Benedetto Croce (1866-1952)

Informazioni di base:

  • Scomparso nel: 1952
  • Data di nascita: 25 Febbraio 1866
  • Professione: Scrittore
  • Luogo di nascita: Pescasseroli (AQ)
  • Nazione: Italia
  • Benedetto Croce in Rete:

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  • Biografia:

    (estratta da Wikipedia)

    Benedetto Croce (Pescasseroli, 25 febbraio 1866 – Napoli, 20 novembre 1952) è stato un filosofo, storico, scrittore e politico italiano, principale ideologo del liberalismo novecentesco italiano e "rifondatore" del Partito Liberale. Con Giovanni Gentile - dal quale lo separava la posizione nei confronti del fascismo - è considerato un importante protagonista della cultura italiana del XX secolo.

    Biografia
    Nacque a Pescasseroli, in Abruzzo, da un'agiata famiglia abruzzese trapiantatasi a Napoli e crebbe in un ambiente profondamente cattolico. Ancora adolescente, però, si distaccò dal cattolicesimo e per tutta la vita non si riaccostò più alla religiosità tradizionale. Perse i genitori, Pasquale e Luisa Sipari, e la sorella Maria durante il terremoto di Casamicciola del 28 luglio 1883 mentre vi si trovava in vacanza con la famiglia, nell'isola di Ischia. In seguito a questo episodio fu affidato alla tutela dello zio Silvio Spaventa, fratello del filosofo Bertrando Spaventa, nella cui casa romana visse fino alla maggiore età.
    Croce ebbe contatti con gli esponenti della Nuova Italia, tra cui Labriola che lo inizierà al marxismo e alla filosofia idealistica classica tedesca. Nel gennaio del 1903 esce il primo numero della sua rivista La critica, stampata a sue spese fino al 1906, allorché subentra l'editore Laterza.
    Viene nominato senatore nel 1910 e dal 1920 al 1921 è ministro della Pubblica Istruzione nel 5° e ultimo governo Giolitti. Rompe definitivamente col fascismo, dopo il delitto Matteotti. Nello stesso anno rompe anche con Giovanni Gentile, il quale già dal 1903 collaborava con la sua rivista "La critica", per discrepanze filosofiche e politiche. Gentile, con la pubblicazione del Manifesto degli intellettuali fascisti nel 1925, si schiera definitivamente dalla parte del fascismo e Croce risponde, pubblicando a sua volta su Il Mondo, il Manifesto degli intellettuali antifascisti nel quale viene denunciata la violenza e la soppressione della libertà di stampa da parte del regime.
    Dopo un breve appoggio al movimento antifascista Alleanza Nazionale (1930), si allontana quindi dalla vita politica, continuando peraltro ad esprimere liberamente le sue idee politiche, senza che il regime fascista lo censurasse.
    In effetti il fascismo riteneva Croce un avversario poco temibile, sostenitore com'era di un fascismo inteso come "malattia morale" inevitabilmente superata dal progresso della storia. Inoltre la fama di Croce presso l'opinione pubblica europea lo proteggeva da interventi oppressivi da parte del regime.
    Benedetto Croce
    Nel 1938 il regime vara la legislazione antisemita. Il governo invia a tutti i professori universitari un questionario da compilare ai fini della classificazione "razziale". Tutti gli interpellati rispondono. L'unico intellettuale non ebreo che rifiuta di compilare il questionario fu Croce. Il filosofo, invece di restituire compilata la scheda, inviò una lettera al presidente dell'Istituto Veneto di Scienze, in cui scrive sarcasticamente:
    Dopo la caduta del regime Croce rientra in politica, accettando la nomina a presidente del Partito Liberale. Durante la Resistenza cerca di mediare tra i vari partiti antifascisti. Nel 1944 è Ministro senza portafoglio nel secondo governo Badoglio. Subito dopo la liberazione di Roma (giugno 1944) entra a far parte del primo governo Bonomi, sempre come ministro senza portafoglio, ma dà le dimissioni qualche mese dopo, il 27 luglio. Al referendum sulla forma dello Stato (2 giugno 1946) vota per la Repubblica e abbandona il Partito Liberale, che invece è a favore della monarchia. Viene eletto all'Assemblea Costituente.
