Balthus (1908-2001)

Informazioni di base:

  • Vero Nome: Balthazar Klossowski de Rola
  • Scomparso nel: 2001
  • Data di nascita: 29 Febbraio 1908
  • Professione: Pittore
  • Luogo di nascita: Parigi
  • Nazione: Francia
  • Balthus in Rete:

  • Wikipedia: Balthus su Wikipedia
  • Biografia:

    (estratta da Wikipedia)

    Balthus fotografato nel 1996 durante la lavorazione del documentario Balthus Through the Looking Glass
    Balthus, pseudonimo di Balthasar Kłossowski de Rola (Parigi, 29 febbraio 1908 – Rossinière, 18 febbraio 2001), è stato un pittore francese di origine polacca.

    Vita e opere
    Stile e tematiche
    Lo stile di Balthus parte da una base classica ed accademica; tuttavia, anche se la sua tecnica e il suo stile compositivo sono ispirati da quelli dei pittori pre-rinascimentali nelle sue opere sono presenti evidenti riferimenti allo stile di surrealisti come Giorgio de Chirico. Ha dipinto soprattutto figure umane in un'epoca in cui l'arte figurativa è stata sostanzialmente ignorata e trascurata. Attualmente è diffusamente riconosciuto come uno dei più importanti artisti del XX secolo.
    Nel suo lavoro possono essere rintracciati i segni di numerose influenze, tra cui gli scritti di Emily Brontë, gli scritti e le fotografie di Lewis Carroll, i dipinti di Masaccio, Piero della Francesca, Simone Martini, Poussin, Jean Etienne Liotard, Joseph Reinhardt, Géricault, Ingres, Goya, Jean-Baptiste Camille Corot, Courbet, Edgar Degas, Félix Vallotton e Paul Cézanne. In ambito musicale il suo compositore preferito fu Wolfgang Amadeus Mozart.
    Molti suoi dipinti mostrano giovani fanciulle ritratte in un contesto erotico. Balthus sostennne ripetutamente che il suo lavoro non aveva alcun intento di tipo pornografico, ma che si limitava a mostrare l'esistenza della sessualità infantile, una realtà difficile da accettare e capace di mettere a disagio.
    Giovinezza
    Nel corso degli anni della sua formazione il suo talento artistico fu sostenuto da Rainer Maria Rilke, Maurice Denis, Pierre Bonnard e Henri Matisse. Suo padre, Erich Klossowski, un celebre storico dell'arte (scrisse una monografia su Daumier), e sua madre Elisabeth Dorothea Spiro (nota come Baladine Klossowska) facevano parte dell'élite culturale parigina. Suo fratello maggiore, Pierre Klossowski, fu un filosofo che si occupò tra le altre cose del pensiero teologico e dalle opere del Marchese de Sade. Tra gli amici e conoscenti della famiglia Klossowski vi furono scrittori come André Gide e Jean Cocteau, che dalla frequentazione della famiglia trasse ispirazione per il suo romanzo I Ragazzi Terribili. Nel 1914 la famiglia, di origine tedesca lascia Parigi e si trasferisce a Berlino. In seguito, nel 1917 la madre e i due figli Balthazar e Pierre si stabiliscono in Svizzera, prima a Berna e poi a Ginevra.
    Nel 1921 viene pubblicato Mitsou, un libro illustrato con quaranta disegni di Balthus, con una prefazione scritta dal mentore dell'artista, Rilke. Racconta la storia di un ragazzo e del suo gatto. La trama del libro prefigura la sua passione per i gatti, che lo avrebbe accompagnato per tutta la vita e che sarebbe riemersa nel suo Autoritratto. Il re dei gatti del 1935. Nel 1924 Balthus torna a Parigi e segue dei corsi all' Accademia della grande Chaumière. Incontra il pittore Pierre Bonnard che gli suggerisce di andare al museo del Louvre e copiare le opere di Poussin.
    Nel 1926 Balthus si reca in Italia dove copia alcuni affreschi del ciclo della Storia della vera croce di Piero della Francesca ad Arezzo oltre a quelli di Masaccio a Firenze nella Cappella Brancacci. Questi lavori gli ispirano poi un'altra delle sue prime opere di un certo rilievo: i dipinti murali a tempera della chiesa Protestante del villaggio svizzero di Beatenberg (1927). Nel 1928-29 si reca in Svizzera a Zurigo e a Berlino dove tiene la sua prima esposizione. Dal 1930 al 1932 vive in Marocco dove presta il sevizio militare nel reparto di fanteria a Kenitra e a Fes, lavora come segretario e abbozza il dipinto La Caserma (1933). Fa quindi ritorno in Svizzera nel 1932 e conosce alcuni surrealisti: Breton, Eluard, Giacometti.
