Boris Eltsin (1931-2007)

Informazioni di base:

  • Scomparso nel: 2007
  • Data di nascita: 1 Febbraio 1931
  • Professione: Politico
  • Luogo di nascita: Butka
  • Nazione: Russia
  • Boris Eltsin in Rete:

  • Wikipedia: Boris Eltsin su Wikipedia
  • Biografia:

    (estratta da Wikipedia)

       

    Boris Nikolaevič El'cin

    Борис Николаевич Ельцин

    Luogo di nascita
    Butka, RSSF Russa
    Data di nascita
    1 febbraio 1931
    Luogo di morte
    Mosca,  Russia
    Data di morte
    23 aprile 2007
    Partito politico
    Coalizione
    Mandato
    10 luglio 1991 - 31 dicembre 1999
    Elezione
    Titolo di studio
    Professione
    Coniuge
    Vicepresidente
    Aleksandr Ruckoj (1991–1993)
    Predecessore
    nessuno
    Successore
    Vladimir Putin

    Boris Nikolaevič El'cin traslitterato anche in Eltsin (in russo Бори́с Никола́евич Е́льцин ) (IPA /bʌ'ris nɪkʌ'lajɪvɪʧ 'jɛlʲʦɪn/; Butka, 1° febbraio 1931 – Mosca, 23 aprile 2007) è stato un politico russo.
    Primo presidente della Russia postsovietica dal 1992 al 1999, salì al Cremlino nel 1991, quando il mondo si preparava a dare l'ultimo saluto all'Unione Sovietica, tra le ultime riforme di Mihail Gorbačëv e le indipendenze degli Stati confederati con effetto domino che condussero alla nascita della Comunità degli Stati Indipendenti (CSI). Ha aperto la Russia all'economia di mercato.