    Sempre nel 1946 fonda a Napoli l'Istituto Italiano per gli Studi Storici destinando per la sede un appartamento di sua proprietà, accanto alla propria abitazione e biblioteca, nel Palazzo Filomarino.
    La sua opera
    L'opera di Croce può essere suddivisa in tre periodi: quello degli studi storici, letterari e il dialogo con il marxismo, quello della maturità e delle opere filosofiche sistematiche e quello dell'approfondimento teorico e revisione della filosofia dello spirito in chiave storicista.
    Parallelamente allo studio del marxismo, Croce approfondisce anche quello di Hegel; secondo entrambi la realtà si dà come spirito che continuamente si determina e, in un certo senso, si produce. Lo spirito è quindi la forza animatrice della realtà, che si auto-organizza dinamicamente divenendo storia secondo un processo razionale. Da Hegel egli recupera soprattutto il carattere razionalistico e dialettico in sede gnoseologica: la conoscenza si produrrebbe allora attraverso processi di mediazione dal particolare all'universale, dal concreto all'astratto, per cui Croce afferma che la conoscenza è data dal giudizio storico, nel quale universale e particolare si fondono recuperando la sintesi a priori di Kant e lo storicismo di Giambattista Vico, suo altro filosofo di riferimento.
    Tuttavia egli critica Hegel, poiché secondo lui il filosofo ha concepito la dialettica in modo riduttivo, ovvero semplicemente come dialettica degli opposti, mentre secondo Croce sussiste anche una logica dei distinti, ovvero il fatto che certi atti ed eventi vadano sempre considerati appunto distinti rispetto ad altri ordini di atti ed eventi. Elabora, quindi, un vero e proprio sistema, da lui denominato la filosofia dello spirito .
    Qui la realtà in quanto attività (ovvero produzione dello spirito o della storia) è articolata in quattro forme fondamentali, suddivise per modo (teoretico o pratico) e grado (particolare o universale): estetica (teoretica - particolare), logica (teoretica - universale), economia (pratica - particolare), etica (pratica - universale). La relazione tra queste quattro forme opera la suddetta logica dei distinti, mentre all'interno di ognuna di esse si ha la dialettica degli opposti.
    Estetica
    La prima parte del sistema la ritroviamo in opere come Estetica come scienza dell'espressione e linguistica generale (1902), Breviario di estetica (1912) e Aesthetica in nuce (1928). L'estetica, dal significato originario del termine aisthesis (sensazione), si configura in primo luogo come attività teoretica relativa al sensibile, si riferisce alle rappresentazioni ed alle intuizioni che noi abbiamo della realtà.
    Come conoscenza del particolare l'intuizione estetica è la prima forma della vita dello Spirito. Prima logicamente e non cronologicamente poiché tutte le forme sono presenti insieme nello Spirito.
    L'arte, come aspetto dell'Estetica, è una forma della vita spirituale che consiste nella conoscenza, intuizione del particolare che
    come forma dello Spirito, come creatività non è sensazione, conoscenza sensibile che è un aspetto passivo dello Spirito rispetto ad una materia oscura e ad esso estranea;
    come conoscenza (prima forma dell'attività teoretica) non ha a che fare con la vita pratica. Bisogna quindi respingere tutte le estetiche che abbiano fini edonistici, sentimentali e moralistici; quale espressione di un valore autonomo dello spirito, l'arte non può né deve essere giudicata secondo criteri di verità, moralità o godimento;
    come intuizione pura va distinta dal concetto che è conoscenza dell'universale: compito proprio della filosofia.