    Un giovane artista a Parigi
    Trasferitosi nel 1933 nel suo primo studio parigino in Rue de Furstemberg e più tardi in un altro in Cour de Rohan, Balthus non mostra alcun interesse verso gli stili modernisti come il cubismo. I suoi dipinti spesso ritraggono giovani ragazze in età adolescenziale in atteggiamenti erotici e pose voyeuristiche. Una delle sue opere più famose, esposta alla prima mostra a Parigi, è La lezione di chitarra (1934), un quadro che suscita molte polemiche in quanto ritrae una fanciulla in età pre-puberale afferrata dalla sua insegnante e tenuta in una posizione estremamente provocante. Tra le altre importanti opere esposte nella stessa occasione si ricordano La Rue (1933), La Toilette de Cathy (1933) e Alice dans le miroir (1933).
    Nel 1937 sposa Antoinette de Watteville, un'amica d'infanzia proveniente da un'antica ed influente famiglia aristocratica di Berna. L'aveva incontrata nel 1924 ed aveva posato per lui come modella per il già menzionato La Toilette e per una serie di ritratti. Dal matrimonio nascono due figli, Thaddeus e Stanislas (Stash) Klossowski, che recentemente hanno pubblicato alcuni libri su loro padre che includono anche le lettere ricevute dai loro genitori.
    Ben presto il suo lavoro suscita l'ammirazione di pittori e letterati, specialmente quella di André Breton e Pablo Picasso, che acquisterà il suo dipinto Les enfans Blanchard (1937). La sua cerchia di amicizie parigina comprende i romanzieri Pierre Jean Jouve, Antoine de Saint-Exupéry, Joseph Breitbach, Pierre Leyris, Henri Michaux, Michel Leiris e René Char, il fotografo Man Ray, il drammaturgo ed attore Antonin Artaud e i pittori André Derain, Joan Miró and Alberto Giacometti (quest'ultimo uno degli amici più intimi e fedeli).
    Nel 1948 un altro amico, Albert Camus, gli chiede di disegnare le scene e i costumi per la rappresentazione del suo dramma Lo stato d'assedio, messo in scena per la prima volta dal regista Jean-Louis Barrault. Balthus disegna scene e costumi anche per l'adattamento teatrale scritto da Artaud di I Cenci di Percy Bysshe Shelley, per Delitto all'isola delle capre di Ugo Betti (1953) e per l'allestimento di Barrault del Giulio Cesare (1959-1960).
    Da Champrovent a Chassy
    Lo chalet di Balthus a Rossinière
    Nel 1940 a causa dell'invasione della Francia da parte dell'esercito tedesco Balthus si rifugia con la moglie in Savoia, in una fattoria di Champrovent, nei pressi di Aix-les-Bains; lì inizia a lavorare a due dei suoi dipinti più importanti, Paysage de Champrovent (1942-1945 e The Living Room (1942). Nel 1942 scappa dalla Francia, ormai in mano ai Nazisti, fuggendo in Svizzera prima a Berna e poi nel 1945 a Ginevra dove stringe amicizia con l'editore Albert Skira e con lo scrittore e membro della resistenza francese André Malraux. Ritorna in Francia nel 1946 e l'anno seguente si mette in viaggio verso il sud del paese insieme a André Masson, incontrando personaggi come Picasso e Jacques Lacan che finisce per diventare un collezionista delle sue opere. Nel 1950, insieme a Adolphe Mouron Cassandre, Balthus progetta le scenografie per un allestimento dell'opera Così fan tutte di Mozart ad Aix-en-Provence. Tre anni dopo va a vivere nel Castello di Chassy sul Morvan, dove coabita con la nipote Frédérique Tison e dà gli ultimi tocchi ai suoi capolavori La Chambre (1952), probabilmente influenzato dai racconti del fratello Pierre) e Le Passage du Commerce Saint-André (1954).
    La vecchiaia
    Balthus con la moglie Setsuko nel loro giardino durante le riprese del documentario girato da Damian Pettigrew
    Mentre la sua fama a livello internazionale cresce grazie anche alle mostre personali nella galleria di Pierre Matisse a New York )1938), Balthus fa in modo di diffondere un'immagine di se stesso enigmatica e sfuggente. Nel 1964 si trasferisce a Roma dove lavora a Villa Medici come direttore della Académie de France à Rome, nominato dal ministro francese della cultura André Malraux. Stringe amicizia con il regista Federico Fellini e con il pittore Renato Guttuso.