    Biografia
    Fece i suoi studi superiori nel vilaggio di Butka, distretto di Talica, Oblast' di Sverdlovsk e studiò al Politecnico di Sverdlovsk (alcune fonti riferiscono che al primo tentativo non fu ammesso). Nel 1955 ottenne il diploma di ingegnere edile e per 13 anni lavorò come tale. Nel 1961 aderì al Partito Comunista dell'Unione Sovietica, di cui diventò funzionario nel 1968 e direttore della sezione edilizia dell'Obkom Kpss Oblast di Sverdlovsk. Nel 1975 diventa segretario fino il 1976 e prosegue con la raccomandazione del Politburo CK KPSS come primo segretario (sempre a Sverdlovsk) fino al 1985. In questo tempo è riuscito a convincere il Politburo ad iniziare la costruzione della metropolitana, che ha però come conseguenza la demolizione della casa Ipatiev che presentava un grande significato storico e dove fu ucciso l'ultimo zar, Nicola II.
    Proseguendo nella carriera del partito, il 24 dicembre 1985 venne promosso a segretario della sezione di Mosca. Da qui continuò a lanciare critiche alla lentezza delle riforme che Gorbačëv stava effettuando, e due anni dopo entrò in contrasto con il Politburo durante il plenario CK KPSS con un discorso che criticava direttamente i soci del politburo particolarmente E.K. Ligachev e Gorbacev venne destituito.
    Nel marzo del 1989 venne eletto deputato al Congresso dei deputati del popolo dell'Unione Sovietica e nel maggio del 1990 fu nominato Presidente del Praesidium del Soviet Supremo della RSSF Russa.
    Nel giugno del 1990 dichiarò la sovranità della Russia, dimettendosi dal Partito comunista e il 12 giugno 1991, El'tsin venne eletto, con il 57% dei voti, con la prima elezione democratica, presidente della Repubblica Russa. Con la sua elezione a presidente della Russia, egli divenne rivale di Gorbačëv e deciso a imprimere un ritmo più radicale al processo riformatore.
    La gioventù di Boris Elsin
    Nell'agosto 1991 in una condizione di confusione e catastrofica situazione economica, i comunisti conservatori azzardarono l'estremo tentativo di un colpo di Stato, che fallì miseramente per la resistenza opposta a Mosca, guidata fermamente da El'tsin, e per il rifiuto di Gorbačëv - tenuto prigioniero nella sua dacia - di aderire alle richieste dei golpisti. L'evento - che rafforzò l'immagine di El'tsin a discapito di Gorbačëv, emarginato ed accusato d'aver avuto all'interno nel suo entourage i reazionari del golpe - è passato alla storia con due immagini fotografiche: El'tsin che sale sul carro armato dal quale arringa la folla contro il golpisti, e, due giorni dopo, El'tsin che punta il dito indice contro Gorbačëv in una seduta del Congresso in cui dettò le sue condizioni di trionfatore politico della crisi. Il partito Comunista venne messo al bando e i suoi beni confiscati.
    Il progetto di Gorbačëv di salvare l'URSS fallì ed il 25 dicembre 1991 rassegnò le dimissioni; il giorno dopo l'Unione delle Repubbliche Socialiste Sovietiche cessò formalmente di esistere.
    Gli accesi conflitti tra il Congresso e El'tsin sfociarono, nell'ottobre 1993, nell'attacco dell'esercito alla sede del Congresso, che voleva destituire il Presidente. Il palazzo della Duma fu attaccato dai carri armati mentre migliaia di manifestanti si erano recati a Mosca per protestare contro le riforme liberali.
    Nonostante l'economia faticasse a riprendersi, la popolazione povera non diminuisse, vi fossero sempre più crisi militari (come la Cecenia) e la malavita organizzata aumentasse, nel 1996 Boris El'tsin venne riconfermato presidente.
    Con una salute precaria segnata dal notevole abuso di alcool e fumo, con un'economia nazionale portata alla rovina e con la corruzione pubblica in aumento, il 31 dicembre 1999 Boris El'tsin si dimise da presidente russo, lasciando il posto a Vladimir Putin.
    Dopo la caduta Boris Eltsin è apparso rare volte in pubblico, mentre politicamente è rimasto sostenitore del suo successore, Vladimir Putin. Nel settembre del 2002 ha ribadito la sua innocenza nei casi di corruzione a lui imputati e si è detto orgoglioso delle decisioni prese in passato, dichiarando di non voler più prender parte alla politica attiva e rifiutando la candidatura al Parlamento russo offertagli da Russia Unita, il partito di Putin. Nel febbraio 2003 sono venuti alla luce altri scandali che vedevano coinvolti l'ex-presidente e alcuni ministri. Nel gennaio 2004 partecipando a un forum ambientalista si disse molto preoccupato per le attuali condizioni del pianeta e decise di aderire a Greenpeace. Nel dicembre 2006 ha rilasciato una nostalgica intervista nella quale si dichiara deluso dal fatto che il popolo russo abbia dimenticato il difficile periodo negli ultimi anni dell'Unione Sovietica. Già fragile di salute (nel 1996 aveva subito un quintuplo by-pass) a causa dei continui abusi di alcool e fumo e malato di cuore, di ipertensione e con grossi problemi all'apparato circolatorio il 16 aprile 2007 viene colpito da un infarto al quale sopravviverà e sarà immediatamente ricoverato all'ospedale di Mosca. Nel frattempo non viene resa pubblica alcuna notizia sul suo stato di salute. Il 20 aprile viene dimesso dal reparto di rianimazione anche se è necessario un altro intervento chirurgico al cuore al quale avrebbe dovuto sottoporsi il mese successivo.
    La tomba di Boris Eltsin
    Il 23 aprile alle ore 15:53, ora locale, un altro infarto colpisce l'ex-presidente russo e questa volta sarà mortale. Il primo a porgere le condoglianze alla famiglia di Eltsin sarà il suo vecchio rivale Mikail Gorbaciov; arriveranno in seguito quelle del suo "delfino", Vladimir Putin.
    Sua consorte è stata Naina Eltsina.
    Onorificenze
    Cavaliere di Gran Croce decorato di Gran Cordone
    — Roma, 19 dicembre 1991
    Bibliografia
    Giulietto Chiesa: Cronaca del Golpe Rosso, Baldini & Castoldi, 1991
    Giulietto Chiesa: Russia Addio, Editori Riuniti, 1997
    Roj Medvedev: La Russia post-sovietica: un viaggio nell'era Eltsin, Einaudi, Torino: 2002
    Enrico Melchionda: Eltsin a Mosca. I meccanismi del successo politico in Unione Sovietica, Edizioni Lavoro, Roma: 1990
    Antonio Rubbi: La Russia di Eltsin, Editori Riuniti, Roma: 2002
    Vladimir Solovyov, Elena Klepikova: Corvo bianco. Biografia di Boris Eltsin, Baldini & Castoldi, Milano: 1992
    Altri progetti
    Wikiquote
    Commons
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