Carlo Carrà (1881-1966)

Informazioni di base:

  • Scomparso nel: 1966
  • Data di nascita: 11 Febbraio 1881
  • Professione: Pittore
  • Luogo di nascita: Quargnento (AL)
  • Nazione: Italia
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  • Biografia:

    (estratta da Wikipedia)

    Carlo Carrà
    Carlo Carrà (Quargnento, 11 febbraio 1881 – Milano, 13 aprile 1966) è stato un pittore italiano che aderì al futurismo e poi alla corrente metafisica.

    Gli inizi
    Figlio di artigiani (il padre, un proprietario terriero caduto in disgrazia, gestiva una calzoleria), apprese i primi rudimenti dell'arte del disegno da giovinetto, durante una forzata permanenza a letto a causa di una lunga malattia. Iniziò ben presto a lavorare come decoratore murale a Valenza, ma la sera seguiva la sua passione artistica frequentando le scuole serali.
    Nel 1900, si recò a Parigi durante l'Esposizione Universale, per eseguire le decorazioni di alcuni padiglioni. In visita al Louvre, si entusiasmò di alcuni pittori, quali Delacroix, Gèricault, Manet, Pierre-Auguste Renoir, Paul Cézanne, Camille Pissarro, Alfred Sisley, Claude Monet, Gauguin.

    A Londra, invece, si appassionò alle opere di John Constable e William Turner. In questo periodo cominciò a interessarsi di politica, intrattenendo rapporti con gruppi anarchici che interruppe però ben presto. Trovatosi per caso nel corso del funerale dell'anarchico Galli, ucciso durante i tafferugli nel corso dello sciopero generale del 1904, ne rimase profondamente colpito, e cominciò a disegnare alcuni bozzetti, che anni più tardi sfoceranno nell'opera Il funerale dell'anarchico Galli.
    Solo nel 1906 entrò all'Accademia di Brera, come allievo di Cesare Tallone. Qui incontrò alcuni giovani artisti destinati a essere protagonisti sulla scena artistica italiana: Bonzagni, Romani, Valeri e Umberto Boccioni.
    Con quest'ultimo, Filippo Tommaso Marinetti e Luigi Russolo, redasse un manifesto (1909) destinato ai giovani artisti dell'epoca, con l'obiettivo di esortarli ad adottare un nuovo linguaggio espressivo. Nacque così il Futurismo, a cui aderirono subito Gino Severini e Giacomo Balla.
    Negli anni '40 insegna pittura all'Accademia di Belle Arti di Brera, Milano. Suo allievo è stato Giuseppe Ajmone.
    Il periodo futurista
    Carrà collaborò al movimento futurista per sei anni. I concetti ispiratori della pittura futurista vennero pubblicati sulla rivista Lacerba, a cui egli collaborò attivamente. Carrà concepiva i suoi quadri come immagini dinamiche ma allo stesso tempo non soltanto limitate a dare la sensazione di movimento, destinate attraverso il colore, a eliminare la legge fissa di gravità dei corpi.
    Le principali opere futuriste di Carrà sono:
    La stazione di Milano (1910-11)
    I funerali dell'anarchico Galli (1910-11)
    Luci notturne (1910-11)
    Donna al balcone (1912)
    La Galleria di Milano (1912)
    Trascendenze plastiche (1912)
    Manifestazione interventista (1914).
    Il periodo metafisico
    A partire dal 1915 Carrà comincia a sentire l'esigenza di abbandonare i temi della velocità e del dinamismo, cercando un contatto più strutturato con il reale. La guerra coinvolgeva Carrà, prima con una intensa attività interventista, durante la quale conobbe anche Cesare Battisti, e poi con la chiamata alle armi. Ma l'esperienza fu talmente dolorosa, che finì ricoverato in un nevrocomio a Ferrara. In questa città, nel 1917, conobbe Giorgio De Chirico e Filippo De Pisis con i quali definì i principi teorici della Metafisica. Dopo alcune opere in stile dechirichiano, il pittore raggiunse ben presto una propria individualità artistica, per cui Carrà non rimase confinato tra le formule tipiche del movimento metafisico, nella sua arte la metafisica fu decisamente superata dalla poesia e dal senso del magico. Nel 1919 contrasse matrimonio con Ines Minoja e iniziò la collaborazione alla rivista d'arte Valori plastici di Roma, che proseguì fino al 1921. Le principali opere di questo periodo sono:
    L'idolo ermafrodito (1917)
    Madre e figlio (1917)
    Il figlio del costruttore (1917-1921)
    L'amante dell'ingegnere (1921)
    L'attesa (1923)
    Meriggio (1923)
    Il periodo trascendente
    Nel 1922, una nuova svolta nel percorso artistico di Carrà, che lo porta ad abbandonare anche la metafisica, spinto dal desiderio di "essere soltanto se stesso". La pittura deve cogliere quel rapporto che comprende il bisogno di immedesimazione con le cose e il bisogno di astrazione» e la contemplazione del paesaggio si risolve allora nella «costruzione» di un quadro, sia montano sia marino.
    Opere
    Il ciclista (1913)
    La foce del Cinquale (1925)
    Partita di calcio (1934), olio su tela
    Costruttori (1949-1950), realizzato, insieme ad un autoritratto, per l'importante collezione Verzocchi sul tema del lavoro. La Collezione è oggi conservata presso la Pinacoteca Civica di Forlì
    Estate sul fiume (1951)
    Cavalli al mare (1953)
    Ritorno dai campi
    Autoritratto
    Arresto di Cesare Battisti
    Marina con albero(1930)
    Il cavaliere rosso(1913)
    Manifestazione Interventista (1914) collage su cartone, collezione Gianni Mattioli
    "Nuotatori"(1929), olio su tela (Milano, Collezione privata)
    Musei
    Elenco dei musei che contengono opere dell'artista:
    Civico Museo d'Arte Contemporanea di Milano
    Civico Museo Revoltella
    Pinacoteca comunale di Città di Castello
    Pinacoteca di Brera
    Pinacoteca civica di Alessandria
    Pinacoteca civica di Forlì
    Städelsches Kunstinstitut di Francoforte
    Kunstsammlung di Düsseldorf
    Museo Peggy Guggenheim Venezia, collezione Gianni Mattioli
    GAM di Palermo
    Onorificenze
    Cavaliere di Gran Croce Ordine al Merito della Repubblica Italiana
    — Roma, 2 giugno 1961.
    Grand'Ufficiale dell'Ordine al merito della Repubblica Italiana
    — Roma, 30 dicembre 1952. Su proposta della Presidenza del Consiglio dei Ministri.
    Note


      ^ Cavaliere di Gran Croce Ordine al Merito della Repubblica Italiana Maestro Carlo Carrà pittore
      ^ Grande Ufficiale Ordine al Merito della Repubblica Italiana Sig. Carlo Carrà

    Collegamenti esterni
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