    Il fatto di aver sposato in seconde nozze nel 1967 la giapponese Setsuko Ideta, di 35 anni più giovane di lui (l'aveva incontrata in Giappone nel corso di una missione diplomatica organizzata da Malraux) aggiunge ulteriore mistero attorno alla sua figura. La coppia ha due figli, Fumio (nato nel 1968 ma morto solo due anni dopo) e Harumi (nata nel 1973).
    Nel 1977 si sposta a Rossinière, in Svizzera. I fotografi e amici Henri Cartier-Bresson e Martine Franck (moglie di Cartier-Bresson) ritrassero entrambi l'artista con la moglie e la figlia nel loro chalet di Rossinière nel 1999.
    Nel 1980 vengono esposti 26 suoi dipinti alla Biennale di Venezia. Vengono organizzate sue retrospettive al Museè National D'Art Modern-Centre Georges Pompidou, a Parigi, al Metropolitan Museum di New York e al museo di Kyōto.
    Nel 1998 è proclamato "Dottore Honoris causa" all'Università di Wroclaw.
    Balthus è l'unico artista ad aver visto, ancora vivente, alcune proprie opere inserite nella collezione del Louvre. Le tele provenivano dalla collezione privata di Picasso che venne appunto donata al museo.
    Nel 2001 Balthus termina l'ultimo quadro, intitolato L'attesa, e muore in Svizzera il 18 febbraio.
    Alle esequie di Balthus, parteciparono moltissimi volti noti della politica dell'arte e dello spettacolo. Durante il funerale Bono, il cantante degli U2 cantò per le centinaia di presenti, tra cui il Presidente della Francia Chirac.
    La sua vedova, la Contessa Setsuko Klossowska de Rola, dirige la Fondazione Balthus, creata nel 1998.
    Il dibattito sulle sue origini
    Il padre di Balthus, Erich, faceva parte di una famiglia nobile polacca (szlachta) della casata dei Rola, originaria della Prussia. Questa fu evidentemente la ragione per cui tempo dopo suo figlio Balthus aggiunse "de Rola" al proprio cognome, Klossowski, secondo la tradizione della szlachta; se fosse vissuto in Polonia la formulazione del suo cognome sarebbe stata Rola-Kłossowski o Kłossowski h. Rola. L'artista aveva una profonda consapevolezza delle proprie origini polacche e fece ricamare lo stemma dei Rola in molti dei suoi kimono.
    Secondo la maggior parte delle biografie Balthus negava che nelle sue vene scorresse anche parte di sangue di origine ebrea, affermando che i biografi si sbagliavano riguardo le origini di sua madre. In Balthus: A Biography Nicholas Fox Weber, che è ebreo, tentò di trovare delle origini in comune mentre intervistava il pittore, basandosi su un appunto che affermava che la madre di Balthus era appunto ebrea. Balthus rispose: "No, signore, questo non è corretto," e spiegò: "Uno dei migliori amici di mio padre era un pittore chiamato Eugen Spiro, che era figlio di un cantore. Anche mia madre si chiamava Spiro, ma proveniva da una famiglia protestante del sud della Francia. Uno degli Spiro del Midi - un antenato - si trasferì in Russia. Erano probabilmente di origine greca. Noi chiamavamo Eugen Spiro "Zio" perché c'era una grande familiarità, ma non era il mio vero zio. Gli Spiro protestanti vivono tuttora nel sud della Francia."
    Balthus continuò dicendo che pensava che comunque non fosse elegante correggere questi errori, dato che aveva molti amici di origine ebrea. Nicholas Fox Weber nella biografia conclude che riguardo questo "errore biografico" Balthus stesse mentendo, anche se il motivo rimane ignoto. Weber afferma che il nome "Spiro" in greco è solo un nome di battesimo, ma questo non è corretto, in quanto i nomi propri possono fungere anche da cognome. Balthus ripetè sempre che in effetti, se fosse stato ebreo, non avrebbe avuto alcun problema a dirlo. A sostegno della tesi di Weber c'è il fatto che l'artista in passato aveva fatto delle affermazioni molto dubbie riguardo le proprie origini, sostenendo una volta di discendere da Lord Byron dal ramo paterno.
    Documentari su Balthus
    Balthus Through the Looking Glass di Damian Pettigrew (72', Super 16, PLANETE/CNC/PROCIREP, 1996) è un documentario su Balthus girato con la partecipazione dell'artista stesso, filmato mentre lavora nel suo studio e durante un'intervista-conversazione nello chalet di Rossinière. È stato girato in un periodo di 12 mesi in Svizzera, Italiay, Francia e Inghilterra. Ha vinto il Grand Prize dell' UNESCO.
    Note


