volte solo per chiudere il punto.

    Il suo rovescio a due mani fa parte dei colpi leggendari della storia del tennis. I passanti lungolinea e incrociati, così come le risposte al servizio, i pallonetti e le smorzate, erano i suoi colpi vincenti.

    Era un gioco meno appariscente rispetto a quello di molte sue rivali e, per questo, spesso meno apprezzato; in realtà, il suo gioco rivelava straordinarie doti mentali, che le hanno consentito di prevalere su giocatrici fisicamente imponenti, molto potenti, dalle sembianze più maschili che femminili.

    Il suo modo di giocare ed il suo stile inconfondibile hanno influenzato intere generazioni: in effetti, oggi circa il 70% delle giocatrici usa il rovescio a due mani ed un tipo di gioco simile al suo.

    La sua proverbiale freddezza in campo, la femminilità, l'eleganza nel portamento e nei modi, unitamente al suo fascino, le valsero all'inizio della carriera il soprannome, attribuitole dalla stampa inglese, di "Ice Princess" (Principessa di ghiaccio).

    In verità, il primo soprannome, attribuitole dalla stampa americana, fu "The ice maiden" ("La signorina di ghiaccio"), ma nel corso della sua carriera diversi altri nomi le vennero attribuiti, tra i quali "Queen of the courts" ("Regina dei campi") e "Chrissie the great" ("Chrissie la grande").

    Negli anni in cui si impose in vetta alle graduatorie del tennis mondiale, i suoi connazionali iniziarono a chiamarla "Chris America", l'appellativo che l'ha accompagnata fino alla fine della sua carriera.
    Citazioni su Chris Evert
    “Non avrebbero potuto mettere la Evert se non sul centrale, fin dall’inizio: il network si rese subito conto che avrebbe attirato un grande pubblico” racconta Bud Collins, commentatore NBC per gli US Open del 1971.

    "Chrissie era una donna stupenda, che praticava uno sport stupendo in una stupenda maniera. Ecco perché l’America si innamorò di lei” (Tom Friend, Washington Post).

    “Chris ha sempre rappresentato il tennis in maniera fantastica. Attraverso gli anni ha dimostrato una classe eccezionale. Vinceva da campionessa e perdeva da campionessa” (Stan Smith).

    Brian Tobin, Vice Presidente della Federazione Internazionale Tennis, volle sottolineare la sportività ed il comportamento sempre composto ed esemplare della Evert in campo: "Chris non è solo una signora campionessa ma una campionessa signora".

    Negli anni in cui la Evert ha dominato il tennis mondiale, tra la metà degli anni 70 e gli inizi degli anni 80, Billie Jean King disse: "Quello che fa di Chris Evert una così grande campionessa sta nella sua capacità di giocare non i games o le partite, ma i singoli punti. Senza ombra di dubbio è la giocatrice più competitiva contro la quale abbia mai giocato".

    Steffi Graf, altra grande campionessa del tennis, che riuscì a sconfiggere la Evert per la prima volta soltanto sul finire degli anni 80, dopo sei sconfitte consecutive e solo quando la carriera della tennista statunitense era ormai al tramonto, disse in un'intervista: "La superiorità della Evert è legata al fatto che, in ogni momento del match, lei sembra sempre sapere esattamente cosa fare. Chris è stata la giocatrice che ha portato femminilità nel gioco. Una vera signora, sempre leale".

    Adriano Panatta, campione italiano degli anni 70, disse della Evert: "da un punto di vista puramente tecnico, nessun giocatore, donna o uomo, è riuscito a giocare i passanti come lei".

    Virginia Wade, vincitrice a Wimbledon nel 1977, disse: " Qualsiasi fosse la sua posizione nelle classifiche mondiali in qualsiasi momento, Chris è stata una giocatrice talmente straordinaria che, per me, è sempre stata la numero uno. Penso che verrà ricordata con più passione di qualsiasi altra giocatrice. Ci sono così tante persone che hanno provato ad imitare il suo gioco, ad essere suoi cloni. Ma tutti costoro si sono limitati ad imitare la cosa più ovvia di lei: il gioco da fondo campo. Ma non penso che sia questo il suo punto di forza: la testa è il suo punto di forza".

    John McEnroe, grande campione degli anni 70 e 80, era stupito di come la Evert si sbarazzasse così velocemente ed in modo così schiacciante delle sue avversarie: "Era un’assassina ben vestita, che poi diceva cose giuste e che nel frattempo ti aveva già fatto a pezzi".

    Martina Navratilova, la sua eterna rivale: "Chris è un idolo per me. Mentalmente era una spanna sopra tutte le altre. Una campionessa dentro e fuori dal campo. Un ottimo esempio da emulare per ogni ragazzino e ragazzina".

