Anthony Quinn (1915-2001)

Informazioni di base:

  • Vero Nome: Antonio Rudolfo Oaxaca Quinn
  • Scomparso nel: 2001
  • Data di nascita: 21 Aprile 1915
  • Professione: Attore
  • Luogo di nascita: Chihuahua
  • Nazione: Messico
  • Anthony Quinn in Rete:

  • Wikipedia: Anthony Quinn su Wikipedia
  • Biografia:

    (estratta da Wikipedia)

    Anthony Quinn



    Oscar al miglior attore non protagonista 1953

    Oscar al miglior attore non protagonista 1957
    Anthony Quinn, nome d'arte di Antonio Rudolfo Oaxaca Quinn (Chihuahua, 21 aprile 1915 – Boston, 3 giugno 2001), è stato un attore messicano naturalizzato statunitense. È noto soprattutto per le numerose interpretazioni in celebri film girati a Hollywood e a Cinecittà, e per i suoi due premi Oscar.

    Infanzia e primi lavori
    Nato da padre irlandese e madre messicana, una combinazione che gli avrebbe in seguito permesso di interpretare ruoli di varie etnie, crebbe a Boyle Heights, nei pressi di Los Angeles, California, U.S.A.; abbandonò presto la scuola (molto più avanti, negli anni novanta, ricevette il suo primo diploma dalla scuola superiore di Tucson, Arizona) e si diede alla boxe e alla pittura prima di intraprendere la carriera attoriale.
    Recitazione
    Anthony Quinn con Marlon Brando nel trailer del film Viva Zapata! (1952)
    Dopo una breve esperienza in teatro, Quinn cominciò la sua carriera cinematografica nel 1936, interpretando personaggi marginali in diverse pellicole, tra cui Parole (il suo debutto) e The Milky Way ("La via lattea"). Rimase poi relegato a ruoli "etnici" nelle pellicole della Paramount per buona parte degli anni '40.
    Con più di 50 film al suo attivo, nel 1947 era già un veterano dello schermo ed aveva recitato come indiano, mafioso, hawaiiano, indipendentista filippino, guerrigliero cinese, sceicco arabo (ma in toni umoristici) e non era ancora diventato famoso; perciò tornò al teatro, dove per tre anni ebbe un discreto successo interpretando a Broadway ruoli come Stanley Kowalski in Un tram che si chiama desiderio, lo stesso personaggio che darà la fama a Marlon Brando.
    Torna sugli schermi agli inizi degli anni '50, principalmente in film di serie B come La maschera del vendicatore (1951), ma nel 1952 riesce a partecipare al film Viva Zapata! (1952) di Elia Kazan, recitando accanto a Marlon Brando: la sua interpretazione come fratello di Emiliano Zapata gli frutta il suo primo premio Oscar (come miglior attore non protagonista e, da quel momento in poi, gli saranno assegnati ruoli ben più significativi.
    A Cinecittà
    Con Giulietta Masina in una scena de La strada
    Trasferitosi in Italia nel 1953, recita in molti film prodotti a Cinecittà, tra cui Ulisse (1954), nel ruolo di Antinoo, e regala una delle sue migliori interpretazioni, nel ruolo del rozzo e forzuto Zampanò, ne La strada di Federico Fellini, al fianco di Giulietta Masina (1954).
    Tornato in patria, nel 1956 vince il suo secondo premio Oscar, sempre come attore non protagonista, interpretando il pittore Paul Gauguin in Brama di vivere (1956) di Vincente Minnelli, al fianco di Kirk Douglas; l'anno successivo riesce anche ad ottenere una candidatura per l'Oscar al miglior attore grazie al suo ruolo da protagonista in Selvaggio è il vento (1957) di George Cukor.