    L'arte può essere definita quindi come intuizione-espressione, due termini inscindibili per cui non è possibile intuire senza esprimere ne è possibile espressione senza intuizione. Ciò che l'artista intuisce è la stessa immagine (pittorica, letteraria, musicale ecc.) che egli per ispirazione crea da una considerazione del reale, nel senso che l'opera artistica è l'unità indifferenziata della percezione del reale e della semplice immagine del possibile.
    La distinzione tra arte e non arte risiede nel grado di intensità dell'intuizione-espressione.Tutti noi intuiamo ed esprimiamo: ma l'artista è tale perché ha un'intuizione più forte, ricca e profonda a cui sa far corrispondere un'espressione adeguata. Coloro che sostengono di essere artisti potenziali poiché hanno delle intense intuizioni ma che non sono capaci di tradurre in espressioni, non si rendono conto che in realtà non hanno alcuna intuizione poiché se la possedessero veramente essa si tradurrebbe in espressione.
    L'arte non è aggiunta di una forma ad un contenuto ma espressione, che non vuol dire comunicare, estrinsecare, ma è un fatto spirituale, interiore come l'atto inscindibile da questa che è l'intuizione.
    Nell'estetica dobbiamo far rientrare anche quella forma dell'espressione che è il linguaggio che nella sua natura spirituale fa tutt'uno con la poesia. L'estetica quindi come una "linguistica in generale".
    Logica
    Della logica, Croce tratta essenzialmente in Logica come scienza del concetto puro del 1905; essa corrisponde al momento in cui l'attività teoretica non è più affidata alla sola intuizione (all'ambito estetico), ma partecipa dell'elemento razionale, che attinge dalla sfera dell'universale. Il punto di arrivo di questa attività è l'elaborazione del concetto puro, universale e concreto. Il concetto puro esprime la verità universale di una determinazione, mentre i concetti scientifici non sono veri e propri concetti puri ma degli pseudoconcetti,falsi concetti, degli strumenti pratici di costituzione fittizia. La logica crociana è anche storica, nella misura in cui essa deve analizzare la genesi e lo sviluppo (storico) degli oggetti di cui si occupa.
    Il termine logica in Benedetto Croce assume quindi un significato più vicino al termine dialettica ovvero ricerca storiografica.
    Di carattere decisamente diverso è invece la filosofia delle scienze fisiche, matematiche e naturali delle quali Croce non si occupa affatto nei suoi studi.
    Filosofia della pratica
    Economia ed etica vengono trattate in Filosofia della pratica, Economica ed etica del 1909. Croce dà molto rilievo alla volizione individuale che è poi l'economia, avendo egli un forte senso della realtà e delle pulsioni che regolano la vita umana. L'utile, che è razionale, non sempre è identico a quello degli altri: nascono allora degli utili sociali che organizzano la vita degli individui.
    Il diritto, nascendo in questo modo, è in un certo qual senso amorale, poiché i suoi obiettivi non coincidono con quelli della morale vera e propria. Egualmente autonoma è la sfera politica, che è intesa come luogo di incontro / scontro tra interessi differenti, ovvero essenzialmente conflitto, quello stesso conflitto che caratterizza il vivere in generale.
    Croce critica anche l'idea di Stato elaborata da Hegel: lo stato non ha nessun valore filosofico e morale, è semplicemente l'aggregazione di individui in cui si organizzano relazioni giuridiche e politiche.
    L'etica è poi concepita come l'espressione della volizione universale, propria dello spirito; non vi è un'etica naturale o un'etica formale, e dunque non vi sono contenuti eterni propri dell'etica, ma semplicemente essa è l'attuazione dello spirito, che manifesta in modo razionale atti e comportamenti particolari. Questo avviene sempre in quell'orizzonte di continuo miglioramento umano.
    La storia e lo spirito: lo storicismo assoluto
    La teoria di Croce, lo abbiamo visto, è fortemente storicista, come si evince anche da Teoria e Storia della storiografia (1917). Per ciò, se volessimo riassumere con una formula la filosofia di Croce, questa sarebbe storicismo assoluto, ossia la convinzione che tutto è storia, affermando che tutta la realtà è spirito e che questo si dispiega nella sua interezza all'interno della storia. La storia non è dunque una sequela capricciosa di eventi, ma l'attuazione della Ragione.
