Alberto Lattuada (1914-2005)

Informazioni di base:

  • Scomparso nel: 2005
  • Data di nascita: 13 Novembre 1914
  • Professione: Regista
  • Luogo di nascita: Milano (MI)
  • Nazione: Italia
  • Alberto Lattuada in Rete:

  • Wikipedia: Alberto Lattuada su Wikipedia
  • Biografia:

    (estratta da Wikipedia)

    Alberto Lattuada (Milano, 13 novembre 1914 – Roma, 3 luglio 2005) è stato un regista, sceneggiatore, attore e produttore cinematografico italiano.
    Intellettuale dalla personalità eclettica, appassionato di letteratura, arte e fotografia, era noto soprattutto per aver trasposto sullo schermo molti celebri romanzi e alcuni kolossal anche per il piccolo schermo. Fautore di uno stile personale e rigoroso, ha raccontato l'individuo senza scrupoli tutto teso al raggiungimento di uno scopo, esplorando inoltre un erotismo quasi mai fine a sé stesso (il corpo e la scoperta della sessualità femminile). Nella sua lunga carriera ha scoperto e lanciato molte attrici come Marina Berti, Carla Del Poggio (divenuta poi sua moglie), Valeria Moriconi, Jacqueline Sassard, Catherine Spaak, Therese Ann Savoy, Nastassja Kinski, Clio Goldsmith, Barbara De Rossi e Sophie Duez.