      ^ IUCN Nota biografica sulla Contessa Setsuko Klossowska de Rola, 2003. Verificato l'8 luglio 2008
      ^ Behind the Name: etimologia e storia dei cognomi

    Bibliografia
    Aubert, Raphaël. Le Paradoxe Balthus. Parigi: Editions de la Différence, 2005.
    Balthus. Correspondance amoureuse avec Antoinette de Watteville: 1928-1937. Parigi: Buchet/Chastel, 2001.
    Clair, Jean and Monnier, Virginie. Balthus: Catalogue Raisonné of the Complete Works. New York: Harry N. Abrams, Inc., 2000
    Davenport, Guy. A Balthus Notebook. New York: Ecco Press, 1989.
    Neret, Gilles. Balthus. New York: Taschen, 2003.
    Klossowski de Rola, Stanislas . Balthus. New York: Harry N. Abrams, Inc., 1996.
    Roy, Claude . Balthus. Parigi: Gallimard, 1996.
    Vircondelet, Alain. Mémoires de Balthus. Monaco: Editions du Rocher, 2001.
    Von Boehm, Gero - Shinoyama, Kishin. The Painter's House. Monaco di Baviera: Schirmer/Mosel, 2007.
    Weber, Nicholas Fox. Balthus, A Biography. (Alfred A. Knopf, 1999. ISBN 0-679-40737-5
    Altri progetti
    Wikiquote
    Wikiquote contiene citazioni di o su Balthus
    Collegamenti esterni
    (FR) La Fondazione Balthus
    (EN) Ten Dreams Galleries - Galleria di opere di Balthus
    (EN) Scheda del documentario Balthus Through the Looking Glass su IMDb
    Portale Arte
    Portale Biografie

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