Brian Jones (1942-1969)

Informazioni di base:

  • Vero Nome: Lewis Brian Hopkin-Jones
  • Scomparso nel: 1969
  • Data di nascita: 28 Febbraio 1942
  • Professione: Cantante
  • Gruppo: Rolling Stones
  • Luogo di nascita: Cheltenham
  • Nazione: Gran Bretagna
  • Brian Jones in Rete:

  • Wikipedia: Brian Jones su Wikipedia
  • Biografia:

    (estratta da Wikipedia)

    Lewis Brian Hopkin Jones (Cheltenham, 28 febbraio 1942 – Hartfield, 3 luglio 1969) fu un chitarrista e cantante britannico, fondatore del gruppo rock dei Rolling Stones. Jones è ricordato per le sue capacità multi-strumentali, per il suo aspetto alla moda dei mod, e per i suoi eccessi con alcool e droghe. La sua morte all’età di 27 anni lo ha reso uno dei primi membri dello sfortunato Club 27.

    Biografia
    Primi anni
    Brian Jones è nato nella Park Nursing Home a Cheltenham, Gloucestershire, durante la Seconda Guerra Mondiale. I suoi genitori, Lewis Blount e Louisa Beatrice Jones discendevano da famiglie originarie del Galles, e facevano parte della classe borghese della città. Brian ebbe due sorelle: Pamela, nata il 3 ottobre 1943 e morta il 14 ottobre 1945 di leucemia, e Barbara, che naque nel 1946. Brian soffrì di asma per tutta la vita.
    I suoi genitori erano entrambi appassionati di musica, e sembra che il loro interesse abbia avuto una grande influenza sul giovane. In aggiunta al lavoro di ingegnere aeronautico, il padre di Brian suonava l’organo e il pianoforte, e faceva parte del coro della chiesa della città. La madre era un insegnante di pianoforte e iniziò a insegnare la tecnica dello strumento al figlio fin da giovanissimo. Successivamente Brian si dimostrò al di sopra delle competenze della madre, richiedendo lezioni più avanzate visti i suoi rapidissimi progressi. Egli imparò presto a leggere la musica il che gli permise di suonare il clarinetto, e acquisendo un’abilità sufficiente a diventare primo clarinettista nell'orchestra della sua scuola all'età di 14 anni.
    Nel 1957 Jones ebbe il primo impatto con il musicista jazz, Charlie Parker. Questo incontro segnò l’inizio di un interesse a vita che Brian mostrò verso il jazz pregando i suoi genitori di acquistargli un saxofono. Così come per molti strumenti che avrebbe imparato a suonare, Jones inizialmente suonava senza sosta, fino a che non sviluppava un senso di noia per lo strumento che lo spingeva a trovarne uno nuovo da suonare. Due anni dopo i suoi genitori gli regalarono la sua prima chitarra acustica come regalo per il suo diciassettesimo compleanno.
    Frequentando le scuole locali, inclusa la Dean Close School, dal 1949 al 1953 e la Pate's Grammar School, Jones si rivelò uno studente eccezionale raggiungendo ottimi risultati in tutte le materie con piccoli sforzi. Amava il badminton e i tuffi, ma non risultava comunque particolarmente portato per gli sport. Ad ogni modo Brian trovò la scuola troppo rigida e formale, e rifiutò di uniformarsi una volta raggiunta l’adolescenza. Fu conosciuto come ribelle per non portare l’uniforme della scuola, e per irritare continuamente i professori con il suo comportamento. Come risultato, Jones diventò popolare e in un certo senso apprezzato dagli studenti. Questa sua ostilità nei confronti delle autorità gli costerà la sospensione dalla scuola in due occasioni.
    Dick Hattrell, un amico d’infanzia di Brian, disse del chitarrista:
    Nel 1957 Jones ottenne 9 agli esami della scuola ordinaria superiore.
    Tutto questo, e la sua popolarità con gli altri studenti, arrivò a un epilogo nella primavera del 1959, quando all’età di 17 anni, Jones ingravidò la sua fidanzata, una studentessa di Cheltenham di 16 anni di nome Valerie. Lei era di 4 mesi più giovane di Brian, il quale la incoraggiò ad abortire. Dopo questa occasione ella non volle avere più contatti col ragazzo, decidendo di avere il bambino e di darlo in adozione. Il bambino fu chiamato Simon e venne affidato a una coppia infertile poco dopo la sua nascita, e Brian abbandonò la scuola in disgrazia e lasciò la sua casa, viaggiando nel nord-europa, inclusa la Scandinavia durante l’estate. Durante questo periodo Jones visse da bohemien, suonando per le strade e alloggiando in posti di fortuna. Simon non conobbe mai il suo padre naturale.
    Dopo il suo ritorno, Jones si interessò a diversi generi musicali. Fu affascinato dalla musica classica già in giovane età, e amava profondamente il Blues (in particolare di musicisti come Muddy Waters e Robert Johnson. Ad ogni modo, presto si interessò a generi musicali come il country, il jazz, e il rock and roll.Iniziò a suonare nei vari blues e jazz club, affiancando queste occupazioni da svariati lavori, e spendendo i soldi guadagnati per l’acquisto di altri strumenti musicali. Era anche noto per la sua abitudine di rubare piccole somme di denaro per comprarsi le sigarette. Abitudine che gli costò il posto da diversi impieghi.
    Nonostante il duro colpo preso in giovane età per aver ingravidato la sua fidanzata, Jones non dette segno di voler cambiare il suo stile di vita. Un secondo figlio, che Jones chiamò Julian Mark Andrews (la cui madre era l’allora fidanzata di Jones Pat Andrews), nacque nell'ottobre 1961. Il giorno che nacque il bambino, Brian vendette la sua collezione di dischi per comprare dei fiori per Pat, per comprare dei vestiti per il neonato, e per vivere insieme a loro per un po'.
