Arturo Loria (1902-1957)

Informazioni di base:

  • Scomparso nel: 1957
  • Data di nascita: 17 Novembre 1902
  • Professione: Scrittore
  • Luogo di nascita: Carpi (MO)
  • Nazione: Italia
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    (estratta da Wikipedia)

    Arturo Loria (Carpi, 17 novembre 1902 – Firenze, 15 febbraio 1957) è stato uno scrittore italiano.



    Biografia
    Arturo Loria nasce a Carpi da Aristide Loria, industriale ebreo, e Antonietta Righi. La famiglia, agli inizi del '900, possedeva nella cittadina una fabbrica di cappelli di paglia, quando nel 1912 i genitori decidono di trasferire la fabbrica con tutta la famiglia a Firenze. Nei primi anni di vita il ragazzo viene colpito dalla poliomielite che lo segnerà nel corpo, lasciandogli un’andatura zoppicante, ma anche un carattere riflessivo tenace e volitivo che gli permette di praticare sport, oltre che prendere lezioni di pianoforte.
    Dopo aver frequentato il Regio Liceo classico Galilei di Firenze dove studia con grande profitto sia i classici latini, sia autori come Shakespeare, Poe, Dostoevskij ed Emily Dickinson, Loria compie con grande entusiasmo a diciotto anni il suo primo viaggio a Parigi, e l'anno dopo, nel 1921, s'iscrive alla Facoltà di Giurisprudenza dell’Università di Pisa. Negli anni seguenti la facilità di scrivere storie si può gia intravedere nei primi racconti, e in alcune lettere inviate ad una giovane russa conosciuta in una vacanza passata a Firenze di nome Nerina alla quale il giovane Loria dedica il racconto Ritratti.
    La prima stesura del racconto Il cieco e la Bellona viene pubblicato nel 1926 nella rivista letteraria Solaria assieme ad altri racconti, con una revisione nel 1927 infine pubblicata in forma definitiva nel 1928.
    Al Caffè Giubbe Rosse di Piazza Vittorio Emanuele, abituale ritrovo dei collaboratori di Solaria, Loria conosce Eugenio Montale, Raffaello Franchi, Felice Carena, Marino Marini, e instaura una duratura amicizia in particolare con Roberto Papi, Giovanni Colacicchi, infine con Alessandro Bonsanti, quando arriva in redazione con le mansioni di direttore. Solaria, rivista di riferimento per la critica italiana, permette a Loria di far conoscere i suoi scritti a dei critici più che autorevoli, i già citati tra i quali non si possono ricordare Emilio Cecchi e Natalino Sapegno.
    Loria incomincia a viaggiare e, di ritorno dalla Grecia, scrive Gli evasi (luglio 1928), quando per una breve vacanza si trova in Versilia. Riprende a viaggiare e in uno dei soggiorni a Parigi entra in contatto con diversi letterati tra i quali Giuseppe Prezzolini e i pittori De Chirico, Filippo De Pisis e conosce Polia, una giovane pittrice russa, alla quale dedica la seconda raccolta Fannias Ventosa (1929) e insieme partono per l’Inghilterra. Innamorato della giovane pittrice, continua a scrivere ispirato dall’amore per Polia il racconto La scuola di ballo pubblicato per l’edizioni Solaria nel 1932.
    Le recensioni critiche di letterati come Giansiro Ferrata, Guido Piovene e Giuseppe De Robertis, non compensano il limitato successo di pubblico, nella mente dello scrittore si va delineando un progetto ambizioso, l’idea di un romanzo di genere autobiografico che per varie vicissitudini non riuscirà mai a pubblicare. La rivista Italia letteraria nel 1933 pubblica articoli e recensioni molto favorevoli alle sue opere, perché proprio in quell’anno Loria si aggiudica il premio letterario in memoria di Umberto Fracchia che della rivista, quando si chiamavaLa Fiera Letteraria era stato il fondatore. Polia da tempo molto malata muore, la perdita della ragazza che amava lascia lo scrittore svuotato, affranto e molto depresso, Loria per alleviare il dolore ricomincia a viaggiare, ed un’occasione la trova per allontanarsi, quando accetta, invitato da Dino Bigongiari, professore di filologia romanza alla Columbia University di New Yorkd'insegnare per sei mesi alla Casa Italiana della Columbia, diretta da Giuseppe Prezzolini.
