Adalberto Libera (1903-1963)

Informazioni di base:

  • Scomparso nel: 1963
  • Data di nascita: 16 Luglio 1903
  • Professione: Architetto
  • Luogo di nascita: Villa Lagarina (TN)
  • Nazione: Italia
  • Adalberto Libera in Rete:

  • Wikipedia: Adalberto Libera su Wikipedia
  • Biografia:

    (estratta da Wikipedia)

    Roma, palazzo delle poste in via Marmorata (1932)
    Roma, palazzo dei Congressi all'EUR
    La Spezia, Cattedrale di Cristo Re dei Secoli
    Capri, Villa Malaparte
    Adalberto Libera (Villa Lagarina, 16 luglio 1903 – Roma, 17 marzo 1963) è stato un architetto italiano. Fu uno dei maggiori esponenti del Razionalismo italiano, progettando numerosi edifici pubblici della prima metà del XX secolo.

    Note biografiche
    L'undicenne Adalberto nel 1914 si stabilì con i genitori a Parma, città d'origine della madre, la marchesa Olimpia Pallavicino; il padre, Giuseppe Antonio, ex-ufficiale di leva dell'esercito imperiale austro-ungarico, era in fuga dal Trentino austriaco alla vigilia della Prima guerra mondiale. Qui completerà i studi classici e inizierà gli studi universitari presso la Facoltà di Matematica dell’Università cittadina, frequentando contemporaneamente le lezioni di architettura presso l’Istituto di Belle Arti "Paolo Toschi". Il riordinamento della riforma dell’istruzione universitaria spinse Libera all’iscrizione presso l’unica Facoltà di Architettura in Italia, quella di Roma, escluse le sezioni speciali ai Politecnici di Torino e Milano. Qui conoscerà ed avvierà un fruttuoso sodalizio con un importantissimo architetto del Novecento italiano, Mario Ridolfi, suo collega universitario e compagno della formazione artistica. A Roma Libera si inserì in un ambiente intellettuale che lo portò a contatto diretto con le personalità che dominavano la cultura architettonica della capitale Gustavo Giovannoni e Marcello Piacentini. Fu membro non ancora laureato del milanese Gruppo 7 con Terragni, Figini, Pollini, Rava, Frette, Larco e Castagnoli. Subentrò proprio a quest'ultimo nel 1927, diffondendo a Roma l'azione teorica del gruppo. Nel 1930 fondò, e divenne segretario, il M.I.A.R. (Movimento Italiano di Architettura Razionale) ed è invitato da Ludwig Mies van der Rohe all'esposizione di Stoccarda del 1927 (Werkbund). Fu tra gli organizzatori nel 1928 e nel 1931 delle Esposizioni di "Architettura Razionale" a Roma, la seconda delle quali segnò la sconfitta del M.I.A.R. che fu costretto a sciogliersi a seguito delle roventi polemiche tra la giovane generazione d’”assalto” e quella legata all’accademia, prossima al potere politico, duramente rappresentata dalla "Tavola degli orrori" di Pier Maria Bardi.
    Continua però la sua attività progettuale sui canoni del razionalismo e realizza in tal senso diversi edifici negli anni '30 di cui il maggiore è senz'altro il palazzo dei congressi dell' E.42. Il fabbricato rileva nella facciata i segni ed i particolari architettonici del "neoclassicismo semplificato" Piacentiniano, ma nella volta a vela e negli altri prospetti crea un innovativo spazio architettonico ed è senz'altro l'edificio razionalmente più valido tra quelli realizzati. È anche autore della Villa Malaparte a Capri (1938), parallelepipedo rotto dalla gradonata della terrazza solare della copertura; opera architettonica di una limpidezza razionale esemplare e che appare in rilievo sulla roccia di un promontorio, ma anche straordinariamente integrata con il luogo e creatrice di un eccezionale ambiente costruito.
    Libera sfuggì alla compromissione con il Fascismo e non fu travolto dalla guerra, come altri importanti architetti del razionalismo italiano. (Pagano e Terragni). Dopo la guerra sono da ricordare alcuni edifici a Roma: un insieme di unità abitative (1954) e un palazzo per uffici (1959).