    I Rolling Stones
    Alla fine Jones lasciò definitivamente Cheltenham e si spostò a Londra, dove incontrò e divenne amico di grandi musicisti come Alexis Korner, il futuro cantante dei Manfred Mann Paul Jones, il futuro bassista dei Cream Jack Bruce, e altri musicisti che crearono e alimentarono la scena Rhythm and Blues londinese che sarebbe stata presto dominata dai Rolling Stones. Divenne un ottimo musicista blues, e per un po’di tempo si fece chiamare col soprannome di Elmo Lewis, e Bill Wyman ha affermato che Jones fu uno dei primi chitarristi nel Regno Unito a usare la chitarra slide.
    Nella primavera del 1962, Jones reclutò Ian Stewart e il cantante Mick Jagger nella sua band che, con l’amico d’infanzia di Jagger Keith Richards, incontrarono Brian mentre, con Paul Jones stavano suonando un brano di Elmore James, Dust My Broom con la band di Alexis Korner all ‘"Ealing Jazz Club". Jagger introdusse Richards all'interno del gruppo in prova, ma presto ne divenne un membro a tutti gli effetti. L’accettazione di Jones e di Stewart per Richards e per lo stile alla Chuck Berry che questi proponeva, coincise con l’allontanamento dal gruppo dei puristi del blues Geoff Bradford e Brian Knight che non tolleravano Chuck Berry. Fu Richards ad ammettere che fu Jones a trovare il nome "The Rollin’Stones" (in seguito con l’aggiunta della 'g') mentre questi era al telefono con il direttore di un locale
    Gli Stones Fecero il loro primo spettacolo il 12 luglio 1962 al Marquee Club a Londra con la seguente formazione: Jagger, Richards, Jones, Stewart, al basso Dick Taylor (più tardi membro dei The Pretty Things) e il batterista Tony Chapman.
    Tra il 1962 e il 1963 Jones, Jagger e Richards affittarono un appartamento (ricordato da Richards come "una bellissima discarica") a Chelsea, Londra al numero 102 di Edith Grove con James Phelge, un futuro fotografo il cui nome sarebbe apparso in diversi crediti dei Rolling Stones. Durante la loro permanenza nell’appartamento, Jones e Richards impegnavano giorni e giorni a suonare la chitarra ascoltando dischi blues (i più importanti Jimmy Reed, Muddy Waters, e Howlin' Wolf), e Jones insegnò a Jagger come suonare correttamente l’armonica.
    I quattro Rollin’Stones ora erano alla ricerca di un bassista e di un batterista stabili, e dopo molte audizioni e svariate prove fu scelto Bill Wyman al basso (principalmente perché possedeva due amplificatori VOX AC30 per chitarra e sigarette). Dopo aver suonato con Mick Avory in seguito membro dei Kinks, Tony Chapman e Carlo Little per un po’di date, presero un batterista dalle influenze jazz, Charlie Watts, considerato dai musicisti del tempo uno tra i migliori batteristi della scena londinese, dalla band di Alexis Korner, i Blues Inc..
    Il gruppo suonò nei locali blues e nei Jazz club della scena londinese creandosi un sempre crescente numero di fans, che preferivano la musica degli Stones a quella dei jazzisti tradizionali. Mentre Mick Jagger era il cantante solista, il ruolo di Brian nella fase "embrionale" del gruppo era quello di leader - promuovendo la band, trovando gli ingaggi a Londra, e negoziando con i proprietari dei locali. Jones si dimostrava spesso un intrattenitore del pubblico in questo primo periodo, suonando diversi strumenti quali la chitarra ritmica, la chitarra slide, l’armonica e a volte cantando.
    Watts descrive il ruolo di Brian agli inizi della band:
    Durante le performance live in questo periodo, e in particolare al Crawdaddy Club a Richmond, era spesso più animatore e scatenato di Jagger. Mick inizialmente tendeva a essere statico mentre cantava - anche per motivi di necessità, visto che lo spazio a sua disposizione non gli avrebbe permesso di muoversi nemmeno volendo.
    Nel periodo in cui svolgeva il ruolo di manager, Jones si riservò sempre 5 sterline in più degli altri membri del gruppo nella paga ricevuta ai concerti, situazione che non venne mai vista di buon occhio dagli altri componenti degli Stones e che creò tensioni alle sue spalle.
    Fama e Fortuna
    Con la crescita della fama degli Stones, ci fu l’incontro della band con Andrew Loog Oldham, avvenuto nell’aprile del 1963 sotto suggerimento del compositore della Record Mirror, Peter Jones, e presto divenne insieme a Eric Eastman il loro co-manager. Oldham, che aveva lavorato in passato come pubblicitario per i Beatles, era un amante del romanzo di Anthony Burgess Arancia Meccanica, così come del film Expresso Bongo, e coltivò un'immagine per la band decisamente più accattivante e spregiudicata che quella dei più moderati Beatles, usando il protagonista del romanzo e la sua gang come ispirazione.
    Il pianista Ian Stewart fu escluso dalla scena da Oldham per due ragioni: Oldham sentiva che Stewart, con la sua figura da Scozzese tarchiato e corpulento, non si addiceva all’immagine che egli intendeva dare al gruppo; e Oldham riteneva che sei membri in un gruppo erano difficilmente memorizzabili dal pubblico. Stewart rimase legato alla band diventando responsabile dei loro spostamenti, pur rimanendo il loro tastierista principale fino alla sua morte nel 1985.
