Amedeo Nazzari (1907-1979)

Informazioni di base:

  • Scomparso nel: 1979
  • Data di nascita: 10 Dicembre 1907
  • Professione: Attore
  • Luogo di nascita: Cagliari (CA)
  • Nazione: Italia
  • Amedeo Nazzari in Rete:

  • Wikipedia: Amedeo Nazzari su Wikipedia
  • Biografia:

    (estratta da Wikipedia)

    Amedeo Nazzari pseudonimo di Salvatore Amedeo Carlo Leone Buffa (Cagliari, 10 dicembre 1907 – Roma, 6 novembre 1979) è stato un attore italiano.
    Amedeo Nazzari nel film Le notti di Cabiria





    Biografia
    Suo padre Salvatore era proprietario di un pastificio e sua madre Argenide era figlia del "vero" Amedeo Nazzari, già presidente della Corte d'Appello di Vicenza, trasferito poi a Cagliari. Amedeo Buffa ha solo sei anni quando suo padre muore e la madre si trasferisce con lui e le sorelle a Roma. Qui compie gli studi presso un collegio di padri salesiani. In questo ambito matura la sua vocazione artistica fin dalle prime recite scolastiche, per poi passare ai palcoscenici delle filodrammatiche e arrivare infine, dopo aver abbandonato gli studi di ingegneria, al teatro vero e proprio.
    L'esordio
    L'esordio da professionista avviene nel 1927 con la compagnia di Dillo Lombardi, per poi passare negli anni successivi a compagnie più importanti come quelle di Annibale Ninchi, di Memo Benassi e di Marta Abba. Nel 1935 viene notato da Elsa Merlini, che gli offre una parte nel film che sta per girare. Il film, Ginevra degli Almieri, non sarà un successo, e Nazzari tornerà al teatro. Ancora una volta sarà un'attrice, Anna Magnani, a notarlo: giovane artista allora emergente e moglie del regista Goffredo Alessandrini, la Magnani insiste con suo marito affinché Amedeo faccia parte del cast di Cavalleria. La sua prestanza fisica, arricchita dal fascino della divisa, diventa la principale attrazione del film che, presentato a Venezia alla Mostra del Cinema e poi proiettato in tutte le sale d'Italia, diventerà uno dei maggiori incassi del 1936.
    La notorietà
    Ancora un film in divisa sarà nel 1938 il suo secondo successo di pubblico: Luciano Serra pilota, sempre con la regia di Alessandrini. Ormai Nazzari è un volto conosciuto e sono molte le offerte di lavoro, ma le sue continue discussioni con i produttori per intervenire sui dialoghi dei film che interpreta e per suggerire cambi di sceneggiatura non previsti nei copioni, gli creano una fama di personaggio scomodo e indocile.
    Nel 1941 alla IX Mostra internazionale d'arte cinematografica di Venezia il conte Giuseppe Volpi di Misurata gli consegna la Coppa del Ministero della Cultura Popolare come migliore attore per il film Caravaggio, il pittore maledetto, e sempre in quell'anno il celebre La cena delle beffe lo consacra definitivamente come "divo" del cinema. Il film, diretto da Alessandro Blasetti, è un dramma in costume che si svolge nella Firenze dei Medici. Tratto dall'omonimo poema di Sem Benelli, La cena delle beffe riscuote un enorme successo di pubblico e rimane nella memoria storica degli spettatori italiani per una serie di motivi: innanzitutto perché contiene la prima scena di nudo femminile (un'inquadratura di pochi secondi di Clara Calamai a seno nudo che varrà il divieto ai minori e la condanna delle autorità ecclesiastiche), poi perché riunisce nel cast due giovani amanti, Osvaldo Valenti e Luisa Ferida che di lì a pochi anni andranno incontro ad un tragico destino accusati dai partigiani di collaborazionismo; infine per l'interpretazione intensa, e oggi diremmo anche un po' gigionesca, di Nazzari, che in questo film recita la sua battuta più celebre: «...e chi non beve con me, peste lo cólga!». Ripetuta da tutti esasperando l'accento sardo del protagonista, diventerà col tempo un tormentone.
    I film del dopoguerra
    Dopo una serie di film minori interpretati durante il periodo bellico tra mille difficoltà, dopo il 1945 tornano i ruoli importanti con Un giorno nella vita di Blasetti, in cui interpreta un capo partigiano, Il bandito, diretto da Alberto Lattuada con Anna Magnani come co-protagonista, e La figlia del capitano tratto da Puškin e diretto da Mario Camerini.
    Richiestissimo anche all'estero, si reca prima in Spagna per interpretare tre film, poi in Argentina dove però gli propongono di recitare la parte di un italiano criminale e corrotto. All'idea di dover diffamare il suo paese, Nazzari rifiuta di adempiere al contratto e la notizia arriva addirittura a Evita Perón che, dopo essersi fatta illustrare il copione, prende le difese dell'artista e gli offre di rimanere comunque in Argentina per visitare il paese e per conoscere personalmente le molte famiglie di italiani emigrati.
    Tornato in Italia nel 1949, recita accanto all'emergente Silvana Mangano ne Il lupo della Sila e accanto all'attrice di origine greca Yvonne Sanson nel dramma popolare Catene. Bistrattato dalla critica ma premiato al botteghino da un enorme successo commerciale, quest'ultimo film aprirà per Nazzari un secondo fortunato capitolo della sua carriera. Catene, diretto da Raffaello Matarazzo, sarà il primo di una lunga serie di film "strappalacrime" che solo negli anni '70 saranno rivalutati dai cinefili che, tra lo snob e il divertito, li riproporranno in speciali serate nei cineclub di tutta Italia per la gioia degli appassionati del B-movie. Di questa serie ricordiamo Tormento (1950), I figli di nessuno (1951), Torna! (1954).
    I ruoli impegnati
    Giulietta Masina con Amedeo Nazzari nel film Le notti di Cabiria
    Non mancano tuttavia i ruoli "impegnati": in Processo alla città (1952) tratteggia la figura di un magistrato napoletano che si oppone alla camorra, e in Proibito (1955) avrà per la prima volta l'opportunità di interpretare un personaggio sardo in una storia di faide familiari. Nel 1957 viene scelto da un Federico Fellini ormai affermato, per recitare in Le notti di Cabiria un ruolo di divo in decadenza facendo ironicamente il verso a se stesso.