    "E’ stata l’idolo della mia vita, e continuerà ad esserlo" (Arantxa Sanchez Vicario).

    "Con i nastri nei capelli, il suo stile nel vestire, Chris ha portato molta femminilità nel gioco. Penso che abbia influenzato più di ogni altra giocatrice il tennis. Il suo posto nella storia è incontestabile" (Monica Seles).

    "Per il pubblico del Roland Garros è un’immortale. Chris detiene il record assoluto con sette vittorie. Tutte ottenute con un comportamento irreprensibile. Chris vivrà nei nostri ricordi per sempre." (Philippe Chatrier, Presidente della Federazione Internazionale Tennis).

    " ‘Perfezione’ è la parola che sintetizza l’agire di Chris in qualsiasi cosa abbia fatto, dentro e fuori dal campo. E’ uno straordinario record. E’ stata una meravigliosa ambasciatrice per lo sport." (John Parsons, London Daily Telegraph).
    Chris Evert ha detto:

    "Tutti i sacrifici che ho fatto per il tennis sono stati ripagati: il tennis mi ha dato tanto, mi ha aiutato a trovare un'identità, mi ha fatto sentire qualcuno";

    "Non sono mai scesa in campo con la supponenza di essere migliore della mia avversaria. Semmai solo con la convinzione che, giocando bene, avrei potuto batterla";

    "Il mio gioco era soprattutto mentale. E' stata la concentrazione a portarmi così lontano";

    "Ho sempre giocato per vincere. Perdere mi feriva. Sono sempre stata determinata nel voler essere la migliore".

    La storica rivalità con la Navratilova
    Tutti gli appassionati di tennis dell'epoca ricordano le sue sfide con Martina Navratilova, che hanno dato luogo alla più lunga rivalità sportiva di tutti i tempi, con 80 incontri disputati ed un bilancio finale favorevole alla Navratilova (43-37).

    La rivalità tra Evert e Navratilova ha caratterizzato quasi un ventennio del tennis femminile, periodo nel quale molte delle finali dei tornei più importanti le vedevano l'una di fronte all'altra: la Navratilova prevaleva in genere sulle superfici più veloci ed in particolare sull'erba, mentre la Evert su quelle più lente.

    In generale, la Evert ha prevalso nel periodo tra il 1973 ed il 1982, la Navratilova ha invece prevalso negli anni successivi.

    La Evert è stata in vantaggio negli scontri diretti fino al 1984 e ha subito 13 sconfitte consecutive dalla sua avversaria nel biennio 1983-84, due anni in cui la Navratilova ha dominato saldamente le classifiche mondiali.

    Il punteggio più severo, nella storia delle loro sfide, lo ha inflitto la Evert alla Navratilova, sconfiggendola in un'occasione per 6-0, 6-0 (1981, Finale del Torneo di Amelia Island).

    E' stata proprio la Navratilova l'avversaria che più volte è riuscita a battere la Evert e, d'altro canto, è stata proprio la Evert la giocatrice che in assoluto ha inflitto il maggior numero di sconfitte alla Navratilova.

    La storica rivalità tra Evert e Navratilova ha regalato al tennis alcuni tra i matches più belli e appassionanti di sempre, con giocate di altissimo livello tecnico; quando le due giocatrici si presentavano in finale entrambe in forma e decise a vincere, gli spettatori avevano la possibilità di vedere tutti i colpi possibili riportati nei manuali di tennis e giocati nel modo migliore: i servizi della Navratilova e le risposte al servizio di Chris Evert, le discese e i colpi a rete della Navratilova e i passanti della Evert, le "smorzate" di Martina Navratilova e i pallonetti di Chris Evert.

    Ha detto Chris Evert: “La mia felicità era batterla, quando perdevo ero delusa, ma non devastata. Se non vincevo io il torneo, preferivo toccasse a lei”.

    Tra le altre giocatrici dell'epoca che sono riuscite a battere la Evert in più di un'occasione ricordiamo innanzitutto la campionessa australiana Evonne Goolagong, con la quale ha disputato diverse finali di tornei del Grand Slam (a Wimbledon, agli US Open e agli Australian Open) e che è stata considerata la sua principale rivale negli anni 70. Poi la statunitense Tracy Austin, sua grande rivale sul finire degli anni 70 e nei primissimi anni 80, la giocatrice che nel 1979 a Roma, nelle semifinali degli Internazionali d'Italia, pose fine alla sua imbattibilità sulla terra, che durava dal 1973 (6-2, 4-6, 7-6 il punteggio finale). Rivalità di tono minore, invece, quelle con la cecoslovacca Hana Mandlikova e la statunitense Andrea Jaeger che, malgrado fossero considerate le nuove promesse del tennis mondiale, riuscirono solo sporadicamente a battere Chris Evert.