    L’arrivo di Oldham segnò anche l’inizio del periodo di allontanamento e estraneazione di Brian nei confronti della band, dovuto al progressivo cambio di ruoli (cercato e voluto da Oldham) che spostasse il centro del gruppo da Jones a Jagger e Richards.
    Fino a questo punto tutti i brani che componevano il repertorio del gruppo erano cover blues o brani strumentali con l’indicazione che erano composizione di tutti i membri del gruppo. Oldham, e tutti i membri degli Stones si resero conto dei vantaggi finanziari che portava scrivere le proprie canzoni; esempio che gli veniva dalla coppia Lennon-McCartney, così come la consapevolezza che una cover-band non sarebbe rimasta a lungo sulla scena negli anni a venire. Di conseguenza Oldham pressò la band, riuscendo a far diminuire il repertorio di cover blues, e facendo sì che emergessero le canzoni prodotte da Jagger e Richards, riuscendo così a incrementare ancora una volta il suo controllo manageriale e estromettendo Brian da un altro ruolo chiave.
    Il 23 luglio 1964 Jones vide la nascita del suo secondo figlio avuto fuori dal matrimonio, questa volta con la sua fidanzata Linda Lawrence. Jones lo chiamò Julian Brian Lawrence (Julian adottò il cognome Leitch dopo che la Lawrence sposò il cantante folk Donovan il 2 ottobre 1970. Jones disse che chiamò tutti e due i suoi figli Julian in onore del sassofonista Julian "Cannonball" Adderley.
    Durante la sua carriera, Jones ha dimostrato la sua grande attitudine musicale, arrivando a suonare una miriade di strumenti, grazie anche all’"allenamento" col pianoforte e col clarinetto avuto in giovane età. Appena i Rolling Stones ebbero abbastanza soldi per permettersi studi di registrazione professionali ben equipaggiati come gli Olympic Studio, gli RCA e i Sunset Sound Recorders studios a Los Angeles, Jones iniziò a sperimentare nuovi strumenti a corda e a fiato uno dopo l’altro.
    Nel periodo di tempo con la band, Brian suonò strumenti a corda (chitarra, sitar, tambura, dulcimer), tastiere (pianoforte, organo, mellotron), strumenti a fiato (flauto dolce, clarinetto, saxofono, armonica) e molti altri strumenti come lo xilofono e la marimba. La chitarra principale di Brian era una Gretsch Double Anniversary verde, ma Jones è conosciuto principalmente per la sua serie signature con forma a goccia Vox Phantom Mark III. Negli ultimi anni usò diversi modelli Gibson (diverse Firebird, ES-330, e Les Paul), e anche una Rickenbacker a 12 corde creata da George Harrison.
    Brian contribuì significativamente al sound degli Stones negli anni Sessanta, suonando la chitarra slide in brani come "I Wanna Be Your Man", "Little Red Rooster", "No Expectations", la tambura in "Street Fighting Man", la marimba in "Under My Thumb", il flauto dolce in "Ruby Tuesday", la tromba e il trombone in "Something Happened To Me Yesterday", il dulcimer in "Lady Jane" e "I Am Waiting", la fisarmonica in "Backstreet Girl", il mellotron in "2000 Light Years from Home" e "We Love You", il saxofono in "Citadel" e l’autoarpa in "You Got the Silver". Jones suonò l’armonica in molti brani dei Rolling Stones negli anni Sessanta.
    Nei primi anni degli Stones, Jones fu anche un corista per il gruppo, in particolare nel periodo 1962-1964. Ne sono esempio "I Wanna Be Your Man" e "Walking the Dog". La voce rauca di Brian può essere sentita anche in "Come On", "Bye Bye Johnny", "Money" e "Empty Heart" (insieme a Jagger e Richards).
    Jones e Keith Richards eccelsero in quella che è chiamata la "tessitura di chitarre"(guitar weaving), successivamente definita "l’antica forma di tessitura (Ancient Form of Weaving), che è diventato uno dei segni peculiari del sound dei Rolling Stones in tutta la loro carriera. Questa tecnica prevede che i due chitarristi suonino la parte di chitarra ritmica e quella solistica nello stesso momento, senza differenziare particolarmente lo stile di una o dell’altra. Questo stile è conosciuto anche come lo stile di "Chicago" (Chicago style), e può essere ascoltato in registrazioni di Jimmy Reed, Muddy Waters, Howlin' Wolf, e trova in Hubert Sumlin il suo maggiore esponente.
    Keith Richards sostiene che quello che lui e Jones chiamarono "guitar weaving" emerse in questo periodo, dall’ascolto degli album di Jimmy Reed:
    Jones e Richards perfezionarono ciò che asoltarono sugli album di Chicago Blues degli anni Cinquanta. I migliori esempi si possoni sentire sul primo album The Rolling Stones e Out of our Heads. Iniziando dall’album del 1966 Aftermath, quello del 1967 Between the Buttons e Their Satanic Majestic Request la capacità multistrumentale di Brian emerse completamente. La sua influenza nelle sessioni degli Stones si fece però via via sempre più marginale, divente più un rifinitore che un vero componente del gruppo. Tale cambiamento lo si può notare già nel primo singolo del 1968 Jumpin’ Jack Flash in cui il contributo di Brian è ormai fievole. Nello stesso anno esce Beggar's Banquet che sottolinea la sempre maggior distanza tra Brian e gli altri Stones. Nella lavorazione dell'album seguente Brian non ha praticamente a che fare, lasciando così Richards da solo o unito a session man come Ry Cooder o Dave Mason.
