Cesare Zavattini (1902-1989)

Informazioni di base:

  • Scomparso nel: 1989
  • Data di nascita: 20 Settembre 1902
  • Professione: Scrittore
  • Luogo di nascita: Luzzara (RE)
  • Nazione: Italia
  • Cesare Zavattini in Rete:

  • Sito Ufficiale: Il sito ufficiale di Cesare Zavattini
  • Wikipedia: Cesare Zavattini su Wikipedia
  • Biografia:

    (estratta da Wikipedia)

    Cesare Zavattini (Luzzara, 20 settembre 1902 – Roma, 13 ottobre 1989) è stato uno sceneggiatore, giornalista, commediografo e poeta, pittore italiano.
    È universalmente noto soprattutto per essere stato uno dei maggiori esponenti del neorealismo cinematografico.

    Biografia
    Nato a Luzzara, un comune rivierasco del Po, in provincia di Reggio Emilia, svolse gli studi elementari dapprima a Luzzara poi a Bergamo dove conseguì anche la licenza ginnasiale, quindi ad Alatri presso il celebre liceo classico "Conti Gentili". Trascorse nella cittadina laziale buona parte della sua adolescenza; in seguito studiò legge all'università di Parma. La sua più grande passione fu però la scrittura: nel 1928 intraprese a Parma la carriera giornalistica, che continuò a Milano, collaborando a vari giornali, fondandone altri, lavorando dapprima per la Rizzoli e poi assumendo l'incarico di direttore editoriale presso la Mondadori. Nel 1934 si avvicinò al mondo del cinema ed i meriti gli furono riconosciuti nel 1936. La sua attività di narratore, per lo più umoristico, satirico, ironico, aveva preso l'avvio nel '31 col volume Parliamo tanto di me, che riscosse uno straordinario successo. Scrittore non sempre facile da inquadrare nelle "correnti" che il Novecento riconobbe, autore singolarmente critico verso la società, osservata tanto nei suoi aspetti dolorosi quanto in quelli umoristici, Zavattini costituì un fenomeno particolarissimo nell'ambito della letteratura italiana del secolo scorso. Nelle sue prime opere, dal 1931 al '43, in un'epoca condizionata dal regime fascista, Zavattini (Za per gli amici) presentò, in forme e contenuti inconsueti, il rapporto tra realtà e fantasia, cercando di privilegiare la prima attraverso originali mediazioni con la seconda. Oltre al libro d'esordio (Parliamo tanto di me), i suoi primi e più noti "lavori letterari" sono stati I poveri sono matti, un'opera pubblicata nel 1937, Io sono il diavolo (del 1941) e Totò il buono (del 1943) dal quale trarrà poi il film Miracolo a Milano. Già dalla metà degli anni '30, oltre alla produzione letteraria (e a quella pubblicistica), si dedicò con assiduità al cinema come soggettista e sceneggiatore. Fu, anche, tra i primi autori di fumetti. Nel 1939 incontrò Vittorio De Sica, con cui produsse una ventina di film, tra i quali capolavori del neorealismo come Sciuscià (1946), Ladri di biciclette (1948), Miracolo a Milano (1951), Umberto D. (1952), ecc.
    Tra i registi del cinema italiano ed internazionale con i quali Zavattini lavorò nei suoi oltre 80 film troviamo: Michelangelo Antonioni, Alessandro Blasetti, Mauro Bolognini, Mario Camerini, René Clement, Giuseppe De Santis,Federico Fellini, Pietro Germi, Alberto Lattuada, Mario Monicelli, Elio Petri, Dino Risi, Roberto Rossellini, Mario Soldati,Luchino Visconti o Damiano Damiani in L'isola di Arturo 1962
    Zavattini si distinse, dunque, per la produzione copiosissima di soggetti cinematografici e l'attività instancabile volta al rinnovamento del cinema, una forma d'arte che egli considerava duttile e popolare, che avrebbe voluto piegare al rinnovamento civile della società, sottraendola alle lusinghe del mercato. Non va dimenticata infatti la sua opera costante volta a svecchiare anche altre forme di espressione artistica. Sul piano letterario l'apogeo critico lo raggiunse nel 1970 grazie alla pubblicazione di NON LIBRO + disco, un volumetto estroso ed anticonformista, scritto appositamente per non essere letto, cui era allegato un disco di vinile. L'opera fu particolarmente cara all'Autore sebbene molto contestata, ma l'elemento di rottura in essa preminente finì poi per stemperarsi nel clima convulso dei primi anni settanta.
    Nel 1971 fu tra i firmatari del documento pubblicato sul settimanale L'espresso contro il commissario Luigi Calabresi e di un altro pubblicato ad ottobre su Lotta Continua in cui esprimeva solidarietà verso alcuni militanti e direttori responsabili del giornale inquisiti per istigazione a delinquere a causa del contenuto violento di alcuni articoli, impegnandosi a «combattere un giorno con le armi in pugno contro lo Stato».
    Zavattini si cimentò inoltre e fruttuosamente nella poesia. Una citazione particolare va al poemetto Toni, sull'infelice pittore "naif" Antonio Ligabue e, alla serie di poesie scritte nel dialetto della sua terra, pubblicate col titolo Stricarm' in d'na parola (Stringermi in una parola), un libro che Pasolini definì "bello in assoluto", uscito a Milano, nel 1973.
    Oltre che scrittore, sceneggiatore di fumetti e soprattutto sceneggiatore cinematografico, commediografo, poeta, animatore culturale in Italia e all'estero, promotore di cooperative culturali e di circoli del cinema, Zavattini fu anche pittore sensibilissimo.
    Nel 1955, a coronamento di un impegno non certo effimero, gli venne assegnato il "Premio mondiale per la Pace". Nel 1982 diresse ed interpretò ormai ottantenne il suo unico film da regista: La Veritàaaa. Nel dicembre 1985 riceve la cittadinanza onoraria di Alatri. La morte lo colse ancora attivo, ottantasettenne, a Roma il 13 ottobre 1989 nella casa di Via Sant'Angela Merici 40.
    Collezionista d'arte, si era in seguito specializzato in mini-quadri.
    Cesare Zavattini soggettista fumettistico