    Le vittorie più schiaccianti
    Nell'arco della sua carriera, la Evert ha incontrato tutte le più forti giocatrici degli anni 70 e 80. Di seguito, la sequenza dei punteggi più pesanti inflitti ad ognuna delle campionesse dell'epoca.

    1972 - Ft. Lauderdale, Finale: Chris Evert b. Billie Jean King 6-1, 6-0.

    1975 - Rye, Finale: Chris Evert b. Virginia Wade 6-0, 6-1.

    1975 - Hilton Head, Finale: Chris Evert b. Evonne Goolagong 6-1, 6-1.

    1977 - Chicago, Finale: Chris Evert b. Margaret Court 6-1, 6-3.

    1981 - Amelia Island, Finale: Chris Evert b. Martina Navratilova 6-0, 6-0.

    1982 - Toyota Championships, Semifinale: Chris Evert b. Tracy Austin 6-0, 6-0.

    1982 - Australian Open, Semifinale: Chris Evert b. Andrea Jaeger 6-1, 6-0.

    1985 - Hilton Head, Finale: Chris Evert b. Gabriela Sabatini 6-4, 6-0.

    1985 - Hilton Head, Semifinale: Chris Evert b. Steffi Graf 6-2, 6-1.

    1986 - Open di Francia, Semifinale: Chris Evert b. Hana Mandlikova 6-1, 6-1.

    1989 - U.S. Open, Quarto turno: Chris Evert b. Monica Seles 6-0, 6-2.

    Tutti i risultati nel Grand Slam
    ND = torneo non disputato.
    A = non ha partecipato al torneo.
    W/T = rapporto tra numero dei tornei vinti e numero dei tornei cui ha partecipato.
    Note: L'Australian Open è stato disputato due volte nel 1977, a gennaio e dicembre, mentre non è stato disputato nel 1986.
    Vita privata
    Nei primi anni '70 ebbe una importante relazione con il grande campione connazionale Jimmy Connors. I due ammisero pubblicamente la loro relazione e occasionalmente giocarono anche dei tornei di doppio insieme, raggiungendo come massimo risultato la finale agli US Open del 1974. La loro relazione durò per alcuni anni e i due fecero anche dei progetti per un matrimonio che doveva essere celebrato l'8 novembre 1974 ma che venne inizialmente rimandato e infine annullato quando i due si lasciarono.
    Negli anni successivi alla fine del legame con Connors la Evert fu legata sentimentalmente per brevi periodi a molte personalità famose, tra queste Burt Reynolds, Geraldo Rivera, Adam Faith, John Gardner “Jack” Ford (il figlio del presidente Gerald Ford) e il collega Vitas Gerulaitis.
    Nel 1979 si sposò con il collega inglese John Lloyd, cambiando il suo nome ufficiale nei tabelloni dei tornei in Chris Evert-Lloyd. La coppia non ebbe figli perché Chris preferì aspettare il termine della propria carriera per averne, nel 1987 i due divorziarono.
    Nel 1988, un anno dopo il divorzio, Chris si risposò con Andy Mill, sciatore americano vincitore di due medaglie alle olimpiadi. Terminata la carriera agonistica nel 1989 Chris potè dare alla luce tre figli: Alexander James (12 ottobre 1991), Nicholas Joseph (8 giugno 1994), and Colton Jack (14 giugno 1996). Il 13 novembre 2006 Chris Evert presentò la richiesta di divorzio che fu ufficializzato il 4 dicembre successivo, Chris dovette pagare all'ex-marito 7 milioni di dollari in contanti e dovette lasciargli la casa di Aspen (Colorado) del valore di 4 milioni di dollari.
    Il 28 giugno 2008 si è sposata per la terza volta con il golfista australiano Greg Norman, alle Bahamas.
    Attualmente Chris Evert è impegnata in diverse attività. Infatti oltre ad essere ospite fissa di molti programmi televisivi (non solo sportivi) possiede una scuola di tennis a Boca Raton (Florida) ed è allenatrice della squadra di tennis della prestigiosa Saint Andrew's School di Boca Raton.
    Collegamenti esterni
    Profilo sul sito della WTA
    Profilo della International Tennis Hall of Fame
    Profilo sul sito ufficiale del torneo di Wimbledon
    Profilo della BBC
    Statistiche nella Fed Cup
    Sito non ufficiale dei fans


    Estratto da "http://it.wikipedia.org/wiki/Chris_Evert"
    Categorie: Biografie | Tennisti statunitensi | Nati nel 1954 | Nati il 21 dicembreCategoria nascosta: BioBot

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