    Negli anni '50, si specializzò in ruoli da "duro", talvolta "macho", ma alla fine della decade non nascose la sua età: fisico non più scolpito, capelli ingrigiti, e la sua voce prima calda e vigorosa divenne roca ma altrettanto affascinante. Il suo nuovo aspetto lo rese però credibile in ruoli come l'ex-colonnello e combattente per la libertà greca Andrea Stavrou ne I cannoni di Navarone (1961), l'ex-boxeur Louis 'Mountain' Rivera in Requiem per un peso massimo (1962) e il beduino Awda Abū Tayy in Lawrence d'Arabia (1962). Il successo di Zorba il greco nel 1964 fu il punto più alto della sua carriera durante gli anni '60 e gli fruttò un'altra nomination agli Oscar.
    Col finire della decade la sua forza interpretativa perse però vigore, i successi diminuirono e apparve solo in alcune serie televisive e in pochi film. Nel 1980 partecipò al film Il leone del deserto, accanto a Irene Papas, Oliver Reed, Rod Steiger e John Gielgud, incentrato sulla figura del capo beduino Omar Mukhtar (Quinn), che combatté le truppe di Mussolini nel deserto della Libia; il film, finanziato da Muammar Gheddafi, fu ai tempi censurato con decreto del ministero dei beni culturali e la proiezione è tuttora vietata in Italia.
    Nel 1983 rivisitò il suo personaggio più famoso recitando in una versione musical di Zorba, che a Broadway rimase in cartellone per 362 spettacoli.
    Nel 1994, interpretò Zeus nella serie per la tv Hercules; la sua carriera cinematografica era ormai a una stasi, ma continuò a lavorare in film come Jungle Fever (1991) di Spike Lee, Last Action Hero (1993) di John McTiernan, e Il profumo del mosto selvatico (1995) di Alfonso Arau. Poco dopo la sua ultima interpretazione in Avenging Angelo (uscita postuma nel 2002), Anthony Quinn morì all'età di 86 anni per una crisi respiratoria causata da un cancro alla gola a Bristol (Rhode Island), dove aveva trascorso l'ultima parte della sua vita e dove è oggi sepolto in una cripta di famiglia.
    Famiglia
    Quinn nel 1988
    Nella sua vita privata, Quinn si dimostrò tanto vigoroso e passionale quanto è sempre apparso sullo schermo; nel 1965 divorziò dalla sua prima moglie Katherine De Mille, da cui aveva avuto cinque figli. L'anno successivo si risposò con la costumista italiana Jolanda Addolori: fu un matrimonio burrascoso che si spezzò definitivamente nel 1993, allorché Quinn ebbe una relazione con la sua segretaria Kathy Benvin, dalla quale ebbe una figlia, Antonia; nel 1996 i due ebbero poi un secondo bambino, Ryan, e si sposarono nel 1997, dopo il divorzio di Quinn dalla Addolori. In totale, Quinn ebbe 13 figli (tra cui Alex A. Quinn, Francesco Quinn, Lorenzo Quinn, Valentina Quinn e Danny Quinn) e tre amanti ufficiali.
    Altri interessi
    Quinn fu studente ed amico di Frank Lloyd Wright.
    Nel suo tempo libero continuò a dipingere e scolpire, e giunse ad essere un artista apprezzato.
    Scrisse, da solo e in collaborazione, due memorie: Il peccato originale (1972) e One Man Tango (1997); nell'ultimo, Quinn è sincero e apologetico su alcuni dei momenti più bui del suo passato.
    Filmografia
    La conquista del West (1937)
    Waikiki Wedding (1937)
    Dangerous to know (1938)
    I filibustieri (1938)
    Bulldog Drummond in Africa (1938)
    La via dei giganti (1939)
    King of Chinatown (1939)
    La danzatrice di Singapore (1940)
    La donna e lo spettro (1940)
    La città del peccato (1940)
    Sangue e arena (1941)
    La storia del generale Custer (1941)
    Avventura al Marocco (1942)
