Buster Keaton (1895-1966)

Informazioni di base:

  • Scomparso nel: 1966
  • Data di nascita: 4 Ottobre 1895
  • Professione: Attore
  • Luogo di nascita: Piqua
  • Nazione: Stati Uniti
  • Buster Keaton in Rete:

  • Sito Ufficiale: Il sito ufficiale di Buster Keaton
  • Wikipedia: Buster Keaton su Wikipedia
  • Biografia:

    (estratta da Wikipedia)

    Buster Keaton



    Oscar alla carriera 1960
    Buster Keaton, all'anagrafe Joseph Frank Buster Keaton Jr (Piqua, 4 ottobre 1895 – Woodland Hills, 1 febbraio 1966), è stato un attore, regista e sceneggiatore statunitense, tra i maestri del periodo del cinema muto classico.
    È considerato uno dei maggiori artisti di genere burlesque ed è ricordato per l'espressione stralunata e triste e soprattutto per la mimica che aveva sullo schermo.
    Della sua attività di cineasta amava dire:

    Biografia
    Gli esordi sul palcoscenico
    Nacque, primo di tre figli, in una famiglia di attori di vaudeville. I genitori - Joseph e Myra Keaton - collaborarono a lungo con Bessie e Harry Houdini e fu proprio l'illusionista a soprannominare "Buster" il vivace e precoce ragazzo, dopo che questi era scivolato dalle scale senza farsi nulla. Si narra che sia stato portato in scena ancora in fasce o che, a nove mesi, sia entrato casualmente in scena. Ma si tratta, verosimilmente, di leggende mentre lo stesso Keaton fece risalire il suo esordio al 1899 quando aveva tre anni (intervista ai Cahiers du cinéma, 1962).
    Pur non essendo una compagnia tra le più famose, quella dei Keaton non se la passava molto male anche se nel corso di una serata a New York il loro spettacolo venne interrotto e i Keaton furono condannati al pagamento di una multa di 300 dollari e fu loro interdetta la recitazione a New York fino al 1909 proprio perché l'impiego del giovanissimo Buster venne considerato sfruttamento di minore. Dopo essersi trasferita in Michigan, la famiglia Keaton partì nel 1909 per una tournée in Inghilterra. Tornata in seguito negli Stati Uniti la famiglia continuò a mettere in scena i suoi spettacoli ed il crescente successo di pubblico e critica che il giovane Buster ricevette lo convinse nel 1917 a recarsi, da solo, a New York.
    L'esordio cinematografico
    Il carcerato n.13 (1920)
    Qui conobbe Natalie Talmadge, che sposò nel 1921, e da cui ebbe due figli. Natalie, oltre ad essere sorella di due famose attrici dell'epoca (Norma e Constance Talmadge), era segretaria di produzione di un famosissimo comico di quel periodo: Roscoe "Fatty" Arbuckle.
    Natalie presentò Keaton ad Arbuckle e questi gli offrì di lavorare con lui nel cinema con un contratto di 40 dollari la settimana (all'epoca Charlie Chaplin ne guadagnava 1250 la settimana e Arbuckle addirittura 1000 al giorno). Keaton non ebbe esitazioni, e il suo primo film fu Fatty Macellaio, a cui seguirono altri 14 cortometraggi tra il 1918 e il 1919, tra questi si ricordano: Chiaro di luna, Il fattorino, Fatty alla festa, Il cuoco e altri, i due diventarono presto amici.
    Per questi film con Arbukle egli infatti rinunciò ad un'importante parte che gli era stata offerta per una rivista a Broadway ed ebbe così inizio la carriera di uno dei più grandi comici che abbiano calcato i set del muto.
    Nel 1919 Keaton interruppe per un po' l'attività per il servizio militare per cui fu mandato in Francia, e quando riprese girò i tre ultimi film con Arbucke, questi film erano comunque solo semplici slapstick comedy in cui la trama è spesso inesistente, tutto il film si svolge all'interno di un unico ambiente che fa da sfondo e crea l'occasione per una continua serie di gag spesso slegate l'una dall'altra. Il valore artistico del film era molto scadente e di certo non bastava per far vedere la bravura di Keaton.