    Della sua generazione Libera è forse il più razionalista e non sono per la partecipazione al Gruppo 7 ma perché la sua personalità lo rendono affine ai grandi maestri europei del Movimento Moderno; egli infatti aveva l'impulso a trasferire nell'architettura un mondo ordinato secondo categorie universali quali: la semplicità,l'integrità, l'essenzialità e la durata che in architettura si palesano attraverso uno stile di purezza classica e di perfetta corrispondenza tra geometria e costruzione. La figura di Libera differisce dalla cultura italiana del tempo per le sue esclusioni di luogo, contesto, storia e si colloca nell'ambito ideale della cultura razionalista. Nonostante ciò c’è un carattere di anomalia rispetto ad esperienze razionalistiche più tipiche europee dato dall'estraniamento dal luogo, alla perfetta chiusura dell'organismo in se stesso, all'unicità e irripetibilità dell'oggetto e al forte valore simbolico ed ideale. Libera cita 3 possibili modi di sviluppo del processo progettuale, in cui funzione e forma giocano ruoli diversi:
    Concezione funzionale che non conosce a priori e attende il valore figurativo;
    Suggestioni psicologiche e figurative a priori che cercano la giustificazione funzionale ammissibile;
    Concezione figurativa a priori che adatti le funzioni e attrezzature in modo qualsiasi.
    A monte del processo ideativi di Libera c’è una geometria, una tendenza ad organizzare il volume secondo un prevalente assetto geometrico: parallelepipedi, cilindri, coni, corone circolari, o opportune giustapposizioni e compenetrazioni di questi. Nella prima idea di spazio si esplicita il legame tra l'esigenza e la forma architettonica, deputata a soddisfare quell'esigenza. I primi schizzi sono costruzioni geometriche, il passaggio successivo è strutturale; la struttura è l'elemento di mediazione obbligatoria tra l'idea di spazio e lo spazio concreto, deve essere visibile ma non esibita, una trama organizzatrice. Solo nelle opere dell'ultimo periodo la struttura assumerà un'incidenza rilevante.
    Opere principali
    Facciata provvisoria del Palazzo delle Esposizioni di Roma (con Mario De Renzi) e Sala U per la Mostra della Rivoluzione Fascista (1932)
    Il Palazzo delle Poste in via Marmorata a Roma (1933) con Mario De Renzi
    Palazzine a Ostia Mare (1932-34)
    Il padiglione italiano per l'Esposizione mondiale di Chicago (1933, con Mario De Renzi)
    Il Palazzo del Littorio a Roma (concorso) (1935, con Mario De Renzi e G. Vaccaro)
    Il padiglione italiano per l'Esposizione mondiale di Bruxelles (1935)
    Il Palazzo dei Congressi dell'E.42 (1938)
    Casa Malaparte a Capri (1938)
    Le palazzine I.E.E.P. in via Pessina nel complesso della città-giardino (1950-53) a Cagliari
    L'Unità d'abitazione orizzontale al quartiere Tuscolano di Roma (1950-54)
    Il padiglione della Cassa per il Mezzogiorno alla Fiera di Cagliari (1953)
    Il cinema Airone a Roma (1955)
    La Cattedrale di Cristo Re della Spezia (1956-69)
    La zona est del Villaggio Olimpico di Roma per le Olimpiadi del 1960
    Il Palazzo della Regione Autonoma Trentino Alto Adige a Trento
    Bibliografia
    Efisio Pitzalis, Libera e De Renzi. Palazzo del Littorio, in "Area" n. 47 nov-dic 1999 Leggere l'articolo
    Gaia Remiddi, Antonella Greco, Adalberto Libera. Guida alle architetture romane, Palombi editori, Roma 2003
    Paolo Melis, I luoghi e le date di una vita. Tracce per una biografia, Nicolodi editore, Trento 2003
    Michele Costanzo, Adalberto Libera e il Gruppo 7, Mancosu Editore, Roma 2004
    Voci correlate
    Razionalismo italiano
    Movimento moderno
    Collegamenti esterni
    Adalberto Libera alla DARC
    Estratto da "http://it.wikipedia.org/wiki/Adalberto_Libera"
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