    La carriera di Cesare Zavattini soggettista fumettistico, inizia un po' per caso. Racconta nel volume “Le grandi firme del fumetto italiano”, edito nel 1971, di quando nel 1936 lavorava come direttore editoriale della Disney Mondadori, ed un giorno, un collega, Pedrocchi, gli chiese per quale motivo non avesse mai pensato di creare una storia. Lo stesso Pedrocchi si offrì di scriverla sotto dettatura. "Finii col mettere il piede sul tavolo e dettai la prima di queste storie" (Le grandi firme del fumetto, 1971). Zavattini disse in un’intervista, che in quel periodo non c’erano storie e lui, che di fantasia ne aveva, le inventava, se qualche suo collega aveva bisogno di idee, lui era più che contento nel dargliele. Ma se si divertiva così tanto, come mai inizia non firmando le sue opere? Sempre nella stessa intervista, disse: "..per pudore, discutibile, di letterato". Solo dopo molti anni e dietro pressione sia di Pedrocchi che di Mondadori si decise a firmare un racconto. La carriera di Zavattini vanta tra l’altro la realizzazione di un ciclo dedicato a “Saturno” con la sceneggiatura di Pedrocchi e i disegni affidati a Giovanni Scolari. In questo primo lavoro fumettistico, l’autore si concentra sul genere fantascientifico, genere già usato dai modelli americani. L’episodio “Saturno contro la terra” esce per la prima volta nel 1936 sulle pagine dei “Tre porcellini”, riedito l’anno seguente su “Topolino”; da questo “seme” nelle successive puntate, viene inserita la figura di Rebo, uno spietato dittatore di Saturno, pensando di farlo assomigliare a Flash Gordon (personaggio nato dall’ingegno di Alex Raymond), ma senza successo. Rebo, aiutato dal collega traditore Leducq, cerca di muovere guerra contro la Terra, ma si troverà alle prese con le invenzioni di Marcus ed il suo assistente Ciro, due scienziati. Il personaggio Rebo, venuto alla luce quasi per caso fu successivamente fonte di ispirazione di altre storie di fumetti: lo troviamo nei racconti della Disney dove viene accentuata ancora di più la sua perfidia (Paperino e il razzo interplanetario, Paperino e il ritorno di Rebo, Paperino e l’invasione di Giove). L’originario racconto “Saturno contro la Terra” viene proseguito e sviluppato con “Rebo ritorna”, “La guerra dei pianeti”, “L’ombra di Rebo”, “La nube di gelo”, “Le sorgenti di fuoco”,”La sfera d’aria”, l’ultimo episodio è “La fine del mondo” pubblicato nel 1946. Zavattini mostra la grande capacità di eludere i canoni «patriottici, eroici e romantici» del regime, nascondendosi dietro storie apparentemente rozze e manifestando al contempo uno spirito pacifista ed un invito alla collaborazione dei popoli. Ma il suo impegno fumettistico non si limita alle guerre stellari con “Saturno”: crea soggetti per altre storie, sempre sceneggiate da Pedrocchi. “Aeroporto Z”, non scritto ma probabilmente ideato da lui, viene pubblicato su “Topolino”, qui i disegni sono affidati a Kurt Caesar noto in Italia con il soprannome di Cesare Avai. Nel 1937 per “Zorro nella metropoli” (16 puntate pubblicate tutte nel ’37) lo sceneggiatore è Guido Martina (probabilmente l’inventore del nome italiano dei fumetti: Archimede Pitagorico, Paperon De Paperoni e la Banda Bassotti, nonché padre di Paperinik) e l’illustrazione è affidata a Walter Molino, ad ospitare il fumetto, sono le pagine di “Paperino”. Questo racconto è una critica sullo sfruttamento del lavoro e sull’alienazione dominante nella vita delle grandi città. Pier Luigi De Vita illustra “La primula rossa del Risorgimento” edito nel 1938-39 sempre su “Paperino”; nei due episodi “La compagnia dei sette” pubblicati in “Almanacco di Topolino” nel 1938 Zavattini chiama i vari personaggi con i nome dei suoi figli. Nel 1947 Zavattini per la prima volta firma uno dei suoi lavori: “Un uomo contro il mondo”, sceneggiato da Mario Gentilini (Direttore della rivista “Topolino”), disegnato da Giovanni Scolari. L’ultimo lavoro fumettistico di Zavattini 1949 è: “La grande avventura di Marco Za” (Marco è il nome di uno dei figli di Zavattini), disegnato ancora da De Vita nel quale viene narrata l’epopea della liberazione di Roma da parte degli alleati. Questi fumetti di Zavattini furono tradotti in inglese, nel tentativo di conquistare il mercato Anglosassone. Umberto Mauri, cognato di Valentino Bompiani, intraprese questa coraggiosa strada per diffondere le avventure di “Saturn against the earth”. Mauri nel 1930 aveva fondato la “Helicon”, una società che impegnandosi ad importare libri e fumetti stranieri in Italia, anticipò un fenomeno che si realizzerà poi completamente negli anni ’60 con i “Disney italiani”. Un bombardamento nel 1944 rase al suolo la sede dell’ “Helicon”, impedendo il buon fine prefissato da Mauri, lasciando un velo di rimpianto in Zavattini che, se non «fosse accaduto», si sarebbe trovato a confrontarsi con una realtà editoriale diversa.
    Collaborazione Zavattini - Vittorio De Sica
    I bambini ci guardano (1943)
    La porta del cielo (1944)
    Sciuscià (1946)
    Ladri di biciclette (1948)
    Miracolo a Milano (1950)
    Umberto D. (1952)
    Stazione Termini (1953)
    L'oro di Napoli (1954)
    Il tetto (1955)
    La ciociara (1960)
    Il giudizio universale (1961)
    Boccaccio '70, episodio La riffa (1962)
    I sequestrati di Altona (1962)
    Il boom (1963)
    Ieri, oggi, domani (1963)
    Matrimonio all'italiana (1964)
    Un mondo nuovo (1965)
    Caccia alla volpe (1966)
    Le streghe, episodio Una sera come le altre (1967)
    Sette volte donna (1967)
    Amanti (1968)
    I girasoli (1969)
    Lo chiameremo Andrea (1972)
    Una breve vacanza (1973)
    Il viaggio (1974)
    Nomination all'Oscar
    Sciuscià
    Ladri di biciclette
    Umberto D.