    Nel 1935 è pubblicato dalla rivista Pan, il racconto, Il compagno dormiente, titolo ripreso anche in seguito nella raccolta di racconti postumi del 1960. Dopo un’altra breve permanenza alla Columbia University nell’estate del 1936, ritornato in Italia si trasferisce definitivamente a Firenze e precisamente in Borgo San Jacopo dove affitta uno studio in una torre antica dalla quale si può intravedere un bellissimo panorama di Firenze, e inizia a collaborare fin dal primo numero alla rivista Letteratura fondata e diretta da Alessandro Bonsanti. Nel 1938 l’emanazione delle leggi razziali portano ulteriori e nuove limitazioni delle libertà individuali che impediscono, di fatto, agli ebrei e non solo, di partecipare alla vita sociale e culturale del paese. Ad ogni modo, nonostante le sue origini ebraiche, Loria riesce ad avere una discreta libertà espressiva e anche se con qualche difficoltà svolge una proficua attività che spazia dalla scrittura al teatro, dallo scrivere il dramma in tre atti, I colloqui del Principe opera teatrale che lo terranno impegnato per ben due anni fino alla fine del 1941, all’allestimento in Piazza della Signoria dei Giochi medicei, al dramma satirico Endymione nel 1942, al racconto, L'albergatore malato, sulla rivista Circoli del 1938 e al Giornale di bordo , diario che dal marzo 1942 registra riflessioni intime cronaca di eventi giornalieri ,ancora il suo vecchio sogno di scrivere il romanzo della sua vita . Con la famiglia è costretto suo malgrado, causa il conflitto degenerato dopo l’armistizio e la fuga ignominiosa del Re, in una crudele e insensata guerra civile, e dalle truppe alleate che bombardavano non solo i tedeschi in fuga ma ,anche le città d’arte, a lasciare Firenze e rifugiarsi a Montevarchi. Durante uno dei tanti bombardamenti, l’ufficio della ditta Loria viene colpito, nel crollo vanno perduti importanti documenti, manoscritti dello scrittore, il quale affermerà in seguito "Quest’azione ha cancellato dieci anni di lavoro silenzioso e abbastanza assiduo". Anche la fabbrica del padre a Montevarchi e l’annessa biblioteca molto cara allo scrittore sono devastate e saccheggiate dai tedeschi e libri raccolti fin dal liceo e le sue collezioni di quadri dispersi.
    Ritornato alla conclusione delle ostilità nella sua amata Firenze, l’impegno e l’aspirazione più grande è subito quello di ricostruire la biblioteca acquistando di nuovo i libri in edizioni rare e in lingua originale, ritrova anche gli amici di sempre e insieme a Bonsanti, Montale e Scaravelli fonda la rivista Il Mondo periodico d’attualità e nel costume con un osservatorio speciale sui problemi postbellici. Questa esperienza porta lo scrittore a maturare una rinnovata coscienza sia civile sia politica s’iscrive al Partito d'Azione e insieme con altri fonda il circolo culturale Fratelli Rosselli ,senza tralasciare la sua attività di scrittore, viaggiatore e conferenziere, le sue mete sono ( Francia, Svizzera, Inghilterra) il tema delle sue conferenze è la letteratura americana dell’ottocento da Poe, Hawthorne, Melville, Whitman.
    Negli ultimi anni della sua vita collabora con Bernard Berenson traducendone i saggi per il quotidiano Corriere della Sera e per lo stesso quotidiano scrive alcuni racconti e favole che non ottengono il successo sperato, e Loria estraneo a certe logiche editoriali sempre più isolato, muore improvvisamente dimenticato, dal grande pubblico in una fredda mattina il 17 febbraio 1957.
    Opere principali

    Narrativa


    Il cieco e la Bellona, Firenze, 1928;
    Fannias Ventosca, Torino, 1929;
    La scuola di ballo, Firenze, 1932, ristampato dì recente (Palermo, 1989);
    Settanta favole, Firenze, 1957;
    Il compagno dormiente, Milano, 1960.(Postumo)

    Poesia


    Il bestiario, Milano, 1959.

    Teatro


    Endymione, Firenze, 1947.
    Voci correlate
    Gianna Manzini
    Portale Biografie
    Portale Letteratura

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