    La conoscenza storica ci illumina a proposito delle genesi dei fatti, è una comprensione dei fatti che li giustifica con il suo dispiegarsi. Si delinea in quest'ottica il compito dello storico: egli, partendo dalle fonti storiche (documenti), deve superare ogni forma di emotività nei confronti dell'oggetto studiato e presentarlo come in forma di conoscenza. In questo modo la storia perde la sua passionalità e diviene visione logica della realtà. Quanto appena affermato si può evincere dalla celebre frase "la storia non è giustiziera, ma giustificatrice". Con questo afferma che lo storico non giudica e non fa riferimento al bene o al male. Quest'ultimo delinea inoltre come la storia abbia anche un preciso orizzonte gnoseologico, poiché in primo luogo è conoscenza, e conoscenza contemporanea, ovvero la storia non è passata, ma viva in quanto il suo studio è motivato da interessi del presente.
    La storiografia è in seconda istanza utile per comprendere l'intima razionalità del processo dello spirito, e in terzo luogo essa è conoscenza non astratta ma di fatti ed esperienze ben precise.
    Croce critica gli illuministi e in generale chiunque vorrebbe individuare degli assoluti che regolano la storia o la trascendono: la realtà è storia, nella sua totalità, la storia è la vita stessa, che si svolge autonomamente secondo i propri ritmi e le proprie ragioni. Essa è un cammino progressivo, ma questa non deve essere una certezza su cui adagiarsi: questa consapevolezza deve essere confermata da un impegno costante degli uomini, ed i risultati non sono mai scontati né prevedibili. La storia diviene allora anche storia di libertà, dei modi in cui l'uomo promuove e realizza al meglio la propria esistenza. La libertà si traduce, sul piano politico, in liberalismo: una sorta di religione della libertà o di metodo interpretativo della storia e di orientamento dell'azione, che è imprescindibile nel processo del progresso storico-politico, come si evince dal volume del 1938 La storia come pensiero e come azione.
    Il disaccordo con la cultura cattolica
    Il rapporto di Croce con la cultura cattolica è variato nel corso del tempo. Agli inizi del '900 i filosofi idealistici, come Croce e Gentile, avevano esercitato assieme alla cultura cattolica una comune critica al positivismo ottocentesco.
    Alla fine degli anni '20 si ha un progressivo allontanamento della cultura laica e idealistica rispetto alla cultura cattolica. Nel 1929 la Chiesa con i Patti Lateranensi aveva ormai raggiunto un rapporto equilibrato con le istituzioni statali italiane distaccandosi quindi dalle posizioni politiche antifasciste dell'idealismo crociano.
    Quando Croce scriverà la "Storia d'europa nel secolo decimonono", il Vaticano criticherà aspramente Croce che difendeva le filosofie ealtanti una religione della libertà senza Dio.
    Dapprima il Sant'Uffizio pose all'indice nel 1932 questo libro, e non raggiungendo negli anni successivi una qualche riconciliazione con Croce, giunse nel 1934 alla messa all'indice di tutta l'opera omnia del filosofo.
    Nota


      ^
      Osserva Nicola Abbagnano nella sua Storia della filosofia: «Il regime fascista, certo per costituirsi un alibi di fronte agli ambienti internazionali della cultura, consentì tacitamente a Croce una certa libertà di critica politica; e Croce si avvalse di questa possibilità... per una difesa degli ideali di libertà... Negli anni del fascismo e della seconda guerra mondiale la figura di Croce ha assunto perciò, agli occhi degli italiani, il valore di un simbolo della loro aspirazione alla libertà, e ad un mondo in cui lo spirito prevalga sulla violenza. E tale si mantiene a distanza di anni».