    I tre furfanti (1942)
    Il cigno nero (1942)
    Alba fatale (1943)
    Buffalo Bill (1944)
    Gli eroi del Pacifico (1945)
    La parata dell'impossibile (1945)
    Simbad il marinaio (1947)
    Sangue indiano (1947)
    La grande conquista (1947)
    La donna di quella notte (1947)
    La maschera del vendicatore (1951)
    Fiesta d'amore e di morte (1951)
    Viva Zapata! (1952)
    Contro tutte le bandiere (1952)
    Il mondo nelle mie braccia (1952)
    Salvate il re (1952)
    Cavalleria rusticana (1953)
    Ad Est di Sumatra (1953)
    Seminole (1953)
    Cavalca, Vaquero! (1953)
    Ulisse (1954)
    La lunga notte (1954)
    La strada (1954)
    Il grande matador (1955)
    La pistola non basta (1956)
    L'uomo dalla forza bruta (1956)
    Brama di vivere (1956)
    L'ultima cavalcata (1957)
    L'ultima riva (1957)
    Il giorno della vendetta (1957)
    Selvaggio è il vento (1957)
    La tua pelle brucia (1958)
    Ombre bianche (1959)
    I bucanieri (1959)
    Il diavolo in calzoncini rosa (1959)
    Ultima notte a Warlock (1957)
    Orchidea nera (1958)
    Barabba (1961)
    I cannoni di Navarone (1961)
    Lawrence d'Arabia (1962)
    Una faccia piena di pugni (1962)
    La vendetta della signora (1964)
    Le meravigliose avventure di Marco Polo (1964)
    Zorba il greco (1965)
    Ciclone sulla Giamaica (1965)
    Cominciò per gioco (1966)
    L'avventuriero (1967)
    La 25ma ora (film 1967) (1967)
    Gioco perverso (1968)
    L'uomo venuto dal Kremlino (1968)
    I cannoni di San Sebastian (1969)
    La stirpe degli dei (1969)
    Il segreto di Santa Vittoria (1969)
    Passeggiata sotto la pioggia di primavera (1970)
    Rpm Rivolizione per minuto (1970)
    Sergente Flep Indiano ribelle (1970)
    Rubare alla mafia è un suicidio (1972)
    Il boss è morto (1973)
    Los Amigos (1973)
    La quinta offensiva (1973)
    Contratto marsigliese (1974)
    Uno sporco eroe (1976)
    L'eredità Ferramonti (1976)
    Bluff - Storia di truffe e di imbroglioni (1976)
    Maometto, messaggero di Dio ("The Message") (1976)
    Gesù di Nazareth (1977)
    Casablanca passage (1978)
    Il magnate greco (1978)
    Caravans (1978)
    I figli di Sanchez (1978)
    Revenge(1979)
    Il leone del deserto ("Lion of the Desert" proibito in Italia) (1980)
    Stradivari (1988)
    Passione d'uomo (1988)
    Revenge, vendetta (1990)
    Cara mamma, mi sposo (1991)
    Jungle Fever (1991)
    L'impero del crimine (1991)
    Il mago (1993)
    Last action hero (1993)
    Hercules nel labirinto del minotauro (1994)
    Somebody to love (1994)
    Hercules e il regno perduto (1994)
    Il profumo del mosto selvatico (1995)
    Gotti (1996)
    Il sindaco (1996)
    Avenging Angelo (2002)
    Altri progetti
    Wikiquote
    Wikiquote contiene citazioni di o su Anthony Quinn
    Commons
    Wikimedia Commons contiene file multimediali su Anthony Quinn
    Collegamenti esterni
    Biografia di Anthony Quinn su leonardo.it
    Biografia di Anthony Quinn negli archivi RAI
    Filmografia di Anthony Quinn su Yahoo!Cinema
    Scheda su Anthony Quinn dell'Internet Movie Database
    (EN) Classic Movies (1939 - 1969): Anthony Quinn
    (EN) Dirigere Anthony Quinn di Josh Becker
    Portale Cinema
    Portale Biografie

    Estratto da "http://it.wikipedia.org/wiki/Anthony_Quinn"
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