    Nel novembre del 1968, Jones acquistò Cotchford Farm nel Sussex orientale, la casa natale del’autore di Winnie the Pooh, A. A. Milne.
    Allontanamento dai Rolling Stones
    I duri giorni "on the road", i soldi e la fama, e il sentore di essere alienato dal resto del gruppo, sfociarono in uno smaniato abuso di alcool e droghe da parte di Jones. Usò frequentemente LSD, cocaina, e cannabis, ed era noto per essere un grande bevitore. Queste abitudini non ebbero niente di positivo sulla sua salute fisica (soffriva già d’asma, e in generale non fu mai una persona dalla salute forte). In diverse occasioni Brian si trovò in ospedale, mentre il resto della band si trovava da un’altra parte, non facendo altro che contribuire alla sua paranoia e alla sua separazione dai suoi compagni.
    Jones fu arrestato per uso di droga per la prima volta il 10 maggio 1967. Le autorità trovarono marijuana, cocaina, e metamfetamine in possesso della rockstar. Brian confessò l’uso di marijuana, ma respinse l’accusa sulle droghe pesanti adducendo di non farne uso. Così come nell’arresto dei suoi compagni, alcuni contestatori si presentarono all’esterno del tribunale chiedendo la liberazione di Jones, e non fu tenuto in prigione per lungo tempo. Fu multato e liberato con la condizionale, e gli fu ordinato di vedere un consulente.
    Nel giugno del 1967, Jones presenziò al Monterey Pop Festival. Si presentò con la cantante Nico, con la quale ebbe una breve relazione romantica. Qui incontrò Frank Zappa e Dennis Hopper, e andò sul palco per presentare i Jimi Hendrix Experience. Un critico della manifestazione nominò Brian il "Il re non ufficiale del festival".
    Jagger e Richards incrementarono la loro ostilità verso Jones, che si alienò il resto del gruppo. Sebbene venne giudicato da molti una persona molto socievole ed espansiva, altri membri della band - comprewso Bill Wyman - commentarono che Jones poteva essere spesso cruento ed estremamente difficile da avvicinare. Da moltissime testimonianze, l’umore di Brian cambiava frequentemente, un minuto era premuroso e generoso, e il minuto dopo era un uomo intrattabile.
    Come membro del gruppo insieme a Jones, Bill Wyman scrisse nel suo libro "Stone Alone",
    Le tensioni crescevano fra la coppia Jagger-Richards e Jones, e l’uso di droghe e alcolici non aiutava certo a risolvere i problemi. Il suo contributo ai Rolling Stones divenne più sporadico, occupandosi di alcuni progetti esterni al gruppo. Keith Richards iniziò a suonare sempre più spesso la chitarra solista. Jones, annoiato dallo stesso strumento, cercò spesso qualcosa di esotico da suonare, sebbene fosse sempre più assente dalle sessioni di registrazione. Il graduale declino dell'apporto di Jones al gruppo iniziò intorno al 1967 e andò avanti fino a Maggio del 1968, quando incise l’ultimo vero e proprio contributo alle canzoni dei Rolling Stones. Scene di Brian nel film promozionale del 1967 per We Love You lo mostrano ricurvo e appena in grado di tenere aperti gli occhi, un comportamento tipico di coloro che facevano uso del Mandrax Quaalude, una popolare droga a quel tempo. Ad ogni modo mantenne stretti legami con persone esterne agli Stones, inclusi Jim Morrison, Bob Dylan, John Lennon, Jimi Hendrix, George Harrison, e Steve Marriot.
    La vita diventò sempre più difficile per Brian. Nel marzo 1967, la sua fidanzata Anita Pallenberg scappò con Richards mentre Jones era in ospedale, danneggiando fortemente l’amicizia fra i due musicisti. La Pallenberg successivamente dichiarò che il chitarrista fu ricoverato dopo una zuffa con lei, nella quale Jones si ruppe il polso; sebbene secondo la versione di Richards, Brian semplicemente si ammalò.
    Tempo dopo Richards fece la seguente dichiarazione sull’incidente:
    L’ultimo contributo sostanziale dato agli Stones fu nella primavera ed estate del 1968, con il singolo diventato poi un classico della band Jumping Jack Flash e l’album Beggars Banquet. Un Brian Jones rilassato si può vedere nel film di Jean-Luc Godard One plus One, mentre suona la chitarra acustica, offrendo sigarette a Richards, sebbene sia un po’trascurato nel processo di creazione del pezzo. Il film infatti tratta la crezione in studio del singolo Sympathy for the Devil. Mentre nel film Brian suona la chitarra acustica per la traccia di accompagnamento, nella versione finale del brano questa traccia non è presente. Può essere solo sentita a tratti nel film grazie ai microfoni dello staff cinematografico.
    Divenne chiaro che Jones non sarebbe rimasto ancora molto nella band. Invece di suonare una grandissima varietà di strumenti in praticamente ogni traccia come negli album precedenti, in questo periodo egli non è più una presenza di rilievo negli ultimi album, apparendo solamente in metà delle tracce. Suonò la chitarra slide in "No Expectations", l’armonica in Dear Doctor e Prodigal Son, la tambura in Street Fighting Man, e il mellotron nel finale di Stray Cat Blues.