      ^ In opposizione al positivismo che voleva riportare la storia ad una forma della scienza, Croce si era interessato dell'estetica nella quale avrebbe dovuto essere compresa la storia (cfr."La storia sotto il concetto generale dell'arte" , Bari 1919.) In seguito modificò questa iniziale teoria stabilendo per la storia un nesso con la filosofia.
      ^ Per questo motivo Croce della Divina Commedia di Dante apprezza la prima cantica dell'Inferno in quanto risultato di una forte e sentita intuizione-espressione, mentre apprezza meno la cantica del Paradiso dove Dante mescolerebbe poesia e filosofia
      ^ Lo studioso di filosofia della scienza, Ludovico Geymonat nel suo Corso di filosofia - immagini dell'uomo, precisa che «... la vera indubbia grandezza di Croce va cercata assai più nella sua opera di storiografo, di critico letterario, ecc., che non nella sua opera di filosofo.» Si fa presente che la logica e la filosofia della scienza è stata sviluppata in Italia da altri correnti di pensiero. Fra gli studiosi di logica come scienza razionale ricordiamo ad esempio Giuseppe Peano (1858-1932), lo stesso Geymonat (1908-1991), Giulio Giorello (1945-) e altri autori italiani del '900.

    Opere
    Le opere di Benedetto Croce spaziano dalla filosofia, alla storia, all'aneddotica, alla critica letteraria e all'erudizione storica. Qui si indicano le più importanti. Per un elenco completo vedi .
    Filosofia dello Spirito
    I. Estetica come scienza dell'espressione e linguistica generale
    II. Logica come scienza del concetto puro
    III. Filosofia della pratica. Economica ed Etica
    IV. Teoria e storia della storiografia
    Saggi filosofici
    I. Problemi di estetica e contributi alla storia dell'estetica italiana
    II. La filosofia di Giambattista Vico
    III. Saggio sullo Hegel seguìto da altri scritti di storia della filosofia
    IV. Materialismo storico ed economia marxistica
    V. Nuovi saggi di estetica
    VI. Etica e politica
    VII. Ultimi saggi
    VIII. La poesia. Introduzione alla critica e storia della poesia e della letteratura
    IX. La storia come pensiero e come azione
    X. Il carattere della filosofia moderna
    XI. Discorsi di varia filosofia (2 voll.)
    XII. Filosofia e storiografia
    XIII. Indagini su Hegel e schiarimenti filosofici
    Scritti di Storia letteraria e politica
    I. Saggi sulla letteratura italiana del Seicento
    II. La rivoluzione napoletana del 1799
    III. La letteratura della nuova Italia (6 voll.)
    IV. I teatri di Napoli dal Rinascimento alla fine del secolo decimottavo
    V. La Spagna nella vita italiana durante la Rinascenza
    VI. Conversazioni critiche
    VII. Storie e leggende napoletane
    VIII. Goethe
    IX. Una famiglia di patrioti ed altri saggi storici e critici
    X. Ariosto, Shakespeare e Corneille
    XI. Storia della storiografia italiana nel secolo decimonono (2 voll.)
    XII. La poesia di Dante
    XIII. Poesia e non poesia
    XIV. Storia del Regno di Napoli
    XV. Uomini e cose della vecchia Italia
    XVI. Storia d'Italia dal 1871 al 1915
    XVII. Storia dell'età barocca in Italia
    XVIII. Nuovi saggi sulla letteratura italiana del Seicento
    XIX. Storia d'Europa nel secolo decimonono
    XX. Poesia popolare e poesia d'arte
    XXI. Varietà di storia letteraria e civile
    XXII. Vite di avventure, di fede e di passione
    XXIII. Poesia antica e moderna
    XXIV. Poeti e scrittori del pieno e del tardo Rinascimento
    XXV. La letteratura italiana del Settecento
    XXVI. Letture di poeti e riflessioni sulla teoria e la critica della poesia
    XXVII. Aneddoti di varia letteratura
    Scritti vari
    I. Primi saggi
    II. Cultura e vita morale
    III. L'Italia dal 1914 al 1918. Pagine sulla guerra
    IV. Pagine sparse (3 voll.)
    V. Nuove pagine sparse (2 voll.)
    VI. Terze pagine sparse (2 voll.)
    VII. Scritti e discorsi politici (2 voll.)
    VIII. Carteggio Croce-Vossler (1899-1949)
    Edizione nazionale
    La casa editrice Bibliopolis edizioni di filosofia e scienze ha in corso di pubblicazione l'edizione nazionale delle opere di Benedetto Croce.