    Dietro la macchina da presa
    La palla n.13 (1924)
    Sul finire del 1919 Joseph Schenck, che aveva sposato Norma Talmadge e che nel 1916 aveva creato la Comique Films per cui lavorava Arbuckle, propose a Keaton di creare una compagnia autonoma, la Buster Keaton Comedies. Fu così che Keaton si mise in proprio, ma, prima di tornare al cortometraggio, accettò di interpretare un film di ben sette bobine - The Saphead - che costituì una sorta di cerniera tra il primo periodo e il ben più significativo secondo periodo in cui Keaton oltre che interprete fu anche soggettista, sceneggiatore e regista.
    Il primo cortometraggio di questa seconda fase della sua carriera cinematografica è The High Sign anche se per molti anni si è pensato che fosse One Week. L'equivoco si spiega con il fatto che il neo regista estremamente esigente non rimase soddisfatto della sua prima prova e il film fu distribuito oltre un anno dopo essere stato girato (la prima è dell'aprile 1921) quando Keaton era costretto all'inattività a causa di un incidente occorsogli sul set.
    Tra il 1920 e 1923 Keaton interpretò 23 cortometraggi di cui curò anche la regia (sempre insieme a Eddie Cline, se se ne escludono due in cui lo affiancò Mal St. Clair e uno diretto dal solo Keaton). La visione di queste pellicole, anche di quelle meno riuscite, mostra una netta discontinuità con quelle interpretate e dirette da Arbuckle. I film diretti da Keaton hanno una trama e una loro precisa riconoscibilità. L'attore regista mostra una grandissima padronanza tecnica. Il suo processo di maturazione artistica è rapidissimo ma ben visibile. Le singole pellicole, pur molto diverse tra loro, evidenziano l'eclettismo di Keaton ma anche alcuni temi cari al regista e ricorrenti anche negli anni successivi, primo tra tutti il rapporto tra opposti e soprattutto quelli tra veglia e sogno, tra realtà e finzione, tra il normale e l'imprevisto (ed imprevedibile). Un rapporto i cui margini sono spesso sfumati e inafferrabili. La caratteristica che forse è però più evidente è la struttura narrativa: "i suoi cortometraggi erano pensati come se fossero dei lungometraggi - come dei lungometraggi corti insomma" (G. Cremonini). E questo gli consentì di fare ciò che riuscì a pochissimi (e tra questi Chaplin con Il Monello): passare senza alcun problema a ideare, dirigere ed interpretare pellicole di durata decisamente maggiore.
    I lungometraggi
    In verità il contratto firmato con la First National prevedeva venti cortometraggi, ma l'ultimo non fu mai realizzato. Quando infatti Keaton stava per iniziarne la lavorazione, Joseph Schenck ricevette dal presidente della compagnia un telegramma in cui si dichiarava non interessato al rinnovo del contratto. In seguito si seppe che il telegramma aveva il solo scopo di evitare che il rinnovo fosse maggiormente oneroso per la First National, ma intanto Keaton aveva deciso di non realizzare quell'ultimo lavoro e aveva accettato l'offerta della Metro Pictures Inc. (la futura Metro-Goldwyn-Mayer) di distribuire dei lungometraggi da lui diretti.
    Prima dell'avvento del sonoro ne interpretò dodici (anche se l'ultimo non fu diretto da lui) tra il 1923 e il 1929; le riprese duravano mediamente otto settimane ed altre due o tre erano dedicate al montaggio. Se nei primi film Keaton ebbe piena libertà, negli ultimi le influenze delle major si fecero sempre più forti ed anche la qualità dei film inevitabilmente ne risentì. Lo stesso Keaton in seguito confessò: "nel 1928 commisi l'errore più grande della mia vita. Mi lasciai convincere da Joe Schenck, mio malgrado, a rinunciare ai miei studios per lavorare con la Metro-Goldwyn-Mayer".
