Arnaldo Forlani (85)

Informazioni di base:

  • Data di nascita: 8 Dicembre 1925
  • Professione: Politico
  • Luogo di nascita: Pesaro (PU)
  • Nazione: Italia
  • Arnaldo Forlani in Rete:

  • Wikipedia: Arnaldo Forlani su Wikipedia
  • Biografia:

    (estratta da Wikipedia)


    Arnaldo Forlani
    Luogo di nascita
    Pesaro
    Data di nascita
    8 dicembre 1925
    Luogo di morte
    Data di morte
    Partito politico
    Democrazia cristiana
    Coalizione
    Pentapartito
    Mandato
    1980-1981
    Elezione
    Titolo di studio
    Laurea in giurisprudenza
    Professione
    Giornalista
    Coniuge
    Vicepresidente
    Predecessore
    Francesco Cossiga
    Successore
    Giovanni Spadolini

    Arnaldo Forlani (Pesaro, 8 dicembre 1925) è un politico italiano.
    Esponente della Democrazia Cristiana, fu uno dei massimi esponenti nazionali del partito. Dopo essere stato a lungo il delfino di Amintore Fanfani ed esponente della sua corrente “Nuove Cronache”, formò poi con Antonio Gava e Vincenzo Scotti la corrente "Alleanza Popolare" (Grande centro "doroteo")