    Bibliografia
    Nicola Badaloni, Carlo Muscetta, Labriola, Croce, Gentile, LIL, Roma-Bari, Laterza, 1978 (in part. di Muscetta: La versatile precocità giovanile di Benedetto Croce. Profilo della sua lunga operosità, Critica e metodologia letteraria di Croce, Croce scrittore: multiforme unità della sua prosa).
    Marcello Mustè, Benedetto Croce, Napoli, Morano, 1990.
    Toni Iermano, "Lo scrittoio di Croce con scritti inediti e rari", Napoli: Fiorentino, 1992.
    P. V. Mengaldo, Benedetto Croce in Profili critici del Novecento, Torino, Bollati Boringhieri, 1998.
    Gaetano Compagnino, "Forma e contenuto della poesia in Benedetto Croce", in Forme e Storie, Catania, Quaderni del Siculorum Gymnasium, XXVII, 2000
    Erster Teil, Bei Benedetto Croce in Neapel, in: Nicolaus Sombart, Rendezvous mit dem Weltgeist, Frankfurt Main: S.Fischer Verlag, 2000.
    Karl Egon Lönne, Benedetto Croce: Vermittler zwischen deutschem und italienischem Geistesleben, Tübingen: Francke, 2002.
    Ernesto Paolozzi, L'estetica di Benedetto Croce, Napoli: Guida, 2002.
    A.A.V.V., Croce filosofo. Atti del convegno internazionale di studi in occasione del 50° anniversario della morte: Napoli-Messina 26-30 novembre 2002, Soveria Mannelli, Rubettino, 2003.
    Fabio Fernando Rizi, Benedetto Croce and Italian fascism, Toronto: University of Toronto Press, 2003.
    Manfred Thiel, Benedetto Croce: Italien am Vorabend des Faschismus ; eine analytische Darstellung, Heidelberg: Elpis-Verlag, 2003.
    Carmelo Tramontana, La religione del confine. Benedeto Croce e Giovanni Gentile lettori di Dante, Napoli, Liguori, 2004
    Sarah Dessi Schmid, Ernst Cassirer und Benedetto Croce, Tübingen: Francke, 2005.
    Giuseppe Gembillo, Benedetto Croce filosofo della complessità, Soveria Mannelli: Rubbettino, 2006.
    Maria Panetta, Croce editore, Edizione Nazionale delle Opere di Benedetto Croce, 2 voll., Napoli, Bibliopolis, 2006.
    Andrea Manganaro, La storia e le storie. Benedetto Croce narratore, in Significati della letteratura, Caltanissetta-Roma, Sciascia editore, 2007.
    Battista Mondin, Corso di Storia della Filosofia (3° volume), Massimo
    Verrucci Guido, Idealisti all'indice. Croce, Gentile e la condanna del Sant'Uffizio, Laterza 2006


    Voci correlate
    Lettera aperta a Benedetto Croce, ed. G. Pedone Lauriel, Palermo 1915
    Altri progetti
    Wikisource
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    Wikiquote contiene citazioni di o su Benedetto Croce
    Collegamenti esterni
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    Una bibliografia di Benedetto Croce
    Una bibliografia di Benedetto Croce con corredo di riassunti delle opere e piccoli saggi
    Biografia di Benedetto Croce con elenco opere
    Il problema dell'impressione nella ricerca filosofica del giovane Croce
    L'elenco dei volumi dell'Edizione Nazionale
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