    L’ultima apparizione ufficiale con gli Stones fu nel dicembre 1968 al Rolling Stones Rock and Roll Circus, uno spettacolo metà-concerto metà-circo organizzato dalla band. Rimase non pubblicato per 25 anni poiché Mick Jagger era contrario a mettere a confronto la performance della band con altri gruppi presenti nel film. Gruppi come Jethro Tull, The Who, e Taj Mahal. Nel film Jones sembra disinteressato e a tratti intossicato. Mentre introduce il pianista Julius Katchen, la sua parlata è biascicata e inarticolata. Durante la performance degli Stones sembra distante dal gruppo e quello che suona non si sente nemmeno, a parte una debole interpretazione di No Expectations. Il materiale extra contenuto nel DVD ufficialmente rilasciato indica che quasi tutti al concerto sapevano che la fine del rapporto fra Jones e i Rolling Stones era vicina, e Pete Townshend degli Who disse che secondo lui sarebbe stata l’ultima performance live del musicista.
    Altri Contributi
    Nel 1966 Jones produsse, suonò e scrissela colonna sonora per il film Mord und Totschlag (in inglese "A Degree of Murder"), un film d’avanguardia tedesco con Anita Pallenberg, sua futura fidanzata. Egli assunse molti musicisti per suonare la colonna sonora, fra i quali il chitarrista Jimmy Page. Brian e Anita si attrassero durante le riprese del film quando Jones posò in uniforme Nazista mentre era in piedi su una bambola nuda per una foto, con Anita. Sebbene Jones non affermò mai di avere simpatie per i Nazisti, molti si sentirono offesi da quegli scatti.
    Jones suonò le percussioni in una versione non rilasciata della cover di Bob Dylan, "All Along the Watchtower", fatta da Jimi Hendrix, insieme a numerose jam session con Hendrix e Dave Mason dei Traffic nei primi mesi del 1968, oltre a suonare il sax contralto in una canzone dei Beatles, You Know My Name e Yellow Submarine, nella quale ruppe due pezzi di vetro assieme.
    Nell’estate del 1968, Jones registrò l'ensemble di musicisti Marocchini, "Master Musicians of Jajouka". Nel 1971, Brian Jones Presents The Pipes Of Pan At Joujouka, il quale fu rilasciato postumo; rimane una pietra miliare della World Music. Mick Jagger e Keith Richards, andarono a Jajouka per la prima volta nel 1989, dopo aver registrato il brano Continental Drift per l’album degli Stones Steel Wheels con i Master Musicians of Jajouka featuring Bachir Attar a Tangeri. Bachir Attar, figlio del leader dei musicisti di Jajouka, registrati ai tempi da Jones, aveva simultaneamente scritto ai Rolling Stones nello stesso periodo, e Jagger, Richards, Ron Wood, e Matt Clifford (che stava lavorando all’album con loro), andarono a trovare lui e i musicisti di Jajouka.Questo incontro è documentato in un raro film trasmesso in tv dalla BBC chiamato "Rolling Stones in Morocco", in seguito pubblicato in cassetta.
    Morte
    Jones fu arrestato una seconda volta il 21 maggio 1968, questa volta per possesso di marijuana. Jones affermò che la droga in questione era stata lasciata a casa sua da alcuni ospiti che gli avevano fatto visita tempo prima, ma avrebbe scontato una lunga pena se trovato colpevole, fino alla libertà vigilata. Bill Wyman commentò: "Il fatto che la polizia aveva un mandato di arresto, dimostrò senza ombra di dubbio che l’arresto faceva parte di un piano ben orchestrato. Brian e gli Stones erano presi di mira per dissuadere il pubblico dall’usare droghe". La giuria giudicò Jones colpevole, sebbene il giudice nutrisse simpatia per il giovane. Invece di multarlo e ammonirlo, il giudice disse: "per l’amor di Dio, non si metta più nei guai, o la faccenda diventerà seria". La continuazione del caso fu molto debole, basandosi sulle testimonianze dei poliziotti che in seguito venne scoperto essere corrotti. Gli stessi ufficiali corrotti che seccarono Jones, sarebbero andati a trovare anche John Lennon nel 1969.
    I continui guai legali di Jones, l’estraneazione dal resto del gruppo, l’abuso di sostanze stupefacenti, contributi sporadici alla band, e la sua continua lunaticità alla fine diventarono troppo per i Rolling Stones. La band voleva intraprendere un tour negli Stati Uniti nel 1969 per la prima volta in tre anni, ma il secondo arresto di Jones incrementò a dismisura i problemi con l’ufficio immigrazione degli Stati Uniti.
    In aggiunta, la musica degli Stones era fortemente basata sul weaving guitar. L’inclinazione di Brian verso gli strumenti esotici, risultava complementare al lavoro di Richards con la chitarra; comunque in questo periodo Brian andava raramente in studio, e quando ci andava il suo contributo alla band era pressoché nullo, tanto che i suoi compagni dovettero a volte spegnere la sua chitarra e far suonare entrambe le parti a Richards. Secondo Gary Herman, Jones era:
    Questo comportamento iniziò a dare problemi durante le lavorazioni per Beggars Banquet, ma trovò la sua massima espressione all’inizio delle registrazioni di Let it Bleed. Mentre la band stava registrando You Can't Always Get What You Want, Jones chiese a Jagger: "Cosa posso suonare?". La risposta di Jagger fu: "Non so Brian, cosa riesci a suonare?". Da questo punto in avanti Jones divenne fiacco, e raramente presente alle sessioni di incisione. Ry Cooder (pensato come un possibile sostituto), osservò che il chitarrista si ritirava in un angolo a piangere le rare volte che si presentava. Da maggio egli diede solamente due contributi al lavoro del gruppo: una parte con L’auto-arpa su You got the Silver e delle percussioni extrasull’epica Midnight Rambler. Jones fu avvisato da Jagger che sarebbe stato cacciato dalla band se non si fosse presentato a una sessione fotografica per la raccolta Through The Past, Darkly (Big Hits Vol. 2). Pur essendo molto debole, alla fine si presentò.