    Arriva il sonoro e il declino
    Le difficoltà con la Metro furono però solo l'inizio. L'avvento del sonoro infatti implicò una trasformazione complessiva del linguaggio cinematografico che fece molte vittime tra le star del muto e il genere più colpito fu proprio quello comico fino ad allora basato sulla fisicità e sul movimento.
    Nel 1929 Keaton girò il suo primo film sonoro: Hollywood che canta dove ebbe una piccola parte, i tre successivi film - che furono girati anche in versioni francesi, tedesche e spagnole, perché non esisteva il doppiaggio - non erano all'altezza dei precedenti, ormai l'attore sembrò essere quasi una vittima predestinata del sonoro e nel febbraio 1932 venne addirittura licenziato dalla Metro-Goldwyn-Mayer. Come in alcune delle sue pellicole, questo fu solo l'inizio di un vortice.
    Lo stesso anno divorziò da Natalie Talmadge, per poi risposarsi altre due volte (nel 1933 e nel 1940). Keaton trovò rifugio nell'alcool. Anni dopo lui stesso raccontò: "i due anni peggiori della mia vita furono quelli tra il 1933 e il 1935. Mi misi a scolare una bottiglia dietro l'altra e fui colpito da un brutto attacco di delirium tremens". Fu ricoverato più volte in clinica per disintossicarsi ma con risultati lontani da quelli sperati.
    Per guadagnarsi da vivere e forse sperando in nuovi successi, nel periodo 1934-1937 interpretò sedici cortometraggi per la Educational e poi, tra il 1939 e il 1941, altri dieci per la Columbia Pictures. Sono pellicole dirette da altri con pochi mezzi e con risultati artistici scadenti nonostante da alcuni di essi continua a trasparire a tratti la grandezza di Keaton attore.
    Neppure i film in cui recitò all'estero lasciano il segno e forse i suoi contributi migliori di questo periodo furono la collaborazione alla sceneggiatura di Tre pazzi a zonzo (At the Circus) dei fratelli Marx nel 1940, e alcune parti, tra queste si ricordino il giocatore di bridge in Viale del tramonto (1950) il vecchio pianista in Luci della ribalta (1952) (in cui fa spalla con il suo grande rivale Chaplin) e infine l'uomo che cancella se stesso nel cortometraggio Film (1966) unico film del drammaturgo teatrale Samuel Beckett.
    Non degne di particolare nota sono documentari sulla sua vita come (The Buster Keaton Story e The Misadventures of Buster Keaton), mentre apprezzabile rimane la sua partecipazione ad un episodio di Ai confini della realtà (The Twilight Zone) del 1961 (episodio 3.13, Once Upon a Time). L'anno prima aveva scritto, insieme a C. Samuels, un libro di memorie: My Wonderful World of Slapistick.
    Partecipò anche ad alcune tournée del Circo Medrano e al film Due marines e un generale (1965) in cui recitò a fianco di Franco Franchi e Ciccio Ingrassia e pronunciò la sua unica battuta: "Thank you".
    La lapide di Keaton
    Nel 1959 il cinema riconobbe, sia pure con molto ritardo, il suo grande contributo artistico assegnandogli un Oscar alla carriera.
    Morte
    Tenuto ignaro di essere un malato terminale, Buster morì il 1° febbraio 1966 per un cancro ai polmoni, poco dopo la fine delle riprese del suo ultimo film, Dolci vizi al foro (A Funny Thing Happened on the Way to the Forum).

    La moglie in seguito raccontò che morì poco dopo aver giocato tranquillamente a carte con i suoi amici, e ciò è confermato anche dal documentario del 1987 Buster Keaton:Un genio difficile da imitare di Kewin Brownlow e David Gill.
    Il linguaggio cinematografico
    La casa scombussolata di Una settimana (1920)
    Buster Keaton fu uno dei mostri sacri del cinema muto a Hollywood, quella straordinaria stagione cinema statunitense tra il 1915 e il 1928, come Charlie Chaplin o Erich von Stroheim.