    Biografia
    Figlio del compositore Felice Lattuada, nel dicembre 1932 fondò insieme ad Alberto Mondadori il periodico quindicinale Camminare... dove svolse mansioni di critico d'arte, mentre Mario Monicelli si occupava di critica cinematografica. Già l'anno seguente ebbe la sua prima esperienza al cinema come scenografo del cortometraggio Cuore rivelatore. Insieme a Mario Baffico nel biennio 1935-1936, collabora al mediometraggio Il museo dell'amore come consulente per il colore (si tratta del primo mediometraggio italiano girato interamente a colori) e al lungometraggio La danza delle lancette. Entrato in contatto con Gianni Comencini (fratello del regista Luigi) e Mario Ferrari, ricerca sistematicamente vecchie pellicole, ponendo le basi della futura Cineteca Italiana di Milano e organizzando alcune retrospettive. Durante gli anni universitari è iscritto ai GUF e partecipa ai Littoriali della cultura e dell'arte. Dopo la laurea in architettura, a partire dal 1938 iniziò a collaborare a diverse riviste: su Tempo Illustrato come critico cinematografico, su Domus scrive di architettura e arredamento, e su Frontespizio pubblicò alcuni suoi racconti letterari. Nel 1941 organizzò anche una sua mostra e un libro di fotografie, Occhio Quadrato, ma passò subito al cinema a tempo pieno come aiuto regista e sceneggiatore per Mario Soldati e Ferdinando Maria Poggioli. Tra il 1942 e il 1943 diresse i suoi primi due film, tratti da opere letterarie di Emilio De Marchi e Luciano Zuccoli; definiti inizialmente dalla critica "esercizi di stile formali e calligrafici", in realtà contengono in nuce a livello stilistico quasi tutti gli elementi del suo cinema futuro. Equilibrio interno dell'inquadratura, uso sapiente delle luci e messa in risalto dei dettagli, calibrati movimenti di macchina e controllati stacchi di montaggio, saranno le cifre alle quali Lattuada rimarrà fedele. La freccia nel fianco, la sua opera seconda, meglio ricordata per essere uno dei primi film italiani ad iniziare a esplorare (sia pure con tutte le prudenze di sorta) il mondo della sessualità infantile, ebbe anche una gestazione piuttosto travagliata; abbandonato dal regista dopo l'8 settembre 1943, venne ripreso e completato da Mario Costa, che non risulta accreditato nei titoli.
    Nell'immediato dopoguerra si avvicinò al neorealismo (più di ambientazioni che di fatti e personaggi) con l'intenso Il bandito, girato in una Torino devastata dai bombardamenti e dove sbandiera apertamente il suo amore per il cinema americano, e in particolare quello della gangster-story sullo stile di Scarface; su quel set debuttano in una parte drammatica la moglie Carla Del Poggio, da lui sposata il 2 aprile 1945 (da lei avrà due figli, Francesco, futuro direttore di produzione di fiction televisive, e Alessandro) e la sorella Bianca Lattuada come segretaria di edizione. Il film successivo, Il delitto di Giovanni Episcopo, tratto da D'Annunzio, si allontana da qualsiasi filone o corrente per iniziare a seguire la sua poetica base (l'individuo senza scrupoli in contrapposizione con una società inerte e indifferente a tutto) con maniacale puntiglio, organizzando alla perfezione scenografia e recitazione; in questo film si segnala in particolare quella di Aldo Fabrizi. Nel 1948 realizzò nella pineta di Tombolo insieme a Tullio Pinelli e Federico Fellini, il celebre Senza pietà, spietata descrizione di un paese in rovina dove è sepolta anche la speranza, traendo suggestioni anche dal cinema francese. Nel 1949, realizza un film tratto dal romanzo più famoso di Riccardo Bacchelli (il quale collabora anche alla sceneggiatura), Il mulino del Po, debutta come regista lirico al Teatro dell'Opera di Roma con Didone ed Enea di Henry Purcell e progetta insieme a Fellini, Michelangelo Antonioni, Carlo Lizzani ed Elsa Morante una serie di pellicole su temi scottanti come l'emigrazione, la speculazione edilizia, sul sistema carcerario. Le pressioni della casa di produzione, che sceglierà poi di realizzare un film sul concorso di bellezza di Miss Italia e sul mondo dei fotoromanzi, lo spingono a fondare una cooperativa insieme alla moglie, a Fellini e alla Masina, realizzando in totale autonomia Luci del varietà spaccato sul rutilante mondo dell'avanspettacolo dove collaborano anche il padre e la sorella, che si rivelerà un disastro a livello finanziario. Con il film successivo, Anna realizzò il suo più grande successo, grazie a protagonisti del livello di Silvana Mangano, Raf Vallone e Vittorio Gassman, rese inoltre popolarissima una canzone, El Negro Zumbon (ricavata da un vecchio standard ballabile cubano) che diventa un successo discografico a livello mondiale. Riprende qualche tematica già presente in Riso amaro di Giuseppe De Santis e fornirà più di uno spunto al successivo Mambo di Robert Rossen. È la prima pellicola italiana ad incassare oltre un miliardo di lire nelle prime visioni, e la prima ad essere presentata doppiata in inglese negli Stati Uniti. Il successo gli consentirà di realizzare nel 1952 una delle sue opere più importanti, Il cappotto, dal racconto di Gogol, girato a Pavia, con protagonista Renato Rascel, uno dei primi film a svincolarsi definitivamente dal neorealismo, dove realtà e fantasia coesistono alla perfezione.
    A partire dal film successivo, La lupa tratto dal celebre racconto di Giovanni Verga, intraprende un viaggio d'osservazione del corpo e della sessualità femminile che lo accompagnerà, tranne qualche eccezione, nei film seguenti. Nei film di Lattuada la forza della figura femminile rende per la prima volta esplicito l'aspetto della sottomissione dell'uomo, il quale di contro tende sempre al raggiungimento di un suo fine senza peraltro avere scrupoli morali: la proprietà, il denaro, il delitto e la vendetta. Con l'episodio Gli italiani si voltano, inserito in L'amore in città, esamina con la tecnica della Candid-camera il fenomeno del gallismo maschile; La spiaggia è antesignana della commedia di costume, critica feroce dell'ipocrisia borghese; Scuola elementare è basato sui desideri (economici e di donne) di un maestro e di un bidello (Billi e Riva). Il dittico Guendalina e I dolci inganni sono importanti per il suo discorso sulla trasformazione sentimentale e sessuale di due adolescenti, interpretate rispettivamente da Jacqueline Sassard e Catherine Spaak. Ad esse si contrappongono i kolossal La tempesta e La steppa tratti dai prediletti autori russi, Puskin e Cechov.
    Gli anni '60 rivestono ancora grande interesse, con trasposizioni di opere letterarie di Guido Piovene, Niccolò Machiavelli e Vitaliano Brancati, fino a giungere al satirico Venga a prendere il caffè... da noi, tratto dal romanzo La spartizione di Piero Chiara, satira di una certa borghesia provincia sempre più ipocrita e sessuofobica, interpretato validamente da Ugo Tognazzi. Dopo due pellicole frutto di evidenti compromessi, scritte su misura per Sophia Loren (Bianco, rosso e..., quasi un remake di Anna) e Giancarlo Giannini (Sono stato io, dove un modesto lavavetri immagina un gesto clamoroso che lo porti sulle prime pagine dei quotidiani) dal 1974 persegue la tematica dell'erotismo, a partire da Le farò da padre e proseguendo con Oh! Serafina da un romanzo di Giuseppe Berto, Così come sei sul tema dell'incesto, fino agli ultimi suoi due film per il grande schermo, considerati artisticamente due fallimenti, La cicala e il tardo Una spina nel cuore, nuovamente tratto da Piero Chiara. Nel 1981 iniziò a dirigere Nudo di donna, che dovette abbandonare quasi subito a causa di dissapori con l'attore protagonista, Nino Manfredi, che finì pertanto per dirigere sé stesso.
    Durante gli anni '80 firmò tre lavori per il piccolo schermo: il kolossal di successo Cristoforo Colombo, l'intensa miniserie Due fratelli e il mediometraggio Mano rubata, tratto da un racconto di Tommaso Landolfi, dove esplora il mondo spietato del gioco d'azzardo. Nel 1994 fece una simpatica apparizione nel film Il toro diretto da Carlo Mazzacurati, e quattro anni dopo donò tutto il suo materiale d'archivio alla Fondazione Cineteca Italiana di Milano, diretta all'epoca da Gianni Comencini. Nel 1970 ebbe la sua seconda esperienza come regista lirico inaugurando il Maggio musicale fiorentino con La Vestale di Gaspare Spontini ed è stato inoltre un membro della giuria del Festival di Berlino.
    È deceduto a 90 anni nella sua casa di campagna nei pressi della capitale, affetto da tempo dal morbo di Alzheimer.
    Riconoscimenti