    Premi del Sindacato Nazionale Giornalisti Cinematografici Italiani
    Il tetto
    Prima comunione
    È primavera...
    Ladri di biciclette
    Note


      ^ "I falsi profeti del Sessantotto" di Michele Brambilla
      ^ "Caso Calabresi" di Antonio Socci

    Voci correlate
    Archivio Audiovisivo del Movimento Operaio e Democratico
    Altri progetti
    Wikiquote
    Wikiquote contiene citazioni di o su Cesare Zavattini
    Collegamenti esterni
    Sito dedicato a Cesare Zavattini


    Portale Biografie
    Portale Cinema

    Estratto da "http://it.wikipedia.org/wiki/Cesare_Zavattini"
    Categorie: Biografie | Sceneggiatori italiani | Giornalisti italiani del XX secolo | Drammaturghi italiani | Nati nel 1902 | Morti nel 1989 | Nati il 20 settembre | Morti il 13 ottobre | Personalità legate ad Alatri | Personalità legate a Reggio Emilia | Leone d'Oro alla carrieraCategoria nascosta: BioBot

    « Torna al 20 Settembre


    Cerca compleanni per iniziale: a b c d e f g h i j k l m n o p q r s t u v w x y z 5
    Oppure per mese: Gennaio Febbraio Marzo Aprile Maggio Giugno Luglio Agosto Settembre Ottobre Novembre Dicembre