    Sempre nel 1957 Nazzari sposa Irene Genna, attrice italo-greca, da cui un anno più tardi nascerà Maria Evelina, oggi anch'essa attrice di teatro.
    Negli anni '60 comincia ad arrivare qualche delusione: il ruolo del principe Salina nel Gattopardo di Visconti, proposto a lui, va a Burt Lancaster per ottenere finanziamenti da una casa di produzione americana; nel remake de La figlia del capitano, girato da Lattuada col titolo La tempesta, il personaggio di Pugacev che era stato suo viene assegnato a Van Heflin; da Hollywood arriva la proposta di girare un film con Marilyn Monroe, ma stavolta è lui che rifiuta, per la difficoltà di recitare in inglese e per il timore di cadere nel ridicolo nelle scene di canto e di ballo (il film, Facciamo l'amore sarà poi effettivamente realizzato con Yves Montand). Nel 1968 ottiene una parte nel film La colonna, film di produzione romena, con Antonella Lualdi e Franco Interlenghi.
    In Italia si apre la stagione d'oro della commedia all'italiana, ma salvo qualche sporadica eccezione, Nazzari si rifiuta di interpretare questo tipo di copioni, dirà poi, per una questione di gusto e di rispetto verso se stesso e verso il pubblico. Così, mentre attori più giovani saranno sommersi da proposte di lavoro, Nazzari apparirà sempre più raramente sul grande schermo, limitandosi a ruoli cameo in produzioni internazionali, come in Il papavero è anche un fiore, Il clan dei Siciliani e Joe Valachi, i segreti di cosa nostra.
    Le apparizioni in televisione
    Qualche soddisfazione arriva invece dalla televisione, dove realizza un rifacimento della celebre Cena delle beffe e della Figlia del capitano e compare come ospite d'onore in trasmissioni celebri quali Il Musichiere, Studio Uno e Settevoci, e gira alcuni famosi caroselli per un noto aperitivo, ripetendo come slogan la detestata battuta : «...chi non beve con me...».
    Nel 1969 la RAI gli dedica ben otto prime serate per trasmettere una retrospettiva dei suoi film più celebri. Il ciclo, che ottiene altissimi indici di ascolto e di gradimento, è curato da Gian Luigi Rondi.
    La morte
    A partire dagli anni '70, diraderà sempre più gli impegni televisivi e cinematografici per una insufficienza renale che lo costringe a ripetuti ricoveri in clinica. Partecipa anche nel 1976 a un episodio della serie televisiva L'ispettore Derrick, intitolato "L'uomo di Portofino" e trasmesso da Raidue nel 1979. Negli ultimi due film, Nina di Vincente Minnelli e Melodrammore di Maurizio Costanzo, lo si vede apparire in piccole partecipazioni.
    Si spegne in una clinica di Roma pochi mesi prima che Evelina gli dia il primo nipotino.
    Filmografia
    Bibliografia
    Piero Pruzzo e Enrico Lancia, Amedeo Nazzari, Collana "Le stelle filanti", Gremese Editore, Roma 1983.
    Simone Casavecchia, Amedeo Nazzari. Il divo,l'uomo, l'attore, con un'intervista a Evelina Nazzari, Centro Sperimentale di Cinematografia (Roma, 2007) in occasione del centenario della nascita dell'attore (1907/2007).
    Maria Evelina Buffa, Amedeo Buffa in arte Nazzari, Collana Cinema Italiano, Edizioni Sabinae, 2008.
    Collegamenti esterni
    Scheda su Amedeo Nazzari dell'Internet Movie Database
    Portale Cinema: accedi alle voci di Wikipedia che trattano di Cinema

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