    Il suo cinema fu ancora più un meccanismo perfetto di quello di Chaplin, con continui rovesciamenti di senso, all'insegna di un esercizio continuo della logica: gli oggetti cambiano di senso, le azioni semplici diventano complesse e quelle impossibili diventano facilissime, ciò che sembra innocuo diventa un pericolo e le avversità si rivelano aiuti impensati. Nei film di Keaton il mondo reale diventa astratto, surreale, tutto ciò che è sbagliato è anche giusto e viceversa. Per esempio ne Il maniscalco (1922) un'inquadratura da lontano sembra mostrarlo intento a lavorare al fuoco, mentre invece si sta cuocendo due uova al tegamino; in One Week una casa prefabbricata montata male diventa una giostra che ruota su sé stessa, ma alla fine gli abitanti scendono ringraziando per il giro. Il suo cinema, essendo basato sui giochi visivi, non resse la novità del sonoro.
    Filmografia
    La quasi totalità dei cortometraggi interpretati tra il 1917 e il 1923 non hanno visto una normale distribuzione cinematografica e i titoli italiani sotto riportati sono quelli con cui sono stati pubblicati in una raccolta in 6 DVD.
    Cortometraggi con Arbuckle
    Film di due bobine, della durata tra i 15 e i 20 minuti della Comique Foil Corp. interpretati da Keaton e scritti e diretti da Roscoe "Fatty" Arbuckle:
    Fatty macellaio (The Butcher Boy) (aprile 1917)
    A Reckless Romeo (maggio 1917)
    La casa tempestosa (The Rough House) (giugno 1917)
    Le nozze di Fatty (His Wedding Night) (agosto 1917)
    Oh, dottore (Oh? Doctor!) (settembre 1917)
    Fatty alla festa (Coney Island) (ottobre 1917)
    A Country Hero (dicembre 1917)
    Nel West (Out West) (febbraio 1918)
    Il fattorino (The Bell Boy) (marzo 1918)
    Chiaro di luna (Moonshine) (maggio 1918)
    Buonanotte, infermiera (Goodnight, Nurse) (giugno 1918)
    Il cuoco (The Cook) (agosto 1918)
    Fatty attore (Backstage) (agosto 1919)
    Il rustico (The Hayseed) (ottobre 1919)
    Il garage (The Garage) (dicembre 1919)
    Film muti nel periodo d'oro
    Lungometraggio (sette bobine) per la Metro Pictures Corp. in cui Keaton è solo attore:
    The Saphead (1920)
    Cortometraggi (due bobine) con soggetto, sceneggiatura e interpretazione di Keaton. La regia, a meno di indicazione diversa, è di Keaton e Eddie Cline:
    Tiro a segno (The High Sign) (gennaio 1920)
    Una settimana (One Week) (settembre 1920)
    Il carcerato n. 13 (Convict 13) (ottobre 1920)
    Lo spaventapasseri (The Scarecrow) (novembre 1920)
    I vicini (Neighbors) (dicembre 1920)
    La casa stregata (The Haunted House) (febbraio 1921)
    Fortuna avversa (Hard Luck) (marzo 1921)
    Il capro espiatorio (The Goat), regia di Buster Keaton e Malcom St. Clair (maggio 1921)
    Il teatro (The Playhouse) (ottobre 1921)
    La barca (The Boat) (novembre 1921)
    Il viso pallido (The Paleface) (dicembre 1921)
    I poliziotti (Cops) (febbraio 1922)
    I genitori di mia moglie (My Wife's Relations) (giugno 1922)
    Il maniscalco (The Blacksmith), regia di Buster Keaton e Malcom St. Clair (luglio 1922)
    Il nord ghiacciato (The Frozen North) (agosto 1922)
    Sogni ad occhi aperti (Daydreams) (tre bobine, settembre 1922)
    La casa elettrica (The Electric House) (ottobre 1922)
    Il matto sul pallone (The Balloonatic) (gennaio 1923)
    Il nido d'amore (The Love Nest), regia di Buster Keaton (marzo 1923)
    Mediometraggi e lungometraggi del periodo del muto. La regia, a meno di indicazione diversa, è dello stesso Keaton che ne è anche interprete:
    Senti, amore mio conosciuto anche come L'amore attraverso i secoli (The Three Ages), regia di Buster Keaton e Eddie Cline (agosto 1923)
    La legge dell'ospitalità conosciuto anche come Accidenti che ospitalità (Our Hospitality), regia di Buster Keaton e John Blystone (novembre 1923)
    Calma, signori miei! conosciuto anche come La palla n. 13 (Sherlock jr.) (aprile 1924)
    Il navigatore (The Navigator), regia di Buster Keaton e Donald Crisp, (ottobre 1924)
    Le sette probabilità (Seven Chances) (marzo 1925)
    Io e la vacca conosciuto anche come Andate al West (Go West) (novembre 1925)
    Se perdo la pazienza... conosciuto anche come Io e la boxe (Battling Butler) (agosto 1926)
    Come vinsi la guerra (The General), regia di Buster Keaton e Clyde Buckman (dicembre 1926)
    Tuo per sempre (College), regia di James W. Horne (settembre 1927)
    Io... e il ciclone (Steamboat Bill jr.), regia di Charles Reisner (maggio 1928)
    Il cameraman" (conosciuto anche come "Io... e la scimmia") (The Cameraman), regia di Edward Sedgwick (settembre 1928)
    Io... e l'amore (Spite Marriage), regia di Edward Sedgwick (aprile 1929)
    Primi film sonori
    A meno di indicazione diversa si tratta di lungometraggi:
    Hollywood che canta (The Hollywood Revue of 1929), regia di Charles F. Reisner (1929)
    The Voice of Hollywood, regia di Louis Lewyn, cortometraggio (1930)
    Chi non cerca... trova (Free and Easy), regia di Edward Sedgwick (1930)
    Il guerriero (Doughboys), regia di Edward Sedgwick (1930)
    Io... e le donne conosciuto anche come Salotto, camera e servizi (Parlor, Bedroom and Bath), regia di Edward Sedgwick (1931)
    Il milionario (Sidewalks of New York), regia di Jules White e Zion Myers (1931)
    The Stolen Jools conosciuto anche come The Slippery Pearls, regia di William McGann, cortometraggio (1931)
    Chi la dura la vince (The Passionate Plumber), regia di Edward Sedgwick (1932)
    Il professore (Speak Easily), regia di Edward Sedgwick (1932)
    Viva la birra (What! No Beer?), regia di Edward Sedgwick (1933)
    Hollywood on Parade, regia di Louis Lewyn, cortometraggio (1933)
    Cortometraggi Educational
    A meno di diversa indicazione la regia è di Charles Lamont:
    The Gold Ghost (1934)
    Allez Oop (1934)
    Palooka from Paducah (1935)
    One Run Elmer (1935)
    Hayseed Romance (1935)
    Tars and Stripes (1935)
    The E Flat Man (1935)
    The Timid Young Man, regia di Mack Sennett (1935)
    Three on a Limb (1936)
    Grand Slam Opera (1936)
    Blue Blazes, regia di Raymond Kane (1936)
    The Chemist, regia di Al Christie (1936)
    Mixed Magic, regia di Raymond Kane (1936)
    Jail Bait (1937)
    Ditto (1937)
    Love Nest on Wheels (1937)
    Cortometraggi Columbia
    A meno di diversa indicazione la regia è di Jules White:
    Pest from the West, regia di Del Lord (1939)
    Mooching Through Georgia (1939)
    Nothing But Pleasure (1940)
    Pardon My Berth Marks (1940)
    The Taming of the Snood (1940)
    Spook Speaks (1940)
    His ex Marks the Spot, regia di Del Lord (1940)
    So You Won't Squawk (1941)
    General Nuisance (1941)
    She's Oil Mine (1941)
    Altri film
    Il re dei Campi Elisi (Le roi des Champs Élysées), regia di Max Nosseck (1935)
    Carambola d'amore (The Invader - An Old Spanish Custom), regia di Adrian Brunel (1935)
    La fiesta de Santa Barbara, regia di Louis Lewyn, cortometraggio (1936)
    Life in Sometown, Usa, regia di Buster Keaton, cortometraggio, una bobina (1938)