    Gli Stones decisero che dopo l’uscita di Let it Bleed (in programma per luglio 1969) avrebbero fatto un tour nel Nord America a cominciare dal novembre 1969, il primo in tre anni. Comunque il manager degli Stones ricevette un avviso in cui gli veniva comunicato che a Jones non srebbe stato concesso il permesso lavorativo dagli Stati uniti per via dei suoi guai giudiziari legati alla droga. Su suggerimento del pianista e road manager del tour Ian Stewart, gli Stones decisero che la cosa migliore da fare sarebbe stata trovare un nuovo chitarrista, e l’8 giugno 1969, Brian ricevette una visita da Mick Jagger, Keith Richards e Charlie Watts che gli comunicarono che il gruppo da lui fondato sarebbe andato avanti senza la sua presenza.
    Al pubblico, questo evento apparve come se fosse stato Brian ad abbandonare il gruppo; gli altri gli dissero che sebbene gli fosse stato richiesto di andarsene, poteva decidere lui come la faccenda dovesse essere spiegata al pubblico. Jones rilasciò un’intervista il 9 giugno in cui annunciava il suo ritiro dal gruppo. Brian fu rimpiazzato dal chitarrista ventenne Mick Taylor (ex membro dei John Mayall's Bluesbreakers), che iniziò da subito le registrazioni con gli Stones.
    A questo punto Jones rimase per la maggior parte a Cotchford Farm (in origine residenza dell’autore di "Winnie-the-Pooh", A. A. Milne), con l’intenzione di formare una nuova band. È certo che Brian ebbe contatti con Ian Stewart, Mitch Mitchell, Alexis Korner e Jimmy Miller. Fu stuzzicato dall’idea di entrare nella "Korner’s New Church Band", ma Korner stesso gli suggerì di crearne una propria.
    Non è certo in che stato fosse la salute fisica e mentale di Jones in questo periodo. L’ultima fotografia fattagli, scattata nel giugno 1969 appena dopo la rottura con i Rolling Stones, non sono rincuoranti. Il chitarrista appare gonfio con occhi scavati, sebbene le persone che gli fecero visita (in particolare Alexis Korner) furono sorpresi dal suo stato verso la fine di giugno. Korner notò che Jones era "felice come non lo aveva mai visto", e presumibilmente Jimmy Miller rimase sorpreso di trovarlo così emotivamente stimolato.
    Intorno alla mezzanotte del 3 luglio 1969, Brian Jones venne trovato immobile sul fondo della sua piscina nella sua casa a Hartfield, Sussex, Inghilterra, dove era rimasto per pochi minuti. La sua fidanzata Anna Wohlin era ancora convinta che fosse vivo quando lo tolsero dall’acqua; insistendo sul fatto che ne sentiva ancora il polso. Comunque quando i dottori arrivarono, era troppo tardi per Brian e fu dichiarato deceduto sul posto. Il rapporto del coroner dichiarò "Morte per incidente", e notò che il suo fegato e il suo cuore erano pesantemente compromessi dall’abuso di alchool e droghe.
    Comunque, Anna Wohlin dichiarò nel 2000 che Brian fu assassinato da un costruttore che si trovava con loro in casa per rinnovarla. Il costruttore, Frank Thorogood, confessò all’autista dei Rolling Stones Tom Keylock la propria responsabilità sul letto di morte; comunque, bisogna notare che non vi furono altri testimoni durante la sua confessione. Nel suo libro "The Murder of Brian Jones", Anna scrisse che Frank Thorogood si comportò in modo strano, e sembrava compiaciuto quando Brian fu trovato nella piscina (egli fu anche l’ultima persona a vedere Brian vivo), ma ella ammette anche di non essere stata presente al momento effettivo della morte di Jones. Molti testimoni sono stati intervistati da vari giornali, sostenendo di aver assistito all’"omicidio"; ma comunque questi testimoni hanno sempre usato degli pseudonimi, e nessuno di loro si è mai offerto di presentarsi a una registrazione o a un’interrogazione da parte della polizia.
    Molti oggetti, come strumenti e arredamenti costosi furono rubati dalla casa di Jones appena dopo la sua morte, molto probabilmente da Thorogood, Keylok, e da altri che lavoravano nella proprietà. Alcune voci dicono che furono rubate anche delle registrazioni fatte dallo stesso Jones per il suo futuro gruppo, ma fin’ora niente è mai stato confermato. Molti strumenti rubati invece riuscirono allo scoperto sul mercato dei collezionisti.
    Sulla sua morte, Pete Townshend scrisse un poema intitolato "A Normal Day For Brian, A Man Who Died Every Day" pubblicato sul Times; Jimi Hendrix gli dedicò una canzone durante uno spettacolo su una emittente televisiva statunitense, e Jim Morrison dei Doors scrisse una poesia intitolata Ode To L.A. While Thinking Of Brian Jones, Deceased (Ode a L.A. Mentre pensa a Brian Jones, Deceduto).
    Quando gli fu chiesto da un giornalista la sua reazione alla morte di Brian Jones, George Harrison rispose:
    I Rolling Stones fecero un concerto gratuito a Hyde Park il 5 luglio 1969, due giorni dopo la sua morte. Il concerto era stato organizzato settimane prima come evento per presentare il nuovo chitarrista. Ad ogni modo i critici accusarono il gruppo di oltraggiare e di essere offensivi verso il fondatore del gruppo. In risposta a queste critiche, la band dedicò il concerto a Jones. Prima che il concerto iniziasse, Jagger lesse degli stralci tratti da "Adonais", una poesia di Percy Bysshe Shelley sulla morte del suo amico John Keats. Il loro manager trovò un modo per far uscire migliaia di farfalle bianche al concerto, ma, a causa del gran caldo, la maggior parte delle farfalle morì all’interno dei contenitori; le farfalle sopravvissute volarono a fatica prima di morire e cadere sulle teste degli ascoltatori. Gli Stones aprirono con una canzone di Johnny Winter che era una delle preferite di Brian, "I’m Yours and I’m Hers".