    Carriera politica
    Laureato in giurisprudenza all' Università di Urbino, iniziò la sua carriera politica nel 1948 con l'incarico di segretario provinciale della Democrazia Cristiana di Pesaro e con i successivi incarichi di consigliere provinciale e consigliere comunale di Pesaro. Nel 1954 entrò a far parte della direzione della DC. Dopo aver seguito la corrente di Amintore Fanfani nel Congresso di Firenze del 1959, nel 1962 fu eletto Vice-Segretario nazionale proprio in rappresentanza di quell’area. Mantenne quell’incarico, con una breve pausa di pochi mesi, fino all’inizio del 1969. Nello stesso anno fu eletto con un’ampia maggioranza, Segretario politico dal Consiglio nazionale.
    Durante la sua segreteria, Forlani tentò di evitare il disfacimento dell’alleanza politica di Centro-Sinistra, minata dall’incapacità di reagire in modo efficace alle difficoltà economiche e sociali del periodo. Fu così che formulò il ‘preambolo’ del 1970, che mirava a rinforzare la collaborazione dei partiti di Governo e ad estenderla a tutti i livelli istituzionali, comprese le neo-nate Regioni. Dopo il fallimento del ‘preambolo’, Forlani lanciò la politica di ‘centralità’. Direttamente ispirata alla teoria della "reversibilità delle formule" di Amintore Fanfani, questa linea politica fu la premessa per un spostamento su posizione più moderate del partito alle elezioni del 1972 (con lo slogan ‘Avanti al Centro’) per la formazione del governo Andreotti- Malagodi senza il PSI.
    Al Congresso di Roma del 1973, però, i maggiori dirigenti della DC decisero di porre fine a quella esperienza e di ritornare al Centro-Sinistra. Iniziò così per Forlani, ma anche per Giulio Andreotti, un periodo di ‘quaresima’, come nella definizione del suo maestro Amintore Fanfani. Nel 1980 Forlani fu tra gli artefici della vittoria al Congresso di una maggioranza moderata che pose fine all’esperienza della ‘solidarietà nazionale’. In riconoscimento del suo ruolo nella nuova maggioranza, venne eletto per la prima volta alla Presidenza del Consiglio nazionale.
    Durante il Congresso nazionale del 1982, che elesse per la prima volta Ciriaco De Mita alla Segreteria nazionale, Forlani mantenne la sua posizione candidandosi alla Segreteria in rappresentanza delle componenti moderate del partito. La sconfitta di Forlani fu, però, in larga parte determinata dal cambiamento di posizione del suo vecchio maestro Amintore Fanfani che sostenne il candidato a lui avverso. In questa occasione, Forlani uscì dalla corrente fanfaniana di “Nuove Cronache”, facendosi seguire da molti esponenti storici della componente come Franco Maria Malfatti, Lorenzo Natali, Luciano Radi, Ivo Butini, Lorenzo Natali ed Oscar Luigi Scalfaro. La nuova area forlaniana inizio così l’avvicinamento ai "dorotei", che avrebbe determinato la nascita della nuova corrente moderata di “Azione Popolare”.
    Nel 1986 fu eletto nuovamente alla carica di Presidente del Consiglio nazionale della DC, al fine di garantire la massima unità possibile tra le varie anime della ‘Balena bianca’. Mantenne questa carica fino all’ultimo Congresso nazionale della DC del 1989, in cui fu eletto Segretario nazionale. Questa nuova esperienza alla guida del partito di maggioranza relativa di Forlani si caratterizzò per il rafforzamento del rapporto con il PSI e con la marginalizzazione della Sinistra DC (“Area del Confronto”) e del suo leader Ciriaco De Mita. Dopo la sconfitta alle elezioni politiche del 1992 e la sconfitta personale nella corsa per il Quirinale nello stesso anno, Forlani si dimise da Segretario.
    Governi Rumor
    Nel primo Governo Rumor venne nominato ministro delle Partecipazioni Statali; nel secondo Governo Rumor fu invece ministro per i rapporti con le Nazioni Unite, incarico da cui si dimise l'11 novembre 1969, dopo l'elezione a segretario politico della DC.
    Governi Moro e Andreotti
    Nel quarto e nel quinto Governo Moro fu ministro della Difesa. Nel 1976, durante il terzo Governo Andreotti, divenne ministro degli Esteri: in tale veste, si recò in visita in Portogallo nel luglio 1977 per esprimere l'appoggio del governo italiano alla richiesta, avanzata da Lisbona, di adesione alla CEE. Continuò a mantenere la sua carica nel quarto e nel quinto Governo Andreotti.
    Gli anni Ottanta
    Qurinale 1980: I ministri del governo Forlani con il Presidente della Repubblica Sandro Pertini
    Dal 18 ottobre 1980 al 26 giugno 1981 fu Presidente del Consiglio dei Ministri; durante la sua presidenza furono scoperti gli elenchi degli aderenti alla loggia massonica P2; il ritardo nella pubblicazione delle liste, politicamente considerato (soprattutto dal PCI) una sua diretta responsabilità, lo costrinse a rassegnare le dimissioni e ad allontanarsi da posizioni di primaria importanza per qualche tempo.
    Nei due Governi presieduti da Bettino Craxi ricoprì l'incarico di vicepresidente del Consiglio. Nel 1989 diventò segretario politico della DC sostituendo Ciriaco De Mita. Durante il periodo 1989-1992 si avviò l'alleanza che i giornali cominciarono a denominare 'il CAF' tra Craxi, Giulio Andreotti e lo stesso Forlani. La candidatura di Forlani al Quirinale nel 1992 sfumò poiché non fu votato dalla corrente della DC guidata da Mario Segni. Nello stesso anno, le elezioni politiche produssero un calo di 5 punti alla DC e il famoso CAF si sfasciò. Ancora nello stesso anno esplose Tangentopoli.
    Tangentopoli
    Durante il Processo Cusani, nel periodo dell'inchiesta Mani Pulite, Forlani fu chiamato a testimoniare riguardo ai finanziamenti illeciti ricevuti dall'affare Enimont. Palesemente in difficoltà, rispondendo ad una domanda, disse soltanto 'Non ricordo'. L'immagine divenne uno dei simboli di Tangentopoli, e della corruzione divenuta sistema in Italia, per la quale è stato poi condannato.
    Non fu un tribuno, ma seppe intervenire in modo efficace all'interno del mondo politico, tanto da essere definito da Giampaolo Pansa "coniglio mannaro", nomignolo che non lo avrebbe più abbandonato. Si è da molti congetturato che fra Forlani, Giulio Andreotti e Bettino Craxi si fosse nel tempo stabilito un occulto patto di potere che avrebbe pesantemente condizionato in loro favore la vita politica italiana; a tale presunto patto fu giornalisticamente attribuito il nome di "CAF" (dalle iniziali dei rispettivi cognomi).
    Ai tempi della DC il suo portavoce era il futuro Presidente della Camera dei Deputati, Pier Ferdinando Casini, e leader dell'UDC, considerato il suo più diretto erede politico.
    Procedimenti penali a suo carico
    Condannato in via definitiva a due anni e quattro mesi di detenzione per finanziamento illecito nell'affare Enimont e a tre anni in primo grado di giudizio per ricettazione di varie tangenti sugli appalti inerenti le autostrade.
    Voci correlate
    Governo Forlani
    Centro Studi Politici Franco Maria Malfatti
    Estratto da "http://it.wikipedia.org/wiki/Arnaldo_Forlani"
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