    Hollywood Handicap, regia di Buster Keaton, cortometraggio, una bobina (1938)
    Streamlined Swing, regia di Buster Keaton, cortometraggio, una bobina (1938)
    Hollywood Cavalcade, regia di Irving Cummings e Malcolm St. Clair (1939)
    The Villain Still Pursued Her, regia di Edward F. Cline (1939)
    Li'l Abner, regia di Albert S. Rogell (1939)
    Forever and a Day, film a episodi (1943)
    San Diego, I Love You, regia di Reginald Le Borg (1944)
    That's the Spirit, regia di Charles Lamont (1945)
    That Night with You, regia di William A. Seiter (1945)
    God's Country, regia di Robert Emmett Tansey (1945)
    Buster Keaton nella luna (El moderno Barba Azul), regia di Jaime Salvador (1946)
    The Lovable Cheat, regia di Richard Oswald (1949)
    In the Good Old Summertime, regia di Robert Z. Leonard (1949)
    You're My Everything, regia di Walter Lang (1949)
    Un duel à mort, regia di Pierre Blondy (1950)
    Viale del tramonto (Sunset Boulevard), regia di Billy Wilder (1950)
    Luci della ribalta (Limelight), regia di Charlie Chaplin (1952)
    L'incantevole nemica, regia di Claudio Gora (1952)
    Paradise for Buster, regia di Del Lord (1952)
    Il giro del mondo in ottanta giorni (Around the World in Eighty Days), regia di Michael Anderson (1956)
    Le avventure di Huck Finn (The Adventures of Huckleberry Finn), regia di Michael Curtiz (1960)
    The Devil to Pay, regia di Herb Skoble (1960)
    The Triumph of Lester Snapwell, regia di James Calhoun (1962)
    Questo pazzo, pazzo, pazzo, pazzo, mondo (It's a Mad, Mad, Mad, Mad World), regia di Stanley Kramer (1963)
    Pajama Party, regia di Don Weis (1964)
    Beach Blanket Bingo, regia di William Asher (1965)
    How to Stuff a Wild Bikini, regia di William Asher (1965)
    Sergeant Deadhead, regia di Norman Taurog (1965)
    Film, regia di Alan Schneider, cortometraggio (1964). Soggetto di Samuel Beckett.
    Il ferroviere (The Railrodder), regia di Gerald Potterton, Buster Keaton e John Spotton (questi ultimi due non accreditati), cortometraggio (1965)
    Buster Keaton Rides Again, regia di John Spotton (1965)
    Due marines e un generale, regia di Luigi Scattini (1965)
    The Scribe, regia di John Sebert, (1966)
    Dolci vizi al foro (A Funny Thing Happened on the Way to the Forum), regia di Richard Lester, (1966)
    Documentari
    Buster Keaton: Un genio difficile da seguire (Buster Keaton:A hard act to follow) regia di Kewin Brownlow e David Gill, (1987)
    Bibliografia
    Richard J. Anobile (a cura di), Buster Keatons The general: starring Buster Keaton and Marion Mack (introduction by Raymond Rohauer with special interview with Marion Mack), New York, Darien House, 1975
    Richard J. Anobile (a cura di), The best of Buster: the classic comedy scenes direct from the films of Buster Keaton, London, Hamish Hamilton, 1976
    Piero Arlorio (a cura di), Il cinema di Buster Keaton, Roma, Samona e Savelli, 1972
    Francesco Ballo, Buster Keaton, Milano, Mazzotta 1982 (ora pubblicato da Effetto Notte-Gialloverde, Milano 1995)
    Francesco Ballo, Buster Keaton. One week, Lindau, Torino, 2000
    Francesco Ballo, Introduzione a The General di Buster Keaton, Aosta, L'Eubage, 2001
    Helga Belach - Wolfgang Jacobsen (herausgebers), Buster Keaton, Berlin, 1995
    Robert Benayoun, Lo sguardo di Buster Keaton, Milano, Emme, 1982 (tit. orig. Le regard de Buster Keaton, Paris, Herscher, 1982)
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    Rudi Blesh, Keaton, London, 1967