    Jones fu seppellito sotto 12 piedi di terra (per evitare esumazioni da parte di cacciatori di tombe) in (secondo testimonianze) una lussuosa bara di argento e bronzo (ma visto che la cassa fu chiusa e calata a mano da due persone e pressoché impossibile che fosse fatta di bronzo) spedita a Cheltenham da Bob Dylan. Gli Stones chiesero ai fans di stare lontani, e del gruppo erano presenti solo Watts e Wyman. Mick Jagger e Marianne Faithfull non si presentarono dato che erano in viaggio per l’Australia per le riprese di un film, e ai due fu proibito dal produttore di tornare in Inghilterra per il funerale. Keith Richards e Anita Pallenberg non si presentarono, preoccupati che la loro presenza avrebbe creato tensioni e infastidito i fans.
    Crediti
    A differenza di Jagger e Richards, Jones non fu mai conosciuto per aver scritto canzoni per i Rolling Stones. Ammise infatti di essere sempre molto incerto e insicuro in materia compositiva, e sebbene desse sempre un forte contributo alla co-produzione dei brani degli Stones, Brian non fu mai un prolifico compositore.
    Comunque, negli anni seguenti la sua morte ci furtono due distinte idee dei fans. Molti sentivano che il contributo di Brian nelle composizioni degli Stones fu spesso enorme, e che si sarebbe meritato i crediti dell’enorme lavoro svolto nelle prime composizioni del gruppo. Altri invece sostengono che sì il lavoro di Jones fu importantissimo per il sound e la musica degli Stones, ma che peccasse di capacità compositive, e che quindi non dovesse detenere alcun diritto sulle canzoni. Ci sono probabilmente cose vere in entrambe le idee, ma l’effettivo contributo di Jones all’interno dei Rolling Stones probabilmente non si saprà mai con certezza.
    Probabilmente, quando i Rolling Stones lo incontrarono per la prima volta, Andrew Loog Oldham provò a creare una unione a fini compositivi fra Jones e Gene Pitney, il pianista-compositore americano, ma non funzionò. Bill Wyman ha dichiarato in varie interviste che sebbene Jagger e Richards fossero molto gelosi del proprio lavoro compositivo, erano sempre aperti a buone idee citando come esempi le sue In Another Land e Downtown Suzie. Ron Wood ha commentato di essere fiero di aver pubblicato una dozzina di sue canzoni con gli Stones, menzionando anche la natura protettiva di Jagger e Richards. In ogni caso la coppia di compositori Jagger/Richards ha aperto la strada alla fama dei Rolling Stones.
    In effetti, una sola canzone uscita ufficialmente è accreditata a Jones, Il jingle di 30 secondi Rice Krispiesper l’industria Kellogs, co-scritto con J. W. Thompson nel 1963 e che il gruppo incise in incognito (pratica comune per raccimolare qualche soldo). Una seconda canzone, Sure I do, fu scritta, suonata e cantata completamente da Jones nel 1963, ma l’unica copia esistente si trova nel ristorante di Bill Wyman "Sticky Fingers". Rimane non pubblicata e fino a oggi nessuno l’ha mai sentita.
    È noto che 14 canzoni degli Stones sono accreditate a Nanker Phelge, uno pseudonimo che indicava tutti i membri del gruppo (compreso Jones) come autori della canzone. Essi ritirarono lo pseudonimo nel 1965. Un Nanker era una strana espressione facciale che Jones e Richards facevano spesso, e Phelge derivava da un loro coinquilino: James Phelge.
    Tra le canzoni accreditate a Nanker Phelge (alias Jagger/Richards/Jones/Watts/Wyman) ci sono le seguenti composizioni:
    Stoned
    Now I've Got A Witness
    And Mr Spector And Mr Pitney Came Too (co-scritta con Phil Spector, non ufficialmente pubblicata)
    Little By Little (co-scritta con Phil Spector)
    2120 South Michigan Avenue
    Off The Hook
    Stewed And Keef (Brian's Blues) (non ufficialmente pubblicata)
    The Under Assistant West Coast Promotion Man
    Uno dei migliori esempi di disputa è Ruby Tuesday. La registrazione di Brian è una degli ingredienti chiave di questa canzone, così come il pianoforte di Jack Nitzsche e lo sforzo combinato di Wyman e Richards al violoncello. Alcuni fans sostengono che Jones dovrebbe ricevere i crediti per la composizione per la sua parte nella canzone. Fonti all’interno della band (Bill Wyman, Glyn Johns) affermano che Keith Richards scrisse la canzone, e Richards stesso ha dichiarato in varie interviste che ha scritto la canzone in un hotel di Los Angeles nel 1966. Ha affermato inoltre che il titolo della canzone deriva da un hotel da lui visitato durante un tour negli Stati Uniti, e che la canzone parla di una groupie. Mick Jagger ha dichiarato in una intervista al Rolling Stone Magazine: "Bellissimo testo e musica, nessuna delle quali ho scritto io".
    Una fonte comunque sostiene che la canzone sia stata scritta da Jones: Marianne Faithfull ha scritto nel suo libro che Jones compose la melodia di base della canzone come un mix tra musica medievale e un blues di Skip James. Comunque, la canzone è accreditata a Jagger/Richards, e così come per Lennon e McCartney le canzoni composte da uno venivano accreditate a entrambi. L’ipotesi che la canzone sia da accreditare alla coppia Jones/Richards è improbabile.