    David di Donatello


    1957: Targa d'oro
    1959: miglior regista (La tempesta)
    Filmografia
    Regista cinematografico
    Giacomo l'idealista (1942)
    La freccia nel fianco (1943) terminato da Mario Costa nel 1945
    La nostra guerra (1945) cortometraggio documentaristico
    Il bandito (1946)
    Il delitto di Giovanni Episcopo (1947)
    Senza pietà (1948)
    Il mulino del Po (1949)
    Luci del varietà (1950) co-regia di Federico Fellini
    Anna (1951)
    Il cappotto (1952)
    La lupa (1953)
    L'amore in città, episodio Gli italiani si voltano (1953)
    La spiaggia (1954)
    Scuola elementare (1955)
    Guendalina (1957)
    La tempesta (1958)
    I dolci inganni (1960)
    Lettere di una novizia (1960)
    L'imprevisto (1961)
    Mafioso (1962)
    La steppa (1962)
    La Mandragola (1965)
    Matchless (1966)
    Don Giovanni in Sicilia (1967)
    Fräulein Doktor (1968)
    L'amica (1969)
    Venga a prendere il caffè... da noi (1970)
    Bianco, rosso e... (1972)
    Sono stato io (1973)
    Le farò da padre (1974)
    Cuore di cane (1976)
    Oh! Serafina (1976)
    Così come sei (1978)
    La cicala (1980)
    Nudo di donna (1981) regia delle riprese iniziali, sostituito poi da Nino Manfredi
    Una spina nel cuore (1986)
    12 registi per 12 città, episodio Genova (1989) documentario
    Regista televisivo
    Le ragazze in fiore (1977) servizio televisivo per la trasmissione Odeon - tutto quanto fa spettacolo di Brando Giordani ed Emilio Ravel
    Cristoforo Colombo (1985) sceneggiato televisivo
    Due fratelli (1987) miniserie televisiva
    Mano rubata (1989) mediometraggio televisivo
    Collaborazioni
    Cuore rivelatore, cortometraggio, regia di Alberto Mondadori e Cesare Civita (1933) - scenografia
    Il museo dell'amore, mediometraggio, regia di Mario Baffico (1935) - consulente per il colore
    La danza delle lancette, regia di Mario Baffico (1936) - assistente regista
    Piccolo mondo antico, regia di Mario Soldati (1941) - aiuto regista e sceneggiatore
    Sissignora, regia di Ferdinando Maria Poggioli (1941) - aiuto regista e sceneggiatore
    Il cappello del prete, regia di Ferdinando Maria Poggioli (1944) - sceneggiatore
    Un eroe dei nostri tempi, regìa di Mario Monicelli (1955) - attore
    Il corpo della ragassa, regìa di Pasquale Festa Campanile (1978) - adattamento del romanzo di Gianni Brera
    Il toro, regìa di Carlo Mazzacurati (1994) - attore
    Onorificenze
    Cavaliere di Gran Croce Ordine al Merito della Repubblica Italiana
    — Roma, 2 giugno 1995.
    Grand'Ufficiale dell'Ordine al merito della Repubblica Italiana
    — Roma, 27 aprile 1987. Di iniziativa del Presidente della Repubblica.
    Note

      ^ Cavaliere di Gran Croce Ordine al Merito della Repubblica Italiana Maestro Alberto Lattuada regista
      ^ Grande Ufficiale Ordine al Merito della Repubblica Italiana Sig. Alberto Lattuada

    Collegamenti esterni
    Filmografia IMDB
    Portale Biografie
    Portale Cinema

    Estratto da "http://it.wikipedia.org/wiki/Alberto_Lattuada"
    Categorie: Biografie | Registi italiani | Sceneggiatori italiani | Attori italiani | Nati nel 1914 | Morti nel 2005 | Nati il 13 novembre | Morti il 3 luglio | Produttori cinematografici italiani | David di Donatello per il miglior regista | Cavalieri di Gran Croce OMRI | Grandi Ufficiali OMRI | Artisti milanesi | Personalità legate a RomaCategoria nascosta: BioBot

    « Torna al 13 Novembre


    Cerca compleanni per iniziale: a b c d e f g h i j k l m n o p q r s t u v w x y z 5
    Oppure per mese: Gennaio Febbraio Marzo Aprile Maggio Giugno Luglio Agosto Settembre Ottobre Novembre Dicembre