    Simonetta Campana e Massimo Vecchi (a cura di), Buster Keaton, Roma, RAI Radiotelevisione italiana, 1972
    Jean-Pierre Coursodon, Keaton & Co, Les burlesques américains du "muet", Paris, 1964
    Jean-Pierre Coursodon, Buster Keaton; les films, la mise en scene, le gag, rapport au monde, rapport aux autres, themes keatoniens, la querelle du "comique pur.", Paris, Seghers, 1973
    Giorgio Cremonini, Buster Keaton, Firenze, La Nuova Italia, 1976
    Tom Dardis, Keaton: the Man Who Wouldn't Lie Down, London, Andre Deutsch, 1979
    Saverio Fortunato, Buster Keaton, Roma, Skema, 1992
    Michael Hanisch, Über sie lach(t)en Millionen, Buster Keaton, Harold Lloyd, Laurel & Hardy, Berlin, 1976
    Andrew Horton (a cura di), Buster Keaton's Sherlock Jr., Cambridge, Cambridge University Press, 1997
    Buster Keaton (con Charles Samuels), Memorie a rotta di collo, Milano, Feltrinelli, 1995
    Eleanor Keaton - Jeffrey Vance, Buster Keaton Remembered, New York, 2001
    Robert Knopf, The Theater and Cinema of Buster Keaton, Princeton, N.J.
    Jean-Patrick Lebel, Buster Keaton, Paris, Editions universitaires, 1964
    Marion Meade, Buster Keaton, Cut to the Chase, London, 1996
    Edward McPherson, Buster Keaton, Tempest in a Flat Hat, 2005
    Daniel Moews, Keaton: the silent features close up, Berkeley, University of California Press, 1977
    Olivier Mongin, Buster Keaton: l'etoile filante, Paris, Hachette, 1995
    Gabriella Oldham, Keaton's silent shorts: beyond the laughter, Carbondale, Edwardsville, 1996
    Marcel Oms, Buster Keaton, Lyon, Serdoc, 1964
    Jose Pantieri, L'originalissimo Buster Keaton, Milano, Tip. Rampoldi, 1963
    Roberto C. Provenzano, La realta deformata: il cinema di Buster Keaton, Milano, Cooperativa libraria I.U.L.M., 1985
    Joanna E. Rapf - Gary L. Green, Buster Keaton: a bio-bibliography, Westport, Connecticut
    Rex Reed, Travolta to Keaton, New York, Morrow, 1979
    David Robinson, Buster Keaton, London, Secker & Warburg in association with the British Film Institute, 1969
    Gianni Rondolino, Buster Keaton, Edizioni A.I.A.C.E., 1970
    Wolfram Tichy, Buster Keaton, Reinbek, 1983
    Davide Turconi e Francesco Savio (a cura di), Buster Keaton, Venezia, MIAC, 1963 (pubblicato in occasione della retrospettiva "L'eta dell'oro di Buster Keaton", 24. Mostra internazionale d'arte cinematografica, Venezia 1963)
    Omaggi
    Il cantautore italiano Claudio Lolli ha intitolato una sua canzone Keaton, parlando di un personaggio che "naturalmente non sorrideva mai". La stessa canzone è stata successivamente ripresa da un altro cantautore, Francesco Guccini che vi apporta un'aggiunta testuale in calce in cui parla di "Keaton quello vero", dove dipinge un flash delle riprese del film Due marines e un generale. Successivamente Lolli scrive una canzone che si intitola La fine del cinema muto, dove tra le tante si parla degli attori decaduti dopo l'avvento del sonoro, altro richiamo manifesto alla vita di Buster Keaton. Metaforicamente Lolli abbina quell'avvenimento allo sviluppo della società moderna, dimostrando che, come da lui detto in un'intervista "...il progresso miete immancabilmente delle vittime."
    Voci correlate
    Cinema muto a Hollywood
    Altri progetti
    Commons
    Wikimedia Commons contiene file multimediali su Buster Keaton
    Collegamenti esterni
    (EN) The International Buster Keaton Society
    Scheda su Buster Keaton dell'Internet Movie Database
    Portale Cinema: accedi alle voci di Wikipedia che trattano di cinema

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