    Paint it Black era probabilmente una canzone molto diversa quando Jagger e Richards la composero. Mick Jagger compose la melodia e scrisse le parole, e Richards trovò gli accordi. Non diventò però l'incredibile hit che conosciamo finché Bill Wyman non suggerì di usare il pedale basso dell’organo per il ritmo "polkeggiante", e Brian Jones decise di usare il sitar per la melodia principale. È presumibile quindi che la canzone sia da accreditare a Nanker Phelge, ma fino a oggi essa è sempre stata riconosciuta come una composizione Jagger/Richards.
    In aggiunta a questi esempi, persistono voci secondo le quali sarebbe stato Jones a trovare il riff di Honky Tonk Woman. Sebbene fu presente alle prime incisioni di prova nel marzo 1969, tutti i membri degli Stones, dichiararono in varie interviste che l’idea per la versione elettrica finale uscì durante una session con Mick Taylor nel giugno 69. Keith Richards afferma di aver preso il riff di introduzione da Ry Cooder, e cher fu ispirato in questo dai riff country che Taylor spesso proponeva nelle sessioni di registrazione. È possobile che Jones abbia suonato la chitarra in una primitiva versione di Honky Tonk Woman (Marzo 1969), ma è impossibile che Jones partecipò alla registrazione finale del brano, svoltasi dopo la sua morte.
    Per concludere, Jones potrebbe aver co-scritto un piccolo numero di lavori sconosciuti del gruppo, e potrebbe aver svolto un ruolo importante nella composizione di alcuni dei loro brani più famosi, per i quali non è mai stato pagato. Comunque, i critici notano che la composizione non fu mai il suo campo, e anche i meno critici non possono sottrarsi dal notare quanto miseri siano i brani (presumibilmente) da attribuire a Jones, in confronto a quelli targati Jagger/Richards.
    Immagine e Leggende
    La più grande conquista di Jones, forse addirittura maggiore dell'essere musicista, fu il suo stato di icona della moda, esemplificata dal suo senso di ribellione e di eccentricità. Come membro più fotogenico dei primi Rolling Stones, il suo stile nel vestire influenzò profondamente lo stile modaiolo della Londra degli anni Sessanta molto più di altri musicisti.
    Jones era basso di statura (168 cm) con occhi blu-verdi e capelli biondi, ed è stato un pioniere nel forgiare l’immagine di una rockstar. Era noto per camminare appositamente in strade affollate finché non venisse riconosciuto da ragazze che iniziavano a inseguirlo. A quel punto egli iniziava a scappare come in una scena del film A Hard Day's Night (dove succede lo stesso ai Beatles).
    Jones, così come Jagger, aveva una forte inclinazione politica, e dichiarò in un’intervista che l'aborto, e le droghe "ricreative" dovessero essere legali, ed espresse il suo forte sostegno alla lotta per i diritti degli omosessuali. Concesse molte interviste durante la sua carriera, e venne riconosciuto spesso dai giornalisti come il membro più eloquente del gruppo. Il suo intelletto, combinato con il suo disprezzo per le costrizioni della società, ne fecero una delle prime rock star inglesi, e un modello chiave per la British Invasion.
    Jones fu l'ispiratore principale della band The Brian Jonestown Massacre; il logo della band include un’immagine della sua faccia.
    La canzone degli Psychic TV Godstar parla della morte di Jones, così come nella canzone di Robyn Hitchcock Trash.
    Il film del 2006 Stoned parla interamente della vita di Jones e del suo rapporto coi Rolling Stones.
    Bibliografia
    Gary Herman, Rock 'N’Roll Babylon (Norfolk: Fakenham Press, 1982), ISBN 0-85965-041-3
    Geoffrey Giuliano, Paint It Black: The Murder Of Brian Jones.
    Gered Mankowitz, Brian Jones: Like a Rollin’Stone
    R. Weingartner, A tribute to Brian Jones
    Terry Rawlings (1994), Who Killed Christopher Robin?: The Life and Death of Brian Jones, ISBN 0-7522-0989-2
    Laura Jackson (1992), Golden Stone: The Untold Life and Tragic Death of Brian Jones, ISBN 0-312-09820-0
    R. Chapman, "The bittersweet symphony", Mojo, 68 (Luglio 1999), pg.62-84
    Bill Wyman and Ray Coleman, Stone Alone, ISBN 0-670-82894-7
    Alan Clayson, Brian Jones, ISBN 1-86074-544-X
    Bill Wyman, Rolling With The Stones
    Video
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    Note


      ^ a b Jagger, Mick et al. According To The Rolling Stones. Chronicle Books, 2003.
      ^ http://www.people.nnov.ru/thedoors/wilderness2.htm

    Collegamenti esterni
    (EN) Il Fan club Ufficiale di Brian Jones
    (EN) Fans: Yahoo! gruppo di discussione su Brian Jones e altre star degli anni 60
    (EN) Brian Jones Fans: Yahoo! gruppo per Brian con un sacco di foto
    (EN) Brian Jones Fans 2: seconda parte del gruppo con altre foto di Brian
    (EN) Stoned: un nuovo film su Brian Jones (trailer)
    (EN) Brian Jones: A Rollin’Stone
    (EN) Master Musicians of Jajouka
    (EN) Brian Jones Fansite
    (EN) Foto della tomba di Brian Jones
    (EN) Brian Jones, Founder of the Rolling Stones, Profilo di Brian Jones con Discografia e bibliografia.


    Estratto da "http://it.wikipedia.org/wiki/Brian_Jones"
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